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Trento

Calcio Trento denuncia la Figc: illegale iscrizione del Mezzocorona al campionato.

Non si allenta il braccio di ferro fra il Calcio Trento e il Comitato Trentino della Figc.

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Non si allenta il braccio di ferro fra il Calcio Trento e il Comitato Trentino della Figc.

Il club di via Sanseverino, come è noto, non ha digerito il fatto che la federazione abbia concesso al Mezzocorona il diritto di iscriversi regolarmente al campionato di Eccellenza, benché i rotaliani fossero privi di un campo di gioco nel comune dove si trova la sede sociale (negatogli dall'amministrazione comunale) o in uno confinante, come esige il regolamento e benché abbiano ancora conti aperti con giocatori e creditori (che non vedranno mai saldati i propri debiti). 

L''iscrizione al campionato del Mezzocorona ha del clamoroso ed è giunta inaspettata e il caso andrebbe portato alla ribalta degli organi nazionali. Il caso è di per se patetico se si pensa che lo stesso Mezzocorona deve saldare debiti con giocatori, allenatori e personale medico da ormai oltre due anni.

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Insomma, una disastrosa gestione, che ha portato la squadra del Mezzorocona nel baratro e che tutt'ora fa acqua da tutte le parti e che non si risolverà certo con l'arrivo del consigliere provinciale Bezzi che ci metterà poco a capire di essere finito in un incubo profondo, rischiando così di essere risucchiato dentro mille problematiche da cui è impossibile uscire. 

Il portale calcio.sportrentino.it riporta anche che la Figc trentina ha preso atto che non esistono pendenze economiche nei confronti della federazione e ha accettato il fatto che la squadra di Merlino giochi le partite interne ad Avio, in quanto si è vista rifiutare l'uso di molte altre strutture, e tanto le è bastato per accendere il semaforo verde.

Il Trento ha chiesto, allora, di poter consultare il provvedimento che ha sancito questa decisione, ma il comitato si è rifiutato di dare accesso a queste carte al sodalizio di Mauro Giacca, che ha prontamente reagito, minacciando un'azione legale. Ecco il testo del comunicato stampa diffuso ieri:

«La società A.C. Trento S.C.S.D., preso atto della risposta negativa all’istanza di accesso atti avanzata per aver conferma della correttezza seguita dal Comitato Provinciale Autonomo di Trento della Figc nella composizione dell’organico del campionato di Eccellenza 2015/2016, si dichiara stupita dell’atteggiamento di chiusura assunto dalla dirigenza federale trentina. Ciò alla luce anche del fatto che avrebbe costituito un “pericoloso precedente” concedere ad un terzo interessato la possibilità di consultare gli atti che si riferiscono alla propria posizione giuridica.
Ciò premesso, la società stenta a capire quali siano le paure del Presidente Ettore Pellizzari se la delibera è stata assunta nel rispetto della normativa vigente e dei regolamenti federali come da lui dichiarato in plurime interviste.
A fronte di ciò, ritenendo comunque di dover tutelare le proprie ragioni nelle opportune sedi, la società A.C. Trento S.C.S.D. comunica di aver già conferito incarico allo studio legale Di Cintio Ferrari di Bergamo per valutare le opportune azioni in ogni sede giudiziaria».

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Giacca chiede giustizia sportiva, etica e morale, e fa bene a farlo per non creare un precedente pericoloso che potrebbe aprire la strada a truffatori ed abili ed inquietanti personaggi che si sono anche accomodati nella cabina di regia del Trento negli anni scorsi con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. 

Il concetto è chiaro, agendo così la federazione dice: tu puoi non pagare i giocatori e i fornitori e avere anche milioni di euro di debiti, basta che paghi la federazione. Evviva la trasparenza e la qualità dei bilanci. Risulta peraltro emblematico il caso del campo di Avio. Il sindaco ha riferito di aver incassato dal presidente Grassi l'affitto anticipato per un anno. I creditori si sono chiesti, perché con quei soldi non siamo stati pagati noi? 

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Trento

Palazzo Thun: il presidente Mattarella rende omaggio alla memoria di De Gasperi

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato questa sera la mostra dedicata ad Alcide De Gasperi a palazzo Thun.

Dopo aver partecipato alle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich a Mariapolis, (qui articolo) il presidente ha voluto rendere omaggio alla memoria dello statista trentino accompagnato dalla figlia di De Gasperi, Maria Romana, dal sindaco Alessandro Andreatta e dal commissario di Governo Sandro Lombardi.

Nella breve visita, il presidente si è soffermato sugli oggetti personali, le fotografie, i documenti che compongono l’esposizione permanente e ha firmato il Libro d’onore del Comune di Trento, (vedi sotto) riservato agli ospiti illustri della città, terzo presidente a porre la firma dopo Giuseppe Saragat e Carlo Azelio Ciampi.

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Al termine della visita con una breve ma intensa cerimonia il Sindaco Alessandro Andreatta ha consegnato al Presidente il Sigillo maggiore, la massima onorificenza concessa dalla città di Trento. L’antico sigillo maggiore è appeso ad una pergamena che porta la data 27 giugno 1422.

Si tratta di un sigillo di 36 millimetri che reca l’iscrizione “ Silgillum secretum comunis Tridenti” e rappresenta la conferma dell’autonomia goduta dal comune di Trento nei confronti del principe vescovo tridentino.

Ad attendere, all’esterno di Palazzo Thun, una piccola folla di persone che ha applaudito con affetto il Presidente.

La mostra, promossa dalla Fondazione Museo storico del Trentino in collaborazione con il Comune di Trento, ricostruisce la dimensione pubblica e privata di De Gasperi ed è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 18. L’allestimento restituisce l’idea di un archivio familiare in una forma stilizzata, contemporanea, che valorizza i documenti esposti in originale.

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Oggetti, biglietti, appunti, donati alla Fondazione Museo storico del Trentino da Maria Romana De Gasperi, trovano posto nella sala, dove è visibile, tra l’altro, l’edizione originale della Carta Costituzionale.

Le fotografie vengono mostrate nel loro formato originale, alcune stropicciate, altre con i promemoria dei familiari, per diventare oggetti a loro volta capaci di far entrare il visitatore, quasi fisicamente, all’interno della casa di Alcide, della moglie Francesca e delle loro figlie.

Il montaggio di alcuni filmati ufficiali dell’Istituto Luce, uniti ad altri girati da trentini che con le loro cineprese amatoriali hanno documentato un conterraneo diventato famoso, dà nuova vita ad Alcide De Gasperi, e restituisce al pubblico il sapore degli anni cinquanta del XX secolo.

Separata ma ben visibile ai visitatori, è possibile ammirare la scrivania personale utilizzata quotidianamente da Alcide De Gasperi nell’abitazione di via Bonifacio VIII a Roma (ora via Alcide De Gasperi) fino alla sua scomparsa.

Oltre alla tradizionale visita guidata per tutte le fasce d’età, l’Area educativa della Fondazione Museo storico del Trentino valorizzerà lo Spazio De Gasperi inserendolo in più ampi progetti per le scuole, relativi alla storia dell’autonomia trentina e della costituzione della Repubblica italiana. Le attività si svolgeranno nella sala interrata, dove sono predisposte delle grandi riproduzioni fotografiche e un montaggio di interviste a storici che ricostruiscono la vicenda biografica e politica di Alcide De Gasperi.

Libro d’onore con dedica presidente Mattarella

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Trento

Mattarella a Cadine: “Mitezza e apertura al mondo la forza di Lubich”

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Foto Davide Buzzi

L’omaggio di Sergio Mattarella al Trentino comincia da Cadine. L’ingresso cordiale e silenzioso nella Sala Marilen, cuore della grande casa del movimento dei Focolari, il Centro Mariapoli, è avvenuto pochi minuti dopo le 16, dando il via a un evento unico che proprio quest’anno, il 2020, onora la memoria di Chiara Lubich nel centenario dalla sua nascita.

Accompagnati dai canti del Coro della Sat, sono seguiti i saluti delle istituzioni intervallati a  scorci di vita di Chiara narrati tra gli altri dall’attore cubano Arnaldo Galbàn Rivero, conduttore di questo evento unico, diffuso in streaming mondiale.

Le dobbiamo un ringraziamento speciale“, ha detto il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta in apertura.

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Siamo convinti che, per i trentini e per il Trentino, l’occasione del Centenario rappresenti un’occasione unica per riscoprire questa figura che esprime al meglio l’essere figlia di questo nostro territorio, della sua cultura, del suo essere comunità – ha detto il presidente della Provincia Fugatti – . Lei ha portato, con la sua straordinaria energia, dovunque in tutto il mondo la nostra impronta”.

Trento incontra Chiara Lubich” non vuole essere un convegno – è stato sottolineato dai Focolarini trentini – ma un momento per far conoscere Lubich in tutte le sue dimensioni. La storia della fondatrice del movimento e le esperienze portate sono testimonianza di come ogni azione trovi forza e senso in quanto inserita in un contesto di relazione e di reciprocità.

Anche attraverso la lettura di stralci delle sue lettere, amici e testimoni di diversi Paesi e continenti assieme ai giovani focolari hanno raccontato la ‘via’ e il carisma della fondatrice, il cuore delle vicende che nei decenni hanno reso grande la figura di colei che ha portato una nuova spiritualità che è ‘abbraccio del mondo” e incontro tra le culture.

Le idee di Chiara, come anche ha ricordato Fugatti, hanno potuto raggiungere tutti gli angoli della terra tanto che oggi il suo movimento è presente in 182 nazioni.

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Presenti in sala anche il governatore dell’Alto Adige Arno Kompatscher e l’ex Sindaco di Trento Alberto Pacher, ulteriore testimone di come a Trento, già da molti decenni, il percorso della Pace non abbia mai smesso di essere ricercato come via di apertura al mondo, sull’esempio di Lei.

Una donna che varca i confini della religione cristiana che apre al mondo, perché il Dio dei cristiani non è il Dio che chiude, ma è il Dio che ti dice di andare, incontrare, abbracciare per vivere”, ha sottolineato l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.

Il contributo di Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, precede la chiusura dell’incontro che celebra questo importante anniversario e appone il sigillo del testamento che Lubich ha lasciato nei suoi ultimi giorni di vita: “Siate sempre una famiglia”.

Ha ricordato Voce che “la luce donata a Chiara supera i confini del movimento. Lei ci ha donato il carisma dell’unità che non passa. Ci ha lasciato il patrimonio inestimabile della sua vita esemplare. Occorre rispondere ad ogni chiusura con la radicalità del dialogo che porta al futuro dell’umanità, che è l’unità”.

Mattarella, in ultimo, ha esternato parole di grande ammirazione.

A Chiara Lubich non è mai sfuggita l’importanza dei riflessi sociali della spiritualità. Proprio il carisma dell’unità è uno dei tratti fondamentali della sua spiritualità, la cui urgenza è riuscita a trasmettere a tanti uomini e a tante donne.  Si può essere forti pur esseno miti e aperti alle ragioni degli altri. E in realtà solo così che si diventa forti realmente“.

Sotto, il governatore del Trentino accoglie il presidente Mattarella al suo arrivo al Centro Mariapoli.

 

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Trento

Incendio Villazzano: 89 enne muore intossicata nella sua casa

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Incendio nella tarda serata di ieri, venerdì 24 gennaio in un appartamento di Villazzano in via Villa

Una donna di 89 anni, Maria Teresa Galante, purtroppo è morta intossicata dal fumo.

A dare l’allarme, la badante e una conoscente che abitano al piano di sopra nella stessa palazzina.

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Sul posto sono arrivate diverse squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e le ambulanze del 118 ma purtroppo per donna non c’è stato scampo.

Secondo una prima ricostruzione l’incendio sarebbe partito dalla sua camera da letto per colpa di un cortocircuito in un interruttore posizionato vicino al letto dell’anziana.

 

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