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Arte e Cultura

Il concetto di spazio di Einstein e Lemaitre

Il successo di Samantha Cristoforetti, l'astronauta trentina tornata da poco dal suo viaggio nello spazio, dimostra come sia ancora forte l'attrazione che il cielo e i grandi spazi stellari destano nell'uomo. 

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Il successo di Samantha Cristoforetti, l'astronauta trentina tornata da poco dal suo viaggio nello spazio, dimostra come sia ancora forte l'attrazione che il cielo e i grandi spazi stellari destano nell'uomo. 

Anche nell'uomo occidentale di oggi che il cielo lo vede poco, chiuso com'è tra muri, luci artificiali e mezzi tecnologici. Un tempo, gli antichi mesopotamici scrutavano i cieli, per cercare in essi la divinità, la risposta alle grandi domande esistenziali e per conoscere i ritmi della natura. Nacque così l'astrologia, in cui l'osservazione degli astri si mescolava con la magia e il fatalismo, producendo così gli oroscopi: il nostro destino è già scritto nelle stelle?

A questa visione si oppose per primo il popolo ebraico, il cui libro sacro insiste sul fatto che la grandezza e la bellezza dei cieli non fa di essi i padroni dell'uomo. I cieli narrano la gloria di Dio, insegna la Bibbia, ma sono creati: grandissimi rispetto all'uomo, un nulla rispetto a Dio.

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E' da questa visione che si sviluppa un'idea fondamentale della filosofia medievale cristiana: l'uomo è dotato di libero arbitrio, non deve cercare nei cieli materiali il perchè delle sue azioni, ma in se stesso, nella sua anima. Se è vero che i cieli cantanto la gloria di Dio, scriverà l'astronomo e teologo Keplero, nel XVII secolo, Dio però parla soprattutto nel cuore dell'uomo disposto ad ascoltarlo.

Così, tra riflessione teologica e osservazioni, piano piano è accaduto che all'astro-logia si è sostituita l'astro-nomia: agli astri che determinano la vita degli uomini, degli animali, delle piante, i cieli che obbediscono a delle leggi (nomoi, in greco) fisiche. Si tratta di un modo molto diverso da quello antico, pre-cristiano, di vedere l'Universo.

Ma l'Universo, i cieli, sono spazialmente infiniti o finiti? L'Universo è eterno, o sottomesso come tutto allo scorrere del tempo? Per il teologo africano sant'Agostino, nel V secolo dopo Cristo, i pagani sbagliano a ritenere l'Universo eterno nel tempo e infinito nello spazio: no, essendo una creatura, l'Universo è finito, c'è un istante di tempo in cui l'Universo ha iniziato ad esistere, e con esso, anche il tempo e lo spazio.

Un concetto difficile da immaginare, ma saranno Albert Einstein e George Eduard Lemaître, un fisico ebreo tedesco, e un sacerdote cattolico belga, a rinnovare lo sguardo sul cosmo, all'inzio del Novecento. Per Einstein l'universo è, quanto allo spazio, finito ma illimitato; quanto al tempo, probabilmente infinito. No, replica Lemaître, il primo ad intuire l'espansione delle galassie (due anni prima delle osservazioni di Hubble) e a teorizzare, nel 1931 il Big Bang: l'universo è nato da un "atomo primordiale", e questo fa pensare anche ad un tempo finito…

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La fisica del Novecento ci consegna dunque un Universo che nasce dal Big Bang, da un piccolo puntino che si espande incredibilmente e che continua a porre all'uomo delle domande: da dove viene, l'Universo? Perchè esiste qualcosa, e non il nulla? Chi sei tu, uomo, che guardi i cieli e interroghi gli astri, e ne comprendi, almeno parzialmente, le leggi?

Una prima "risposta" ce la dà il già citato Lemaitre, in un discorso del 1950, tenuto a Bruxelles, in cui afferma che «l’Universo non è troppo grande per l’uomo, non sorpassa le possibilità della scienza né la capacità dello spirito umano»; al contrario, dinanzi a esso, l’uomo prova un senso di «fierezza», di grandezza spirituale, percependo di trascendere l’Universo, ma anche di «umiltà»: «unire in noi questa fierezza e questa umiltà, non è forse ciò che costituisce l’essenza stessa della nostra natura umana?». (continua)

Francesco Agnoli

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Spettacolo

«Sanctuary»: la serie tv girata in Trentino sarà trasmessa in sei Paesi

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E’ una storia ricca di colpi di scena quella di “Sanctuary“: la serie tv che fra i protagonisti vede l’attore statunitense Matthew Modine, l’indimenticabile soldato Joker di “Full Metal Jacket”, insieme alla giovane attrice svedese Josefin Asplund. (nella foto del titolo il trailer della serie Tv)

Si tratta di un thriller psicologico che affronta le tematiche della sopravvivenza, dell’identità, della fiducia e del tradimento, girato in Trentino lo scorso autunno fra la Val di Fassa, la Valsugana e la Valle dell’Adige, grazie al sostegno di Trentino Film Commission e di Trentino Marketing.

Diretto da Oskar Thor Axelsson ed Enrico Maria Artale è prodotto da Yellow Bird eTV4 (Svezia) e distribuita in Europa da StudioCanal.

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La produzione ha inoltre aderito al Protocollo T-Green Film, della Film Commission, per le buone pratiche di sostenibilità ambientale.

La serie è già stata venduta in Portogallo, Spagna, Islanda, Russia e Polonia, andrà in onda in Svezia a settembre e sono già in corso alcuni contatti per una possibile uscita italiana.

Segnata da una perdita e desiderosa di riallacciare i contatti con l’unica persona che le è rimasta in famiglia, Helena Brant fa visita alla sorella gemella, la ribelle Siri, all’interno del Sanctuary – una bellissima clinica che si trova in prossimità di un villaggio sperduto tra le valli alpine.

Hel non è a conoscenza del fatto che il Sanctuary in realtà è una facoltosa struttura di ricerca nella quale si sperimentano cure per pericolosi psicopatici.

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Hel è anche inconsapevole che proprio Siri è una delle pazienti più pericolose, e non sa di essere entrata in un luogo dal quale potrebbe non uscire mai più.

Genere: Serie TV, Thriller
Regia: Oskar Thor Axelsson, Enrico Maria Artale
Cast: Matthew Modine, Josefin Asplund, Lorenzo Richelmy, Philip Arditti, Barbara Marten, Felix Garcia Guyer
Paese di produzione: Svezia
Anno: 2019
Produzione: Yellow Bird eTV4 (Svezia)
Distribuzione in Europa: StudioCanal

I luoghi in Trentino:

  • Himmelstal, il sanatorio, è il Grand Hotel Imperial di Levico Terme
  • La vallata inaccessibile in cui è immersa la clinica Himmelstal è Val San Nicolò, in Val di Fassa
  • La funivia che porta a Himmelstal è la funivia del Monte di Mezzocorona
  • Il Villaggio situato nel Sanatorio si trova tra Malga Peniola, in località Peniola, e la località Pian, a Campitello di Fassa
  • Il lago di montagna nella vallata di Himmestal è il Lago di San Pellegrino
  • Lo chalet di Siri è stato ricostruito presso Pian dei Schiavaneis a Canazei, in Val di Fassa

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Spettacolo

Operazione nostalgia: a Parma la mostra «Carosello. Pubblicità e Televisione 1957-1977»

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L’idea per questi fine settimana settembrini, ma ancora dalle temperature estive potrebbe essere quella di una gita cultural – gastronomica.

La meta? Traversetolo in provincia di Parma patria del culatello o degli anolini in brodo o asciutti e vista la stagione, il castagnaccio fatto con la farina di castagne.

E prima di sedersi a tavola? Si va alla sede della Fondazione Magnani Rocca, dove fino all’8 dicembre sarà possibile visitare la mostra “ Carosello: pubblicità e televisione 1957 – 1977”.

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Siamo di fronte al top della pubblicità ancor oggi studiato a livello di marketing, ma che nessuno è riuscito a riproporre.

7261 gli episodi che si sono succeduti, “ firmati” da grandi dello spettacolo come Mina, Pasolini, Sinatra, Totò, Alberto Sordi e poi registi del calibro di Mauro Bolognini, i fratelli Taviani e Ettore Scola; o agenzie pubblicitarie come quella di Armando Testa.

Oggi Carosello è materia di studio e di ricerca.

Si vorrebbe capire la ragione di un successo, ma anche di un condizionamento di massa che ha interessato una decina di milioni di italiani.

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Calimero è popolare ancora oggi, alla pari dell’Ippopotamo dei pannolini Lines.

A colpire è anche il suo essere inimitabile.

Quando nel 1977, Carosello fu interrotto si pensava che sarebbe stato dimenticato in fretta in una società che stava affrontando anni difficili a tutti i livelli.

Insomma i problemi erano altri e nessuno avrebbe pensato che favole, gag, perfino storie a puntate, mini thrilling, uscissero dall’immaginario collettivo per diventare materia di studio sia a livello pubblicitario che come fenomeno sociale.

E per concludere un riconoscimento. Nel 1972, la prima puntata del Carosello del 2 febbraio del 1957, negli Stati Uniti venne riconosciuto come la più specifica forma pubblicitaria esistente.

E detto dai maestri del condizionamento pubblicitario, non è cosa da poco.

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Spettacolo

“Drive me home” nelle sale dal 26 settembre

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Uscirà nelle sale italiane il prossimo 26 settembre “Drive me home“, opera prima di Simone Catania con protagonisti Marco D’Amore e Vinicio Marchioni.

Il film, un road movie girato per le strade d’Europa, è prodotto da Inthelfilm, Indyca con Rai Cinema con il sostegno del MIBACT e vede la collaborazione di Trentino Film Commission. Due le settimane di ripresa in Trentino, durante l’autunno 2017, fra i Monti Lessini, Passo Bordala nel Comune di Ronzo-Chienis e il centro storico di Trento.

In questo road movie a bordo di un camion, due amici, vagando per le strade d’Europa, riscoprono la loro amicizia e le proprie origini, scoprendo due modi diametralmente opposti di affrontare la vita. Da una parte il desiderio di stabilità di Antonio (Vinicio Marchioni), dall’altra l’inquietudine di Agostino (Marco D’Amore).

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Fra le curiosità, i titoli di coda del film sono accompagnati dal brano “Così sbagliato”, il pezzo che ha segnato il ritorno sulla scena musicale della band milanese “Le Vibrazioni”, che vede la collaborazione di Skin.

Il progetto del videoclip, nasce dall’amicizia tra Francesco Sarcina, frontman de “Le Vibrazioni”, e i produttori del film, che hanno apprezzato in particolare la versione del brano cantata insieme a Skin e l’affinità fra il pezzo musicale e i temi affrontati nel film, la tormentata nostalgia di chi vive lontano da casa e la difficoltà di vivere senza radici.

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