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Trento

Scuola: i punti principali del Piano formativo provinciale

Impianto pedagogico di qualità in tutti i plessi scolastici, pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente, promozione di un rapporto studenti/classi sostenibile, valorizzazione del territorio, proiezione di lungo periodo degli andamenti demografici, e poi qualità, flessibilità e ruolo di presidio del territorio.

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Impianto pedagogico di qualità in tutti i plessi scolastici, pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente, promozione di un rapporto studenti/classi sostenibile, valorizzazione del territorio, proiezione di lungo periodo degli andamenti demografici, e poi qualità, flessibilità e ruolo di presidio del territorio.

Sono questi i punti principali del Piano dell'offerta formativa provinciale, in questi mesi in fase di sviluppo. "In Trentino le scuole non svolgono solamente una funzione educativa, ma sono piuttosto un presidio del territorio – spiega il governatore Ugo Rossi -, vogliamo mantenere questo ruolo conservando almeno un servizio educativo nei comuni in cui oggi vi sono più servizi, ma tutti sottodimensionati".

Per questo nei mesi scorsi e anche nelle ultime settimane, sono state promosse riunioni presso tutte le comunità di valle della Provincia con amministratori, dirigenti scolastici, rappresentanti degli studenti e dei genitori: "Abbiamo presentato l'offerta formativa a tutti i soggetti del territorio in circa 30 incontri, perché la riforma alla quale stiamo lavorando dovrà scaturire da un confronto serrato con i soggetti del territorio, terrà quindi conto delle osservazioni emerse come pure dei cambi nel frattempo intervenuti nella geografia istituzionale trentina, ovvero delle fusioni dei Comuni".

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Fra febbraio ed aprile il presidente Ugo Rossi, accompagnato dai tecnici e dirigenti provinciali, ha incontrato le comunità di Val di Fiemme, Primiero, Valsugana e Tesino, Alta Valsugana e Bersntol, Valle di Cembra, Valle di Non, Valle di Sole, Giudicarie, Alto Garda e Ledro, Vallagarina, Altipiani Cimbri, Rotaliana e Königsberg, Paganella e Valle dei Laghi, nonché il Comune di Trento con i territori di Cimone, Aldeno e Garniga. In queste ultime settimane inoltre vi sono stati incontri con i sindaci di alcuni territori; in totale circa trenta incontri durante i quali è stata presentata l'offerta formativa di ogni singolo territorio.

Il percorso per costruire un Piano dell'offerta formativa non è ancora concluso, si tratterà di un processo partecipato con tutti gli attori del territorio che dovrà garantire da un lato un livello scolastico di eccellenza, dall'altro la necessaria flessibilità, stante il fatto che le scuole sul territorio costituiscono un importante presidio e fattore di coesione sociale. In questo senso i criteri che la Provincia si è data in merito all'organizzazione scolastica e alla composizione degli istituti verranno applicati con la massima flessibilità, tenendo conto quindi delle esigenze specifiche di ciascun ambito, ma anche della necessità di garantire una offerta formativa omogenea.

La sfida è quella di conciliare qualità e capillarità: da un lato puntando alla qualità complessiva dell'ambiente scolastico, dall'altro conciliando l'esigenza che la presenza di una scuola sul territorio rappresenta un presidio, ovvero è anche un importante fattore di coesione sociale per una comunità. 
Questi i criteri generali per la programmazione dell'offerta formativa:

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1. puntare ad un impianto pedagogico di qualità in tutti i plessi scolastici, in coerenza con gli obiettivi provinciali (che permetta anche il trilinguismo, l’inclusione, l’orientamento, le transizioni scuola lavoro,…);

2. Valorizzare il territorio, con proposte d’intervento equilibrate, che tengano conto dell’offerta di realtà scolastiche vicine;

3. proiezione di lungo periodo degli andamenti demografici;

4. presidio del territorio attraverso il mantenimento di almeno un servizio educativo nei comuni in cui oggi vi sono più servizi, ma tutti sottodimensionati;

5. criteri differenziati in relazione alle fasce di età;

6. pieno utilizzo del patrimonio edilizio esistente con scelte di investimento mirate e di lungo periodo, evitando fenomeni di sovraffollamento di alcune sedi e di svuotamento di altre;

7. promozione in tutti i cicli di un rapporto studenti/classi sostenibile sia in termini di valore educativo, sia in termini finanziari.

Il piano per l'offerta formativa della scuola trentina poggia poi su alcuni grandi pilastri: l'inclusività del sistema scolastico trentino, la filiera scuola-lavoro, il trilinguismo quale obiettivo di legislatura, la continuità didattica per dare sempre maggiori garanzie agli alunni. Il confronto è ancora aperto e non è stata presa ancora nessuna decisione.

Nei prossimi mesi si integrerà il Piano dell'offerta formativa con quanto scaturito dagli incontri, tenendo conto anche del processo di riforma avviato con le fusioni dei comuni, che cambierà il quadro geografico del Trentino.

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