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Trento

Scuola Infanzia Dro: situazione da terzo mondo

La mobilitazione delle mamme sull'inadeguatezza dell'edificio che ospita la scuola dell'infanzia di Dro, frequentata da 171 bambini, con l'esclusione 9 bambini esclusi ha consegnato all'Amministrazione Comunale, a testimonianza del disagio, un petizione popolare.

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La mobilitazione delle mamme sull'inadeguatezza dell'edificio che ospita la scuola dell'infanzia di Dro, frequentata da 171 bambini, con l'esclusione 9 bambini esclusi ha consegnato all'Amministrazione Comunale, a testimonianza del disagio, un petizione popolare.
 
Le sottoscrizioni per ora sono 351, e si legge sulla petizione «La ricettività iniziale, post ristrutturazione, di 151 bambini è stata portata, a suon di deroghe, a  n.171 bambini, creando una situazione ormai invivibile, ove si fa il meglio che si può, ma lontano anni luce dai parametri standard di comfort».
 
Appare chiaro – secondo i genitori – che la scuola dell’Infanzia di Dro negli ultimi 3 anni ha subito un ampliamento delle capacità ricettive non più sostenibile dall’intera struttura fisica. 
 
Non esistono più le sale mensa, la sala audiovisivi, la motoria, i bambini mangiano sui corridoi, nell'atrio d’ingresso campeggiano i tavolini per i pasti in pianta stabile, la sala nanna è sovraffollata i bambini dormono ammucchiati nonostante la dotazione di lettini a castello, le lezioni di intersezione vengono tenute nell'antibagno e nell'entrata, non vi sono spazi dedicati per i colloqui con i genitori, non si fanno più attività manuali/didattiche soprattutto per i più piccoli perchè non c'è lo spazio sufficiente per la rielaborazione, alcuni giochi in giardino non sembrano rispondere ai requisiti minimi di sicurezza in quanto necessitano di urgente manutenzione e di tutela per i più piccoli nel caso di oggetti pericolosi.
 
Le 21 Insegnanti – riporta sempre la petizione – devono condividere con altre 2 o  3 persone lo spazio degli armadietti ove riporre i propri effetti personali. Alcune stanze e porzioni di corridoi vengono quotidianamente e sistematicamente predisposte per le attività di intersezione e di mensa, ovvero si assiste ad un continuo “monta e smonta” delle relative attrezzature dentro e fuori le aule.
 
Gli stessi spazi al mattino accolgono i bambini, alle 10,00 si adattano per il lavoro di intersezione e verso le 12,00 si attrezzano e diventano sala mensa, poi ancora tornano aule. Quando sono previste attività d’intersezione le altre insegnanti di fatto devono rinunciare allo svolgimento delle lezioni, ulteriori progetti arricchenti le esperienze dei bambini non si possono più proporre per mancanza di spazio.
 
Ci sono aule piccole dove, nelle giornate calde, il termometro segna 32°, così come la “stanza nanna”. Dulcis in fundo nonostante questo 9 iscritti sono stati esclusi, quindi ancora una volta si palesa l’emergenza dell’emergenza, ancora una volta siamo punto e a capo.
 
L’incredibile, inaccettabile e annosa questione della mancanza di un parco adeguato e riservato alla scuola d’Infanzia (probabilmente è l’unica scuola materna del Trentino con un parco giochi in prestito a ore con il pubblico). 
 
Infatti per poter ospitare i 171 bambini a norma di legge si è inserito nel computo del verde procapite previsto il giardino di pertinenza del nido (che cosi di fatto nessuno utilizza) e quello del parco pubblico di Sant Antonio, togliendolo alla comunità, che ora lo può utilizzare solo part_time. 
 
La petizione in concreto chiede che si riconosca la gravissima situazione adottando immediatamente i provvedimenti amministrativi e tecnici di Giunta e Consiglio Comunale sulla fattibilità dell’ampliamento, anche pensando ad una struttura prefabbricata che potrebbe in breve tempo (circa un mese), garantire: un luogo adeguato dove i bambini possano trascorrere serenamente la giornata; la tranquillità nelle famiglie; per le docenti un posto di lavoro ove possano esprimere al meglio le loro capacità e per il personale poter svolgere le proprie mansioni in modo profiquo.
 

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