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Trento

La buona scuola? Manuale di sopravvivenza per alunni disabili – parte prima.

Quale sarà realmente per i nostri figli la buona scuola? Questa la domanda che da sempre assilla i genitori, in maniera particolare i genitori dei bambini con handicap.

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Quale sarà realmente per i nostri figli la buona scuola? Questa la domanda che da sempre assilla i genitori, in maniera particolare i genitori dei bambini con handicap.

I genitori di bambini disabili prima di iscrivere i loro figli ad una scuola, di qualunque ordine e grado, devono valutare spesso tra dubbi amletici e scarse informazioni, tutti i pro ed i contro dei vari istituti scolastici del circondario per prendere la delicata decisione che influirà per molti anni sulla formazione, ma anche e soprattutto sulla crescita psico-fisica dei loro figli speciali.

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Abbiamo visto nei precedenti articoli che in Italia la Legge 104/92garantisce tra tanti diritti per le persone con handicap anche quello dell'integrazione nella società civile ed in particolare nelle scuole, anche se siamo consapevoli che spesso i buoni propositi enunciati nelle leggi restano sulla carta fin quando la magistratura, a cui si può fare ricorso, non obbliga gli enti inadempienti al loro rispetto attraverso una sentenza che spesso comporta costi, perdite di tempo ed ulteriore stress ai genitori già provati di ragazzi con handicap, al punto che spesso le famiglie preferiscono, ove presenti, mandare i propri figli nelle scuole speciali, che pur dovrebbero essere chiuse dall'entrata in vigore della L. 104/92.

Cosa fare allora? Come sempre armarsi di pazienza e verificare che la scuola dove vogliamo iscrivere i nostri figli con handicap sia in grado di garantire, o almeno di provarci seriamente e con convinzione, una corretta inclusione scolastica e non solo formale poiché alla fine un ambiente accogliente ed inclusivo ed un sano e corretto rapporto con i coetanei normodotati è molto più salutare e formativo di tanta didattica fatta con insegnanti di sostegno o educatori nella segregazione di un’auletta dove spesso sono confinati i diversi che per i loro comportamenti, talvolta non omologati, disturbano il regolare svolgimento delle lezioni ed il lavoro dei docenti curricolari.

Verifichiamo assieme, e soprattutto un po’ alla volta, quali sono i corretti passaggi burocratici da compiere, le certificazioni previste per legge e le cose a cui fare attenzione nel tentativo di dare ai nostri figli con handicap il miglior percorso scolastico possibile ed ai dirigenti scolastici ed alla loro amministrazione sempre meno possibilità di dimenticarsi dei problemi quotidiani dei disabili a scuola e di tagliare risorse ai più bisognosi.

Normalmente bisogna provvedere all’iscrizione del bambino alla scuola scelta entro il mese di febbraio (le date sono fissate da circolare ministeriale) precedente all’anno scolastico di riferimento che inizierà nel settembre successivo.

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Sarebbe preferibile che prima di scegliere la scuola, la famiglia prendesse visione del P.O.F. (Piano dell’Offerta Formativa) dell’istituto e del P.A.I. (Piano Annuale per l’Inclusività), quest’ultimo riporta in maniera specifica risorse, mezzi e strumenti dei quali la scuola si avvarrà per realizzare l’inclusione degli studenti con B.E.S. (Bisogni Educativi Speciali) tra i quali ci sono gli alunni con handicap.

Oltre alla normale documentazione richiesta, per gli studenti con handicap, sarà necessario presentare l’attestazione di alunno in situazione di handicap e la diagnosi funzionale nonché segnalare alla scuola le necessità del proprio figlio (allergie alimentari, comportamenti particolari, ecc.) affinché l’istituto possa provvedere per tempo all’adozione dei giusti sostegni.

L’attestazione di alunno in situazione di handicap è una certificazione, rilasciata ai sensi dell’art. 4 della L. 104/92 da un’apposita commissione medico-legale della ASL di appartenenza che accerta lo stato di handicap, nella quale è indicata la patologia da cui è affetto lo studente ed il grado di gravità della stessa. L’accertamento, documentato dalla commissione attraverso verbale, viene di norma disposto entro 30 giorni dalla richiesta. Il verbale va presentato in copia alla scuola e costituisce il primo passo per richiedere la diagnosi funzionale.

La diagnosi funzionale è redatta dall’unità multidisciplinare territoriale della ASL oppure del centro accreditato che ha in cura l’allievo, l’unità multidisciplinare ai sensi del D.P.R. 24 febbraio 1994 è composta dal medico specialista nella patologia di cui è affetto il soggetto, dal neuropsichiatra infantile, dal terapista della riabilitazione e dagli operatori sociali; all’unità multidisciplinare vanno affiancati un esperto di pedagogia sociale designato dall’Ufficio Scolastico Provinciale ed un operatore esperto sociale dei Piani di Zona degli Enti Locali, la scuola e la famiglia.

La diagnosi funzionale è la descrizione analitica della compromissione funzionale dello stato psico-fisico dell’alunno ed è redatta in base ai criteri stabiliti dal modello ICF (Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute) approvato dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, non è fissato un tempo di rilascio per tale documento ma è raccomandabile che venga predisposto con tempestività per dare le corrette indicazioni agli operatori su come regolarsi per non compromettere il buon esito dell’inserimento scolastico dell’alunno con handicap.

La diagnosi funzionale si compone di: approfondimento anamnestico e clinico; descrizione del quadro di funzionamento nei vari contesti; definizione degli obiettivi e delle idonee strategie di intervento in relazione ai possibili interventi clinici e socio-educativi; individuazione delle competenze professionali e risorse necessarie per l’integrazione scolastica e sociale.

La diagnosi funzionale include anche il P.D.F. (Profilo Dinamico Funzionale) che corrisponde al profilo di funzionamento della persona.

Il P.D.F. è un documento nel quale si definiscono la situazione di partenza e le tappe di sviluppo che vogliamo far conseguire all’alunno con handicap, con la stima degli sviluppi previsti a breve termine (sei mesi) e a medio termine (due anni); l’analisi e la previsione di risposta dell’alunno sono effettuate considerando gli ambiti seguenti: cognitivo, affettivo-relazionale, linguistico, comunicazionale, sensoriale, motorio-prassico e delle autonomie.

La diagnosi funzionale va aggiornata ad ogni passaggio di grado d’istruzione, al presentarsi di nuove condizioni, in relazione all’evoluzione della persona o in caso di individuazione di nuove competenze professionali e/o risorse strutturali.

Perfezionata l’iscrizione con la consegna di questi due documenti fondamentali, di cui abbiamo esaminato i contenuti e compreso i fini, la scuola dovrà provvedere come passo successivo all’inserimento dell’alunno con disabilità in una sezione e provvedere, se necessario, all’assegnazione di un insegnante di sostegno, di un assistente di base e/o di un assistente specialistico.

Nella formazione delle classi il D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009, ha eliminato il tetto massimo di presenze di alunni disabili per classe, ma ha comunque stabilito che le prime classi di ogni ordine e grado, in cui sono presenti alunni disabili, devono essere di norma composte da un massimo di venti alunni; purtroppo, tale disposto in pratica non viene mai rispettato poiché la necessità di questa scelta andrebbe realizzata nei limiti delle disponibilità di organico complessivo, che sappiamo bene essere sempre sottodimensionato.

Se la famiglia ravvisa delle violazioni può sempre inviare una diffida al Dirigente Scolastico con l’invito all’osservanza delle disposizioni ministeriali, avvisando per conoscenza l’Ufficio Scolastico Regionale ed il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e riservandosi di adire al TAR per annullare il provvedimento di formazione illegittima della classe.

Nelle prossime settimane approfondiremo: G.L.I., G.L.H., insegnante di sostegno, assistente di base, assistente specialistico, trasporto scolastico, P.E.I. e programmi differenziati, viaggi d’istruzione, ed altro ancora.

A cura di Mario Amendola

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Trento

Mattarella a Cadine: “Mitezza e apertura al mondo la forza di Lubich”

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Foto Davide Buzzi

L’omaggio di Sergio Mattarella al Trentino comincia da Cadine. L’ingresso cordiale e silenzioso nella Sala Marilen, cuore della grande casa del movimento dei Focolari, il Centro Mariapoli, è avvenuto pochi minuti dopo le 16, dando il via a un evento unico che proprio quest’anno, il 2020, onora la memoria di Chiara Lubich nel centenario dalla sua nascita.

Accompagnati dai canti del Coro della Sat, sono seguiti i saluti delle istituzioni intervallati a  scorci di vita di Chiara narrati tra gli altri dall’attore cubano Arnaldo Galbàn Rivero, conduttore di questo evento unico, diffuso in streaming mondiale.

Le dobbiamo un ringraziamento speciale“, ha detto il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta in apertura.

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Siamo convinti che, per i trentini e per il Trentino, l’occasione del Centenario rappresenti un’occasione unica per riscoprire questa figura che esprime al meglio l’essere figlia di questo nostro territorio, della sua cultura, del suo essere comunità – ha detto il presidente della Provincia Fugatti – . Lei ha portato, con la sua straordinaria energia, dovunque in tutto il mondo la nostra impronta”.

Trento incontra Chiara Lubich” non vuole essere un convegno – è stato sottolineato dai Focolarini trentini – ma un momento per far conoscere Lubich in tutte le sue dimensioni. La storia della fondatrice del movimento e le esperienze portate sono testimonianza di come ogni azione trovi forza e senso in quanto inserita in un contesto di relazione e di reciprocità.

Anche attraverso la lettura di stralci delle sue lettere, amici e testimoni di diversi Paesi e continenti assieme ai giovani focolari hanno raccontato la ‘via’ e il carisma della fondatrice, il cuore delle vicende che nei decenni hanno reso grande la figura di colei che ha portato una nuova spiritualità che è ‘abbraccio del mondo” e incontro tra le culture.

Le idee di Chiara, come anche ha ricordato Fugatti, hanno potuto raggiungere tutti gli angoli della terra tanto che oggi il suo movimento è presente in 182 nazioni.

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Presenti in sala anche il governatore dell’Alto Adige Arno Kompatscher e l’ex Sindaco di Trento Alberto Pacher, ulteriore testimone di come a Trento, già da molti decenni, il percorso della Pace non abbia mai smesso di essere ricercato come via di apertura al mondo, sull’esempio di Lei.

Una donna che varca i confini della religione cristiana che apre al mondo, perché il Dio dei cristiani non è il Dio che chiude, ma è il Dio che ti dice di andare, incontrare, abbracciare per vivere”, ha sottolineato l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi.

Il contributo di Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, precede la chiusura dell’incontro che celebra questo importante anniversario e vi appone il sigillo del testamento che Lubich ha lasciato nei suoi ultimi giorni di vita: “Siate sempre una famiglia”.

Ha ricordato Voce che “la luce donata a Chiara supera i confini del movimento. Lei ci ha donato il carisma dell’unità che non passa. Ci ha lasciato il patrimonio inestimabile della sua vita esemplare. Occorre rispondere ad ogni chiusura con la radicalità del dialogo che porta al futuro dell’umanità, che è l’unità”.

Mattarella, in ultimo, ha esternato parole di grande ammirazione.

A Chiara Lubich non è mai sfuggita l’importanza dei riflessi sociali della spiritualità. Proprio il carisma dell’unità è uno dei tratti fondamentali della sua spiritualità, la cui urgenza è riuscita a trasmettere a tanti uomini e a tante donne.  Si può essere forti pur esseno miti e aperti alle ragioni degli altri. E in realtà solo così che si diventa forti realmente“.

Sotto, il governatore del Trentino accoglie il presidente Mattarella al suo arrivo al Centro Mariapoli.

 

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Trento

Incendio Villazzano: 89 enne muore intossicata nella sua casa

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Incendio nella tarda serata di ieri, venerdì 24 gennaio in un appartamento di Villazzano in via Villa

Una donna di 89 anni, Maria Teresa Galante, purtroppo è morta intossicata dal fumo.

A dare l’allarme, la badante e una conoscente che abitano al piano di sopra nella stessa palazzina.

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Sul posto sono arrivate diverse squadre dei Vigili del Fuoco, le forze dell’ordine e le ambulanze del 118 ma purtroppo per donna non c’è stato scampo.

Secondo una prima ricostruzione l’incendio sarebbe partito dalla sua camera da letto per colpa di un cortocircuito in un interruttore posizionato vicino al letto dell’anziana.

 

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Trento

4° Concorso “ENOtecnico valorizzazione VINIterritorio”

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La Fondazione Edmund Mach organizza nell’ambito del Corso Enotecnico il IV Concorso “ENOtecnico valorizzazione VINI territorio” che si terrà a San Michele all’Adige nelle giornate di giovedì e venerdì 2 e 3 aprile 2020 dalle ore 9.00 dalle 17.00.

La manifestazione è stata autorizzata come Concorso Ufficiale dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF). É alla sua quarta edizione e viene riproposta sulla base dell’ottimo successo ottenuto nelle edizioni precedenti.

Il IV Concorso organizzato dal Centro Istruzione Formazione si presenta come opportunità per valorizzare e promuovere la qualità dei vini: Teroldego Rotaliano DOP, Trentino DOP Merlot, Trentino DOP Traminer aromatico, Alto Adige Südtirol DOP Merlot Alto Adige Südtirol DOP Gewürztraminer e loro peculiarità territoriali. I vini delle aziende partecipanti saranno valutati da esperti enologi, enotecnici, sommelier e giornalisti del settore sia locali che provenienti dal resto d’Italia.

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Si propone allo stesso tempo come opportunità didattica per gli studenti del Corso Enotecnico per iniziare a prendere confidenza con i vini prodotti nel territorio Trentino – Alto Adige/Südtirol e con le aziende produttrici.

Gli studenti potranno osservare come gli esperti del settore enologico valutano i vini e a loro volta essere guidati nelle degustazioni al fine di acquisire una corretta metodica di attribuzione di un valore ai vini del territorio per arrivare un domani a conoscere i grandi vini autoctoni territoriali oppure i vitigni internazionali che trovano una loro espressione di tipicità nel territorio Trentino Alto atesino.

Possono partecipare al Concorso le partite di vino delle denominazioni sopra, già imbottigliate per le annate sotto indicate con i seguenti quantitativi minimi imbottigliati di almeno 1000 bottiglie da 0,75 litri. Le partite di vino saranno suddivise nelle seguenti categorie al fine della valutazione al concorso enologico:

Teroldego Rotaliano DOP vendemmia 2017
Trentino DOP Traminer aromatico vendemmia 2019
Trentino DOP Traminer aromatico vendemmie 2018 e precedenti
Südtirol – Alto Adige DOC Gewürztraminer vendemmia 2019
Südtirol – Alto Adige DOC Gewürztraminer vendemmie 2018 e precedenti
Trentino DOP Merlot vendemmie 2019 – 2018
Trentino DOP Merlot vendemmie 2017 e precedenti
Südtirol – Alto Adige DOP Merlot vendemmie 2019 – 2018
Südtirol – Alto Adige DOC Merlot vendemmie 2017 e precedenti

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Le aziende che intendono partecipare al Concorso possono reperire tutte le informazioni necessarie da Andrea Panichi andrea.panichi@fmach.it presso Fondazione Mach, Istituto Agrario di San Michele all’Adige, coordinatore di questa iniziativa. La partecipazione al Concorso è gratuito e pertanto non richiede il versamento di alcun contributo economico.

Le prime tre posizioni per ogni singola categoria in Concorso saranno premiate e la proclamazione dei vincitori per ogni singola categoria in Concorso avrà luogo presso lo stand FEM al Vinitaly di Verona edizione 2020.

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