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Arte e Cultura

XXXIII Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti: Giovanni Kezich vince nella sezione Esplorazione – Viaggi

Il suo libro, “Carnevale re d’Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno” di Giovanni Kezich (Priuli & Verlucca, 2015), frutto di otto anni di ricerche, ha convinto la giuria del prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”.

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Il suo libro, “Carnevale re d’Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno” di Giovanni Kezich (Priuli & Verlucca, 2015), frutto di otto anni di ricerche, ha convinto la giuria del prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”.

Oltre a designare i tre vincitori di quest’anno, la giuria ha voluto segnalare altre quattro opere: tra queste, nella sezione “Montagna: cultura e civiltà”, il volume “Dolomiti di Brenta”, Cierre Edizioni – Società Alpinisti Tridentini, a cura del giornalista trentino Franco De Battaglia con Alberto Carton e Ugo Pistoia.

I libri sono spesso lo specchio dell’attualità e per la terna vincitrice del XXXIII Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, sicuramente è così: nell’anno di Expo 2015 dominano infatti la tematica del cibo e lo sguardo internazionale nelle tre opere premiate nelle sezioni “Montagna: cultura e civiltà”, “Esplorazione – viaggi” e “Finestra sulle Venezie per opere riguardanti aspetti della civiltà, della cultura, territoriale ed ambientale del mondo veneto”, selezionate tra 132 opere provenienti da 72 case editrici e annunciate oggi giovedì 8 ottobre nel corso della conferenza stampa svoltasi nella sede di Veneto Banca di viale Nino Bixio a Treviso. “E anche il destinatario del Premio “Gambero d’Oro”, assegnato saltuariamente dal patron del Parco Gambrinus di San Polo di Piave – Treviso Adriano Zanotto, – ha esordito Ulderico Bernardi, presidente dell’Associazione Premio Letterario “Giuseppe Mazzotti”, organizzatrice del Premio – è un nome in linea con i temi espressi dalle opere vincitrici: si tratta di “Carlin” Petrini, fondatore di Slow Food”.

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I vincitori 2015.Nella sezione “Montagna: cultura e civiltà” si aggiudica il podio“Alimentazione e vita pastorale nelle Alpi Svizzere. Grigioni, Ticino, Vallese e Walser” di Enrico Rizzi (Fondazione Enrico Monti, 2015), in “Esplorazione – viaggi” vince“Carnevale re d’Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno” di Giovanni Kezich (Priuli & Verlucca, 2015), mentre per“Finestra sulle Venezie per opere riguardanti aspetti della civiltà, della cultura, territoriale ed ambientale del mondo veneto” è stato selezionato “Il vino nella storia di Venezia. Vigneti e cantine nelle terre dei Dogi tra XIII e XXI secolo” di Carlo Favero (Biblos, 2015).

Due opere dunque dedicate all’alimentazione e tutte e tre, in modo differente, spaziano in una dimensione internazionale. I tre autori si aggiudicano il premio di euro 2 mila ciascuno e si contenderanno il Super Premio Veneto Banca – La Voce dei Lettori che sarà assegnato dalla giuria popolare, la Consulta dei Lettori, con spoglio dei voti in diretta durante la cerimonia conclusiva al Parco Gambrinus di San Polo di Piave – Treviso sabato 28 novembre.

“Come giuria – ha introdotto Anna Maria Spiazzi, presidente della Giuria– abbiamo il compito di essere fedeli custodi della memoria di Bepi Mazzotti e questo criterio è stato fondamentale per la scelta delle opere vincitrici anche quest’anno”.

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Alimentazione e vita pastorale nelle Alpi Svizzere. Grigioni, Ticino, Vallese e Walser” di Enrico Rizzi (Fondazione Enrico Monti, 2015), promuove, oltre agli splendidi paesaggi naturali e antropici delle Alpi Svizzere (Grigioni, Ticino, Vallese e valli walser), la valorizzazione dell’alpeggio e dei suoi cibi, con i quali l’uomo del futuro, “che si libera dal progresso”, potrà assicurare continuità alla millenaria civiltà pastorale.

I formaggi, il latte, il pane nero, la polenta, le verdure biologiche, le piante medicinali. In sostanza, i prodotti della montagna e l’alimentazione auto-sufficiente degli alpigiani. 

L’autore, Enrico Rizzi, milanese, è ricercatore e direttore scientifico della Fondazione Enrico Monti ed è considerato a livello internazionale il più autorevole esperto della storia dei Walser.

Questa la motivazione della scelta della Giuria:“L’alpeggio e la sua storia millenaria, sono il simbolo per antonomasia della lotta tra i montanari e il mondo misterioso della montagna. Il libro di Enrico Rizzi, frutto di lunghe e approfondite ricerche documentarie, arricchito da moltissime immagini che costituiscono un repertorio iconografico unico nel suo genere, prende spunto dal tema dell’Expo, dedicato all’alimentazione, per considerare la storia e le prospettive dell’attività della monticazione nelle Alpi esaminando il caso specifico di quattro Cantoni svizzeri. Si tratta di un’opera di importanza assoluta per tutti coloro che studiano ed hanno a cuore la cultura alpina”.

“Un libro – ha aggiunto l’alpinista Orietta Bonaldo, membro della Giuria – che soddisfa entrambi gli emisferi cerebrali, con immagine e parola in ottimo equilibrio. L’autore si è occupato di alimentazione, ma anche di fame (perché è anche questo) nelle terre alte”.

Carnevale re d’Europa. Viaggio antropologico nelle mascherate d’inverno” di Giovanni Kezich (Priuli & Verlucca, 2015) è il risultato di otto anni di ricerca per raccogliere sul campo testimonianze e immagini degli antichi e tradizionali carnevali alpini ed europei.

E delinea il carnevale, che trova la propria massima espressione a Venezia, come un rituale che accomuna tutta Europa: nonostante la sua grande varietà di lingue, nazionalità e religioni, queste mascherate rilevano sorprendenti somiglianze non solo nei personaggi, nei costumi, e nella forma delle azioni rituali, ma anche nella struttura della messa in scena.

Giovanni Kezich, milanese di origine triestina, vive a Bolzano. Dal 1993, sulla scorta di interessi alpini maturati alla scuola di Mario Rigoni Stern, dirige il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, il grande istituto di conservazione etnografica fondato nel 1968 da Giuseppe Šebesta.

Questa la motivazione della scelta della Giuria: “Molti sono gli aspetti che fanno di questo libro, risultato di una ricerca antropologica sul campo durata ben otto anni, un saggio straordinario: il progetto che vi sottende, l'agile e vivace scrittura, lontana dalle pesantezze degli schemi accademici, il fascino che accompagna il lettore nella riscoperta dell'esistenza di radici antiche, ma vitali, che accomunano i popoli europei nel legame forte della magia precristiana della natura che si addormenta nel buio e nel freddo dell'inverno e si sveglia, famelica di vita, anche per merito dei lazzi e schiamazzi delle maschere che tutti noi condividiamo nel nostro vissuto. I disegni che la illustrano e una ricca bibliografia impreziosiscono ulteriormente l'opera”.

“Per chi appartiene al mio settore – ha spiegato Kezich, presente alla conferenza – il Premio Gambrinus è come l’Oscar, e sono onorato che abbia riconosciuto un lavoro come questo. Il libro ricostruisce l’anno ideale della ritualità europea, da marzo a ottobre, straordinariamente simile nell’emisfero ortodosso e in quello cattolico: davvero una grande scoperta”.

Infine, “Il vino nella storia di Venezia. Vigneti e cantine nelle terre dei Dogi tra XIII e XXI secolo” di Carlo Favero (Biblos, 2015) raccoglie i contributi di alcuni tra i massimi conoscitori della storia del rapporto tra Venezia ed il vino e costituisce una base nella città lagunare. Gli eventi storici succedutisi nel tempo hanno segnato la storia della città e del suo vino e hanno determinato una variegata serie di conseguenze che sono la chiave interpretativa di questo volume.

Ripetute citazioni ed apparenti contraddizioni di diversi specialisti sono state appositamente conservate per far comprendere al lettore la complessità, la profondità e la straordinaria ricchezza della storia del vino in Venezia nel corso dei secoli.

Carlo Favero, enologo e direttore del Consorzio Vini Venezia, è anche consulente in viticoltura, enologia e valorizzazione del territorio.

Questa la motivazione della scelta della Giuria: “A Venezia, città d'acqua, la vigna non si coltiva, ma fin dalla nascita della città il suo prodotto, il vino, veniva acquistato da mercanti veneziani per essere esportato nelle città del Mediterraneo e da lì fino ai porti lontani dell'Oriente e del Mare del Nord. La ricostruzione delle origini e degli sviluppi di questa attività fiorente illustrata attraverso documenti storici sui traffici e i regolamenti, permette di vedere da un'angolatura molto particolare secoli di storia di Venezia e dei suoi rapporti con l'entroterra oltre che dei commerci e degli scambi con le città d'oltremare”.

“Questa è una sezione complessa – ha precisato Spiazzi – che ha tante interconnessioni. Le Venezie possono essere lette attraverso numerose tematiche: quella del vino può sembrare curiosa, ma in realtà Venezia sperimentò il vino non solo come mero commercio ma anche come simbolo di civiltà”.

La Giuria ha anche ritenuto di segnalare alcuni altri volumi: nella sezione “Montagna: cultura e civiltà”, il volume: “Dolomiti di Brenta”, Cierre Edizioni – Società Alpinisti Tridentini, a cura di Franco De Battaglia, Alberto Carton e Ugo Pistoia, nella Sezione “Esplorazione – viaggi”, “Geografia delle mobilità. Muoversi e viaggiare in un mondo globale”, Carocci Editore, di Gino De Vecchis, e nella sezione “Finestra sulle Venezie per opere riguardanti l’aspetto della civiltà, della cultura territoriale ed ambientale del mondo veneto”, i volumi “Scultura nei giardini delle ville venete. Il territorio vicentino”, Marsilio, Istituto Regionale per le Ville Venete e Fondazione Giorgio Cini Editori, di Monica De Vincenti e “Minerali del Veneto. Alla scoperta dei tesori della nostra regione”, Cierre Edizioni, a cura di Matteo Boscardin e Federico Zorzi.

L’elenco dei titoli dei libri partecipanti alla XXXIIII edizione del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” restituisce una visione ampia e poliedrica del Premio, in ideale continuità con l’eclettismo dell’intellettuale trevigiano Giuseppe Mazzotti, una delle personalità di maggiore spicco della cultura veneta e nazionale contemporanea, per 37 anni direttore dell’Ente Provinciale per il Turismo di Treviso, alpinista, scrittore, gastronomo, consigliere del Touring Club.

Le opere sono state esaminate da una Giuria presieduta da Anna Maria Spiazzi, storica dell'arte già soprintendente ai Beni Artistici e Storici del Veneto, e composta da importanti personalità della cultura: l’antropologo ed esperto di questioni ambientali Dario Benetti, l'alpinista e scialpinista Orietta Bonaldo, Danilo Mainardi, professore emerito di Ecologia comportamentale nell'Università Ca' Foscari di Venezia, il docente dello IUAV di Venezia Amerigo Restucci, la scrittrice e storica Mirella Tenderini e la giornalista scientifica Alessandra Viola.

Il “Gambero d’Oro”. Ritorna un premio che, nell’ambito del concorso dedicato a Giuseppe Mazzotti, viene assegnato all’occasione, senza cadenza fissa, dal patron del Parco Gambrinus Adriano Zanotto a personalità che si siano distinte nell’ambito gastronomico e della cultura del cibo. Un riconoscimento che non poteva mancare nel 2015, anno di Expo 2015, e che è stato assegnato al fondatore di Slow Food Carlo Petrini.

Petrini sarà premiato per la “rivoluzione” compiuta in ambito gastronomico, abbracciando la filosofia della lentezza e del concederci il "lusso" di vivere il pasto come un piacere. 

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