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Trento

Sanità trentina: I nodi del Not e di Luciano Flor vengono al pettine.

Il Not (nuovo ospedale Trentino) e l'eventuale rimozione del Direttore Luciano Flor caldeggiata dall'ex Borgonovo Re poi silurata dal goverantore Rossi fanno emergere più che mai le gravi difficoltà della Giunta provinciale in merito alle scelte che toccano un settore tra più delicati per la collettività e al quale sono destinate ingenti risorse pubbliche, (60% del bilancio della provincia autonoma) quello della sanità

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Il Not (nuovo ospedale Trentino) e l'eventuale rimozione del Direttore Luciano Flor caldeggiata dall'ex Borgonovo Re poi silurata dal goverantore Rossi fanno emergere più che mai le gravi difficoltà della Giunta provinciale in merito alle scelte che toccano un settore tra più delicati per la collettività e al quale sono destinate ingenti risorse pubbliche, (60% del bilancio della provincia autonoma) quello della sanità

E’ bene ricordare che dopo aver individuato l’area per la costruzione del NOT nella zona delle ex caserme in località Al Desert a Trento e dopo la realizzazione del Centro per la Protonterapia (che doveva essere il primo pezzo del nuovo ospedale), i lavori per il nuovo compendio si sono fermati, in quanto il bando è stato impugnato dalle imprese concorrenti ed è a tutt’oggi al vaglio di TAR e Consiglio di Stato.

Nelle ultime settimane si affaccia all’orizzonte l’ipotesi del trasferimento del progetto di costruzione del Nuovo Ospedale Trentino in altra località, quella a nord di Mattarello, che fino ad oggi doveva essere destinata alla costruzione di una cittadella militare e alla razionalizzazione di altre strutture statali presenti a Trento.

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Per l’esproprio dell’area a San Vincenzo di Mattarello sono stati spesi 35 milioni mentre negli anni, altri 12 milioni sono stati spesi per apprestare l’area di Via al Desert: ripristini, bonifiche del terreno, parcelle per consulenze di professionisti e studi di fattibilità hanno consentito ad oggi di avere un’area pronta ad edificare. Va anche sottolineato che nell’area di Via al Desert c’è il Centro di Protonterapia che dovrebbe essere ben considerato nella scelta dell’ubicazione del NOT.

Anche il neo assessore Luca Zeni, intervistato in merito ad un eventuale ricollocazione del Nuovo Ospedale Trentino staccato dalla recente costruzione del Centro di Protonterapia, afferma che quest’ultima struttura può funzionare anche da sola, separata dal NOT che potrebbe trovare ubicazione nell’area di Mattarello.

Anche il Sindaco della città capoluogo Alessandro Andreatta, si è dimostrato possibilista rispetto all’ipotesi di costruire il NOT a Mattarello, ribadendo le valide motivazioni che a suo tempo avevano individuato nell’area delle ex caserme il sito più adeguato alla realizzazione del nuovo ospedale, ma non avendo pregiudiziali ideologiche in merito ad un eventuale spostamento in altro sito.

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Di altro avviso il Vicesindaco, nonché assessore all’urbanistica del Comune di Trento, Paolo Biasioli che afferma: “spero che l’idea di trasferire il nuovo ospedale sia solo un’ipotesi di scuola”.

La partita della collocazione del NOT si gioca con quella di altre decisive scelte urbanistiche, prima tra tutte quella dello sbocco di uscita dell’arteria stradale della Valdastico Nord, che ad oggi secondo le ipotesi in essere, pare dovrebbe sbucare a Mattarello.

Oltre all’importante nodo del Nuovo Ospedale Trentino, un altro tema che scuote le fila della non troppo coesa Giunta provinciale, quello legato alla scadenza dell’incarico al direttore generale dell’Azienda per i servizi sanitari della Provincia autonoma di Trento.

Come risaputo, il 4 novembre prossimo scadrà il contratto tra l’Azienda per i servizi sanitari e il suo direttore generale dott. Luciano Flor.

Giace senza risposta l’interrogazione n. 1626/XV del maggio scorso, a firma dei Consiglieri Viola, Simoni, Fasanelli e Giovanazzi che chiedeva lumi sull’ indizione di un eventuale concorso per il ruolo di direttore dell’Azienda Sanitaria.

Walter Viola a riguardo ha presentato una nuova interrogazione dove viene chiesto alla giunta provinciale se e quando intende rispondere all’interrogazione 1626/XV, i cui termini sono abbondantemente scaduti e quali siano le intenzioni in merito all’imminente scadenza del contratto del direttore generale dell’Azienda per i servizi sanitari, in particolare se, quando e in che termini preveda di elaborare un bando di concorso per l’assunzione della figura di direttore generale.

«Non si intende criticare in questa sede l’operato del Direttore Generale Flor, – precisa lo stesso Viola –  quanto evidenziare il fatto che, se le notizie a mezzo stampa fossero confermate, prorogare di un solo anno l’incarico all’attuale direttore generale sembra essere una decisione che nasconde l’assenza di strategia e di politica in ambito sanitario: se si vuole dare continuità non si può certo pensare di cambiare direttore generale a metà legislatura (fra un anno) ma sarebbe opportuno prorogare l’incarico sino a fine legislatura, se invece si intendesse cambiare la Direzione dell’Azienda Sanitaria, fare le scelte decisive tra un anno sarebbe troppo tardi».

In effetti solo un paio di mesi fa, l’intenzione della Giunta era quella di indire il sopra citato concorso, subito dopo Ferragosto, ma defenestrata l’Assessore Borgonovo Re, ora pare che la volontà manifestata dalla Giunta sia ben altra.

Queste le parole dell’ex Assessora Donata Borgonovo Re, riportate nelle cronache giornalistiche del 30 agosto a margine di un incontro pubblico, che così commenta la sua sostituzione alla guida dell’Assessorato alla salute: “bisogna agire presto, decidendo su diversi nodi. Fra tutti, la questione delle assunzioni e il rinnovo della direzione dell’Azienda sanitaria. Il rinvio ci schiaccerà sulla fase elettorale, che inizia un anno e mezzo prima del voto. Un periodo durante il quale decisioni così delicate come quelle che riguardano la sanità non verranno prese. I primi mesi del 2016 saranno, quindi, decisivi per capire il futuro della sanità trentina”.

Eloquente il disagio all’interno non solo della Giunta ma anche della maggioranza e dello stesso Partito Democratico: con l’interrogazione 1904/XV presentata lo scorso 11 agosto, il Consigliere Mattia Civico richiama la Giunta al principio di coerenza con quanto la normativa nazionale stabilisce in merito alle procedure di selezione e agli incarichi per la governance dell’Azienda per i Servizi Sanitari e chiede quali iniziative intenda assumere la Giunta al fine di avviare nell’immediato una procedura di selezione pubblica e trasparente, orientata alla individuazione delle migliori professionalità disponibili.

«Le mancate decisioni, i continui rinvii in merito a delicate e fondamentali scelte in tema di sanità come quella del rinnovo ai vertici dell’Azienda Sanitaria o della riorganizzazione degli ospedali di Valle, denotano una grave mancanza di assunzione di responsabilità da parte degli amministratori trentini»continua il vicepresidente del consiglio Viola 

E ancora: «Dispiace constatare infine come su una partita importante come quella del Nuovo Ospedale Trentino, opera che pareva ormai aver trovato la propria collocazione, sia rimessa oggi nuovamente in discussione e appare quanto mai lontana una sua concreta realizzazione: la politica di chi guida oggi Provincia e Comune di Trento pare abbia adottato in pieno il detto di Tomasi di Lampedusa ne Il Gattopardo»

Nell'interrogazione di Viola viene anche chiesto quali sono le reali intenzioni in merito alla collocazione del Nuovo Ospedale Trentino e se appaiono fondate le indiscrezioni che vedrebbero la sua realizzazione sull’area San Vincenzo di Mattarello invece che in zona Al Desert a Trento.

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