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Italia ed estero

Entusiasmo e scetticismo per la riapertura dell’ambasciata USA a Cuba

Il 14 agosto 2015 è una data che rimarrà sicuramente alla storia dal momento che segna la fine di un’era e l’inizio di un nuovo corso nella storia del continente americano e del mondo intero. Dopo 54 anni è stata riaperta l’ambasciata statunitense presso Cuba.

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Il 14 agosto 2015 è una data che rimarrà sicuramente alla storia dal momento che segna la fine di un’era e l’inizio di un nuovo corso nella storia del continente americano e del mondo intero. Dopo 54 anni è stata riaperta l’ambasciata statunitense presso Cuba.

Gli stessi tre Marines che avevano ammainato la bandiera statunitense nel 1961, lo scorso venerdì la hanno fatta sventolare nuovamente davanti la sede dell’ambasciata americana a l’Avana. “L’alzabandiera simboleggia la ripresa delle relazioni diplomatiche con Cuba. Si mettono da parte le barriere e si esplorano nuove possibilità per il futuro”. Queste sono state le parole del Segretario di Stato John Kerry all’apertura della cerimonia.

Il Segretario Kerry ha anche sottolineato che il percorso per la piena e totale normalizzazione dei rapporti è ancora lungo ma che, tuttavia, non c’è “nulla da temere” ora che questo processo è stato definitivamente avviato.

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Durante il suo discorso, Kerry ha esaltato i benefici che entrambi i Paesi trarranno dal ripristino delle attività delle rispettive ambasciate e soprattutto dalla fine dell’embargo che è l’obiettivo ultimo del percorso di normalizzazione dei rapporti ribadito più volte dall’amministrazione Obama.

Nel discorso del Segretario di Stato statunitense non sono tuttavia mancati i riferimenti alle divergenze tra i due Paesi su temi di primaria importanza quali il rispetto dei diritti umani e il grado di democraticità delle istituzioni cubane. Molto spinoso anche il tema della libertà di informazione il cui deficit secondo gli statunitensi peserebbe in maniera molto grave su Cuba.

L’esistenza di tali punti sui quali c’è ancora disaccordo tra i due Paesi fa sì che non tutti gli aspetti delle normali relazioni diplomatiche tra gli Stati sono ancora stati presi in considerazione, primo fra tutti quello dei reciproci divieti di turismo che continueranno a vincolare i movimenti delle persone tra Stati Uniti e l’isola di Cuba.

Ma non è finita qui. Sulla cerimonia sono piovute dure critiche da parte dei conservatori statunitensi nei confronti della gestione del rito da parte del governo in carica. Non sono stati infatti invitati i dissidenti cubani che per tanti anni hanno mantenuto vivi i contatti con le istituzioni americane.

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L’amministrazione Obama si difesa tirando in ballo questioni di sicurezza e la volontà di evitare inutili tensioni che avrebbero potuto compromettere la buona riuscita della cerimonia che segna la svolta delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba.

Nonostante la cerimonia si sia poi svolta senza intoppi e con grande entusiasmo da parte degli esponenti politici di entrambi i Paesi che hanno sfilato sotto gli occhi di centinaia di cittadini cubani curiosi di sapere cosa li attenderà nei prossimi anni, dalle retrovie dell’entourage politico cubano si sono alzate non poche voci di protesta.

Una delle grandi polemiche sollevate da molti politici cubani è quella sullo status della Baia di Guantanamo, dove ha sede il celeberrimo carcere di massima sicurezza, che viene considerata da Cuba una occupazione illegittima da parte della superpotenza di un territorio appartenente, o comunque considerato tale,allo stato cubano.

Proprio alla vigilia della cerimonia che ha celebrato la riapertura dell’ambasciata statunitense a Cuba, nel giorno del suo ottantanovesimo compleanno, Fidel Castro ha rivendicato il pagamento da parte degli Stati Uniti di tutti gli effetti negativi che l’embargo imposto a Cuba nel 1960 ha provocato sull’economia isolana dichiarando che “gli USA devono ai cubani milioni di dollari”.

Ma gli statunitensi non si sono fatti intimidire e hanno promesso ai cubani grandi vantaggi e benefici dalla normalizzazione dei rapporti diplomatici, e non solo, a partire dallo sviluppo delle infrastrutture per le telecomunicazioni che consentiranno a gran parte della popolazione di avere libero accesso a internet.

La strada sembra essere però tutta in salita. Forse parlare di “normalizzazione” è ancora prematuro.

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Italia ed estero

Il premier Conte alla festa del M5s: «No ai porti chiusi, daremo lavoro a migliaia di africani»

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«No ai porti chiusi, lavoreremo per dare lavoro a migliaia di giovani africani» – Questo è uno dei passaggi più significativi del premier Conte ospite eri sera alla festa del Movimento 5 Stelle in corso a Napoli.

Conte è stato invitato dal capo politico Luigi Di Maio, come fosse un capo politico dei pentastellati nonostante abbia ripetuto più di una volta di non avere mai preso la tessera del Movimento.

“Sono davvero felice di essere qui – ha esordito nel suo intervento davanti alla platea grillina – a festeggiare il vostro decimo compleanno: auguri, auguri. E sono felice che sia festeggiato in questa meravigliosa città, che ha dedicato tanto a noi e al mondo. Voi – ha scandito dal palco – siete il trionfo della buona politica e non l’anti-politica. Voi siete quelli – ha continuato il premier – che stimolano tutti, con la critica, a onorare le istituzioni con comportamenti onesti”.

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Nel suo comizio il premier Conte non ha risparmiato stoccate a chi “parla per slogan. Noi – ha spiegato Conte – parliamo di progetti concreti. Gli slogan li lasciamo a chi dice che ha le coperture finanziarie per tagliare le tasse a tutti“.

Stoccata evidente agli ex alleati leghisti. Seguita subito dopo da un’altra frecciata, l’ennesima negli ultimi mesi, a Matteo Salvini.

L’argomento non poteva che essere l’immigrazione, con il governo chiamato a fronteggiare l’aumento degli sbarchi di migranti.

Se il Conte uno lavorava per chiudere i porti, il “Bisconte” ha cambiato pelle. “Risolveremo il problema dell’immigrazione – ha promesso il presidente del Consiglio – non con lo slogan ‘porto chiuso'”, ma “lavoreremo per offrire a migliaia di giovani africani il lavoro“. Già, ma come? Questo naturalmente il premier non lo dice.

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Italia ed estero

Questo video sta facendo il giro del mondo e proverebbe l’esistenza degli UFO

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Al largo delle coste della North Carolina uno youtuber americano ha girato un video che sta facendo il giro nel mondo: nella clip si vedono chiaramente una dozzina di strani oggetti volanti luminosi, comparsi in cielo all’improvviso.

Lo stesso youtuber, infatti, nel video spiega:Nel cielo non c’era nulla, poi d’un tratto… qualcuno sa dirmi cosa sono? Siamo in mezzo all’oceano, intorno a noi non c’è niente”. Su YouTube questo video ha già registrato centinaia di migliaia di visualizzazioni e ha aperto un vero e proprio dibattito tra chi è convinto che quegli oggetti siano degli UFOe chi, invece, è più scettico e razionale e pensa siano semplicemente aerei.

Ad esempio, l’ex marina del secondo Stormo dell’Aviazione del North Carolina, Derrick Chennault, ha commentato la vicenda così: “La sera lanciavamo regolarmente razzi dal retro del nostro aereo per delle esercitazioni militari in quella zona – ha spiegato – sono razzi molto brillanti e dunque possono essere visti anche da molto lontano”.

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Tuttavia, l’ipotesi UFO rimane aperta, dato che un portavoce della base aerea Seymour Johnson, ubicata a circa 100 chilometri dalla zona dell’avvistamento, ha dichiarato a Fox 10 che in quel momento nessun aereo proveniente da quella base era in volo. Il mistero, dunque, resta.

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Italia ed estero

Aggredì senza motivo due donne alla stazione di Lecco. Assolto il togolese perché incapace di intendere e volere

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Ricordate le due terribili aggressioni avvenute alla stazione di Lecco? (qui l’articolo)

Ebbene, il 24 enne del Togo riconosciuto e arrestato per aver aggredito senza motivo due donne è stato assolto perché incapace di intendere e volere.

Sarà comunque costretto a trascorrere due anni in Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), quella che prima veniva chiamato ospedale psichiatrico giudiziario.

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Poi tornerà in libertà

Il togolese, in attesa di trovare una struttura che rispecchi queste caratteristiche, si legge sul quotidiano Il Giorno, resterà in carcere.

L’episodio risale a un mese fa quando il 24 enne ha spinto giù dalle scale del sottopassaggio della stazione ferroviaria una ragazza italiana di 18 anni e, poco dopo ha colpito con un pugno in faccia una signora di 56 anni.

Il togolese, che aveva alle spalle diversi crimini, ha agito senza alcun motivo e noncurante delle telecamere a circuito chiuso che hanno registrato tutta la scena, ma oggi prima che venisse emesso il verdetto si è scusato con le sue vittime.

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L’aggressione del togolese aveva immediatamente ricordato quella compiuta a Milano l’11 maggio 2013 dal ghanese Adam Kabobo che aggredì quattro persone a sprangate e poi ne uccise altre tre a colpi di piccone.

Il 37enne sta ora scontando 20 anni in quanto gli venne riconosciuto un vizio parziale di mente.

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