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Trento

L’ambasciatore del Cile Ayala a colloquio con Rossi

«Abbiamo certamente bisogno di aprire di più la nostra economia». Con queste parole il presidente della Provincia Ugo Rossi ha accolto l'ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala.

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«Abbiamo certamente bisogno di aprire di più la nostra economia». Con queste parole il presidente della Provincia Ugo Rossi ha accolto l'ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala.

L'incontro, che ha concluso la visita ufficiale del diplomatico a Trento iniziata mercoledì, è stata l'occasione per allacciare nuovi rapporti tra il Trentino e una nazione in crescita come quella cilena. L'ambasciatore, accompagnato dal console generale a Milano Guillermo Martinez e dal console onorario per il Trentino Alto Adige Aldo Albasini, ha voluto in primo luogo ringraziare la Provincia per la grande generosità dimostrata alla popolazione cilena a seguito del disastroso terremoto del febbraio 2010.

La Provincia ha donato circa 250.000 euro che sono serviti per ricostruire le abitazioni delle famiglie colpite – 12 case di legno ad alta efficienza termica -, un asilo nido e altre strutture. L'ambasciatore ha quindi illustrato i progetti intrapresi con l'Università degli Studi di Trento, in particolare con la Facoltà d'Ingegneria, che porteranno a creare in Cile un'agenzia di studio sull'acqua. «Non abbiamo un istituto di ricerca che si occupi di un tema così importante come l'acqua – ha aggiunto Ayala -. Per questo vogliamo dare vita a un centro accademico di alto livello».

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L'ambasciatore ha poi messo in luce le grandi potenzialità offerte alle imprese trentine che decidono di investire nella sua nazione: oltre, a una crescita economica costante, lo stato dell'America latina può vantare 58 accordi di libero scambio con diversi stati tra cui la Cina – diventata il primo partner economico del Cile -, una solidità democratica e un sistema bancario forte tanto che molte aziende italiane hanno scelto la capitale Santiago del Cile come base operativa e sede logistica per le proprie attività in Sud America.

«Siamo consapevoli che per continuare a crescere abbiamo bisogno d'investimenti – ha sottolineato l'ambasciatore -. Per questo, per noi è molto importante intrattenere rapporti con le nazioni estere». In mattinata l'ambasciatore ha incontrato anche il sindaco di Trento Alessandro Andreatta al quale ha proposto di avviare un percorso di gemellaggio tra il capoluogo e la città di La Serena, dove si contano numerosi cittadini discendenti di trentini emigrati negli anni '50 del Novecento. «Un gemellaggio – ha commentato Ayala – che però non deve rimanere sulla carta ma che deve avere effetti concreti per le due terre e coinvolgere l'Università e altre realtà del tessuto locale».

Tra queste, il diplomatico ha indicato anche l'Associazione Trentini nel Mondo, che l'ha giudicata «un ottimo strumento di politica estera» dopo l'incontro avuto con il presidente Alberto Tafner. Lo stesso Tafner ha evidenziato come la Trentini nel mondo si accinga a creare una rete di rapporti per poter facilitare scambi culturali, sociali ed economici nei paesi in cui è presente.

Il programma ha previsto infine la visita al Commissariato del Governo, dove l'ambasciatore è stato ricevuto dal Viceprefetto Vicario Domenico Lione. La visita dell'Ambasciatore del Cile in Italia Fernando Ayala è stata organizzata dal nuovo Consolato Onorario in Trentino Alto Adige con la collaborazione dell'Ambasciata del Cile in Italia.

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Trento

Tonina: nessun ritorno alla politica delle seconde case. Sì al riuso del patrimonio edilizio esistente.

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No all’ulteriore consumo del territorio e nessun ritorno alla politica delle seconde case.

Sì alla continuità con le scelte compiute dalle Giunte nel decennio 2005-2015 attraverso le leggi provinciali che hanno frenato la proliferazione degli alloggi destinati a fini turistico-ricreativi.

Questa in sintesi la risposta dell’assessore all’urbanistica e all’ambiente Mario Tonina (nella foto) a un’interrogazione del consigliere del Pd Luca Zeni.

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Nel chiedere lumi sulla posizione dell’esecutivo, Zeni sosteneva che il “Trentino a trazione leghista apre all’edificazione delle seconde case, incentivando in tal modo un ulteriore consumo del territorio a scapito dell’economia alberghiera e della qualità ricettiva“. Così – proseguiva – si contribuisce “a scalmierare il mercato immobiliare, mantenendo alto il costo delle abitazioni per le giovani coppie”.

Con la sua risposta Tonina respinge anche l’accusa rivolta da Zeni alla Giunta di proporre un modello afflitto da “strabismo”.

Secondo il consigliere, infatti, l’esecutivo è in “palese confusione “, con un presidente “che riafferma l’ormai trito ritornello possibilista” sulla cancellazione di quel che di positivo si era pur fatto fin qui nei settori dell’edilizia e dell’urbanistica per la difesa dei nostri territori di montagna, e un “Vice Presidente che sostiene l’esatto contrario, nell’assordante silenzio dell’albergatore assessore al turismo”.

L’assessore smentisce:è noto e condiviso – scrive – che la legge provinciale 16 del 2005 ha contribuito alla tutela del territorio e del paesaggio e insieme alle esigenze abitative primarie e alla qualificazione del settore turistico”.

E per fugare ulteriormente i dubbi rassicura: “le recenti modifiche introdotte in materia urbanistica con la legge 2 del 2019 hanno confermato tale disciplina”.

Il provvedimento, precisa Tonina, si è limitato ad elencare nella legge i casi, prima demandati a regolamento, di possibile autorizzazione per l’utilizzo temporaneo di un alloggio destinato a residenza ordinaria come alloggio per tempo libero e vacanze.

Quanto al futuro, conclude, “eventuali interventi normativi sulla disciplina urbanistica provinciale verranno condotti solo sulla base di un adeguato approfondimento delle dinamiche di trasformazione del patrimonio esistente e dopo aver ponderato i possibili effetti sull’assetto del territorio”.

L’obiettivo dell’amministrazione provinciale, insomma, è favorire il riuso del patrimonio edilizio esistente servendosi di più strumenti, come dimostrano anche gli incentivi per il recupero dei centri storici.  

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Trento

Nella notte tenta il furto in un B&B al quartiere le Albere. Arrestato nigeriano per rapina, ricettazione e resistenza

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I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Trento hanno arrestato in flagranza di reato il 19enne D. I., nigeriano, poiché ritenuto responsabile di rapina impropria, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione.

Nelle prime ore di oggi, lunedì 19 agosto 2019, intorno alle ore 01,50, il nigeriano si è introdotto all’interno di un “B&B” di piazza Donne Lavoratrici presso il quartiere delle Albere dove, per impossessarsi di un telefono cellulare di proprietà di un ospite, non ha esitato ad aggredire un altro cliente per garantirsi una via di fuga.

Tale condotta veniva bloccata da ulteriori ospiti presenti nel “B&B” che trattenevano l’extracomunitario fino all’arrivo de dei militari operanti, nel frattempo allertati a seguito della richiesta di intervento pervenuta sul numero unico di emergenza.

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Anche contro quest’ultimi, il fermato assumeva un atteggiamento di violenta resistenza che, comunque, non provocava nessuna conseguenza.

L’arrestato, assolte le formalità di rito, è stato trattenuto presso il Comando di via Barbacovi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il processo in direttissima.

Nella mattina di Domenica u.s. (18.08.2019), in una via del centro è stato fermato un pregiudicato già destinatario di una misura cautelare restrittiva emessa dall’A.G. trentina. S.F. minorenne tunisino, oltre ad essere stato sottoposto alla misura cautelare e conseguentemente tradotto presso il Carcere Minorile di Treviso per scontare giorni trenta di reclusione è stato segnalato per violenza e resistenza nei confronti dei militari intervenuti.

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Trento

Case Itea via Caproni: situazione ormai insostenibile

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Continuano le segnalazioni di degrado e abbandono dei rifiuti nel capoluogo di Trento.

Le ultime segnalazioni riguardano Trento Nord, periferia che negli ultimi anni ha subito maggiormente il fenomeno.

Il fenomeno del degrado dipende spesso dalla mancanza di razionalità e cultura del bene comune.

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Le colpe delle situazioni legate al degrado sono da sempre empiriche e non vanno per nulla trascurate.

Dipendono dalla la fragilità delle aree interne, dai danni provocati da eventi estremi, dai costi crescenti di manutenzione delle infrastrutture, dalla perdita di valore di aree urbane, dalla mancanza di ordine pubblico, dalle migrazioni di culture e tradizioni diverse fra loro, dalla formazione di sacche di povertà e la crescita delle diseguaglianze e di comportamenti devianti.

Ma in tal senso la lista può essere assai più lunga.

Ma il punto come detto è la cultura del bene comune. Ci sono due aspetti da migliorare, uno riguarda l’educazione e la civiltà, l’altro le forze dell’ordine e le istituzioni che devono far rispettare le regole. 

Se non si prendono in considerazione questi due aspetti come sempre a pagare saranno sempre i soliti: i cittadini onesti che prima o poi si stancheranno di esserlo.

La situazione di via Caproni è un’altra delle tante storie che ogni giorno vengono denunciate a Trento.

Nelle due palazzine ITEA di Roncafort interessate vengono abbandonati qualsiasi tipo di rifiuti nell’area dei contatori del gas.

A denunciare il nuovo episodio di degrado è Daniele Demattè intervenuto sul posto su richiesta di alcuni inquilini.

Ci sono addirittura delle macchine che si fermano e scaricano i propri rifiuti naturalmente indifferenziati come fosse una discarica pubblica. 

Come dal report fotografico nel bidone della carta vengono buttati cuscini e pannolini.

Venerdì ignoti alla ricerca di qualche emozione hanno forzato e scassinato l’impianto del portone sezionale del garage della palazzina numero 34, tentando di aprire anche il portone di ingresso.

Qualcuno dopo aver forzato le griglie continua a buttare dei rifiuti nelle bocche di pupo delle palazzine. (foto)

Una situazione davvero al limite della decenza.

Non per ultimo nei bidoni sono stati ritrovati degli alimenti con il marchio della comunità europea (foto) che vengono distribuiti dalle associazioni alle numerose famiglie straniere (origine africana) residenti nella due palazzine.

Una periferia insomma che avrebbe bisogno di essere rilanciata partendo dal rispetto delle regole per evitare che perda di valore sociale ed economico.

Per segnalazioni scrivere al numero whatsApp 3922640625

 

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