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Trento

No alla petizione degli hobbisti creativi: tesserino anche per loro e limite di 10 mercatini all’anno

Anche i cosiddetti "hobbisti creativi" dovranno avere il tesserino introdotto dalla Provincia per permettere il riconoscimento delle persone autorizzate ad esporre la propria merce nei mercatini liberi allestiti durante l'anno in molti Comuni del Trentino.

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Anche i cosiddetti "hobbisti creativi" dovranno avere il tesserino introdotto dalla Provincia per permettere il riconoscimento delle persone autorizzate ad esporre la propria merce nei mercatini liberi allestiti durante l'anno in molti Comuni del Trentino.

A pronunciarsi in tal senso sono stati oggi tutti i componenti della Seconda Commissione del Consiglio provinciale presieduta da Luca Giuliani (Patt). L'opinione dei consiglieri, che confluirà in una relazione conclusiva, è emersa al termine delle audizioni effettuate oggi dalla Commissione con i soggetti interessati alla petizione popolare presentata dall'associazione hobbisti trentini.

La petizione, contro la quale si sono espressi l'Associazione artigiani, Confcommercio e Confesercenti, chiede che questi hobbisti che si definiscono "creativi" per distinguersi da chi vende invece merce usata, siano esentati dall'obbligo del tesserino che limita a 10 volte l'anno la loro possibilità di partecipare a mercatini.

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L'Associazione hobbisti trentini: i nostri sono prodotti d'ingegno. Per motivare la petizione i rappresentanti dell'Associazione hobbisti trentini, intervenuta in Commissione con il presidente Fernando Depaoli accompagnato da Marta Giovannini e Sara Mazzini, hanno sottolineato di non esercitare alcuna concorrenza sleale nei confronti delle aziende al dettaglio e di non essere evasori, perché i manufatti da loro realizzati e offerti nei mercatini sono "pezzi unici" frutto d'ingegno e creatività, diversi da quelli offerti nei negozi da commercianti e artigiani. Tra gli hobbisti creativi vi sono anche anziani che integrano la pensione "e non vanno quindi criminalizzati".

L'Associazione, cui aderiscono 220 persone tra le quali "anche nonnine che lavorano all'uncinetto", garantisce anche un controllo sui soci che partecipano ai mercatini per garantire che gli hobbisti creativi siano senza partita Iva e non abbiano attività commerciali.

"I controlli sugli hobbisti creativi non iscritti all'Associazione – hanno precisato gli esponenti della categoria – dovrebbe farli l'ente pubblico, in particolare sugli espositori provenienti da fuori regione".

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Depaoli ha ricordato che l'associazione verifica in ogni mercatino la merce esposta dai soci e che a ogni socio viene chiesta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che certifichi di non esercitare attività commerciali e di non avere partita Iva.

I mercatini in Trentino sono una cinquantina all'anno e vi partecipano 12-15 hobbisti creativi. In un solo caso, quello del mercatino del quartiere della Portela a Trento, l'organizzazione è affidata all'Associazione degli hobbisti. 

Il perché della contrarietà ai tesserini. Maestri (Pd), presente alla seduta pur non essendo membro effettivo della Seconda Commissione, ha ricordato che il successo riscosso dai mercatini è dovuto anche alla partecipazione degli hobbisti creativi per i quali non essendovi partita Iva non si può parlare di fatturato ma di incasso.

Degasperi (M5s) ha chiesto se i controlli da parte delle istituzioni vengono effettivamente effettuati per accertare casi di concorrenza sleali.

Zanon (PT) ha chiesto agli hobbisti creativi perché il perché di questa petizione contro il tesserino che potrebbe distinguere gli espositori corretti da quelli abusivi. Lo stesso concetto è stato condiviso da Fasanelli (Gruppo misto).

Per l'Associazione Depaoli ha risposto ricordando che il tesserino può essere uno solo per famiglia, mentre nello stesso nucleo vi possono essere più hobbisti creativi che espongono i loro prodotti a titolo individuale.

Associazione artigiani: dagli hobbisti concorrenza sleale. Il presidente degli artigiani trentini Roberto De Laurentis, chiarito che nessun hobbista deve temere nulla se è davvero tale e che proprio per questo occorrono controlli, ha denunciato la presenza a tutti i mercatini di sedicenti hobbisti che in realtà non lo sono e che sono invece artigiani a tutti gli effetti.

Artigiani che, ecco il punto, presentandosi come hobbisti non pagano le tasse e sfuggono alle regole di tutti gli altri operatori economici del settore. Per De Laurentiis "se questi hobbisti avessero anche un solo euro di ricavo dovrebbero dichiararlo".

"Vi sono – ha aggiunto – vari elementi di illegittimità che portano questo mondo a scontrarsi con il nostro". A disturbare gli artigiani, per De Laurentis, non sono i mercatini dell'usato e dei gaudenti, "ma chi produce qualcosa con una propria attività e non è sottoposto né all'Iva né ad altre imposte, che lavora in nero sapendo di farlo".

Ancora per gli artigiani Berardi ha sottolineato l'importanza del principio di occasionalità che l'hobbista deve rispettare, altrimenti si tratta di attività imprenditoriale. E ha ricordato come il fenomeno degli hobbisti stia esplodendo perché vi sono mercatini ovunque e i "creativi che girano e talvolta dichiarano 30 mila euro all'anno sono sempre gli stessi". Non poche persone con partita Iva si iscrivono al mercatino degli hobbisti, mentre hanno aziende che approfittano illecitamente di questa opportunità.

Confcommercio: non per mestiere ma per passione. Per Confcommercio il segretario Ermanno Sartori, affiancato da Armando Gasperetti e Ferruccio Veneri, ha sottolineato come la legge consideri hobbista chi vende in modo saltuario e occasionale merci e prodotti di modico valore su aree pubbliche o spazi dedicati. Questa dev'essere un'attività amatoriale esercitata per passione e non in modo professionale. Quindi la regolamentazione introdotta dalla Provincia nel luglio scorso è per Confcommercio "utile e necessaria".  

Confesercenti: l'occasionalità è indispensabile. D'accordo anche Confesercenti che con Fabrizio Pavan ha evidenziato la proliferazione delle giornate dedicate ai mercatini. E ha aggiunto che vi sono commercianti che hanno chiuso il negozio e si sono messi a fare gli hobbisti ai mercatini. Da due tre anni questi mercatini liberi sono sempre occupati dalle bancarelle delle stesse persone.

"Si è costruito un sistema parallelo al commercio su area pubblica, un commercio che rivendica solo diritti e non accetta doveri e che finirà per escludere dalle piazze gli operatori regolari. Quest'attività di vendita andrebbe invece esercitata solo se si versano regolarmente i contributi. Giusto quindi il regolamento provinciale del settore perché la situazione rischia di sfuggire di mano."

Il confronto con i consiglieri. Per Zanon (PT) l'unico elemento che può distinguere un operatore commerciale da un hobbista non può essere la creatività, difficile da misurare, ma l'occasionalità della presenza ai mercatini. D'accordo De Laurentis (Assoartigiani): "noi non siamo contro la creatività – ha precisato – ma proprio per distinguersi dagli evasori questi espositori devono avere il tesserino, la cui mancanza favorisce il nero". Il tesserino, ha aggiunto, è un elemento di chiarezza e ha poi invitato a cercare in internet il sito degli hobbisti dove i prodotti sono venduti con lo stesso sistema di ebay. E ha ricordato che l'associazione artigiani ha sempre combattuto questo fenomeno ma che vi sono controlli mancanti che favoriscono il proliferare del problema. Ma "non si può essere occasionali tutte le mattine alle 7".

Degasperi: per i controlli non occorrevano nuove norme. Per Armando Gasperetti (Confcommercio) se è vero che l'hobbista creativo produce gli oggetti che poi vende, chi partecipa di più ai mercatini deve per forza avere alle spalle una capacità produttiva tale da risultare incompatibile con una presenza puramente occasionale.

Civettini (CT) ha ricordato di aver proposto di trasformare ogni negozio del centro storico di Rovereto in una bancarella durante i mercatini di Natale. Per Degasperi (M5s) i casi di finti hobbisti denunciati avrebbero potuto essere risolti applicando le norme già esistenti e senza aggiungere la regola del tesserino di riconoscimento. E ha chiesto quindi perché nessuno sia mai intervenuto per frenare questo fenomeno che oggi sta sfuggendo di mano.

Manica (Pd), premesso che il possesso del tesserino anche da parte gli hobbisti creativi aiuterebbe anche le amministrazioni comunali, ha tenuto a distinguere questi mercatini da quelli dell'usato, da salvaguardare perché educano al riuso degli oggetti.  

Giuliani: ridurre l'accesso ai mercatini degli hobbisti non trentini. Nelle dichiarazioni finali tutti i commissari (De Godenz e Tonina dell'Upt, Fasanelli del gruppo misto, Zanon di Progetto Trentino e Manica del Pd) si sono espressi a favore dell'introduzione del tesserino unico per ogni nucleo familiare previsto dal regolamento della Provincia. Tesserino di cui a loro avviso è giusto dotare anche gli hobbisti creativi per la loro stessa tutela e perché siano riconoscibili. Degasperi (M5s) ha precisato di non essere d'accordo con la limitazione dei mercatini a cui partecipare introdotta in luglio nel regolamento.

Per la Giunta, il dirigente presenta alla seduta ha precisato che per l'agenzia delle entrate il tesserino non può essere concesso a un solo componente del nucleo familiare. La Provincia non contempla inoltre la categoria dei "creativi", ma distingue solo tra soggetti che esercitano un'attività di vendita in modo professionale e non professionale, e questa distinzione è data dalla possibilità per i secondi di partecipare a non più di 10 mercatini liberi all'anno.

Maestri (Pd) è intervenuta evidenziando l'opportunità che le amministrazioni locali ragionino sul rapporto tra occupazione del suolo pubblico e sicurezza, perché agli hobbisti creativi è stato chiesto di essere presenti nelle piazze. Anche per Maestri il regolamento provinciale è criticabile visto il "nomadismo" di questi espositori.

Anche Giuliani (Patt) si è espresso a favore delle limitazioni introdotte dal regolamento, ma ad esse bisognerebbe aggiungere anche un vincolo per ridurre l'affluenza di hobbisti da fuori provincia a tutela dei "trentini".

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