Connect with us
Pubblicità

Il Punto da Bruxelles

Immigrazione: no a muri, sì a un approccio globale europeo

L'Unione europea è alle prese con quella che può già essere definita come una delle tragedie umane più gravi del ventunesimo secolo.

Pubblicato

-

L’Unione europea è alle prese con quella che può già essere definita come una delle tragedie umane più gravi del ventunesimo secolo.

Dall’inizio dell’anno, sono circa mezzo milione le persone che hanno raggiunto l’Europa per fuggire da violenza e morte.

Molti altri potrebbero ancora arrivare. In Siria, sono circa 8 milioni gli sfollati interni, mentre i profughi ospitati da Turchia, Libano e Giordania sono 4 milioni. C’è la possibilità concreta che milioni di potenziali rifugiati cerchino di raggiungere l’Europa.

PubblicitàPubblicità

Nelle ultime settimane, i governi europei sono riusciti finalmente a trovare un’intesa sulle misure per aiutare gli Stati membri più colpiti dalla crisi. Sono stati, infatti, introdotti due meccanismi per la ricollocazione complessiva di 160mila richiedenti asilo da Italia e Grecia verso altri Paesi europei. Si tratta di una chiara dimostrazione di solidarietà. Tuttavia, per sortire l’effetto sperato, questa misura di emergenza dovrà essere seguita da un approccio globale alla questione, che consenta di adottare politiche sostenibili nel lungo periodo.

Per evitare che l’Europa venga travolta da un’ondata migratoria difficile da gestire, è innanzitutto necessario offrire maggiore assistenza finanziaria ai Paesi che affrontano la crisi in prima linea, come Turchia, Libano e Giordania. Per questo, il Parlamento europeo ha recentemente proposto di stanziare 1,2 miliardi del bilancio del 2016 a favore di fondi, programmi e agenzie nel settore della migrazione.

L’Unione europea deve poi intervenire con misure dirette a risolvere alla base questa crisi umanitaria. I flussi migratori non si fermeranno fino a quando siriani, libici ed eritrei non avranno altra scelta che quella di fuggire da fame, dittature, violenza e morte. Per questo, la Commissione europea ha recentemente aumentato il finanziamento al fondo per la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare in Africa.

Queste azioni devono essere accompagnate da un’adeguata protezione delle frontiere esterne. C’è bisogno di ampliare il mandato di Frontex, l’agenzia europea che coordina il pattugliamento dei confini esterni dell’Unione, prendendo iniziative ambiziose come l’istituzione di una guardia di frontiera e una guardia di costiera europee.

Pubblicità
Pubblicità

All’interno della gestione comune delle frontiere esterne, si inserisce anche la creazione dei cosiddetti “punti di crisi”, cioè di quelle strutture che saranno allestite nei paesi più esposti ai nuovi arrivi per identificare e registrare i migranti, anche mediante la raccolta di impronte digitali e foto. Queste strutture, gestite dalle autorità nazionali insieme agli esperti delle agenzie europee, ospiteranno i migranti fino alla conclusione delle operazioni di identificazione, consentendo di migliorare la gestione della ricollocazione e dei rimpatri. I punti di crisi dovrebbero essere pronti entro novembre.

Questi potranno funzionare solo se accompagnati da una politica di rimpatrio credibile ed efficace. A tal proposito, è fondamentale combattere gli abusi del sistema di asilo, come nel caso di quei cittadini dei Balcani occidentali che, nonostante possano venire in Europa legalmente con un permesso di lavoro o una borsa di studio, stanno sfruttando il caos alle frontiere per entrare illegalmente nell’Unione.

Per rimediare a questa situazione, la Commissione europea ha recentemente predisposto la creazione di una lista di Paesi di origine sicuri, che permetterà che le domande presentate dai cittadini dei Paesi sulla lista siano accelerate, consentendo così un più rapido rimpatrio nei casi in cui la valutazione delle singole domande confermi la mancanza del diritto d’asilo.

Per gestire il flusso dei migranti economici, che non hanno diritto all’asilo ma che vengono comunque in Europa alla ricerca di un futuro migliore, l’Unione sta lavorando all’introduzione di canali regolari per la migrazione. Questa soluzione scoraggerà l’attività dei trafficanti di esseri umani e, al contempo, consentirà di trasformare l’immigrazione in una risorsa per fronteggiare il declino demografico in Europa.

Nei mesi scorsi, in Parlamento europeo abbiamo dimostrato di essere più avanti rispetto agli egoismi di alcuni governi, sostenendo con fermezza l’introduzione delle quote obbligatorie. Ora, finalmente, anche gli Stati membri sembrano aver capito che senza un intervento coordinato e condiviso lo Spazio Schengen rischia di scomparire.

Le misure concordate settimana scorsa non porranno certo fine alla crisi, ma rappresentano comunque dei piccoli passi nella giusta direzione. Quello dei migranti non è un problema italiano, greco o ungherese, ma è una sfida comune che può essere vinta solo cooperando in uno spirito di solidarietà e responsabilità

A cura di Herbert Dorfmann –  Europarlamentare eletto nel collegio del Trentino Alto Adige

Pubblicità
Pubblicità

Il Punto da Bruxelles

Politiche agricole europee: seminario ieri a Bruxelles

Pubblicato

-

Il Trentino in Europa. Progettualità di sistema. E’ il titolo del seminario, tenuto ieri a Bruxelles, presso la sede della Rappresentanza della Regione europea Tirolo – Alto Adige – Trentino.

Al centro dell’incontro, organizzato da APOT, l’Associazione dei produttori ortofrutticoli trentini, un confronto a 360 gradi sulle politiche agricole dell’Unione europea, alla presenza dell’assessore all’agricoltura della Provincia autonoma di Trento, Giulia Zanotelli, di Paolo De Castro, vice presidente della Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo e dell’onorevole Herbert Dorfmann.

Nei vari interventi è stata sottolineata l’importanza della comunicazione, per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto ai valori connessi all’agricoltura e alle ricadute pubbliche che il governo del territorio può determinare in particolare nelle aree di montagna.

Pubblicità
Pubblicità

Oggi la produzione agricola – è stato evidenziato – non può non percorrere la strada della qualità che si integra in modo forte con l’obiettivo della sostenibilità integrale, sui fronti economico, sociale e ambientale.

Tutto questo a partire dalla consapevolezza che il settore agroalimentare rappresenta il primo settore economico, anche sul fronte dell’export, a livello europeo.

“Il sistema delle Regioni – ha detto l’assessore Zanotelli che ieri a Milano aveva incontrato Phil Hogan, Commissario europeo per l’agricoltura – chiede la possibilità di incidere maggiormente nelle scelte che verranno fatte per la prossima programmazione agricola comune (PAC) post 2020.

Nella nuova PAC – ha detto l’assessore – dovrà essere tenuta in considerazione la specificità dei territori di montagna. Fare agricoltura in Trentino non è come farla in pianura.

Pubblicità
Pubblicità

Questo è un elemento chiave, così come è fondamentale che i fondi europei non utilizzati da determinati soggetti vengano redistribuiti a favore di chi, al contrario, è capace di utilizzarli appieno.

Fra le criticità emerse nel corso del seminario, confermate dall’onorevole De Castro, quella che riguarda l’architettura prevista nel rapporto tra Commissione, Stato membro e regioni.

L’aspetto legato alla previsione dell’ente gestore unico rischia di compromettere – è stato detto – l’efficacia del sistema, determinando un’eccessiva centralizzazione con conseguenti ricadute negative sul piano degli equilibri nei rapporti tra i territori.

“Condividiamo – ha detto ancora l’assessore Zanotelli – la necessità, evidenziata dall’onorevole Dorfmann, di investire sia sul fronte della sostenibilità che su quello della comunicazione, con l’obiettivo di fornire un’informazione corretta ed oggettiva alla collettività, anche per accrescere una equilibrata cultura dell’ambiente e della sostenibilità.

Da questo punto di vista il percorso degli Stati generali della montagna, fortemente voluto da questa Giunta, potrà fornire un contributo importante anche per la definizione di una strategia di prospettiva per il settore agricolo, in preparazione della prossima PAC.

L’impegno del settore agricolo, ed ortofrutticolo in particolare, con l’accompagnamento della Provincia, ha portato negli anni a risultati importanti sia sul fronte economico, sia su quelli sociale e ambientale, anche perché lavorare e coltivare la terra in montagna determina vincoli e costi più alti rispetto ad altri territori, con ricadute irrinunciabili sul fronte della stabilità idrogeologica, su quello del paesaggio, della biodiversità e, in ultima analisi, su quello della sostenibilità”.

Infine, l’assessore Zanotelli ha sottolineato il valore del fare rete tra chi è parte del sistema cooperativo e chi è esterno, assicurando tutto il supporto della Provincia per accompagnare processi e progetti in grado di elevare la capacità di fare sistema, nell’interesse generale del settore agricolo, dell’economia, della comunità e del territorio trentino.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Il Punto da Bruxelles

«Addio alla plastica usa e getta. Ora puntare sul riciclaggio»

Pubblicato

-

(di Herbert Dorfmann) La tutela dell’ambiente e tutte le problematiche a essa collegate rappresentano una delle più grandi sfide per l’umanità negli anni a venire. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità

PubblicitàPubblicità
Continua a leggere

Il Punto da Bruxelles

Energia, Dorfmann: «Noi modello in Europa. Puntare su efficienza e rinnovabili»

Pubblicato

-

Con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2016, l’Unione europea ha preso un impegno con l’ambiente e le future generazioni, che siamo fermamente intenzionati a rispettare. (altro…)

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza