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La Sfera e lo Spillo

Nella notte meneghina, Guarin piega il Milan

 

La capitale morale, come altre città antiche, possiede una matrice di stampo radiocentrico. Una forma che riprende le direttrici radiali che si contrappongono alla sagoma del quadrilatero della moda, al perimetro della Fabbrica del Duomo, agli “square” dei mercati rionali.

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La capitale morale, come altre città antiche, possiede una matrice di stampo radiocentrico. Una forma che riprende le direttrici radiali che si contrappongono alla sagoma del quadrilatero della moda, al perimetro della Fabbrica del Duomo, agli “square” dei mercati rionali.

E’ dai suoi lustri albori, una metropoli dinamica e creativa, lodevole battistrada del Paese, cuore pulsante della moda e finanza, centro di gravità sotterranea di talenti e cultura.

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Sono lontani gli istinti della Milano da bere, quella del liquore e degli ambiziosi socialisti degli anni novanta, quelli artefatti del secolo scorso.

Nel semestre planetario di Expo2015 si mette in scena l’ennesima stracittadina calcistica dal tono velato, con rinnovata speranza e fiducia.

Il primo derby meneghino si gioca il 18 ottobre 1908 in terra elvetica, nel Canton Ticino, davanti a 2.0000 appassionati. Vince il Milan per (2-1) con le reti di Lana e Forlano per i “casciavit”, Payer per i “baùscia”.

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La “Scala del Calcio” diventa nei concitati frangenti il teatro, la ribalta del football nazionale e meneghino.

Un tuffo lontano nel quale il Paròn e il Mago, Nereo Rocco e Helenio Herrera, rappresentano le icone delle due compagini, i tecnici del passato glorioso che hanno tratteggiato gli indiscussi successi della città degli anni sessanta.

Oggi l’alterco benevolo è tra due allenatori, due amici fuori dal green, vecchi cuori con un trascorso comune allacciando le scarpette chiodate di Sampdoria, Lazio e Inter.

Luci a San Siro, ancora una volta, diviene il palcoscenico che illumina l’evento.

Domenica 13 settembre ore 20.45 si celebra allo stadio Giuseppe Meazza il big match Inter e Milan, è il 163esimo derby della Madonnina in serie A.

Il resoconto è favorevole ai nerazzurri con sessanta vittorie, cinquantadue pareggi e cinquanta sono i successi per i rossoneri.

Il fischietto dell’incontro è affidato al quarantaduenne fiorentino, Gianluca Rocchi. Scopriamo in archivio che l’arbitro toscano esercita la professione di agente di commercio.

Sul rettangolo verde, gli assistenti del “rappresentante” sono Giallatini e Padovan. Il quarto uomo è Di Fiore. I giudici di linea sono Orsato e Valeri.

La guida tecnica della Pinetina sceglie il modulo 4-3-3 con lo sloveno Handanovic in porta; il reparto difensivo confezionato da Santon, Medel, Murillo e Juan Jesus; in mediana, il trittico composto da Guarin, F. Melo, Kondogbia; in attacco, il tris con Jovetic, Icardi e Perisic.

Lo staff di Milanello disegna il modulo 4-3-1-2 con Diego Lopez a protezione della rete; la difesa composta da Abate, Zapata, Romagnoli e De Sciglio; davanti al pacchetto arretrato la muraglia del diavolo disposta con Kucka, Montolivo e Bonaventura; in avanti, il trequartista Honda innesca il tandem Luiz Adriano e Bacca.

La serata meteo nel capoluogo lombardo è uggiosa, il cielo è coperto, la temperatura misurata di venti gradi centigradi.

La Beneamata sconfigge il Diavolo (1-0).

Il risultato di parità sarebbe lo specchio più giusto ed equo, espressione puntuale dei novanta minuti di gioco.

E’ un match a tratti piacevole, frizzante e simmetrico, giocato a viso aperto dalle due blasonate contendenti.

Nella prima frazione di gioco l’Internazionale esercita una supremazia territoriale ridondante e arida, concede spazi e profondità ai cugini che s’infilano nelle linee scoperte.

L’inizio rossonero è promettente, la squadra di Miha sciupa sottomisura con Luiz Adriano con la complicità difensiva nerazzurra che dispensa spiragli e opportunità.

Le occasioni sui due fronti sono elargite per distrazioni dei singoli ed errori di reparto che innescano gli avanti, nella circostanza, spuntati.

Sul finire del primo tempo è il puntello Mauro Icardi a sfiorare il vantaggio, sventato con bravura da Diego Lopez.

La squadra di Roberto Mancini è cinica, brava e investita dalla fortuna, vince il derby con la prodezza balistica di un ritrovato Fredy Guarin che termina con precisione chirurgica una ripartenza nerazzurra (al minuto 58).

Il Diavolo reagisce sfiorando l’aggancio con un fendente di Mario Balotelli, la sfera rimbalza sul palo della porta difesa da Handanovic e si spegne a fondo campo.

Alla fine la spuntano i nerazzurri che volano in classifica a punteggio pieno, nove punti in tre partite.

Le individualità dei singoli, un gruppo qualitativamente assortito, la buona sorte, rappresentano gli aspetti positivi per la Beneamata, in questo inconsueto avvio di torneo.

La capacità di armonizzare le spiccate personalità e di allestire un modulo duttile è la sfida cui è chiamato il tecnico jesino dopo la sfarzosa campagna estiva di rafforzamento.

Il gruppo allenato dal mister di Vukovar è incompleto, alla luce delle prestazioni, nel reparto nevralgico del campo e poco stabile sull’argine difensivo. L’attacco con il ritorno del figliol prodigo, Mario Balotelli, ritrova la forza d’urto, potenza e brio nella fase di finalizzazione.

Ventiquattro sono le reti realizzate nella terza giornata di serie A. Tre, sono le vittorie tra le mura amiche (Inter, Lazio e Fiorentina), una vittoria esterna (Roma), cinque i pareggi (Juventus-Chievo, Verona-Torino, Sassuolo-Atalanta, Empoli-Napoli e Palermo-Carpi).

Dopo 270 minuti la classifica è la seguente: Inter (9 punti) – Chievo, Torino, Roma, Sassuolo, Palermo (7 punti) – Fiorentina, Lazio (6 punti) – Sampdoria (*), Atalanta (4 punti) – Genoa, Milan, Udinese (3 punti) – Napoli, Verona (2 punti) – Juventus, Empoli, Carpi (1 punto) – Bologna (*), Frosinone (0 punti).

(*) Sampdoria e Bologna (una partita in meno).

Lazio-Udinese (2-0). Gli aquilotti liquidano la squadra del romano Stefano Colantuono con il classico risultato “all’inglese”.

I biancocelesti vincono con la doppietta di Alessandro Matri. La prima rete (al minuto 49) è propiziata da Felipe Anderson, nella seconda (al minuto 73) l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano fiuta il suo opportunismo nell’area piccola friulana.

Quattro contese finiscono con il medesimo e rocambolesco score; è analoga, inoltre, l’alternanza di reti ed emozioni.

Verona-Torino (2-2). Al Marcantonio Bentegodi, l’Hellas segna su rigore con Luca Toni che trasforma un rigore decretato dal direttore di gara per un fallo di Jansson (al minuto 49).

Il Toro pareggia con il tap-in di Daniele Baselli che insacca il pallone nella porta veneta dopo una corta respinta di Rafael su tiro di Quagliarella (al minuto 66).

Nel giro di due minuti, si registrano il nuovo vantaggio gialloblù di Juanito Gomez (al minuto 71) e il definitivo pareggio granata con Afriyie Acquah che trafigge, dopo una respinta, il portiere scaligero (al minuto 73).

Sassuolo-Atalanta (2-2). La Dea bergamasca sblocca l’inerzia del match con la rovesciata nel repertorio di Mauricio Pinilla (al minuto 12). Dieci minuti dopo è Francesco Magnanelli su punizione a pescare l’incrocio dei pali di Sportiello (al minuto 22).

Mauricio Pinilla ancora sugli scudi con un fendente che batte Consigli dopo uno sciagurato retropassaggio di Peluso (al minuto 33), infine, Floro Flores decreta il pareggio finale con un tiro dalla distanza (al minuto 41).

Empoli-Napoli (2-2). I padroni di casa segnano con una magia di Riccardo Saponara, pratico a sfruttare un lancio di Zielinski, saltare Albiol e battere Reina in uscita (al minuto 3).

I Partenopei equilibrano con la prodezza di Lorenzo Insigne ben coadiuvato da Gabbiadini (al minuto 7).

Saponara ancora in grande spolvero dopo uno scambio con Maccarone serve Manuel Pucciarelli che in agilità supera il portiere azzurro (al minuto 18).              

Il brasiliano Allan abbassa il sipario dello stadio Castellani dopo un assist del solito Gabbiadini (al minuto 50).

Palermo-Carpi (2-2). I rosanero, di Giuseppe Iachini, trovano il vantaggio con lo svedese Oscar Hiljemark che sfrutta la discesa di Quaison (al minuto 6).

La squadra emiliana torna in partita con le segnature di Jerry Mbakogu (al minuto 24) e Marco Borriello (al minuto 63).

Il serbo Uros Durdević regala, nel finale, il punto ai siciliani (al minuto 88).

 

Juventus-Chievo (1-1). I Campioni d’Italia sono bloccati allo Stadium dai clivensi del trentino Rolando Maran.

Gli ospiti decretano il vantaggio con un tiro dal limite di Përparim Hetemaj dopo una pregevole azione corale condotta dalla coppia Meggiorini e Birsa (al minuto 5).

Nella ripresa la Vecchia Signora pareggia su calcio di rigore di Paulo Dybala concesso da Marco Guida per un fallo di Cesar su Cuadrado (al minuto 83).

Frosinone-Roma (0-2). Il derby laziale sancisce la vittoria dei giallorossi di Rudi Garcia.

I capitolini rompono gli equilibri del match con la marcatura di Iago Falque che anticipa Soddimo e infila Leali (al minuto 44). Nei minuti di extra time è Juan Iturbe che chiude l’incontro dello stadio Matusa con una discesa apprezzabile e vincente (al minuto 93).

Fiorentina-Genoa (1-0). Allo stadio Artemio Franchi la Viola supera il Grifone con la rete del senegalese Babacar servito con sagacia dal compagno Borja Valero (al minuto 60).

Per chiudere la giornata di campionato si attende la gara rinviata per maltempo, che si gioca questa sera allo stadio Luigi Ferraris, tra Sampdoria e Bologna (ore 20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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