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Arte e Cultura

Quelli eran giorni

Giulio, studente di filosofia ad un passo dalla tesi, vive appieno la sua giovinezza, tra donne, viaggi e passione per la musica. 

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Giulio, studente di filosofia ad un passo dalla tesi, vive appieno la sua giovinezza, tra donne, viaggi e passione per la musica. 

Una partenza inaspettata sull'Orient Express è solo l'inizio di un'avventura che percorre la Jugoslavia per arrivare ad Istanbul ed infine in India, su una strada cui sperimentare ogni tripudio dei sensi è lecito. E' un'opera che parla di libertà i cui protagonisti ricercano se stessi in tutti i modi possibili passando attraverso il sesso, la droga, l'esaltazione di ogni piacere. Un libro coinvolgente, anticonvenzionale, brillante, che non manca di trattare temi come l'amicizia, l'amore e la crescita personale.

Abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con l'autore, Angelo Orsingher.

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Il tema del viaggio e il tema della libertà si intrecciano e spesso si sovrappongono, quali sono i valori che rimangono e quali quelli che vanno persi a causa di questa libertà?

«In ogni viaggio lungo, dove si ha del tempo a disposizione, c’è un senso di libertà. Però bisogna distinguere. Un viaggio a piedi, come quello di 800 km che ho fatto nel 2013 per arrivare a Santiago, ha una base spirituale e per certi versi onirica. Mette in moto delle 

sensazioni che portano a cambiare radicalmente alcuni modi di osservare le cose. Se per tutto quel tempo riesci a farti bastare le poche cose che hai nello zaino ti rendi conto di quante incrostazioni e inutilità ci portiamo dietro nel quotidiano. Altri tipi di viaggi con macchina, bus o treno invece permettono altri tipi di osservazioni. Nel caso dei personaggi del mio libro, ad esempio, si ha la sensazione che chi riesce ad arrivare fino in fondo, si considera un sopravvissuto in quanto è riuscito a farcela. Non era facile in quei tempi percorrere un viaggio e arrivare in India senza perdere o cambiare qualcosa. La lettura del romanzo farà capire tutto questo».

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Il viaggio come metafora della nostra vita, del riscatto delle nuove generazioni… Le esperienze negative dei personaggi sembrano essere fondamentali per la crescita personale, è così?

«Credo sia proprio così. E’ qualcosa di magico e meraviglioso entrare dentro un circuito dove non esistono limitazioni, censure o freni e dove tutto fa parte di ciò che puoi ottenere, basta avere il coraggio di buttarsi. L’epoca che racconto è permeata di controcultura. Kerouak con sulla strada, ed Ermann Hess con il Siddartha sono dei manifesti ed aprono la via per nuove scoperte. La rotta Hippy crea interessi verso le culture orientali in quanto è più facile esplorare gli stati di coscienza. Anche le religioni orientali, nella loro forma più pura (attraverso la meditazione si può creare un mondo migliore fatto di pace e di armonia) sono delle fonti di attrattiva rispetto alle religioni occidentali».

Il tema del ritorno da un lungo viaggio. Mandela diceva "Niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati…", come vivono il ritorno i personaggi di questo romanzo?

«La voce narrante è Giulio, uno studente prossimo alla laurea, che si fa coinvolgere da un’amica a fare un viaggio ad Istanbul, viaggio che poi si protrarrà fino in India. E’ il momento che sta aspettando per liberarsi dai sedimenti dovuti all’inedia per una delusione amorosa giovanile. Il mio è un romanzo i cui protagonisti ricercano se stessi in tutti i modi possibili passando attraverso il sesso, la droga e l'esaltazione di ogni piacere. E’ anche un libro anticonvenzionale che non manca di trattare temi come l'amicizia, e la crescita personale. La storia l’ho molto caricata descrivendo scene di sesso e droga in modo freddo per riuscire a portare il lettore ad immedesimarsi nei pensieri delle persone che descrivo. Nella parte terminale del libro Giulio e amici faranno il resoconto e trarranno le somme della loro esperienza. Come nella metafora della vita, tutti partiamo con la voglia di crescere e farsi una vita attraverso varie esperienze. C’è chi ci riesce e arriva fino in fondo (Giulio), chi si ferma a metà strada (la ragazza che muore di overdose) e chi non riuscirà a salvarsi (Paolo). Per questo, alla fine, si parla di sopravvissuti.

Il libro è un tributo agli anni sessanta e settanta dal punto di vista musicale. In quel periodo avevo fondato i Posso Gamel, un gruppo che aveva vinto il concorso “Slalom musicale” indetto dalla rai di Trento. Il premio consisteva in un passaggio televisivo sulla prima rete tv. Racconto, mescolata dentro la storia, l’esperienza della registrazione. Mi piace ricordare questa cosa in quanto la canzone “Tutto cade”, costruita attorno alla neo nata democrazia in Portogallo nel 1975, alla fine non è stata messa in onda. In quel periodo la censura era parte integrante del sistema  e il testo era “politicamente impegnato”.

Chi vuole ascoltare la canzone comunque può collegarsi su you tube e scrivere “posso gamel”. In ogni caso, dato che non esiste viaggio senza musica, le canzoni che ho inserito dentro il romanzo sono fondamentali per assaporare al meglio la storia.

“Quelli eran giorni”, edito da Italic Pequod – Ancona, è in vendita in tutti i book store (Ibs, libreria universitaria, wuz…) e dall’8 luglio sarà disponibile nelle librerie. Chi fosse interessato alla presentazione del romanzo (libreria, biblioteca, assessorati alla cultura…) sonodisponibile. Racconto gli anni sessanta e settanta cantando, accompagnandomi alla chitarra, delle canzoni di quel periodo, base di partenza del mio romanzo».

Chi è Angelo Orsingher?

«Ho lavorato a scuola come direttore amministrativo (dsga) e adesso sono in pensione. Ho pubblicato nel 2012 per alice book Editore il romanzo “quotidiani disincanti”. Nel 2013;">ho fatto il Cammino di Santiago, 900 km a piedi. E’ stata un esperienza straordinaria che ho utilizzato nel nuovo romanzo in uscita il prossimo anno. Sono un runner amatoriale e un discreto suonatore di chitarra. Ho fatto il sindaco del comune a Canal S. Bovo (Trentino) negli anni settanta ed ho avuto un esperienza come assessore al parco Paneveggio Pale di San Martino anni 2000. Ho fatto da coordinatore per una mostra ed un libro fotografico sulla Valle del Vanoi» (Gruppo amanti del Vanoi cuore verde del Trentino)

 

 

 

Titolo: Quelli eran giorni

 Autore: Angelo Orsingher

 Editore: Italic Pequod

 Pagine: 192

 Prezzo: 16,00€

 

 

 

 

 

 

 

 Valentina Zamboni [email protected]

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