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Trento

Scenari inquietanti per la «Mariani» di Ledro

Il caso «Mariani», la fabbrica di Tiarno di Sopra in val di Ledro azienda leader nella meccanica di precisione che da lavoro a 160 dipendenti della valle con un indotto importante in termini di benessere per le famiglie, rischia ora di arrivare fino ai banchi della Giunta provinciale. 

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Il caso «Mariani», la fabbrica di Tiarno di Sopra in val di Ledro azienda leader nella meccanica di precisione che da lavoro a 160 dipendenti della valle con un indotto importante in termini di benessere per le famiglie, rischia ora di arrivare fino ai banchi della Giunta provinciale. 
 
È stata La lega Nord, chiamata dagli stessi operai della «Mariani» in conferenza stampa oggi a far emergere particolari, che se confermati, aprirebbero degli scenari inquietanti su come è stato gestito l'iter dell'ampliamento della fabbrica. {facebookpopup}
 
Riassumendo, l'azienda Mariani chiede due anni fa al comune con giunta di centro sinistra di poter ampliare la fabbrica in previsione di un aumento di lavoro, questo consentirebbe anche nuove assunzioni e quindi nuovi posti di lavoro per la gente del posto.
 
Ma l'allora maggioranza si spacca e non se ne fa nulla, ma non va meglio nemmeno con la nuova amministrazione di centro destra che non riesce a trovare la quadra. 
 
Per la Mariani è possibile espandersi solo sulla parte destra o davanti. Allora vengono avviate le trattative con il proprietario del terreno di fianco che però continua ad alzare l'asticella del prezzo, interviene anche Trentino Sviluppo che, dapprima tenta una mediazione, e poi decide di intervenire economicamente per supportare l'acquisto, risultato, il proprietario alza di nuovo il prezzo e quindi non se ne fa nulla.
 
Sulla parte davanti, l'amministrazione di centro destra concede il benestare per l'acquisto  ma dopo il rogito un privato ricorre al Tar che gli da ragione e quindi viene tutto nuovamente bloccato.
 
Qui naturalmente si sprecano le chiacchiere e le ipotesi, c'è addirittura chi è sicuro che il comune avrebbe concesso di acquistare il terreno davanti alla Mariani sapendo bene che qualcuno avrebbe fatto ricorso al Tar e che quindi il progetto sarebbe stato affossato.
 
Siamo nel campo delle indiscrezioni e delle ipotesi, sta di fatto che ora i vertici della «Mariani» si sono stufati e intendono chiudere e andarsene da un'altra parte, si parla di Brescia o Rovereto. 
 
«Ci hanno chiamato disperati gli operari, – dichiara Maurizio Fugatti segretario della lega nord Trentino – e mi chiedo dove sono Rossi e Olivi che non hanno di meglio da fare che girare il Trentino a celebrare la chiusura di tante industre, mentre qui abbiamo aziende che aumentano i posti di lavoro e che non sono mai state aiutate dalla provincia e che per colpa di cavilli costituzionali, burocratici e politici non riescono a farlo». 

Parole dure quelle del consigliere provinciale del carroccio che vanno di pari passo alla delusione e al disagio degli operai che oggi erano presenti alla conferenza stampa in massa, nonostante il periodo ferragostano.
 
Anche per Fugatti quanto sta succedendo è piuttosto misterioso e deve essere analizzato e approfondito, ma intanto chiede a gran voce l'intervento di Alessandro Olivi che pare l'unica persona in grado di sboccare una situazione che potrebbe lasciare a casa 160 operai.
 
È giusto ricordare per completezza d'informazione che la «Mariani» non chiede nessun contributo alla provincia per l'espansione, ma solo che si faccia da tramite per sboccare l'acquisto del terreno di fronte, che il Tar ha bloccato per delle semplici pratiche burocratiche o per volere di qualcuno.
 
Ma Fugatti poi rincara la dose, «Rossi e Olivi dove siete? Nel Trentino del Patt e del Pd succede anche questo, abbiamo dato 40 milioni alla Marangoni che ora lascia a casa 50 dipendenti, mentre per questa industria non troviamo un terreno in casa di Ledro. Paradossale e pazzesco».
 
Da parte degli operai arrivano numerose critiche alla politica, trasversalmente, sia per la vecchia amministrazione che per la nuova di centro destra che sul problema sembrano stranamente connivere in maniera misteriosa. 
 
Ma subito dopo la conferenza stampa si sono aperti scenari piuttosto inquietanti, un gruppetto di persone infatti ci ha confidato che è in piedi in Val di Ledro un vero e proprio «cartello delle segherie» il cui obiettivo sarebbe proprio di far scappare la Mariani rischiando di mettere sulla strada 160 famiglie. ( il tutto naturalmente da verificare)
 
Tutto questo naturalmente va preso con le pinze e la cosa va subito approfondita e verificata. Ma una cosa è certa, i misteri su quanto successo aumentano, e diventano ancora più incongruenti se pensiamo che la Mariani offre posti di lavoro per la gente del posto. Ma chi c'è quindi dietro a tutto questo? si tratta solo di pratiche burocratiche affrontate nel modo sbagliato, oppure la connivenza fra la politica e un certo mondo imprenditoriale vuole far fallire il progetto? e se così fosse, perché? per impoverire ancora di più la valle di Ledro? 
 
«Speriamo vivamente che quanto sta succedendo qui non arrivi all'orecchio del premier Renzi, se così fosse infatti ci sarebbe l'intero stato che ride del Trentino che in un momento dove il lavoro è un miraggio decide di perdere le occasioni che creare benessere e occupazione»conclude Fugatti
 
Mistero anche sull'imbarazzante assenza dei sindacati, «li abbiamo chiamati – ci ha risposto un operaio – ma ci hanno detto che erano in ferie e che ci sentivamo alla fine del mese, allora abbiamo chiamato la Lega nord che è arrivata subito.»
 
 
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