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Trento

Offerta formativa per i detenuti della Casa Circondariale di Trento

Attivare percorsi sostenibili e coerenti con il tempo di permanenza dei detenuti e percorsi spendibili sia all'interno del carcere che fuori.

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Attivare percorsi sostenibili e coerenti con il tempo di permanenza dei detenuti e percorsi spendibili sia all'interno del carcere che fuori.

Sono questi gli obiettivi del progetto formativo approvato oggi dalla Giunta provinciale e rivolto ai detenuti della Casa Circondariale di Trento per l'anno scolastico in corso.

"La filosofia di fondo è piuttosto semplice – commenta il governatore del Trentino, Ugo Rossi – ovvero è quella di aver fiducia nelle persone e nella loro capacità di mettersi in gioco: attraverso l'apprendimento e la formazione crediamo sia possibile aiutare e favorire il riscatto dei detenuti".

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L'offerta va ad integrare quella messa in campo nel corso del 2014, sulla base di quanto prevedeva il protocollo di intesa sottoscritto nel 2012 fra la Provincia autonoma di Trento e la Casa Circondariale. Nel dettaglio viene riconfermato il progetto formativo 2014-2015 incrementando di 12 ore la alfabetizzazione rivolta ai neo arrivati detenuti "protetti", inoltre viene avviata la terza classe liceale e realizzati percorsi estivi.

Offerta formativa per il primo ciclo

Si prevede un percorso di alfabetizzazione e un percorso di scuola secondaria di primo grado. Il monte ore per l'alfabetizzazione, che lo scorso anno scolastico era di 72 ore settimanali, viene incrementato di ulteriori 12 ore settimanali rivolto ai detenuti "protetti".

Offerta formativa per il secondo ciclo
Come per lo scorso anno scolastico vengono attivati due percorsi, di cui uno a carattere più culturale, ancorato al Liceo delle Scienze Umane del Liceo "A. Rosmini" di Trento, e l'altro più orientato all'ambito professionale, di operatore ai servizi di impresa, gestito dal Liceo "A. Rosmini" di Trento in collaborazione con l'Università popolare trentina. Oltre alle classi prima e seconda, con un blocco di 18 ore di lezione settimanali, partirà un terzo anno liceale con 25 ore settimanali. La composizione delle classi sarà di circa 10-12 studenti ciascuna. Sono previsti anche brevi percorsi estivi gestiti sempre dal Liceo "A. Rosmini" di potenziamento che accompagnano l'offerta didattica dell'anno scolastico.

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Progetti di qualificazione professionale
Si tratta di brevi percorsi, ognuno di circa 50 ore, nell'ambito della panificazione e pasticceria e nell'ambito dell'acconciatura ed estetica affidati ai due istituti provinciali di formazione professionale 

Per queste attività, la Giunta provinciale ha riconosciuto al Liceo Rosmini il personale docente per i percorsi affidati, nonché l'importo di 3.000 euro per i percorsi estivi, mentre all'Università popolare trentina la somma di 42.400 euro per il percorso formativo professionale di operatore ai servizi di impresa, pari a 530 ore annue. Sono inoltre riconosciute all'Istituto di formazione professionale alberghiero e all'Istituto servizi alla persona e del legno "Sandro Pertini" rispettivamente 150 ore e 200 ore di docenza in sede di assegnazione di organico.

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Trento

“Papajob: pari opportunità per i padri al lavoro”

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È in fase conclusiva il progetto “Papajob” della Fondazione Franco Demarchi, un’iniziativa svolta in collaborazione con l’Associazione Donne in Cooperazione, grazie al contributo dell’Ufficio Pari Opportunità dell’Agenzia del Lavoro (Pat).

L’obiettivo generale del progetto punta alla diffusione di una cultura di corresponsabilità dei carichi di cura, per contribuire all’affermazione delle pari opportunità in ambito lavorativo, de-tradizionalizzando i ruoli genitoriali.

In occasione del Festival della famiglia, il 4 dicembre saranno presentati gli esiti dell’iniziativa, assieme al lancio ufficiale dello spot “Papajob”. Realizzato dalla regista trentina Katia Bernardi, questo brevissimo video sarà diffuso sul territorio provinciale, mediante una compagna sociale di sensibilizzazione.

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Secondo l’Istat in Italia nel 2015 il congedo parentale obbligatorio è stato utilizzato solo dalla metà dei padri aventi diritto (se non viene utilizzato non sono previste sanzioni), mentre nel 2016 il congedo facoltativo è stato utilizzato da meno del 20% dei neo papà beneficiari.

A livello locale un’importante rilevazione effettuata nel 2016 dall’Associazione Donne in Cooperazione, in collaborazione con il Centro Studi Interdisciplinari di Genere dell’Università di Trento, ha fatto emergere che solo il 3,5% dei padri lavoratori si sente libero di usufruire del congedo parentale: la maggior parte dei padri, infatti, alla data della rilevazione non aveva mai richiesto questa forma di conciliazione.

L’intento del progetto “Papajob” è quello di far emergere e superare degli stereotipi legati ai genitori, soprattutto padri, che si assentano dal lavoro per la cura dei propri figli, promuovendo e potenziando l’utilizzo dei congedi parentali e di forme di lavoro flessibili da parte dei papà.

La prima fase del progetto è iniziata a maggio con una ricerca finalizzata a raccogliere dati inerenti la situazione dei genitori nel mondo cooperativo, attraverso interviste e questionari rivolti a figure apicali e responsabili delle risorse umane, madri e padri con figli da 0-12 anni, lavoratori/trici in genere.

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Dalla valutazione dei risultati emersi da questa fase di ricerca successivamente è iniziato il lavoro sulla creazione del video, che punta a decostruire gli stereotipi sul rapporto tra genitorialità e lavoro, con focus particolare sulle figure dei padri.

Lo spot metterà in luce soprattutto, in modo ironico e leggero, come il congedo parentale sia un diritto che sostiene e permette la parità di genere, favorendo il rapporto tra i figli e i padri.

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Trento

Nuova rissa nella notte in centro storico

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Nuova sanguinosa rissa fra stranieri nella notte poco dopo le 1.00  in  Via San Giovanni – P.tta 2 Settembre 1943.

Numerosi residenti hanno sentito urla e schiamazzi che sono continuati per molti minuti.

Poi la zuffa e le macchie di sangue rimaste sulla pavimentazione della piazzetta, non nuova purtroppo ad episodi simili.

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Gocce di sangue che sono state notate anche in via Roma dove probabilmente la rissa è continuata.

Le testimonianze di quanto succede la notte in centro storico sono cancellate al mattino presto dagli operatori della Dolomiti che passano con i mezzi di lavaggio strade per far tornare il Centro Storico pulito e cancellare i segni del degrado e delle risse.

È una sorte di «Occhio non vede cuore non duole» oppure un modo per mettere le miserie sotto il tappeto. Ma alcuni residenti del centro storico si alzano prima dell’arrivo degli operatori ecologici, per testimoniare attraverso foto e video quello che succede tutte le notti.

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Trento

Oggi a Trento la celebrazione della «Virgo Fidelis» patrona dell’arma dei Carabinieri

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Alle ore 17.30 di oggi, 21 novembre 2019, presso la Chiesa dello “Sposalizio di Maria Vergine”, sita in via San Bernardino, si svolgerà la Santa Messa in onore della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, celebrata dall’Arcivescovo di Trento, Mons. Lauro TISI.

L’evento, al quale prenderanno parte anche le più alte cariche istituzionali della città, nonché rappresentanti dell’Arma in congedo e delle altre Associazioni combattentistiche e d’arma, viene commemorata il appunto 21 novembre, data in cui la cristianità celebra la festa liturgica della presentazione di Maria Vergine al tempio, ed al contempo anniversario della battaglia di “Culqualber”, fatto d’armi che ebbe luogo nel 1941 in Africa orientale, nel corso del quale un intero Battaglione di Carabinieri si sacrificò nella strenua difesa, protrattasi per tre mesi, del caposaldo di Culqualber.

Dal 1996, con la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, si commemora anche la “Giornata dell’Orfano”, che rappresenta per i Carabinieri e per l’Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri un’occasione di concreta vicinanza alle famiglie dei tanti Carabinieri caduti.

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La scelta della “Virgo Fidelis”, come celeste Patrona dell’Arma, è ispirata alla fedeltà, propria di ogni carabiniere che serve la Patria e le comunità ove presta servizio, caratteristica peculiare dell’Arma dei Carabinieri, alla quale è stato indelebilmente associato il motto: “Nei Secoli Fedele”.

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