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Italia ed estero

Immigrazione, l’Ungheria viola i valori fondamentali dell’Unione europea

 

È ora che l'Unione europea prenda posizione rispetto al modo in cui l'Ungheria di Viktor Orban sta gestendo l'emergenza dei migranti”, ha dichiarato Guy Verhofstadt, Presidente del Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e Liberali al Parlamento europeo, in un'intervista al quotidiano francese Libération.

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È ora che l’Unione europea prenda posizione rispetto al modo in cui l’Ungheria di Viktor Orban sta gestendo l’emergenza dei migranti”, ha dichiarato Guy Verhofstadt, Presidente del Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e Liberali al Parlamento europeo, in un’intervista al quotidiano francese Libération.

La risposta dell’Ungheria alla crisi dei migranti ha scatenato reazioni di sdegno in tutta Europa. Per difendersi dall’invasione di un esercito di disperati provenienti da Siria, Afghanistan e Pakistan, l’Ungheria non si è limitata a costruire il famigerato muro di 175 chilometri al confine con la Serbia.

Budapest sta innalzando un’altra barriera al confine con la Croazia e pensa di fare lo stesso alla frontiera con Slovenia. Chi entra illegalmente nel paese viene arrestato o rinchiuso nei recinti del campo di Roszke. Chi prova a scavalcare il muro è travolto dall’acqua degli idranti o dai gas lacrimogeni della polizia.

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Una chiara violazione dei principi fondamentali dell’Unione, che includono, tra l’altro, la proibizione di trattamenti inumani e degradanti, il diritto alla libertà e alla sicurezza e, soprattutto, il diritto di asilo. Tutti diritti tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e ripresi dai Trattati europei.

Se fossi stato al posto di Orban, sarei venuto a Bruxelles con Matteo Renzi e Alexis Tsipras per pretendere una soluzione europea alla crisi – sostiene Verhofstadt – E se gli altri Stati membri si fossero rifiutati avrei organizzato il trasporto dei rifugiati verso altre capitali dell’Unione. Sarebbe sempre stato meglio che costruire un muro e sparare sui rifugiati. Non possiamo fermare chi fugge dalle zone di guerra”.

Non si tratta solo di una questione politica o politico-morale: con i suoi comportamenti, infatti, il governo di Budapest ha violato ripetutamente le disposizioni dei Trattati europei. Una violazione di fronte alla quale Bruxelles non può continuare a far finta di niente.

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Il gruppo liberale inviterà Parlamento europeo ad attivare nei confronti dell’Ungheria la procedura prevista dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, in quanto riteniamo che la risposta di Budapest all’emergenza dei migranti rappresenti un chiaro rischio di violazione grave dei valori europei”, questa la proposta di Verhofstadt.

L’articolo 7 prevede che il Consiglio dell’Unione europea possa, su proposta del Parlamento europeo, adottare due tipi di misure nei confronti di quegli Stati membri sospettati di violazioni gravi dei valori fondamentali dell’Unione. Da un lato, il Consiglio può intraprendere delle azioni di tipo preventivo, invitando formalmente lo Stato membro a porre rimedio a una determinata situazione. Dall’altro, il Consiglio può decidere di sospendere alcuni dei diritti dello Stato membro, compreso il diritto di voto in seno al Consiglio.

Ci abbiamo provato già due anni fa a invocare l’articolo 7 contro l’Ungheria – ricorda Verhofstadt – ma né i socialisti né i verdi ci seguirono, perché sostenevano che fosse prematuro. Uno degli argomenti che avanzarono è che il ricorso dell’articolo 7 rappresenta una vera e propria ‘opzione nucleare‘, in quanto permette di sospendere alcuni diritto dello Stato membro in questione, compreso il diritto di voto. Dimentichiamo che questo articolo prevede due tipi di misure, quelle preventive e quelle repressive. In questo caso si tratterebbe soltanto di intervenire con un’azione preventiva, formulando una serie di raccomandazioni affinché l’Ungheria ponga rimedio alla situazione attuale”.

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