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L'interrogazione

Intervento 19 discriminante, i consiglieri UPT interrogano la giunta

Con la deliberazione n.343 di data 09/03/2015 la Giunta provinciale ha adottato alcune modifiche relative al “Documento degli Interventi 2011-2013” nell’ambito dell’intervento 19 “Progetti per l’accompagnamento alla occupabilità attraverso lavori socialmente utili” e dell’Intervento 20.2 “Progetti pluriennali nei lavori socialmente utili”

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Con la deliberazione n.343 di data 09/03/2015 la Giunta provinciale ha adottato alcune modifiche relative al “Documento degli Interventi 2011-2013” nell’ambito dell’intervento 19 “Progetti per l’accompagnamento alla occupabilità attraverso lavori socialmente utili” e dell’Intervento 20.2 “Progetti pluriennali nei lavori socialmente utili”

Con deliberazione n. 29 di data 30/04/2015 quindi l’Agenzia del lavoro ha approvato le nuove Disposizioni attuative dell’Intervento 19 che sono state trasmesse a tutte le Comunità di Valle lo scorso mese di maggio.

Diverse sono le modifiche apportate all’Intervento 19, alcune delle quali troveranno applicazione a partire dall’annualità 2016.

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Il punto 3. delle Disposizioni attuative dispone che, a partire dal prossimo anno, per l’inserimento nei progetti dei lavoratori appartenenti alle categorie A) e B), dovrà essere utilizzato lo stato di bisogno economico individuato mediante l’indicatore ICEF.

Secondo il gruppo consigliare dell'Upt tale disposizione risulta particolarmente discriminante sia per alcuni lavoratori coinvolti nei progetti da diversi anni, sia per i futuri inserimenti, in quanto si ritiene che l’ICEF non possa rappresentare l’unico criterio di selezione per l’inserimento lavorativo.

«Questa decisione presenta numerose criticità in quanto sicuramente l’ICEF potrebbe essere un criterio idoneo per l’attribuzione di un sussidio economico, ma non deve essere l’unico criterio di selezione per un inserimento lavorativo per il quale invece devono essere considerati necessariamente anche altri aspetti» – dichiara Mario Tonina, primo firmatario dell'interrogazione. 

Attraverso le vigenti disposizioni attuative non vengono considerati gli andamenti lavorativi degli anni precedenti, in modo da considerare positivamente i lavoratori rispettosi delle regole e che si sono impegnati affinché l’impegno di questi non sia svilito da un indicatore ICEF più favorevole; non viene presa in considerazione l’età anagrafica dei lavoratori, che costituisce una discriminante nella ricerca di un lavoro, tenendo maggiormente in considerazione i lavoratori dai 45 ai 55 anni e pare debba essere valutato negativamente il possesso di una propria abitazione.
 
Tale elemento infatti – secondo il gruppo consigliare Upt – incide negativamente sul coefficiente dell’ICEF, «tenendo conto che molti lavoratori che abitano nelle valli posseggono un appartamento di proprietà spesse volte ereditato» – ricorda ancora Tonina. 
 
Vengono anche considerate quali seconde case le cosiddette “cà da mont”, che sono più baite di montagna che vere e proprie case di abitazione e non viene considerato quanto svolto finora dai Comuni che si sono già dotati di criteri di selezione che tengono conto di vari aspetti e che hanno gestito i progetti con equità, serietà ed accortezza. «Non viene inoltre considerato che l’Intervento 19 è diventato un progetto importante per le Amministrazioni comunali per la cura del territorio, anche dal punto di vista turistico – continua il consigliere Tonina – è quindi fondamentale, vista anche la riduzione delle risorse pubbliche e il blocco delle assunzioni, che tali progetti abbiano dei buoni lavoratori e ciò si ottiene mediante l’inserimento anche di lavoratori con esperienza e competenti».
 
Nella legge vigente – si legge nella premessa dell'interrogazione – non viene mantenuta inoltre la possibilità per i Comuni, che ricordiamo finanziano in parte i progetti, di effettuare scelte di inserimento legate a situazioni sociali particolari; non è stato valutato che si toglierebbe valore anche al lavoro svolto dalle cooperative e al ruolo del datore di lavoro che esercitano; infatti la modifica introdotta relativamente alle schede del Coordinatore di cantiere non sarà più ritenuta un elemento di valutazione, ma di mera osservazione rendendo ininfluente la qualità del lavoro svolto dai soggetti inseriti nei progetti, annullando tutti gli aspetti di motivazione e di impegno che stanno alla base di qualsiasi logica lavorativa e meritocratica. non vengono nemmeno tenuti in considerazione gli anni mancanti al raggiungimento della pensione di anzianità o contributiva.
 
I consiglieri Tonina, Passamani e De Godenz ricordano che a partire dal 2016, nei progetti di abbellimento urbano e rurale, la quota dei lavoratori delle categorie C) e D), inseriti nelle squadre dell’Intervento 19, passi dal 50% al 60%. Prima conseguenza di tale modifica sarà quella di ridurre l’opportunità di inserimento dei disoccupati riducendo ulteriormente la possibilità per gli Enti che hanno nelle liste pochi iscritti delle categorie C) e D) di aumentare il numero dei lavoratori inseriti (anche se decidessero di sostenere completamente il costo); in questo modo si impedirà o si ridurrà la possibilità di dare risposte occupazionali ai disoccupati proprio in un momento in cui il loro numero è cresciuto notevolmente.
 
Nell'interrogazione depositata dal gruppo consigliare UPT viene chiesto alla giunta provinciale se intende rivedere la deliberazione assunta con delibera n. 343 di data 9 marzo 2015, alla luce delle criticità espresse in premessa, per l’utilizzo dell’indicatore ICEF come criterio di selezione per l’inserimento lavorativo dei lavoratori disoccupati evitando in questo modo di trasformare un’opportunità lavorativa in un mero sussidio, se intende o meno preservare l’autonomia decisionale dei comuni per la definizione dei criteri di selezione per l’assunzione dei lavoratori da inserire nell’Intervento 19 visto che parte dei progetti sono finanziati dagli stessi, se intende garantire ai lavoratori delle categorie A) e B) che sono stati inseriti nei progetti dell’Intervento 19 negli ultimi anni con valutazione positiva, la possibilità di assunzione da parte delle cooperative aggiudicatarie anche nei prossimi anni e se intende e in che modo modificare l’impostazione assunta per l’inserimento dei lavoratori disoccupati.

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