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Trento

Smacco al sindaco Andreatta: l’associazione «Impavidi Destini» sigilla la stazione di Povo

Di proteste, manifestazioni e blitz ne abbiamo visti molti in Trentino, ma quando a farlo sono un gruppo di disabili che sigillano una stazione per protesta, vuol dire che il limite è superato. 

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Di proteste, manifestazioni e blitz ne abbiamo visti molti in Trentino, ma quando a farlo sono un gruppo di disabili che sigillano una stazione per protesta, vuol dire che il limite è superato. 
 
Il 10 di settembre del 2015 il gruppo consigliare del M5s aveva cercato di sensibilizzare il sindaco Andreatta sulla situazione della stazione ferroviaria di Povo-Mesiano che vede l’assoluta impossibilità di accesso alle persone disabili e/o con problemi di natura fisica.
 
In tal senso era stata depositata anche un'interrogazione dove è stato chiesto al sindaco di cominciare i lavori per procedere alle necessarie sistemazioni, di sistemare delle telecamere come deterrente per i vandalismi ormai giornalieri sulla struttura e il ripristino immediato almeno dell'uso dell’ascensore. A queste domande l'amministrazione comunale di centro sinistra autonomista deve ancora rispondere. 
 
In attesa che il sindaco Alessandro Andreatta faccia qualcosa, nella notte, la stazione di Povo è stata «chiusa» per protesta da un gruppo di disabili che hanno messo i sigilli sulle rampe di accesso e all'entrata.
 
L’azione è rivendicata dal gruppo «Impavidi Destini», gruppo di tutela degli interessi dei disabili motori, che, a Trento, ha simbolicamente serrato l’accesso ai treni per protestare contro disservizi e l’impossibilità di accesso ai disabili. Il gruppo che agisce su tutto il territorio italiano lavora spesso in sinergia con CasaPound portando avanti progetti di aiuto per i disabili. Un grande lavoro apprezzato molto in tutt'Italia e che vede impegnata in primis la sua presidente Serena Grasso, disabile dalla nascita per una tetraplegia.
 
E’ già da molto tempo che la situazione di problematicità della stazione di Povo è stata fatta notare agli organi competenti, ma i disservizi non accennano a diminuire – dichiara in una nota l’associazione – In stazione è praticamente ‘vietato l’accesso’ ai disabili, mentre all’esterno manca perfino il marciapiede e i vandali infieriscono su una struttura già insufficiente. Stanotte abbiamo impedito simbolicamente l’accesso a questa stazione, così come per tutto questo tempo è stato impedito o per lo meno reso molto difficile alle persone con disabilità e con difficoltà motorie di fruire di questa infrastruttura – conclude la nota – Auspicando che questo nostro gesto puramente dimostrativo possa far riflettere sulle difficoltà che ogni giorno le persone affette da disabilità motorie devono affrontare, chiediamo che le istituzioni e gli organi competenti si impegnino per risolvere nel minor tempo possibile questa situazione di impraticabilità”.

La situazione della stazione è nota a tutti e ormai persiste da molto tempo ed è per certi versi surreale. Provenendo da monte per esempio non esiste alcun marciapiede e/o sistema di accesso alla stazione in sicurezza neanche per i normalmente abili, figuriamoci per coloro che sono disagiati. Poi per rendere la cosa ironica e al limite del surreale esistono dei percorsi pedonali per ciechi perfetti che dirigono gli stessi alle aree per un accesso comodo e sicuro. Opere quale l’ascensore non funzionano e per accedere al piano ferroviario si devono fare cinque rampe di scale per un totale di 49 scalini. La situazione sta iniziando a degradare anche per la presenza di graffiti sul giroscale di accesso e la presenza la notte di tossicodipendenti, stranieri senza fissa dimora e barboni.

E sono in molti a chiedersi come sia possibile non riuscire a reperire le risorse per riqualificare l'area per i disabili della stazione quando vengono spesi, e la cronaca in questi giorni lo sottolinea, oltre 15 milioni di consulenze per Trento Rise e Deloitte che hanno ora i vertici indagati, 4,2 milioni di euro per l'Hotel Panorama di Sardagna lasciato al degrado e all'abbandono, oppure 8 milioni di euro per la progettazione del NOT , letteralmente buttati dalla finestra visto che verrà spostato a Mattarello.

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Trento

Premiati i migliori formatori della Pubblica amministrazione

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Premiati venerdì al Castello del Buonconsiglio, a chiusura del XVI Convegno Pubblica Amministrazione, dedicato alle buone politiche e nuove dimensioni dell’apprendimento, i vincitori del XVIII Premio “Filippo Basile” dell’Associazione Italiana Formatori (AIF).

Tra i premiati anche l’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento, la Comunità Valle di Cembra e l’Istituto Comprensivo Trento 6. Alla cerimonia è intervenuto anche l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli.

Il Premio nasce nel 2001 per ricordare Filippo Basile, dirigente dell’Assessorato Agricoltura e Foreste della Regione Siciliana e figura di spicco per lo sviluppo della formazione italiana, assassinato il 5 luglio 1999.

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Il Premio, che si ripete ogni anno, si propone di valorizzare le esperienze formative d’eccellenza realizzate dalle Pubbliche amministrazioni che contribuiscono ad un concreto miglioramento dei servizi offerti, al miglioramento dei processi interni e allo sviluppo delle risorse umane.

“La formazione – ha affermato nel suo indirizzo di saluto l’assessore Spinelli – è l’unico mezzo per stare al passo con i tempi. Ormai i progressi si misurano nell’arco di pochi mesi ed è prevedibile che entro pochi anni anche all’interno della Pubblica amministrazione le nuove tecnologie indurranno cambiamenti profondi riducendo di molto i tempi dei processi. Non sarà un taglio drastico del lavoro in sé, ma si affermerà piuttosto un approccio basato sulla qualità e le competenze digitali, ma non solo. La Provincia autonoma di Trento si è già incamminata su questa strada attraverso la riorganizzazione della macchina amministrativa: non siamo messi male e possiamo vantare una buona efficienza, tuttavia la sfida posta dall’utilizzo delle nuove tecnologie porterà anche la nostra macchina burocratica a modificare il proprio modo di operare. Il lavoratore del futuro sarà la persona mentalmente aperta, che considera l’utente come un cliente”. 

Il Premio, articolato in varie sezioni, ha messo in evidenza anche alcune iniziative formative promosse da enti ed istituzioni del Trentino.

L’Azienda sanitaria provinciale si è vista riconoscere il 1° premio nella sezione “Sistemi formativi” per il progetto “Simulazioni di emergenza sanitaria in reparto”, nonché il Premio Speciale Formazione Sanità; Premio Speciale del Comitato Scientifico alla Comunità Valle di Cembra, che ha ottenuto anche una Segnalazione di Eccellenza, nella sezione “Progetti Formativi”, per il progetto “Giovani educatori per la riduzione del divario digitale”; una Segnalazione di Eccellenza, infine, anche per l’Istituto Comprensivo Trento 6, per la sezione “Progetti Formativi”, per il progetto denominato “Into the Wild 2“.

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Trento

«Le buone nuove dai Barbetta»: un progetto sociale e un ponte fra politica e cittadini

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Sono diventati ormai le «Barbette» più famose del Trentino.

Si chiamano Federico Zanotti e Lorenzo Lorandi,  43 e 46 anni, soprannominati appunto i «barbetta». 

Lorenzo ha lavorato nel campo immobiliare per anni e insieme alla sua fidanzata ha aperto 5 anni fa il negozio di gadget personalizzati in via Travai «Al Regalin», mentre Federico lavora come impiegato all’hotel Buonconsiglio di Trento.

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Da alcuni mesi hanno realizzato una pagina facebook dove raccolgono i disagi, i malesseri, e le segnalazioni della gente che non ha voce, e che spesso non viene ascoltata da nessuno.  «Siamo stufi di sentire solo le buone notizie o i discorsi ipocriti di chi non vive la realtà, per questo ci pareva giusto riportare l’altra facciata di una città che negli ultimi anni è cambiata profondamente, e non certo per in meglio».

La pagina si chiama «Le buone nuove dai Barbetta» e serve anche per «far sapere quello che di buono sta facendo il governo trentino»

Loro si conoscono fin da piccoli quando giravano in bicicletta e combinavano parecchi marachelle, e sono originari entrambi di Aldeno.

Segni particolari: sono leghisti della prima ora dalla testa fino alla punta dei piedi. «Siamo in buona compagnia – sorridono sornioni i due – visto che quasi il 40% degli italiani votano il carroccio»

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La fondazione della pagina di facebook la chiamano «esperimento sociale»: «Volevamo capire che succede quando si pubblicano storie reali che magari nessuno conosce e che sono spesso tristi e disperate. Sappiamo che uno studente universitario sta monitorando quanto succede sulla nostra pagina per alcuni passaggi della sua tesi»

I «Barbetta» sono partiti in maniera scanzonata e continueranno a farlo.

Il loro obiettivo è denunciare quello che non va in maniera moderata e magari anche ironica come testimoniano i numerosi video presenti sulla pagina. «Fin da subito hanno cominciato a seguirci in molti e questo ci ha stimolato a continuare, certo ci sono state anche le critiche, peccato che queste non siano state legate ai contenuti che pubblichiamo ma verso la nostra persona»

Gli avversari politici li hanno dipinti come la «coppia Gender», ma loro puntualizzano: «Siamo rigorosamente eterosessuali e felicemente sposati e rispettiamo i gusti sessuali di tutti, alcune critiche sono strumentali e fatte da chi a prescindere e sempre contro tutto e tutti».

I contatti e le segnalazioni sono in aumento per questo i due hanno deciso di costruire una vera e propria associazione.

Si chiama «Nova Tridentum», raccoglie persone di tutti i ceti ed ideologia politica, ed ha come obiettivo la soluzione dei problemi dei cittadini dal più piccolo al più grande. «Vogliamo essere un trait d’union fra i cittadini e la politica» 

Con la loro associazione hanno creato il progetto  «La foresta nel cuore» dove hanno raccolto e donato, attraverso la vendita di magliette, al corpo dei vigili del fuoco di Aldeno 2.500 euro che a sua volta saranno utilizzati per i danni causati dalla «tempesta Vaia».

«Il nostro obiettivo è quello di organizzare eventi per raccogliere dei fondi da devolvere in beneficenza, lo facciamo per passione, la nostra mission è quella di aiutare chi ne ha veramente bisogno» – sottolineano Lorenzo e Federico

Fra gli ultimi casi che i nostri amici «barbette» hanno fatto emergere ci sono anche il caso del Vigile Marocchino che bestemmia, gli odori di Trento Sud e le buche di via Aosta.

Ma pare che la loro esperienza non si fermi solo alla denuncia di casi sociali. I due infatti sono pronti a scendere in campo alle elezioni comunali del 2020.

Cosa chiedereste al Sindaco Alessandro Andreatta? 

«Se è soddisfatto del lavoro fatto e credo che non lo sia, e una nuova pianificazione della polizia Locale; meno turni la domenica mattina in piazza Fiera ma più controlli la sera e la notte e meno agenti negli uffici e di più sulla strada per dare una maggiore percezione di sicurezza ai cittadini e una minore libertà di azione ai delinquenti»

Perché la Barbetta?

«Perché sono pigro e non ho voglia di tagliarla, con una barba sfatta di tre giorni hai l’aria trascurata mentre di 3 anni fai tendenza» risponde Lorenzo ridendo. «Fino a 4 anni fa avevo il pizzetto  – replica Federico – poi piano piano è cresciuta, infine quando ho incontrato Lorenzo ho capito che era meglio farla crescere»

Oggi la Giunta Fugatti compie un anno di vita, un bilancio volete farlo?

«Faremo un video per riassumere quello che la Giunta Fugatti ha fatto in questi 12 mesi. Le promesse della campagna elettorale sono state tutte mantenute e non è poco di questi tempi»

Accoglienza e immigrazione, come la pensate? 

«Come dice Matteo Salvini, e viene qui per integrarsi e per lavorare diventa un nostro fratello, se invece viene qui per essere mantenuto e diventa un criminale deve essere espulso»

Giusto far cadere il governo secondo voi?

«Si giusto, e quello che è successo dopo lo ha ampiamente dimostrato. L’alleanza dei cinque stelle con il Pd ha dimostrato che Salvini aveva ragione. Ora la lega diventerà ancora più forte visto il voltagabbana di Conte e i cinque stelle. Il M5s diceva no a tutto escludendo di fatto la lega da ogni decisione».

Case Itea, cosa ne pensate del giro di vite di Fugatti?

«Per quanto riguarda i punti della nuova delibera era necessario per tutelare gli onesti. Per i 10 anni di residenza pienamente d’accordo».

E sull’ideologia Gender?

«Ognuno può fare quello che vuole, ma non deve andare nelle scuole ad insegnare delle cose che sono contro natura»

Sull’Europa?

«Meno Europa più Italia»

E sull’Euro? 

«Non possiamo più uscire, lo slogan “basta euro” vecchio cavallo di battaglia delle lega ora non è più attuale». 

Porti chiusi o porti aperti?

«Porti chiusi, inutile farli arrivare per poi rimpatriarli, si gettano montagne di soldi dei contribuenti facendo così. Aiutiamoli a casa loro»

 

 

 

 

 

 

 

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Trento

Tempesta Vaia: il grazie del presidente Fugatti agli artigiani e ai vigili del fuoco per il loro impegno

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“Siamo qui per dirvi doppiamente grazie, prima di tutto come vigili del fuoco ma al tempo stesso anche in quanto artigiani che spesso fanno parte dei Corpi volontari e che comunque tanta parte attiva rivestono in quel complesso e drammatico fenomeno chiamato Tempesta Vaia”.

Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha preso parte ieri mattina alla cerimonia che l’Associazione artigiani e piccole imprese ha voluto dedicare ai Vigili del fuoco volontari nell’ambito delle iniziative della manifestazione “A come… legno”.

Fugatti, che ha preso la parola dopo il presidente degli artigiani, Marco Segatta, la testimonianza portata dal vigile-artigiano Giovanni Dellagiacoma, ed il saluto del presidente della federazione Corpi vigili del fuoco volontari, Tullio Ioppi, ha ricordato a sua volta i momenti drammatici di quei giorni, i lutti e la devastazione che si è abbattuta sui boschi, su alcuni paesi, sulle coltivazioni di alcune zone del Trentino.

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“Aver voluto organizzare questo momento ha dettoè un forte esempio di unità fra attori che giocano ruoli diversi all’interno del sistema trentino, cosa per nulla scontata, che va riconosciuta. Nella testimonianza ascoltata poco fa abbiamo sentito definire “eterni” quei momenti in cui la tempesta si era scatenata. Credo sia la definizione giusta, come credo sia giusto non dimenticare il rischio che il Trentino ha corso, i pericoli che questi uomini hanno saputo affrontare ed i tanti sacrifici fatti per permettere al nostro territorio di reggere l’urto. Nei giorni immediatamente successivi alla tempesta, durante i tanti sopralluoghi fatti per rendersi conto della reale situazione, ho sempre trovato accanto al sindaco e ai Carabinieri anche i vigili del fuoco volontari: attraverso gli occhi di qualche giovane si capiva quanta paura quei momenti avessero portato”.

“Tanti artigiani sono anche vigili del fuoco volontari – ha quindi ricordato il presidente della Provincia – ed anche dopo le fasi concitate dell’emergenza hanno dimostrato, nelle attività di ricostruzione, di essere sul pezzo. Grazie da parte della Giunta provinciale che assieme a voi non farà venir meno l’intensità degli sforzi che il nostro Trentino richiede per tornare ad essere come prima”.

La cerimonia si è conclusa con il dono degli artigiani al mondo del volontariato pompieristico: una raffigurazione in legno e metallo del bosco attraversato dalle raffiche di vento, ideata e disegnata da Tullia Stocchetti e realizzata da Werner Chemelli, che ha ricevuto la benedizione di don Marco Saiani.

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