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Trento

Comitato Trento città sicura: «Andreatta ora mantenga le promesse»

Il comitato «Trento Città Sicura», che si pone come intermediario fra i cittadini e le istituzioni, è da sempre attivo nel campo della sicurezza del capoluogo stimolando e raccogliendo le segnalazioni dei cittadini legate al degrado e alla sicurezza.

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Il comitato «Trento Città Sicura», che si pone come intermediario fra i cittadini e le istituzioni, è da sempre attivo nel campo della sicurezza del capoluogo stimolando e raccogliendo le segnalazioni dei cittadini legate al degrado e alla sicurezza.
Il gruppo di Facebook che è seguito ad oggi da circa 1.600 sostenitori riceve fotografie, denunce e segnalazioni varie che testimoniano la grave situazione in cui grava oggi Trento. Il comitato non è legato a nessun partito e vuole rappresentare solo i cittadini e in questo caso farsi portavoce del disagio che ormai sta raggiungendo picchi preoccupanti. 
 
Martedì il comitato ha depositato e protocollato una istanza presso le autorità in epigrafe a mezzo dei portavoce Silvia Zanetti e Michele Failo Anesi. In sintesi il contenuto dell'istanza riporta le segnalazioni documentate con delle fotografie, che sono visibili anche nella pagina facebook, che raffigurano la presenza crescente di situazioni di degrado e di pericolo per la popolazione di Trento.
 
Fra le segnalazioni è possibile leggere quelle di minacce agli esercenti della città,  i soliti noti (Rom) che chiedono soldi a chi parcheggia l'auto presso l'ospedale Santa Chiara, la presenza di siringhe nei parchi dove spesso giocano anche i bambini, e la presenza di persone che in tutta tranquillità e davanti a tutti,  espletano i propri bisogni sui tronchi d'albero o in mezzo all'erba dei parchi.  
 
Il comitato ha avuto modo di leggere, nel programma del candidato sindaco Andreatta, la parte relativa alla sicurezza in città, che ha riportato nella sua istanza e che noi proponiamo di seguito:
 
Il nostro pensiero rimane un pensiero intransigente per quanto riguarda il rispetto delle regole. Sulle regole non può esserci discussione: ci sono, si rispettano, punto. Noi crediamo che nel nostro ordinamento, che è l'ordinamento di uno Stato di diritto, non comanda il più forte, né il più furbo né il più numeroso: la sovranità appartiene alle leggi e le leggi hanno, fra l'altro, lo scopo di tutelare ciascuno di noi, ma soprattutto le persone più fragili, di  fronte a qualsiasi sopruso, a qualsiasi prevaricazione.
 
Come diceva il mugnaio, crediamo che “ci sia pure un giudice a Berlino” o in qualunque città si consideri civile. Dobbiamo però distinguere, quando parliamo di sicurezza, fra pericoli veri e pericoli temuti; fra problemi di ordine pubblico e problemi di disordine sociale.
 
Il primo ordine di problemi appartiene allo Stato, al quale chiediamo le dovute garanzie. Dovranno essere rafforzati i momenti di concertazione con le Forze di polizia e con la Magistratura, anche verificando la possibilità di riproporre il Contratto locale per la sicurezza, e dovrà essere ottimizzato il potenziale delle nuove tecnologie per le attività di videosorveglianza.
 
Il secondo ordine di problemi rientra nelle prerogative del Comune e su questo dobbiamo impegnarci a lavorare sempre di più e sempre meglio per conquistare una città più pulita, più ordinata, più civile, più rispettosa delle esigenze di tutti, in particolare nelle zone dove si concentrano fenomeni di microcriminalità e di degrado. Dovranno essere potenziate le capacità di intervento della Polizia locale con idonee azioni sul versante formativo e delle dotazioni strumentali; dovrà certamente essere rafforzata la figura di Vigile di quartiere. Dal punto di vista amministrativo, è opportuno un aggiornamento del Regolamento di polizia urbana.”
 
Nell'istanza del comitato, inviata al Sindaco, Questore, Dirigente del Corpo di Polizia Locale, e per conoscenza al capo di gabinetto della presidenza della PAT, viene chiesto in primo luogo che le normative previste siano correttamente applicate e rispettate da tutti coloro che si trovino sul territorio comunale.
 
Direttamente al sindaco il comitato chiede, inoltre, che intervenga al fine di attuare quanto promesso nel programma ante elezioni comunali, ossia “una città più pulita, più ordinata, più civile, più rispettosa delle esigenze di tutti, in particolare nelle zone dove si concentrano fenomeni di microcriminalità e di degrado”.
 
«In questo momento la città di  Trento presenta delle zone critiche dal punto di vista della sicurezza e della microcriminalità dinnanzi alle quali le Istituzioni, – si legge sul documento – riteniamo, non possano chiudere gli occhi a fronte delle lamentele dei propri cittadini. Piazza Dante, nonostante i costosi lavori di ripristino, non è vissuta dai cittadini trentini che hanno paura a transitarvi per andare in stazione o per portare i bambini nel parco. Ci sono angoli in cui il puzzo di orina è insopportabile e soprattutto antigienico, ci sono bottiglie di vetro sparse nel parco e siringhe nelle aiuole.
 
Al parcheggio di un ospedale (Santa Chiara) le persone sono costrette, per paura di trovare la macchina danneggiata, a dare dei soldi a persone che si spacciano per parcheggiatori.
 
Tutto questo è sotto gli occhi di tutti da mesi. Chiediamo urgentemente un incontro con le istituzioni in epigrafe al fine di capire con quali modalità e tempistiche ci sia o meno un interesse ad intervenire per il ripristino della sicurezza dei luoghi a Trento.»
 
Quanto fatto dal «comitato Trento sicura» potrebbe dare il via ad alte realtà simili, magari legate a quartieri o rioni il cui compito potrebbe essere di raccogliere i disagi e le esigenze dei residenti per poi essere tramite con le istituzioni spesso lontano dalla realtà e dalle verità del territorio. 
 
Il documento inviato alle istituzioni: 
 

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