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Trento

225mila euro di spese per le querele infondate ad «Ago Carollo»: chi paga?

Lo chiede il consigliere provinciale Claudio Civettini alla giunta attraverso un'interrogazione dove vuole sapere se sia vero che la provincia deve risarcire, a fronte di una proposta di mediazione, la somma complessiva di 225.000 euro per querele infondate, chi sarà a pagare il conto, se intende effettuare opposizione contro il citato provvedimento, col conseguente rischio di ulteriori aggravi in caso di esito negativo, e se non reputa doveroso un richiamo affinché in futuro funzionari e alti rappresentanti di istituzioni provinciali meditino con più attenzione l’ipotesi di sporgere qualsivoglia querela.

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Lo chiede il consigliere provinciale Claudio Civettini alla giunta attraverso un'interrogazione dove vuole sapere se sia vero che la provincia deve risarcire, a fronte di una proposta di mediazione, la somma complessiva di 225.000 euro per querele infondate, chi sarà a pagare il conto, se intende effettuare opposizione contro il citato provvedimento, col conseguente rischio di ulteriori aggravi in caso di esito negativo, e se non reputa doveroso un richiamo affinché in futuro funzionari e alti rappresentanti di istituzioni provinciali meditino con più attenzione l’ipotesi di sporgere qualsivoglia querela.

La storia è nota a tutti e non è certo edificante per la provincia, in questo caso i protagonisti principali furono l'ex direttore turismo della Trentino Sviluppo e ora amministratore unico della Trentino Marketing, l'ex presidente della Trentino Sviluppo e il presidente dell'Apt di San Martino di Castrozza.

All’epoca seguirono le querele di Trentino Sviluppo S.p.A. nei confronti del dj Agostino Carollo per il presunto disturbo ai danni del concerto “ufficiale”, querela finita con l’assoluzione totale di Carollo, cosa però costata alle casse pubbliche oltre 14.000 euro di spese legali, ora c’è pure il rischio che debbano pagare anche i danni per l’ingiusta querela.

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Da fonti attendibili – afferma Civettini – sembra che, con la proposta di mediazione loro trasmessa dalla Camera di Commercio di Trento, i tre illustri figuri sarebbero ora tenuti al pagamento di 225.000 euro per querele infondate depositare nel luglio 2013 ai danni dello stesso musicista Ago Carollo, ingiustamente accusato di aver disturbato un concerto dei Suoni delle Dolomiti.

«Ora, – sostiene Claudio Civettini – senza addentrarsi nel merito giuridico della vicenda, appare tuttavia evidente la necessità, a questo punto, di capire meglio dall’Amministrazione provinciale alcuni aspetti a partire, nel caso di accettazione della proposta di mediazione, da chi sarà esattamente tenuto – se l’Ente pubblico o altri – a pagare in solido i 225.000 euro per querela infondata. Non solo: sarebbe urgentemente da appurare se per caso vi è la volontà di effettuare opposizione contro il citato provvedimento, col conseguente rischio di ulteriori aggravi in caso di esito negativo, oppure se la contesta è destinata ad arrestarsi negli attuali, e certamente non edificanti, equilibri giudiziari».

La vicenda ha avuto allora degli aspetti tragicomici, infatti Paolo Manfrini (nella foto insieme a Carollo) direttore di Trentino Marketing si scagliò contro Agostino Carollo reo – secondo lui – di aver disturbato il concerto dei suoni delle dolomiti con un suo concerto eseguito nelle vicinanze. Allora i due rischiarono anche di arrivare alle mani. 

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Peccato solo che il concerto, peraltro riuscitissimo, organizzato dalla Trentino Marketing, fosse abusivo, perché gli organizzatori dell’evento, come ha accertato la polizia amministrativa di Trento, non avevano l’autorizzazione comunale e quindi avevano realizzato la manifestazione senza la necessaria autorizzazione di pubblica sicurezza. Inevitabile l’emissione di un verbale di contravvenzione emesso il 23 giugno 2015 dalla Polizia Amministrativa a carico dell’APT di San Martino e della Presidente Paola Toffol con l’ingiunzione a pagare la sanzione di Euro 274,50.

Quello incriminato non è stato l’unico appuntamento irregolare organizzato dalle varie Apt in collaborazione con Trentino Marketing: la Polizia amministrativa ha accertato anche altre irregolarità, ma che per quelli non è stato ancora preso nessun provvedimento perché le Forze dell’Ordine non hanno prodotto verbali di accertamento.

A scoprire la “gabola” è stato lo stesso Agostino Carollo, che per protestare per una presunta disparità tra gli organizzatori di eventi musicali aveva organizzato concomitante con il concerto irregolare una protesta perché ritiene che il festival musicale in montagna, pagato dall'ente pubblico, sia una forma di concorrenza sleale rispetto ai privati. «Finalmente li hanno sanzionati – disse allora Carollo – sono molto contento. Ora chiederò il risarcimento di tutti i danni».

Ora pare che il conto sia arrivato e molto salato anche, 225mila euro che rischiano di pagare i cittadini trentini da sommare ai circa 30mila di spese legali che la provincia ha già liquidato. 

 

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