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Italia ed estero

Lo Stato italiano è il peggior pagatore d’Europa

Lo Stato italiano continua ad essere il peggior pagatore d'Europa e a violare sistematicamente la direttiva UE sul ritardo dei pagamenti: Oggi, l’Italia salda i propri fornitori mediamente dopo 144 giorni, rispetto ad una media europea di soli 38 giorni.

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Lo Stato italiano continua ad essere il peggior pagatore d'Europa e a violare sistematicamente la direttiva UE sul ritardo dei pagamenti: Oggi, l’Italia salda i propri fornitori mediamente dopo 144 giorni, rispetto ad una media europea di soli 38 giorni.

Lo Stato Italiano, ad oggi, deve pagare 61 miliardi di euro alle aziende italiane. «Un doppio record negativo, a livello europeo, che continua a produrre conseguenze devastanti per il tessuto economico ed imprenditoriale del nostro Paese, con migliaia di aziende che falliscono non per debiti ma per i crediti che avanzano da uno Stato ‘canaglia’ che non onora i propri impegni» – spiega Mara Bizzotto europarlamentare della Lega Nord che, dopo i recenti dati forniti dalla Banca d’Italia e le elaborazioni della Cgia di Mestre, ha presentato un’interrogazione alla Commissione UE chiedendo un pronto intervento da parte di Bruxelles per «affrontare e risolvere, in via definitiva, questa annosa e vergognosa questione tutta italiana”, invocando altresì “urgenti misure di sostegno in favore delle migliaia di imprese italiane vittime della colpevole insolvenza della Pubblica Amministrazione».

«Altro che le false promesse del premier Renzi: l’Italia continua ad essere maglia nera in Europa sia per i debiti non pagati sia per i tempi di pagamento – continua l’europarlamentare Bizzotto – I numeri sono impietosi, con l’Italia all’ultimissimo posto e i nostri competitor europei che pagano meglio e più velocemente: la Francia in 62 giorni, l’Olanda in 32, la Gran Bretagna in 24, la Germania addirittura in soli 19 giorni. Persino il Portogallo (94 giorni) e la Grecia (49) fanno meglio del nostro Paese».

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Purtroppo solo in Italia si è giunti al paradosso per il quale gli imprenditori falliscono per crediti e non per debiti, con lo Stato che non paga le aziende ma al tempo stesso pretende da loro il pagamento delle tasse più alte d’Europa. «Per uscire da questo pericoloso circolo vizioso esiste un’unica soluzione: lo Stato italiano deve pagare subito l’intera somma dei debiti pregressi e applicare, in modo corretto e rigorosissimo, la Direttiva UE del 2013 sul ritardo dei pagamenti, pagando i propri fornitori entro un massimo di 30 giorni. Solo in questo modo si potrà ridare slancio e ossigeno alle nostre imprese e salvaguardare centinaia di migliaia di posti di lavoro» – conclude Mara Bizzotto.

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