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Trento

Trilinguismo: in quinta Commissione i firmatari della petizione contro il Clil

Una petizione sottoscritta da 1.280 firme per fermare il progetto Trilinguismo trentino e rivederlo nelle sue molteplici criticità ed eventualmente riformularlo anche con “chi lo farà”, ovvero insegnanti e genitori: questo l’argomento illustrato nel tardo pomeriggio di oggi alla Quinta Commissione permanente di Lucia Maestri e al Presidente della provincia Ugo Rossi, dai portavoce del Comitato genitori (Cosetta Zanella, Lorenza Dallapiccola, Paolazzi Carla, Morena Zanella, Paolo Chistè, Lidia Micheli, Sybille Munaro).

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Una petizione sottoscritta da 1.280 firme per fermare il progetto Trilinguismo trentino e rivederlo nelle sue molteplici criticità ed eventualmente riformularlo anche con “chi lo farà”, ovvero insegnanti e genitori: questo l’argomento illustrato nel tardo pomeriggio di oggi alla Quinta Commissione permanente di Lucia Maestri e al Presidente della provincia Ugo Rossi, dai portavoce del Comitato genitori (Cosetta Zanella, Lorenza Dallapiccola, Paolazzi Carla, Morena Zanella, Paolo Chistè, Lidia Micheli, Sybille Munaro).

Il problema Clil e il mancato coinvolgimento. Sotto la lente, in particolare, sarebbe il metodo Clil, “per certi aspetti innovativo, ma che desterebbe diverse preoccupazioni e non poche criticità”.

Al momento della sottoscrizione della petizione, nell’aprile scorso, le richieste prevedevano un supplemento d’indagine e una sperimentazione prima dell’introduzione. Il metodo Clil, a giudizio dei firmatari sarà un fallimento perché necessiterebbe di requisiti precisi per dare risultati concreti, tra i quali: la non riduzione della complessità disciplinare, una buona conoscenza linguistica di partenza, classi differenziate in base al livello linguistico, la continuità didattica, la stabilizzazione degli insegnanti, competenze linguistiche certificate per gli insegnanti, un numero ridotto di studenti per classe. I firmatari si sono soffermati inoltre sulla mancanza di coinvolgimento e di informazione delle famiglie nel progetto trilingue sperimentale.

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I chiarimenti di Rossi: un progetto che è prima di tutto politico. Il Presidente della Pat Ugo Rossi ha chiarito la genesi del progetto e illustrato le motivazioni di fondo, oltre che informato gli auditi sul percorso che si sta facendo per garantire un monitoraggio del progetto.

La premessa è che il piano Trilinguismo è prima di tutto un progetto politico. La Provincia ha scelto la modalità di attuazione del progetto avvalendosi dell’Iprase, di collegamenti con le istituzioni europee e di contatti con il Ministero dell’Istruzione. Il piano Trilinguismo prevede l’innalzamento del livello di conoscenza e pratica di tutto il corpo insegnante, al fine di migliorare le competenze ed elevare la cultura e la qualità degli insegnanti in maniera diffusa.

Tra le modalità didattiche di insegnamento delle lingue il metodo Clil è stato individuato come il migliore per attuare questo piano. Il progetto è costantemente monitorato al fine di  migliorarlo e per permettere di superare il gap che inevitabilmente ci sarà tra pensato, programmato ed attuato. Si stanno facendo analisi incrociate con i dati invalsi e fino ad ora i risultati dicono che non c’è una differenza statisticamente peggiorativa nelle materie dove si utilizza il Clil, anzi esattamente il contrario.

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L’obiettivo certamente è ambizioso, non facile da realizzare, coinvolge cambiamenti importanti per famiglie e insegnanti: siamo però convinti della bontà di un progetto che con lo sforzo di tutti, garantirà un miglioramento qualitativo per tutti. Rossi ha annunciato che questo venerdì si realizzerà un primo passaggio di verifica sulla sperimentazione.

Maestri: un preconcetto troppo rigido. Lucia Maestri (PD) ha osservato che a suo avviso la Pat ha compiuto alcuni passi importanti nel coinvolgimento delle scuole, degli esponenti scolastici e di parte dei genitori. Una riflessione oggettiva da parte dei firmatari, dovrebbe fare un passo indietro rispetto alla totale avversione al metodo Clil, ha aggiunto. C’è a suo parere un troppo rigido preconcetto rispetto ad un percorso sul quale, tra l’altro, pare si stia avviando anche lo Stato italiano: qualche distonia o inciampo, sarà risolta, ma l’obiettivo non può essere disfare tutto.

Bottamedi: da insegnante scettica in partenza, sono oggi convinta della validità del progetto. La consigliera Manuela Bottamedi (Patt), da insegnante, ha ammesso di aver ammorbidito un approccio inizialmente scettico sull’argomento: si tratta di mettere a sistema un metodo attivo e coinvolgente che utilizza competenze di varo tipo. La forte preoccupazione che emerge dalla petizione si scontra con la volontà della Pat di aiutare tutti i ragazzi e mettere tutti sullo stesso piano. La Comunità europea ha dato consistenti finanziamenti in questa direzione, a fronte di un progetto graduale: “credo che questo sia già garanzia di serietà”.

Detomas , Simoni, Civettini e Viola: occorrono attenzione, confronto e monitoraggio. Giuseppe Detomas(UaL) ha apprezzato l’equilibrio del Presidente nel dirsi aperto ad eventuali modifiche a seguito di provate criticità. Ha apprezzato anche la petizione come momento di democrazia e spunto di riflessione. “Da parte mia monitorerò l’esito dell’attività di verifica”, ha concluso.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha osservato che la premessa sta proprio nella scelta politica di fondo: il piano Trilinguismo era uno dei punti del programma elettorale del Patt e questo si sta facendo: si porta a compimento il programma. “Noi siamo convinti che il Trentino debba crescere nell’apprendimento delle lingue, ma siamo critici su questo metodo” ha aggiunto. “Tuttavia la strada è segnata, e dunque non resta che monitorare”.

Claudio Civettini (Civica trentina) ha dichiarato di volersi porre sull’argomento con atteggiamento “di umiltà” e aldilà della propria professione. Il consigliere ha apprezzato l’approccio di Rossi, che però a suo parere non basta: le criticità ci sono e sono fondate e serie. Su questi temi dovremmo confrontarci per trovare le soluzioni coerenti e corrette per raggiungere l’obiettivo della conoscenza delle lingue straniere.

Walter Viola(Progetto Trentino) ha condiviso le perplessità e i dubbi sullo strumento, anche se pare che i primi dati sulle sperimentazioni siano confortanti. E’ importante mantenere alta attenzione e vigilanza affinché certe criticità vengano affrontate.

La replica dei firmatari e di Rossi. “Non è una posizione politica, né di opposizione”, hanno chiarito gli auditi: “Non riteniamo corretto averci incanalato come oppositori e comunque consideriamo eccessiva l’accelerazione data a questo progetto, che ha lasciato la maggior parte degli insegnanti allo sbando”. A noi premeva capire i tempi di sistemazione dei tasselli mancanti del progetto, che tipo di monitoraggio verrà fatto e con che modalità, hanno concluso.

Vi inviterei ad avere un po’ di fiducia rispetto al fatto che questa sfida si possa vincere”, ha replicato Rossi. Le criticità ci permettono di avere una chiave di analisi della situazione per controllare e monitorare il progetto. Teniamo dunque aperto questo canale che è assolutamente positivo.

Maestri suggerisce una nuova audizione a fine anno. In ogni caso, ha suggerito la Presidente Lucia Maestri in conclusione, “il confronto è sempre costruttivo: sarebbe utile prevedere un’audizione a fine anno scolastico per una riflessione su come è andata”.

 

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