Connect with us
Pubblicità

Trento

Borga e Fugatti attaccano la giunta: «siete conniventi con gli anarchici»

Oggi in aula è stata bocciata una mozione presentata da Rodolfo Borga dove venivano chieste notizie sull'associazione Commons (centro sociale Bruno) che ha ricevuto in comodato gratuito dalla provincia autonoma di Trento l’immobile sito a Piedicastello.

Pubblicato

-

Oggi in aula è stata bocciata una mozione presentata da Rodolfo Borga dove venivano chieste notizie sull'associazione Commons (centro sociale Bruno) che ha ricevuto in comodato gratuito dalla provincia autonoma di Trento l’immobile sito a Piedicastello.
 
Il consigliere provinciale di Civica Trentina nella mozione ha chiesto che l'immobile di Patrimonio Trentino (una partecipata della provincia) torni in possesso della provincia e quindi dei cittadini e venga rivalorizzato, questo comporterebbe lo sgombero dei ragazzi del centro Bruno.
 
La Giunta provinciale (comunicazioni 18.12.14, prot. n. 676057, e 2.4.15, prot. n. 18703), nel rispondere alle interrogazioni n. 574 e 1131/XV di Rodolfo Borga , individuava i requisiti necessari per lo svolgimento delle attività  di somministrazione di bevande e di alimenti, nello svolgimento di spettacoli, di concerti e quant’altro.
 
Borga contesta il fatto che all'interno del centro Bruno si tengono eventi, feste, concerti, e si somministrano bevande e cibo senza seguire nessuna regola e legge vigente, valida invece per tutti i locali, associazioni, pro loco ecc ecc…
 
Questo risulta veritiero, infatti lo stesso sindaco Andreatta, non ha mai rilasciato nessuna autorizzazione al centro Bruno per l'organizzazione di quanto sopra, da questo si evince quindi che il Bruno realizza qualsiasi cosa senza nessun permesso o autorizzazione. Borga ha detto senza mezze misure che la giunta di centro sinistra è connivente con il centro sociale Bruno e che potrebbe rivolgersi alla procura per far luce su queste incongruenze. 
 
Gilmozzi dal canto suo ha risposto che la giunta ha inserito il centro Bruno in un'associazione, e questo lo ritiene già una vittoria. Per il resto Gilmozzi ha detto che non risulta che all'interno del Centro Bruno siano organizzati eventi non autorizzati e che spesso sono stati fatti dei controlli anche di polizia amministrativa. Ha poi aggiunto che nel contratto con il centro Bruno è vietata l'organizzazione di quanto sopra e se questo punto sarà violato la provincia interverrà immediatamente.
 
Nella contro replica Borga ha nuovamente affermato che nei confronti del Centro Bruno si chiudono gli occhi per i «propri amichetti» e si continuano a spendere soldi dei cittadini per sgomberi e per difendere qualcuno che viene in Trentino per fare un qualsiasi comizio. «Ma è possibile – ha detto Borga – che se la pro loco di Sfruz vuole organizzare la festa del paese deve lavorare due giorni solo per autorizzazioni, certificazioni, documenti, permessi e siae e invece quelli del Centro Bruno non lo devono fare?»
 
Nel confronto è intervenuto anche il consigliere della lega Nord Maurizio Fugatti che ha ricordato l'assalto di ieri sera da parte degli anarchici alla caserma dei vigili del fuoco. «c'è stata una crescita di violenza da parte di questi anarchici, afferma Fugatti – adesso se la prendono con i volontari che rischiano la pelle per aiutare gli altri, e si possono permettere di fare questo perché sono difesi dalla politica Trentina, per questo arrivano anche a colpire i vigili del fuoco».
 
Fugatti ha ricordato le parole del questore che, all'indomani dello sgombero della struttura di via Mattioli, aveva detto che questo fenomeno degli anarchici è stato sottovalutato dalla politica troppo buonista e poco attenta a quanto succede. 
 
Fugatti ha poi concluso scagliandosi sulla giunta con grande violenza dialettica: «oggi chi fa solidarietà ha paura, chi aiuta il prossimo ha paura di mettersi una divisa perchè ha paura di essere malmenato o preso a sassate, e questo è colpa vostra che continuate a difendere questi criminali.»
 
Il consiglio ha respinto la mozione con 19 contrari, 11 favorevoli e un astenuto.
 

Pubblicità
Pubblicità

PubblicitàPubblicità

Trento

Copertura previdenziale degli Amministratori locali: la Regione sana la disparità di trattamento che subivano i lavoratori autonomi rispetto ai dipendenti.

Pubblicato

-

E’ stato approvato dal Consiglio regionale l’articolo 3 della manovra di bilancio 2020, contenente le normative riguardanti gli Enti locali.

L’Assessore regionale agli Enti Locali, Claudio Cia, esprime soddisfazione per aver portato a termine una serie di norme dedicate agli amministratori comunali, in tempo utile per il prossimo turno generale delle elezioni amministrative previste il 3 maggio 2020.

Il testo introduce una forma di previdenza integrativa per sindaci, vicesindaci, assessori comunali e presidenti di comunità di valle, che non siano lavoratori dipendenti.

Pubblicità
Pubblicità

«L’obiettivo – spiega l’Assessore – era sanare una disparità di trattamento. Attualmente infatti solo i lavoratori dipendenti potevano ricoprire determinate cariche amministrative negli Enti locali senza dover subire una perdita di contributi previdenziali o di reddito, come inevitabilmente accadeva per gli amministratori locali che fossero lavoratori autonomi o liberi professionisti, si pensi ad artigiani, contadini, architetti, farmacisti, commercianti… Del tutto privi di copertura previdenziale risultavano poi gli amministratori locali che non esercitavano attività lavorativa, ad esempio una casalinga, uno studente, o un disoccupato. Da qui l’azione dell’Assessorato regionale per garantire a tutti i cittadini condizioni di eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive e incentivare i cittadini a impegnarsi per la propria comunità».

Con l’approvazione della manovra di bilancio regionale 2020 verrà introdotta inoltre una “indennità di fine carica“, equivalente al trattamento di fine rapporto destinato ai lavoratori dipendenti, per i sindaci che si impegneranno a tempo pieno nel loro ruolo.

L’indennità di fine mandato esiste già dal 2000 nel resto dei Comuni italiani.

Le novità approvate oggi si aggiungono a quanto già votato dal Consiglio regionale nel luglio di quest’anno in occasione dell’assestamento di bilancio, ovvero il ripristino del 7% che era stato tagliato anni fa, facendo tornare le indennità degli amministratori ai livelli del 2010. «Va detto che rispetto ad allora – evidenzia l’Assessore – vi è stata una drastica spinta alla riduzione del numero dei Comuni e di conseguenza anche di sindaci e assessori che ha generato risparmi per oltre 2 milioni all’anno, solo considerando il minor numero di amministratori» (solo in Trentino, ad esempio, da 223 comuni si arriverà l’anno prossimo a 166).

Pubblicità
Pubblicità

Nonostante questi interventi, certamente migliorativi, non tutti i sindaci trentini arriveranno ai 1.400 euro netti al mese indicati a livello nazionale per i piccoli municipi (circa 20 non arriveranno neppure a 1.400 euro lordi) e rimane il nodo della notevole differenza di compensi fra Trentino e Alto Adige. «Fino ad ora abbiamo lavorato con l’obiettivo di introdurre queste migliorie prima del turno generale delle elezioni amministrative del 2020 – spiega l’Assessore Cia -, nei mesi a venire vedremo se ci saranno i margini per valutare possibili modifiche all’impianto generale».

«Fare il sindaco, anche di un piccolo comune, è un lavoro a tempo pieno – evidenzia l’Assessore –, si è tutti i giorni in prima linea per risolvere problemi concreti, con un impegno in termini di tempo, sacrifici personali e responsabilità che spesso non sono commisurati alla retribuzione. Nell’ultimo decennio le amministrazioni comunali hanno dovuto fare i conti con il costante calo delle risorse, mentre le incombenze sono aumentate, facendo crescere notevolmente il peso dell’amministrazione quotidiana. Con questi interventi volgiamo dimostrare che la Regione riconosce l’importanza di questo ruolo»

Sull’argomento è intervenuto anche il governatore della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti: «Come Giunta provinciale abbiamo incontrato molte amministrazioni comunali – commenta Fugatti – ed un tema pressoché comune fra le diverse istanze che ci sono state sottoposte dai sindaci riguarda proprio il funzionamento della macchina amministrativa che può risultare ingestibile proprio in ragione della complessità della materia spesso in rapporto alla dimensione stessa delle municipalità. Ma noi abbiamo sempre detto che la sopravvivenza dei comuni è la sopravvivenza stessa del Trentino che ha sempre valorizzato le autonomie locali».

«Ecco – continua Fugatti – perché credo che l’emendamento approvato oggi metterà gli amministratori locali nella condizione di operare al meglio. Da tempo il tema era al centro della discussione politica, segno che la materia andava riformata, passando per la qualificazione ulteriore di una figura di estrema importanza per il buon funzionamento di un’amministrazione locale. In questo modo i sindaci potranno contare su figure di qualità e in grado di supportarli al meglio nella loro azione amministrativa»

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere

Trento

Sono 1.385 i dipendenti del comune di Trento. In forte crescita il part Time

Pubblicato

-

Il comune di Trento ha diffuso oggi i dati relativi all’annuario statistico 2018.

Per quanto riguarda il  focus sull’amministrazione il numero di deliberazioni consiliari adottate nel 2018 è pari a 207, le deliberazioni approvate della Giunta sono 294, i conclusi 700.

Per quanto riguarda l’Ufficio Relazioni con il Pubblico viene riportato l’andamento dei contatti registrati dal 2005 in poi. In generale, in serie storica, si rileva un calo, mentre nel 2018 i contatti sono aumentati rispetto all’anno precedente.

PubblicitàPubblicità

Il valore è, infatti, pari a 16.605 (+8,1% rispetto al 2017), di cui 2.142 sono costituiti da suggerimenti, segnalazioni e reclami.

La modalità di contatto preferita dal cittadino è al banco (43,1%).

Da notare come siano in costante aumento i contatti scritti, in modo particolare quelli attraverso e-mail e tramite la piattaforma Sensorcivico (aumentati rispettivamente del 16 e del 21% rispetto al 2017).

I dipendenti del Comune di Trento sono 1.385 (-1,9% rispetto al 2017), 570 uomini (41,2%) e 815 donne (58,8%).

Pubblicità
Pubblicità

I dirigenti, prevalentemente uomini, sono 24.

La qualifica con il numero maggiore di dipendenti è la C (625). Le persone in part-time sono 410, dato che corrisponde al 29,6% del totale dei dipendenti.

Questa proporzione è in aumento nel corso del tempo: nel 2005, infatti, i part-time erano 295 su un totale di 1.627 dipendenti, corrispondenti al 18,1%.

L’età media del personale a tempo indeterminato è di 50,5 (dato in costante aumento, nel 2005 era pari a 43,5).

Con riferimento ai dati catastali invece, si evidenzia che su un totale di 136.043 unità immobiliari accatastate, il 47,1% (64.131 unità) è ad uso abitativo, mentre il non residenziale  negozi, uffici, studi e uso produttivo) costituisce il 7,4%, la restante percentuale è costituita da pertinenze 2 .

Tra le unità ad uso abitativo, l’80,0% è costituito da abitazioni definite “di tipo civile” (A2, ovvero, secondo le note esplicative del catasto, unità immobiliari “appartenenti a fabbricati con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello rispondente alle locali richieste di mercato per fabbricati di tipo residenziale

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

38.633 ricoveri negli ospedali di Trento nel 2018. Gli aborti sono 166

Pubblicato

-

Con riferimento all’anno 2018, i dati forniti dall’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari evidenziano 38.633 ricoveri, per 241.221 giornate di degenza negli ospedali cittadini (S. Chiara, S. Camillo e Villa Bianca).

I posti letto totali sono 853. I ricoveri sono diminuiti leggermente (-3,7%), così come le giornate di degenza (-1,3%).

La degenza media, calcolata come rapporto tra numero di giornate di degenza e ricoveri, è pari a 6,2, dato maggiore dell’anno precedente di 0,1.

Pubblicità
Pubblicità

In Provincia i ricoveri sono 81.258 e le giornate di degenza 645.606, con una degenza media di 7,9 giorni.

Le persone residenti ricoverate sono 12.907 (dato inferiore a quello dell’anno precedente -3,6%): la maggior parte degli accessi alle strutture ospedaliere si verifica per malattie del sistema circolatorio (14,3%) e dell’apparato digerente (10,5%).

La percentuale di persone residenti a Trento ricoverate sul totale dei residenti diminuisce costantemente nel corso del tempo: si passa dal 14,0% del 2009 al 10,9% del 2018.

I ricoveri per parto delle residenti a Trento sono stati 801, dato in diminuzione rispetto al 2017 (-7,9%).

Pubblicità
Pubblicità

Rimane costante il numero di interruzioni volontarie di gravidanza (166 nel 2017 e nel 2018).

Nel corso dal 2018 si evidenzia un decremento rispetto all’anno precedente delle persone non residenti in Trentino che vengono ricoverate in regime ordinario (-12,5%) ed un aumento di quelle ricoverate in day hospital (+17,3%) presso le strutture territoriali (mobilità attiva) e che provengono principalmente dal Veneto, dalla provincia di Bolzano e dalla Lombardia.

Si tratta in tutto di 3.758 persone, con una diminuzione percentuale del -6,9%. Nel decennio questo dato ha evidenziato un andamento piuttosto altalenante, con anni in crescita e anni in calo.

Sono in diminuzione, rispetto al 2017, le persone che, pur essendo residenti a Trento, vanno a farsi curare in strutture esterne alla Ragione (mobilità passiva). Il valore è pari a 2.023 con una diminuzione percentuale del 6,4%. Nel decennio il dato è calato del 26,3%.

Le mete preferenziali sono, come nel caso della mobilità attiva, il Veneto, la Lombardia e la Provincia di Bolzano. Le farmacie sul territorio comunale sono 30, di cui 10 comunali.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • PubblicitàPubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza