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Trento

Valdastico: ok da Lega e Civica Trentina, no del M5S

Per il governatore Ugo Rossi è arrivato il momento di cambiare la prospettiva, infatti nella nuova proposta la Valdastico potrà affrontare in generale il tema molto vasto delle interconnessioni fra Trentino e Veneto e quindi è possibile un rilancio del progetto. 

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Per il governatore Ugo Rossi è arrivato il momento di cambiare la prospettiva, infatti nella nuova proposta la Valdastico potrà affrontare in generale il tema molto vasto delle interconnessioni fra Trentino e Veneto e quindi è possibile un rilancio del progetto. 
 
Retromarcia quindi da parte del centro sinistra autonomista che prevede – secondo Rossi – che nel giro di pochi mesi dall'avvio di una possibile intesa si possa concludere la trattativa e capire come andrà a finire, visto che c'è la pressione dei termini per la proroga al 2026 della concessione dell'A4, che è legata all'approvazione del progetto della Valdastico nord.
 
Importante sapere che il Trentino non ha diritto di veto sull'opera, quindi non puo' impedirne la realizzazione, che visto quanto detto da Zaia, dopo aver rotto gli indugi, si farà quasi certamente. Quindi ora di tratta di cercare di trovare un «ritorno» interessante per il nostro territorio.
 
Ma ora inizia il «toto» uscita della Valdastico che potrebbe uscire a Caldonazzo, a Campiello, o nel comune di Levico. 
 
C'è ottimismo anche fra le opposizioni, Civica Trentina e Lega Nord d'accordo per l'intesa anche se con la piena consapevolezza di aver perso 20 anni, «Valdastico Alleluja – afferma Andrea Merler di Civica Trentina – Dopo 20 anni la sinistra toglie il veto ideologico ed incompresibile sull'infrastruttura. 20 anni sprecati soprattutto nel rapporto commerciale e turistico con il Veneto. La PAT non considera nemmeno il Comune di Trento, vista l'inconsistenza del Sindaco Andreatta e bene fa ad andare avanti, noi sosterremo il progetto e presenteremo una mozione in Aula per obbligare la Giunta ad accettare il progetto».
 
«Via libera alla Valdastico. Bene! Peccato però che il Trentino abbia perso decenni» – dichiara invece la Lega Nord che poi affonda pesantemente sul centro sinistra autonomista reo solo di aver fatto campagna elettorale in questi anni, «C'erano una volta alcuni dogmi del centrosinistra trentino: il consumo del territorio, la salvaguardia ambientale, lo spostamento del traffico dalle strade alle ferrovie. In Trentino il centrosinistra ci ha fatto per anni lezioni su questi temi, organizzando discussioni sull'importanza della ferrovia, riempiendo le pagine dei giornali con chilometri di inchiostro contro la Valdastico, organizzando centinaia di dibattiti pubblici. Il tutto sempre per dire la stessa cosa: quel progetto al Trentino non serve.
 
Oggi di punto in bianco la giunta provinciale fa retromarcia, alludendo come motivazioni ipotetici "vantaggi trentini". Bene, diciamo noi. Era ora che la giunta provinciale cambiasse idea! Cambiare idea a volte e' sintomo di buon senso e intelligenza. Peccato che nel frattempo gli stessi che oggi hanno saggiamente cambiato idea, hanno fatto perdere lustri al Trentino e ai trentini trastullandosi su come era "profetico" il no trentino alla Valdastico. Profeti, fortunatamente per i trentini, non lo sono stati, e oggi con una "faccia tosta" da Nobel parlano
dei problemi trentini che la Valdastico potrebbe risolvere. Dopo Metroland, dopo le Comunità di Valle, dopo l'orso, ecco oggi un altro tema su cui, in ritardo di decenni, danno ragione alla Lega e al centrodestra! A quando il cambiamento di idea sul Not?»
 
Voci contrari invece dal movimento cinque stelle che ritiene che il progetto del completamento della Valdastico Nord non porterebbe alcun reale beneficio a livello sia economico che viabilistico. «Basta leggere lo stesso piano finanziario della Serenissima, – scrive in una nota il M5S – che dimostra infatti che il progetto non si pagherebbe mai, visto che i transiti previsti dagli stessi proponenti sarebbero insufficienti a coprirne i costi di costruzione e di esercizio. Si tratterebbe quindi di un progetto senza alcun ritorno economico che comporterebbe danni ambientali irreversibili ai territori che andrebbe ad attraversare».
 
Anche il M5S come la Lega Nord sottolinea alcune incoerenze del centro sinistra, «che una parte dice di voler puntare sul traffico merci su rotaia così da poter proporre il progetto della nuova ferrovia del Brennero,  dall’altra intende costruire una nuova autostrada di 44 km in gran parte in galleria che convoglierebbe parte del transito merci che invece dovrebbe prendere la via del polo intermodale del Quadrante Europa di Verona. Quanto a incoerenza il Governo pare comunque essere in buona compagnia: se la Provincia autonoma di Trento di colpo avallasse la Valdastico questo infatti significherebbe un ribaltamento a 180° di tutte le affermazioni fatte sin qui riguardo alla fantomatica strategia di mettere i "tir sui treni", che di colpo si rivelerebbero bugie vuote, dette solo per carpire consenso elettorale».
 
Arriva anche la bordata per quello che ormai pare il bersaglio preferito dei Grillini, «Sconcertanti sono poi le dichiarazione del PATT, che tradisce i suoi stessi elettori: nel 2013 in fase pre-elettorale aveva promesso ai cittadini una ferma opposizione al progetto della Valdastico Nord, oggi invece la ritiene un’opera utile e necessaria con la condizione che non esca più a Besenello ma a Mattarello».
 
Il M5S ha le idee molto chiare su questo argomento: «in Italia le grandi opere, come dimostrano le inchieste della magistratura, servono solo ad alimentare il sistema delle tangenti che coinvolge la politica. La Valdastico Nord, visti i traffici modesti che attrarrebbe e i suoi ingenti costi economici ed ambientali, è un’opera inutile e dannosa. Il futuro del trasporto merci è invece nella ferrovia e va ribadito che la ferrovia esistente, se utilizzata in modo efficiente, sarebbe in grado di liberare la A22 dal traffico merci».
 
I consiglieri M5S contestano poi, oltre che nel merito, anche nel metodo il modo in cui la Provincia si sta muovendo. Che il Comune di Trento (interessato dall'ipotesi della nuova uscita a Mattarello) non sia stato tempestivamente coinvolto nelle recenti fasi della discussione istituzionale su questa grande opera ci sembra un fatto molto grave. «Incitiamo la Giunta Andreatta a far sentire forte la propria voce in merito» – termina la nota.

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