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Trento

UpT sulle barricate: «i punti nascita rimangono aperti»

Il gruppo dell'UpT si congratula con il consigliere Luca Zeni per la sua nomina ad assessore della sanita ed esprime  soddisfazione per le deleghe aggiuntive affidate all'assessore Mauro Gilmozzi riguardanti “infrastrutture e reti” e  “rapporti con il Consiglio provinciale”.

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Il gruppo dell'UpT si congratula con il consigliere Luca Zeni per la sua nomina ad assessore della sanita ed esprime  soddisfazione per le deleghe aggiuntive affidate all'assessore Mauro Gilmozzi riguardanti “infrastrutture e reti” e  “rapporti con il Consiglio provinciale”.
 
«Siamo fiduciosi che questo nuovo assetto di Giunta potrà portare ad un rinnovato slancio nell’affrontare e portare a termine il programma di legislatura nei prossimi mesi e anni». 
 
Ma quella dell'UpT pare solo una formalità dovuta, infatti i consiglieri UpT attendono al varco il nuovo assessore alla sanità. La domanda è: Zeni cambierà passo salvando i punti nascita oppure agirà nella continuità, magari in modo più «dolce», di quanto fatto dalla sua predecessora?
 
Il capogruppo Passamani si rivolge ai rappresentanti della minoranza «ripetiamo ancora una volta quello che abbiamo sempre sostenuto: L’UpT e la UAL sono parte attiva e convinta del centrosinistra che governa il Trentino e prendono scelte all’interno di questo contesto nel rispetto di una dialettica democratica giusta nei contenuti così come nelle forme e, pertanto, mai e poi mai avrebbero accettato di mettere alla gogna un’assessore della propria maggioranza». Passamani però poi aggiunge: «giusto poteva essere, ed era, il fulcro del contendere, perché bisogna, appare chiaro a tutti, cambiare marcia nel modo di gestire la sanità trentina e soprattutto sono necessari nuovi metodi di confronto e strategie di lavoro all’interno della maggioranza. Nessuna ambiguità, quindi, ma solo il rispetto della coalizione riportando nel contempo sul tavolo i temi strategici e urgenti da risolvere».
 
L'UpT torna poi su uno dei concetti fondamentali che per il partito è inderogabile, cioè che l'autonomia vada sostenuta soprattutto grazie ad un modello di sviluppo socio economico fondato su un rapporto solidale e di cooperazione tra la Città e le valli, che – dice Passamani «va realizzato anche attraverso politiche di decentramento dei servizi quale condizione essenziale per evitare lo spopolamento della montagna alpina».
 
È stato lo stesso Governatore Ugo Rossi nei scorsi giorni che ha dato precise rassicurazioni al gruppo consigliare dell'Upt in merito alle scelte nel rispetto di un principio di sussidiarietà responsabile, che passi anche attraverso un maggiore ascolto e confronto tra i partiti che formano la maggioranza e coi territori. 
 
In estrema sintesi, Gianpiero Passamani per quanto riguarda gli ospedali è molto chiaro, «a nostro parere deve restare decentrato sul territorio tutto ciò che è possibile mantenere o implementare a livello locale, assicurando livelli organizzativi efficienti e sicuri, capaci di operare in autonomia  o  se aiutati, in una logica di rete e progressività. In aggiunta, laddove si decida per la rimozione di un servizio, si scelga una specializzazione e la si implementi su quel territorio, mantenendo dove possibile i servizi di base».
 
«Come Unione per il Trentino e Union Autonomista Ladina, – continua Passamani – ribadiamo la necessità di ridare alla nostra terra nuovamente quel ruolo di laboratorio all’avanguardia, sia a livello amministrativo che politico, che fino a pochi anni ci era universalmente riconosciuto e oggi appare certamente meno visibile. E’ questo il motivo per il quale abbiamo proposto progetti pilota sui punti nascita e proprio due settimane fa un disegno di legge per la semplificazione amministrativa e urbanistica. E’ questo il motivo per il quale diciamo che bisogna pensare ai servizi decentrati, quelli sanitari in primis, non solo in termini di risparmio economico – che sarebbe minimo tra l’altro nel caso dei punti nascita – o tracciando fredde linee su un foglio fatte contando quanti parti ci sono in un anno a Tione a Cavalese o a Trento. Il coefficiente numerico è matematica ma a noi servono, anche e soprattutto, l’accortezza dell’ascolto e dell’azione che vengono dalla buona politica, fatta incontrando e ascoltando le persone. Per tutti questi motivi Upt e UAL continueranno a lavorare con costanza e impegno per il Trentino e per i Trentini e non di certo per le poltrone, come scioccamente ipotizzato anche in questi giorni da mal informati “esperti” e “professori”».

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Trento

A Santa Massenza grande successo per «La notte degli alambicchi accesi»

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Oltre 1.200 persone, suddivise in cinque spettacoli, nel corso della tre giorni sono state guidate dalla inconfondibile voce narrante di Patrizio Roversi che li ha condotti attraverso le cinque distillerie del paese, in cui attori e produttori hanno potuto illustrare, in maniera ironica e divertente, aspetti storici e antropologici della grappa trentina.

Numerosissimi ospiti, molti dei quali da fuori provincia, hanno affollato anche quest’anno le stradine del piccolo borgo di Santa Massenza di Vallelaghi, rapiti dalla magia dello spettacolo proposto dalla compagnia teatrale Koiné per La notte degli alambicchi accesi, facendo registrare un tutto esaurito in tutte le cinque performance andate in scena dal 6 all’8 dicembre.

La grande partecipazione fa dunque archiviare all’Associazione culturale “Santa Massenza Piccola Nizza de Trent” un’altra edizione di successo per la manifestazione nata 12 anni fa con l’intento di celebrare la grappa trentina e raccontarne storia, curiosità e caratteristiche.

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Un evento ormai entrato a far parte della tradizione, organizzato grazie al supporto di APT Trento Monte Bondone Valle dei Laghi e di Trentino Marketing e con il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.

L’attenzione mediatica e un fortissimo passaparola – ha commentato Paola Aldrighetti, Presidente dell’Associazione Piccola Nizza de Trentportano ogni anno a Santa Massenza moltissimi nuovi ospiti che si affiancano ad uno zoccolo duro di fedelissimi per il quale questo è ormai diventato un appuntamento irrinunciabile. Credo che il merito sia di una formula vincente e di qualità, in grado di proporre intrattenimento,storia e tradizione facendo al contempo cultura su un prodotto artigianale di assoluta eccellenza come la grappa“.

Significativo il dato che un buon 70% proviene da fuori provincia, soprattutto Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana, portando di conseguenza una interessante ricaduta turistica sul territorio.

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Trento

Innovazione industriale: incontro a Trento fra le regioni aderenti a Vanguard Initiative

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Si è svolto a Trento l’incontro tra i rappresentanti delle regioni italiane aderenti a Vanguard Initiative, la rete delle regioni europee che rappresentano e promuovono l’eccellenza nella manifattura avanzata e nell’innovazione industriale a cui partecipa anche il Trentino attraverso la Prom Facility meccatronica di Trentino Sviluppo.

All’incontro, promosso dal Servizio Europa della Provincia, in collaborazione con HIT, hanno partecipato i rappresentanti di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e dell’Agenzia per la Coesione Territoriale.

E’ stata l’occasione per rinsaldare i rapporti di collaborazione attuali e prospettici tra le regioni italiane nell’ottica di potenziare l’impatto delle politiche locali, nazionali ed europee a sostegno dello sviluppo industriale, trainato dalla ricerca, nelle aree di specializzazione intelligente di ciascuna entità territoriale. La Provincia in particolare si è resa promotrice di un ulteriore impulso alle azioni della Vanguard Initiative secondo tre livelli di intervento.

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Il primo livello, locale, prevede l’esplorazione del potenziale allargamento della partecipazione provinciale alla Vanguard Initiative sui Pilot delle biotecnologie (i.e. CIBIO) e delle nano tecnologie (i.e. FBK) e la possibilità di promuovere interventi mirati di incentivazione alle imprese attraverso avvisi FESR con priorità sulle facility della Vanguard Inizitiative.

Il secondo livello, nazionale, prevede da un lato l’ipotesi di allargamento della partecipazione alla Vanguard Inizitiative ad altre realtà regionali del centro e sud Italia secondo il principio della condivisione delle specializzazioni intelligenti e delle sinergie con gli organismi di ricerca, dall’altro l’esplorazione di un possibile Programma nazionale FESR a sostegno delle imprese operanti nelle regioni afferenti alla Vanguard Inizitiative per progetti di sviluppo congiunti con organismi di ricerca e imprese anche di altre regioni europee.

Il terzo livello, europeo, prevede il sostegno all’ipotesi di implementazione in favore della Vanguard Inizitiative della prospettica componente 5 della Cooperazione Territoriale europea (CTE) per il settennio 2021-2027 che prevede allo stato attuale un budget di 970 milioni complessivi .

L’incontro si è concluso con l’intesa di promuovere un documento congiunto delle regioni e delle Provincie autonome da sottoporre all’esame della Conferenza Stato Regioni e Ministro competente.

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L’appuntamento per un nuovo incontro di coordinamento è stato quindi rinnovato al primo semestre 2020.

 

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Trento

Il sigillo di San Venceslao a Maria Voce presidente del Movimento dei Focolari

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Il presidente Fugatti ha insignito nel pomeriggio di venerdì la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce del sigillo di San Venceslao, onorificenza della Provincia autonoma di Trento.

“È con molto orgoglio che le conferiamo questo sigillo che viene assegnato a chi ha avuto meriti speciali – sono state le parole di Fugatti – da parte nostra un forte ringraziamento per quello che ha fatto per noi, che siamo il territorio di Chiara Lubich. Queste le motivazioni: “Per aver saputo interpretare con impegno instancabile i valori dell’unità e della pace, esprimendoli con la passione incondizionata che ha sempre contraddistinto la figura di Chiara Lubich”.

“È una grande gioia per me poter essere presente oggi, qui, con tutti voi – sono state le parole della presidente Maria Voce -, grazie a Trento, sua città natale, per averla accompagnata e sostenuta nella sua crescita, nei suoi studi, nella sua formazione. Grazie anche per la cura dell’armonia e della natura di questa regione, la cui bellezza ha fatto spesso da cornice alle sue più profonde ispirazioni. ‘Trento ardente’: così Chiara ha voluto chiamare la sua città, con l’augurio che questa fosse città-testimonianza e modello di quell’ideale dell’unità che ha visto proprio qui i suoi albori”.

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La cerimonia, sancita dal coro allievi della Sat, si è tenuta alla presenza di centinaia di persone a Piedicastello, proprio di fronte alle Gallerie, dove, al termine c’è stato il taglio del nastro della mostra “Chiara Lubich, Città Mondo”, che rimarrà negli spazi della Galleria Bianca fino al 7 dicembre 2020.

Chi è Maria Voce – Maria Voce è stata eletta presidente del Movimento dei Focolari dall’Assemblea generale nel 2008 per il suo primo mandato e nel 2014 per il secondo mandato, è la prima focolarina a succedere come presidente alla fondatrice, Chiara Lubich.

Nasce ad Aiello Calabro (Cosenza, Italia) il 16 luglio 1937. Mentre frequenta l’università di Roma rimane affascinata dalla testimonianza evangelica di alcuni suoi colleghi appartenenti al Movimento dei Focolari e inizia a viverne lo spirito. A 26 anni avverte la chiamata di Dio e lascia una promettente carriera – è il primo avvocato donna del foro di Cosenza, Italia – per seguirlo nella via del focolare.

Chiara Lubich le darà il nome “Emmaus”, il villaggio in cui due discepoli si recano dopo la risurrezione di Gesù e dove, allo spezzare del pane, lo riconoscono presente in mezzo a loro.

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Dopo otto anni in Sicilia, per sei anni fa parte della segreteria personale di Chiara Lubich e per dieci anni è ad Istanbul, dove intreccia rapporti ecumenici con l’allora Patriarca di Costantinopoli Demetrio I e numerosi Metropoliti, tra i quali l’attuale Patriarca Bartolomeo I. Preziosi per lei in quegli anni il rapporto e la conoscenza diretta con il mondo islamico.

Nel 1988 riprende la collaborazione al Centro dei Focolari. Dal 1995 al 2008 è membro della Scuola Abbà, centro studi interdisciplinare fondato da Chiara Lubich, e dal 2000 al 2008 corresponsabile della commissione internazionale di “Comunione e diritto”, rete di studiosi e operatori nell’ambito del diritto. Dal 2002 collabora con la Lubich per l’aggiornamento degli Statuti generali del Movimento.

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