Connect with us
Pubblicità

Trento

Un giorno a Trento con @AstroSamantha

Impegni incessanti per Samantha Crisfoforetti che dopo aver raggiunto ieri il Muse dove è stata accolta dal governatore Ugo Rossi nella mattinata di oggi ha incontrato ottocento studenti trentini all'auditorium Santa Chiara.

Pubblicato

-

Impegni incessanti per Samantha Crisfoforetti che dopo aver raggiunto ieri il Muse dove è stata accolta dal governatore Ugo Rossi nella mattinata di oggi ha incontrato ottocento studenti trentini all'auditorium Santa Chiara.
 
Questa prima data del Post Flight Tour che gli astronauti reduci dalla loro straordinaria permanenza nella stazione spaziale internazionale condurranno attraverso tutta l'Italia, per iniziativa di Esa, Asi e Aeronautica militare è stato seguito anche in web streaming. Ad aprire l'incontro il governatore Ugo Rossi, che aveva precedentemente consegnato all'astronauta, di origini trentine, l'Aquila di San Venceslao, la massima onorificenza della Provincia autonoma di Trento. Rossi ha augurato agli studenti in platea, che stanno costruendo la loro "rampa di lancio", di spiccare il volo e raggiungere i risultati che desiderano nella vita. 
 
Sul palco anche il presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston, nonché docente all'Università di Trento, che ha lodato l'impegno del Trentino nella ricerca scientifica e nell'alta formazione, "da cui nascono imprese come questa", ed il generale dell'aeronautica militare Claudio Salerno, che ha invitato gli studenti ad impegnarsi nello studio perché "ogni traguardo è raggiungibile, e quindi, aspetto alcuni di voi qui su questo palco fra una decina di anni".
 
Poco prima nella mattinata AstroSamantha è stata ospite del sindaco di Trento Alessandro Andreatta e del governatore Rossi nel palazzo della provincia. 
 
L'entusiasmo che lei ha suscitato nel mondo della scuola è stato davvero grande – ha detto il sindaco durante l'incontro – La sua esperienza nella stazione spaziale orbitante ha fatto sì che si parlasse di scienza non solo nelle aule, ma anche fuori, come argomento di conversazione quotidiano. Lei ha reso un grande servizio alla divulgazione scientifica”.
 
Tra i temi toccati durante l'incontro, anche quello dell'Euregio e del progetto trilinguismo. Che l'astronauta Samantha Cristoforetti ha apprezzato, invitando il Trentino a essere lungimirante e a guardare anche oltre, per dare ai giovani una formazione il più possibile internazionale.
 
Al termine dell'incontro, la consegna dell'Aquila di San Venceslao da parte del presidente della Provincia Rossi e lo scambio dei doni. Il sindaco, interpretando l'orgoglio e l'ammirazione di tutti i cittadini di Trento, ha consegnato a Samantha Cristoforetti un libro fotografico sulla città e una stella alpina di rame, “simbolo di coraggio, amicizia e gratitudine”,  fissata su un piedistallo di roccia dolomia. 
 
Si è svolto invece in un clima informale e amichevole l'incontro con l’Università di Trento e la Fondazione Bruno Kessler. Un abbraccio ideale della ricerca trentina alla prima donna italiana nello spazio, che è stato anche momento di confronto sulle frontiere della ricerca e sulle sue possibili applicazioni in ambito spaziale. Per l’occasione erano presenti attorno al tavolo il rettore Paolo Collini con i prorettori Flavio Deflorian e Barbara Poggio e il segretario generale della Fondazione Bruno Kessler, Andrea Simoni, con il direttore del Centro ICT di FBK, Paolo Traverso. Assieme a loro, a esprimere il sostegno alla ricerca da parte del governo provinciale è stata Sara Ferrari, assessora all'università e ricerca. 
 
Importanza dello studio, passione per la ricerca, sogni e ambizioni che, con determinazione, possono diventare progetti di vita. Ma anche problemi pratici e quotidiani nello spazio, su cui la ricerca può contribuire: di tutto questo si è parlato nel colloquio privato di oltre mezz’ora. Il rettore Collini ha presentato l’Università di Trento, citando i suoi recenti successi nel campo della ricerca scientifica (il progetto del Cibio sulla lotta all’Hiv) e nella reputazione internazionale (Trento al 198° posto al mondo nella classifica delle università del Times Higher Education).
 
Ha illustrato poi i progetti dell’Ateneo in ambito spaziale: la missione LISA Pathfinder (con “l’ascolto” delle onde gravitazionali di Stefano Vitale), le missioni ESA e NASA con i radar del laboratorio di telerilevamento di Lorenzo Bruzzone e la missione Rosetta a cui collabora Mariolino De Cecco. Interessata e divertita, Samantha Cristoforetti ha sfogliato il numero speciale del periodico di Ateneo “Knowtransfer. Tecnologie e saperi tra università e impresa”, che la ritrae in copertina, interamente dedicato allo spazio e realizzato con la collaborazione dell’ASI Agenzia Spaziale Italiana.
 
Nello spazio gli astronauti sono esposti a radiazioni simili a quelle utilizzate dalla protonterapia per il trattamento di alcuni tipi di tumore: per questo, nell'ambito della sua visita in trentino, Samantha Cristoforetti, assieme agli altri due astronauti che hanno partecipato con lei alla recente missione spaziale, l’americano Terry Virts della Nasa e il russo Anton Shkaplerov della Roscosmos, ha visitato anche il centro di Protonterapia di Trento di via al Desert, inaugurato esattamente un anno fa, nell'ottobre 2014. "Oltre alla sua missione principale, essere una struttura di avanguardia per la cura di alcune patologie tumorali, questa realtà rappresenta un risultato concreto dell'impegno che in Trentino viene riservato alla ricerca scientifica", ha spiegato nel corso della visita il governatore Ugo Rossi.
 
A fare gli onori di casa, assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento, il direttore dell’Unità Operativa Maurizio Amichetti e Marco Durante, presidente dell’associazione  per la ricerca in campo radioattivo e direttore  di Tifpa, il centro nato a Trento collegato all'Azienda provinciale per i servizi sanitari, FBK, Università di Trento e Infm nell’aprile 2015, ed inoltre i due assessori provinciali competenti, Sara Ferrari per la ricerca scientifica e Luca Zeni per la salute.
 
Grande finale nel giardino del MUSE nel tardo pomeriggio dove Samantha Cristoforetti ha voluto incontrare tutta la città. Oltre duemila le persone presenti che l'hanno applaudita lungamente «adottandola» come vera cittadina trentina. L'astronauta di origini Trentine è subito diventata protagonista sul palco dove attraverso delle slide proiettate sul maxi schermo ha spiegato e ricordato tutte le tappe della sua avventura nello spazio.
 
Il pubblico si è particolarmente divertito quando uno dei due astronauti compagni di viaggio ha svelato come ha fatto a tagliare i capelli di Samantha durante il viaggio sulla navicella. «Ci sono volute ben due ore e mezza per il taglio» – ha svelato uno dei compagni di viaggio.  
 
Poi ha raccontato di passeggiate spaziali, attività extraveicolare, lavoro nei laboratori, procedure di decompressione, preparazione delle missioni, test sul sangue e sul corpo, ma anche vita quotidiana e sensazioni personali hanno calamitato l'attenzione del pubblico. "Nello spazio ha aggiunto Samantha Cristoforetti si fa gioco di squadra ed importante arrivare preparati in tutto".
 
In orbita, è stato spiegato, si dorme in un sacco a pelo ma è importante anche fare molta attività sportiva per non perdere massa muscolare e ossea. "Riusciamo – ha detto la Cristoforetti – anche a correre grazie ad un'apparecchiatura particolare". Le risorse sono inoltre molto importanti, come l'acqua che viene quasi completamente riciclata, o i rifornimenti, che arrivano periodicamente in volo. Immagini meravigliose, e veramente uniche, hanno accompagnato un racconto che ha alternato personale e professionale, scientifico e umano; sullo sfondo un pianeta azzurro, delicato, prezioso, che, visto dallo spazio, segue un ritmo lontano dalla frenesia che conosciamo
 
 

PubblicitàPubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Trento

Accolto il ricorso di Savoi: il leghista siederà in consiglio provinciale al posto di Bezzi

Pubblicato

-

La querelle fra Savoi e Bezzi iniziata dopo il 21 ottobre 2018 l’indomani delle elezioni del nuovo consiglio provinciale è terminata con la vittoria del leghista.

Ricorsi, esposti e controricorsi non sono serviti per Giacomo Bezzi per tornare in consiglio provinciale.

A gennaio Bezzi aveva depositato un primo ricorso al Tar di Trento che era stato accolto e che gli aveva assegnato due voti in più.

Pubblicità
Pubblicità

La decisione aveva comportato che il seggio, originariamente assegnato al Presidente della Lega, cambiasse padrone in favore dell’esponente dell’UDC.

Con la sentenza di oggi ad Alessandro Savoi vengono riconosciuti i 10 voti in più che lo legittimano consigliere provinciale.

«Come eccepito dall’appellante – si legge sulla sentenza – il motivo è inammissibile, non trovando alcun riscontro nel ricorso introduttivo del giudizio di primo grado, relativamente alla suddetta sezione elettorale», dove Bezzi aveva contestato le schede

A Savoi inoltre il Tar ha riconosciuto anche altri voti precedentemente non assegnati.

«In conclusione – termina la sentenza  – a fronte dei n. 2 voti illegittimamente non attribuiti alla lista n. 19, alla lista n. 1, cui appartiene l’appellante, devono essere riconosciuti n. 10 voti, i quali sono sufficienti per neutralizzare l’effetto utile che all’originario ricorrente deriverebbe dall’accoglimento del ricorso, il quale non può quindi che essere dichiarato inammissibile».

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Festa di santa Apollinare Piedicastello: cosa c’entra un appello all’accoglienza?

Pubblicato

-

Ma cosa centra una tradizionale festa popolare come quella di Santa Apollinare ( 19 – 21 luglio) con un appello a favore dell’accoglienza degli immigrati?

Il pistolotto a firma di Don Piero Rattin è stato inserito nella brochure del programma della festa e sono righe costellate di luoghi comuni con un unico punto di partenza: la colpa dell’immigrazione e degli occidentali, trentini compresi.

Perché?Eccone le prove delle quali giornali e telegiornali non parlano e tanto meno i politici di ieri e di oggi”.

PubblicitàPubblicità

E bravo il nostro don che regala un eccezionale scoop per altro affidato ad un opuscolo che già lunedì sarà al macero.

Il don ci fa sapere che a differenza di 15 anni fa gli immigrati economici sono una minoranza e quelli che arrivano sono spinti dall’illusione di un “Occidente paese dei balocchi. Chi può resistere al suo fascino? Non è saggio -spiega il don – esporre gli specchietti per le allodole e poi lamentarsi perché le allodole abboccano”, il quadro è colpevolmente disegnato dai canali televisivi europei, ma italiani in particolare.

Quindi secondo don Rattin il maggiore indiziato per l’arrivo di migliaia di migranti ne nostro paese sarebbero televisioni e giornali nazionali.

La nuova realtà secondo il Don è quella di disperati fuggitivi da dittature sanguinarie.

L’esempio che fa il don? L’Eritrea, giusto perché i barconi che arrivano in Italia sono strapieni di eritrei. Ma dai non scherziamo.

Poche righe ed ecco spiegato il perché dell’Eritrea secondo don Rattin: è un paese col quale l’Italia intrattiene floridi rapporti economici compreso lo smaltimento di rifiuti tossici. Poi non può mancare l’industria delle armi, con l’Italia ai primi posti. Insomma secondo don Rattin siamo proprio un brutto paese.

Sull’opuscolo non manca il racconto di una bomba assassina con la targhetta “Italy”, la citazione di Papa Francesco e le illustrazioni tratte dalla rivista “Nigrizia”.

Uno spot bello e buono a favore di un’idea di immigrazione che non è per nulla corrispondente al vero.

Don Rattin si è dimenticato di parlare della tratta di essere umani che fa guadagnare mafie locali, Ong e cooperative stranamente tutte di sinistra.

Si è dimenticato di come sia dimostrata la collaborazione tra le Ong e gli scafisti e di come in questa tratta di moderni schiavi, ci sia ben poco di cristianità.

Ma Don Rattin dovrebbe anche spiegare perché chi ha realmente bisogno, non salga mai su quei barconi.

Ma l’ex parroco di Piedicastello tra l’obiettività ed i luoghi comuni ha preferito i secondi: una delusione.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Ecco i nuovi leader del partito Democratico

Pubblicato

-

Il PD agli ordini di Carola Rackete e l’orso trentino M49

La coppia di fatto sta ormai spopolando sul web e il PD su di loro scommette sulla prossima campagna elettorale.

I parlamentari della sinistra sono saliti sulla nave dell’amazzone tedesca per sostenerla nel salvataggio dei 41 migranti.

Pubblicità
Pubblicità

Per inciso giusto ricordare che tutti i parlamentari hanno poi ricevuto una multa di 1.500 euro perché non avevano nessuna autorizzazione per salire sulla Sea Watch

La fuga dell’orso M49 invece ha resuscitato le minoranze trentine che hanno preso fiato e soprattutto argomenti (pensate un po’) per attaccare la maggioranza.

E se questi sono gli argomenti, Maurizio Fugatti può stare tranquillo finché arriva l’ora della pensione.

Sui social quelli del PD si sono scatenati (si fa per dire) lanciando battute all’indirizzo della giunta.

Pietose quelle di Luca Zeni, che come comico non avrebbe futuro, meglio invece quelle di Ugo Rossi che si sono dimostrate sarcastiche e pungenti.

Ma intanto la coppia Carola M49 gongola e sogna una vita insieme ai politici della sinistra.

Gli innamorati cercano le coordinate via mare e nei boschi per convogliare a giuste nozze, mentre quelli della sinistra la bussola l’hanno persa da un bel pezzo. 

Carola sarà dimenticata presto e l’orso M49 nelle prossime ore sarà catturato e così tutti i politici trentini potranno andarsene in vacanza. 

Per i due eroi della sinistra un’estate da protagonisti, per la sinistra l’unico argomento su cui far leva per finire sui giornali.

La vignette è di Domenico La Cava 

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza