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Trento

La PAT vincitrice del premio EGOV 2015 con il progetto “Openmove”

La Provincia autonoma di Trento è il vincitore assoluto del premio "Egov 2015".

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La Provincia autonoma di Trento è il vincitore assoluto del premio "Egov 2015".

La premiazione si è svolta ieri pomeriggio a Milano, presso Smau (FieraMilanoCity). Su sessanta finalisti, sono stati 14 i progetti vincitori o menzionati, con la novità di quest'anno, ossia il vincitore assoluto tra le quattro categorie in gara. Il premio per il miglior progetto italiano di Egovernment 2015 è andato alla Provincia autonoma di Trento e al progetto "Openmove", un esempio concreto di come gli "open data" possano facilitare la vita sia agli enti pubblici che ai cittadini attraverso un progetto semplice oltre che facilmente replicabile su scala nazionale.

Questa la motivazione del premio: "Spesso con l’accesso ai dati pubblici ci si ferma a livello di infomobilità offrendo applicazioni e servizi di tipo informativo. OpenMove va oltre e risolve i problemi di bigliettazione e di intermodalità. Partendo dagli Open Data della mobilità, è stato costruito un servizio integrato, facilmente replicabile in ogni angolo del Paese".

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Grazie all'applicazione "Open Move" – che ha utilizzato i dati rilasciati in formato aperto dal Servizio trasporti pubblici della Provincia – si possono infatti acquistare e pagare da smartphone i biglietti del trasporto urbano ed extraurbano, sia su gomma che su rotaia.

La motivazione del premio ha evidenziato come il processo di apertura dei dati del patrimonio informativo pubblico non rappresenta solo un adempimento normativo ma può essere un formidabile strumento per la pubblica amministrazione per rendere disponibili servizi innovativi e per le imprese per sviluppare occasioni di mercato, un'opportunità di crescita per entrambi dunque.

Allo Smau si è tenuta quindi la premiazione dei progetti di innovazione sviluppati dalle pubbliche amministrazioni. Per il progetto Open Data in Trentino della Provincia è una occasione per evidenziare come esista una domanda di dati del servizio pubblico da parte di aziende le quali possono, riusando quei dati, fornire un servizio ai cittadini. 

Cos'è Open Move ? è la App gratuita che consente agli utenti di acquistare e di pagare da telefono i servizi di mobilità del sistema di trasporto pubblico del Trentino. L’utente accreditato nel sistema “Open Move”, può scegliere ed acquistare il titolo di viaggio da smartphone e “validarlo” fotografando un Q-R code posizionato a bordo del mezzo.

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Il progetto nasce grazie alla pubblicazione, in formato GTSF, dei dati del Trasporto Pubblico del Trentino (linee, corse, fermate e dei relativi orari, distinti per le zone urbane ed extraurbane, e tariffe) nell’ambito del Progetto “Open Data” coordinato dalla Provincia.

Il titolo di viaggio può essere prenotato ed acquistato sia in ambito urbano (Trento, Piano d'Area Rovereto, Alto Garda, Pergine Valsugana) che extraurbano, mediante la registrazione dell'origine, della destinazione e dell'eventuale instradamento, sia su gomma che su ferrovia; i viaggi in ambito ferroviario prevedono il semplice acquisto del titolo da smartphone (scelta “treno”) e non necessitano della fotografia del Q-R code. Per quanto riguarda le tariffe, il titolo di viaggio acquistato da smartphone presenta in ambito urbano lo stesso costo della carta a scalare, mentre in ambito extraurbano viene applicato uno sconto del 10% rispetto al costo del biglietto ordinario su base chilometrica.

"Open Move scommette inoltre sul "proximity marketing" che si può riassumere semplicemente così: tutti noi, quando siamo in un luogo vorremmo risparmiare tempo e trovare quello che veramente ci può servire.

Chi vende un certo prodotto oppure offre un certo servizio in un determinato luogo è disposto ad investire perché qualcuno ci faccia sapere della sua esistenza, vicino a dove siamo noi in quel momento. Il valore sta dunque nel far incontrare la domanda e l'offerta in modo puntuale, in quel luogo, per quella persona.

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Trento

Ieri l’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento

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Molti i temi affrontati ieri all’assemblea annuale della Federazione provinciale Scuole materne di Trento, che ha visto presso le Cantine Ferrari a Ravina, ben 123 scuole rappresentate su 134.

Il presidente Giuliano Baldessari ha dedicato la sua relazione a “Qualificare l’investimento per l’Infanzia. 70 anni da capitalizzare”: “Il primo riferimento va all’anniversario della nostra associazione. Un anno significativo il 2020 che si apre col desiderio di immaginare ancora una volta il futuro e di rilanciare prospettive di ricerca e di innovazione.  Con lo sguardo al 19, 20 e 21 novembre prossimi – date nelle quali prenderanno vita le iniziative specifiche legate ai settanta anni di istituzione della Federazione – molte le storie, i percorsi, le domande, le sfide, i progetti da condividere per continuare a curare attenzione, cultura, progettualità nelle politiche per l’infanzia in alleanza con le famiglie e le comunità”.

All’avvio dei lavori l’assessore provinciale all’istruzione, università e cultura Mirko Bisesti ha portato il proprio saluto ai partecipanti, riprendendo i temi espressi da don Marco Saiani che nella Messa di apertura aveva fatto riferimento alle condizioni storiche che hanno portato più di un secolo e mezzo fa alla nascita delle scuole dell’infanzia equiparate e successivamente all’istituzione della Federazione, richiamando il contesto di unità di visione della vita e di disponibilità a collaborare per trovare insieme soluzioni.

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L’assessore Bisesti, evidenziando come sia fondamentale rifarsi a quei valori di solidarietà, ha ricordato come tali valori, pur riletti alla luce dei tanti cambiamenti intervenuti nel corso degli anni, siano la base per affrontare le sfide importanti che ci attendono.

Fra presenti anche gli assessori regionali Giorgio Leonardi e Claudio Cia, nonché l’assessore alla partecipazione, innovazione, formazione e progetti europei del Comune di Trento Chiara Maule.

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Trento

Le Albere, Lega: «Il vero volto di 20 anni di amministrazione del centro sinistra a Trento»

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Da area produttiva simbolo della Trento industriale del boom economico, a quartiere modello e all’avanguardia a livello architettonico.

Presentato come quartiere modello di 113 mila metri quadri, urbanisticamente all’avanguardia, raggiungibile da pochi, addirittura con le guardie private che ne limitavano gli ingressi ( e così è stato nei primi mesi) , non è mai entrato nel cuore dei trentini.

Di certo il Muse ha contribuito a creare curiosità, il parco a portare gente, ma la scommessa è la nuova biblioteca universitaria che si rivolge alla “ nuova Trento”, quella degli studenti, universitari in particolare.

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Una città che ha deciso la completa demolizione del complesso industriale della Michelin dopo la chiusura nel 1997.

Tra la Michelin e la città di Trento per molti anni si è instaurato un grande rapporto di amore e rispetto.  Un’empatia che le Albere non hanno mai avuto con la cittadinanza.

Per il momento a distanza di anni il quartiere “Le Albere” a Trento perde sempre più valore e gli appartamenti del complesso progettato da Renzo Piano restano per gran parte invenduti o disabitati.

Nel 2017 il complesso di proprietà del fondo immobiliare Clesio ha perso il 18% e oggi è poco oltre il 50% del valore iniziale, ovvero 44,3 milioni di euro. I debiti con le banche ammontano a 150 milioni.

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I soci del fondo cioè enti territoriali come Isa, Dolomiti Energia, Itas, Fondazione Caritro, Mediocredito Trentino Alto Adige, hanno ottenuto come “rimborso” parziale delle perdite gli stessi appartamenti invenduti.

Purtroppo il complesso non è mai decollato ne dal punto di vista commerciale ne tanto meno da quello abitativo. Oggi si possono vedere i segni dell’usura delle strutture e luoghi dove il degrado ha preso il sopravvento.

Sull’argomento hanno preso una precisa posizione anche i consiglieri comunali della Lega.

«Ormai non ci stupiscono più le notizie riguardanti il fallimento del progetto di riqualificazione dell’area ex Michelin, – si legge in una nota dei consiglieri –  altresì conosciuta con il nome di quartiere Le Albere. Del resto, si tratta di una situazione ben delineata e che dimostra come questi vent’anni di amministrazione di centrosinistra a Trento non abbiano portato a risultati concreti per la riqualificazione della città. Le aree ex Sloi ed ex Prada, assieme allo sviluppo immobiliare di Trento Nord e le centinaia di appartamenti “semipopolari” sfitti alle Albere (ex Michelin) e la Destra Adige – ex Itacementi, sono vanto della maggioranza uscente nella orgogliosa rivendicazione che la controfigura scelta come candidato Sindaco dal rinato Centrosinistra Autonomista userà in campagna elettorale».

Poi l’attacco all’amministrazione del Sindaco Andreatta additato come primo responsabile della situazione delle Albere: «per il centrosinistra va tutto bene, del resto poco conta se – con riferimento al quartiere Le Albere – il 50% degli alloggi resta invenduto anche nonostante la realizzazione di tutta una serie di sottopassaggi che, nei fatti, non sono serviti per la riqualificazione e l’inclusività del quartiere all’interno della città. La situazione non cambierà neanche con lo spostamento, inutile e solo antiproduttivo – della funivia che dovrebbe portare fino al monte Bondone».

E ancora: «Se in Alto Adige si è vista la realizzazione di impianti funivistici vicino alle stazioni ferroviarie per ridurre l’uso di mezzi di trasporto, qualcuno a Trento, invece, vuol rendere poco praticabile un servizio, quello della funivia, che potrebbe seriamente riqualificare il Bondone ma solamente partendo da un’area vicino alla funivia. Le notizie riguardanti la fuga di negozianti dal quartiere sono conferma di un fallimento di un quartiere che, nonostante i proclami volti a esaltare la riqualificazione urbana, non è stato realizzato in modo tale da essere un polo attrattivo per la città. Peccato perché la riqualificazione poteva essere un’occasione importante per la città».

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Trento

«Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti»: stasera se ne parla alla SAT di via Manci

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“Programmazione e gestione delle uscite; strumenti e comportamenti” è il tema della serata proposta dalla Sat a partire dalle 20,30 di domani sera presso la sede di via Manci.

Relatori saranno Claudio Covelli e Armando Tomasi. Nel corso della serata si parlerà di come organizzare e gestire un’escursione, con particolare attenzione per gli ambienti a rischio come potrebbero essere le aree innevate o ghiacciate, per muoversi nell’ambito della sicurezza assoluta.

Non saranno tralasciate alcune indicazioni per la corretta lettura dei bollettino meteorologici e del “ Metodo Munter” ( metodo di valutazione del rischio valanghe), per l’utilizzo del telefono satellitare e saranno presentati alcuni siti internet e app utili per l’escursionista.

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