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Italia ed estero

La più grande democrazia del mondo dice sì ai matrimoni tra persone dello stesso sesso

Gli Stati Uniti, che vantano molti primati tra cui quello di essere la più grande democrazia del mondo, hanno finalmente fatto qualcosa degno di tale appellativo. Hanno compiuto un passo storico per la tradizione del Paese quanto del mondo intero.

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Gli Stati Uniti, che vantano molti primati tra cui quello di essere la più grande democrazia del mondo, hanno finalmente fatto qualcosa degno di tale appellativo. Hanno compiuto un passo storico per la tradizione del Paese quanto del mondo intero.

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha infatti emanato una vera e propria sentenza storica con la quale viene riconosciuto come legittimo, e dunque legale, il matrimonio tra persone dello stesso sesso e dichiara incostituzionali tutte quelle norme che fino ad oggi lo hanno impedito.

La sentenza, arrivata nella giornata di venerdì 26 giugno, fa sì che oggi in tutti i 50 stati che compongono la federazione il matrimonio tra persone dello stesso sesso sia perfettamente legale e dunque concede anche a loro tale diritto.

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Fino ad oggi infatti in 14 Stati i matrimoni gay erano espressamente vietati. E la Corte Suprema è stata chiamata in causa proprio da un movimento di pressione nato in alcuni di quei Paesi che hanno sempre negato il diritto al matrimonio tra omosessuali, come il Tennesse, l’Ohio, il Michigan e il Kentucky.

“Chiedono uguale dignità davanti alla legge”, recita la sentenza. E la Costituzione americana garantisce loro questo diritto”. Lo garantisce a partire da oggi. In passato invece molti degli Stati più conservatori si sono sempre opposti al riconoscimento del diritto di matrimonio anche per le coppie gay, sostenendone l’incostituzionalità.

Con 5 voti favorevoli e 4 contrari,di cui decisivo quello del conservatore Anthony Kennedy nominato dai repubblicani, la Corte Suprema ha deciso che in tutti gli Stati devono essere rimossi quegli ostacoli legali che fino ad oggi hanno impedito a persone dello stesso sesso di poter contrarre matrimonio ed essere unite di fronte alla legge.

Ogni Stato inoltre deve riconoscere i matrimoni tra persone delle stesso sesso contratti al di fuori dei propri confini in uno degli altri Stati dell’Unione. Fino ad oggi, le coppie gay legalmente sposate in uno dei 37 Stati in cui era permesso, perdevano tutti i diritti acquisiti in caso di trasferimento in uno dei Paesi in cui il matrimonio tra persone dello stesso sesso non era riconosciuto.

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Con la sentenza della Corte Suprema i matrimoni gay sono legali ovunque sul territorio statunitense. Ma non solo. Gli Stati dell’Unione devono anche riconoscere come legali i matrimoni contratti all’estero. La decisione della Corte Suprema si è basata sul Quattordicesimo emendamento della Costituzione americana che riconosce l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Il Presidente statunitense Barack Obama, da sempre favorevole al riconoscimento del diritto al matrimonio per le coppie gay, ha commentato la sentenza con queste parole: “quando tutti gli americani vengono trattati allo stesso modo, siamo più liberi. Si tratta di giustizia che è arrivata come un fulmine”.

E questo è il tweet del Presidente Obama pubblicato appena dopo l’emanazione della sentenza: «Oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l’uguaglianza». Con la speranza che questa marcia venga intrapresa ed imitata anche da altri Stati in tutto il mondo. Perché non c’è democrazia che possa davvero considerarsi tale senza uguaglianza.

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Italia ed estero

Insulti contro Matteo Salvini, Don Giorgio condannato a multa e risarcimento

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E’ arrivato poco fa il verdetto del tribunale di Lecco sulla causa tra Don Giorgio De Capitani e l’ex ministro Matteo Salvini: il giudice Nora Lisa Passoni ha condannato il sacerdote al pagamento di una pena pecuniaria di 7.500 euro e al risarcimento di 7 mila euro nei confronti del politico, oltre che al pagamento delle spese processuali.

Ne da notizia il quotidiano «Lecco Notizie» con un articolo a firma di Andrea Brivio

Don Giorgio è stato riconosciuto colpevole per gli insulti rivolti al leader della Lega in quattro post specifici pubblicati sul proprio blog tra marzo e ottobre del 2015, oggetto del processo.

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Un’attività diffamatoria reiterata nel tempo” ha ricordato il pubblico ministero Paolo Del Grosso avanzando la richiesta di una pena pecuniaria di 10 mila euro, escludendo l’ipotesi di una misura detentiva in quanto le offese sarebbero per il pm riconducibili ad una critica di carattere politico.

La motivazione di quelle parole offensive, per il pubblico ministero, “parte dal dissenso politico, un valore in sé da tutelare nella nostra democrazia – ha sottolineato Del Grosso – ma la critica deve avvenire nei modi e nei termini previsti dalla legge, senza insulti e offese”.

I discorsi di Don Giorgio devono essere contestualizzati, spiegano i legali: “Di certo non si invocava la morte di Salvini, in quell’occasione si parlava della legge sulla legittima difesa, ‘se qualcuno legittima il fatto che si possa uccidere un ladro, allora diciamo che si possa uccidere anche questa persona che ci ruba i diritti’ è il ragionamento di Don Giorgio”.

Tra le espressioni rivolte dal religioso a Salvini anche quella di ‘bovaro senza cultura’. Mi sono diplomato al liceo classico, poi l’università fermandomi a 5 esami dalla laurea in storia perché ho iniziato l’attività politica. Ma tutto questo è soggettivo – ha sottolineato l’ex ministro – le cose gravi sono altri termini e minacce. Raramente querelo, di solito si chiede scusa e finisce li, qui invece è stata un escalation. Bisognava mettere un punto fermo”

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Il parroco aveva inoltre definito «pezzo di Merda» Salvini e gli aveva augurato anche la morte.

“Sarebbe bastato chiedere scusa, non saremmo arrivati a questo punto e non avrei fatto perdere tempo a tutti voi. Chiedo scusa e regalo i soldi in beneficenza”. – Così Matteo Salvini parla dal banco dei testimoni, nell’aula del tribunale di Lecco prima della sentenza.

Singolari le affermazioni del parroco dopo la sentenza. Don Giorgjo infatti ha detto di non credere più nella giustizia e di essere stato condannato ingiustamente.

Speriamo ora che per lui sia la giustizia del Signore a pareggiare le cose.

 

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Italia ed estero

Ecco la nascita di un pulcino da un uovo senza guscio. Il video incredibile

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In questo sorprendente video della Mihama Veterinary Clinic di Fukui, in Giappone, potrete osservare lo sviluppo, e la nascita, di un embrione di pollo con un metodo di schiusa senza guscio.

Questa dimostrazione è praticata principalmente sulla base dell’articolo scientifico scritto da Tahara et. al. Le uova vendute nei negozi vengono sterilizzate e non c’è il rischio di gravidanze indesiderate, quindi non dovete preoccuparvi di cucinare un pulcino al tegamino.

Tuttavia, le uova fecondate possono essere vendute in negozi biologici o naturali, allevamenti di pollame familiare, ecc. Dove i pulcini possono crescere in determinate condizioni.

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Italia ed estero

Morte 3 vigili del fuoco: Il proprietario della cascina aveva appena aumentato il massimale assicurativo a un milione e mezzo di euro

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È crollato dopo 10 ore di interrogatorio sotto le domande incalzanti degli investigatori dei carabinieri dopo che alcune ore prima ad una trasmissione televisiva aveva dichiarato che chi aveva compiuto questo assassinio era «un vigliacco»

Questa mattina, sabato 8 novembre, è arrivata la notizia della confessione: ad annunciarlo è stato il procuratore Capo di Alessandria Enrico Cieri nel corso della conferenza stampa.

La confessione di Giovanni Vincenti (nella foto) è stata “esaustiva pienamente, dando pieni riscontri a elementi acquisiti durante la perquisizione“. Il procuratore  ha ribadito sottolineando: “Ha agito per danneggiare le cose ma ha escluso la volontà omicida“.

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Michele Angelo Lorusso ha fatto sapere: “Abbiamo mappato la scena del crimine e il contesto relazionale dei soggetti che via via emergevano come in qualche modo collegato a questo evento, arricchendo il quadro investigativo esclusivamente con elementi oggettivi“. Il Comandante provinciale dei carabinieri di Alessandria ha aggiunto: “È chiaro che ad un certo punto la problematica assicurativa ha assunto un rilievo non determinante ma significativo e, parallelamente agli sviluppi dell’attività, quando si è trattato di cercare ulteriori elementi oggettivi anche durante la perquisizione, essendo emerso il bugiardino del timer, si è andato a completare un quadro indiziario di tale importanza che il soggetto ha deciso spontaneamente di collaborare“.

Il movente che ha spinto il proprietario a far saltare in aria l’edificio sarebbe di tipo economico: lui e la moglie, anche lei indagata a piede libero, erano fortemente indebitati – anche se probabilmente riguardava le banche mutuatarie – e lo scorso agosto l’assicurazione dell’edificio era stata estesa al fatto doloso. Il massimale era di un milione e mezzo di euro.

L’azione portata a termine era infatti “volta a conseguire il premio dell’assicurazione stipulata lo scorso agosto anche per fatto doloso“. Oltre alle accuse di disastro doloso, omicidio e lesioni volontarie ora si sta valutando anche l’aspetto della frode ai danni della compagnia di assicurazione “perlomeno nella forma tentata“.

Una prova schiacciante è stato il ritrovamento – nella camera da letto – di un foglietto relativo al funzionamento del timer che ha innescato l’esplosione: secondo le dichiarazioni di Vincenti le bombole dovrebbero essere sette, “collocate nei vari locali dell’abitazione, aperte perché saturassero gli ambienti e provocassero l’esplosione all’1.30 della notte. Finora ne sono state trovate tre“.

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Il procuratore Cieri ha infine spiegato la dinamica dell’accaduto: “Il timer era stato settato all’1.30, ma erroneamente un altro timer era stato settato a mezzanotte. Quindi accidentalmente c’è stata una prima piccola esplosione che ha allertato i vigili del fuoco che poi si sono recati sul posto con i carabinieri”.

La strage poteva essere evitata:Le altre cinque bombole che erano nell’altra abitazione non esplose stavano insufflando l’ambiente di gas, vi era quindi lo spazio per una qualche segnalazione che noi pensiamo avrebbe potuto evitare la tragedia“. Il procuratore ha aggiunto:Questa è la valutazione che abbiamo fatto noi, a fronte della quale il Vincenti ha ribadito che non aveva nessuna volontà omicida e questa segnalazione non l’aveva fatto perché sconvolto dal gesto che era andato al di là delle sue intenzioni“.

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