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Trento

«Animalisti, ecco il vero volto»: Animi e Animali. Quando a sbranare è l’intolleranza.

Chi, in questo articolo, si aspetta un attacco ai tanto vituperati «Animalisti» si sbaglia di grosso. Già, perchè, anche se cosa estremamente difficile, non voglio rischiare di scendere al loro livello.

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Chi, in questo articolo, si aspetta un attacco ai tanto vituperati «Animalisti» si sbaglia di grosso. Già, perchè, anche se cosa estremamente difficile, non voglio rischiare di scendere al loro livello.

Un livello francamente verso il basso e fuori classifica, che ha indignato il 99,9% periodico del resto degli italiani che però non ha inveito contro nessuno, non ha protestato con cartelli incivili, danneggiando auto, persone, o imbrattando le case, dimostrando quindi maturità e senso della democrazia.

Di questo sparuto gruppo di persone, poche decine in tutto , si comincia a parlare dopo la morte accidentale di Daniza, ma è dopo gli insulti a Diego Motrer che tutt'Italia capisce davvero chi sono questi gruppi fra loro disorganizzati, che seguono come pecore il capo bastone che improvvisamente può dare libero sfogo a frustrazioni sepolte da una vita, e improvvisamente diventare protagonista e quindi non cadere nella totale emarginazione e invisibilità sociale a cui era stato condannato.

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Ma attenzione, non chiamiamoli animalisti, perché quelli sono un'altra cosa, e ben diversa.

Esiste una frase ricorrente, tratta da una considerazione sociologica, che mi ha sempre fatto riflettere, se non proprio turbato: “La banalità del male”. Dico questo perchè nella Terra degli Uomini ci si è spesso uccisi a vicenda per ideali politici o religiosi, ma che nella loro ferocia o reale intento avevano comunque una nobiltà ancorchè oscura. Morire o essere minacciati di morte da un cretino è però atroce, la forma peggiore di soppressione, proprio perchè banale.

Così il guppo di “amici del Regno animale” che hanno inneggiato al loro sodale quando ha scritto che nella tomba di Moltrer hanno trovato il luogo ideale su cui orinare, ha del barbaro, ma fa ancora più paura poiché qui le coscienze se ne sono andate per boschi a pascolare con l'orso, che la coscienza, spiace per loro, non ce l'ha.

Questi esaltati dell' “involuzione darwiniana” fanno agghiacciare il sangue, perchè l'oggetto di tanto furore, di tanta violenza morale con minaccie in sospeso, ma sempre in agguato, è di per se banale.

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Sono anche convinto che nel loro radicalismo arriverebbero ad inginocchiarsi davanti ad un orso e farsi sbranare cantando felici, come i cristiani dentro il Colosseo, perchè prossimi a raggiungere il regno (animale) dei cieli, ma questa esaltazione, più che un ideale, mi sembra una confusione di ruoli.

Senza scomodare Dio, il destino ha riservato all'uomo, non al leone, non alla gallina e nemmeno all'orso, il ruolo evolutivo.

Quel ruolo che ci permette di amare, di odiare, di crescere e veder crescere i propri figli, di capire da dove veniamo e di rispettare il prossimo.

Voler interrompere certe catene di comando evolutive, in virtù di una perdita di possesso territoriale e di libertà, oltre che di intelligenza, è un passo indietro che non ci possiamo permettere, ma possiamo tollerare una civile protesta di chi, per motivi a loro noti, a noi un po' meno, difende gli animali ad ogni costo, anche se dediti a pasteggiare con specie più evolute.

Non è ammissibile però una protesta violenta, irrazionale, che crea pericolo. Ed il pericolo evidentemente è percepito se alla fiera canina di Riva del Garda per quattro..“gatti” di animalisti, era presente un reparto antisommossa con un costo proibitivo per il cittadino.

Mi chiedo cosa farebbero questi animalisti con un fucile in mano se si trattasse di salvare dagli squali gli emigranti naufragati, ma preferisco non sapere la risposta. Anche se con la frase su Moltrer e gli insulti a chi è stato sbranato implicitamente l'hanno data. Dunque il detto volterriano io muoio perchè tu possa esprimere le tue idee deve valere per tutti, non posso essere in pericolo per la presenza di qualche mente turbata che con la violenza mi impone di avere l'orso in giardino a leccarsi i baffi guardando i miei figli giocare.

Certo, la Provincia non ha fatto proprio una furbata, doveva forse essere pragmatica come in altri paesi tipo la Slovenia, ma a certe cose ci siamo abituati. Del resto ha introdotto il “burocrate” che è una razza ben più pericolosa, si è riprodotto in maniera esponenziale appena apprese le capacità di voto, e sbrana certo più cittadini dell'orso. Ora la stessa Provincia ha perso la testa e sta perdendo anche un sacco di soldi (nostri), introducendo cani anti-orso, risarcimenti, mancati guadagni degli albergatori. E che prima o poi ci scapperà il morto è sulla bocca di tutti, è solo un questione di tempo, a meno di non fare della seria prevenzione a dispetto dei Talebani dell' “aggiungi un orso a tavola”.

Il radicalismo ha sempre preso piede nelle “menti deboli” quelle che hanno bisogno di una motivazione per ovviare a qualche deficit personale, e spesso un particolare ideale si è poi trasformato come un fluido spirituale prendendo possesso delle facoltà mentali del soggetto portatore di istanze civili, facendogli perdere la visione di insieme, il senso comune. (guardate questo video e capirete cosa significa perdere la visione d'insieme, se avete il coraggio di vederlo fino alla fine)

E' stato così per Hitler, che da una mistica parareligiosa legata agli Dei Vikinghi ha gassificato milioni di innocenti. E' stato così per Breivik in Norvegia, decine di ragazzi morti su un'isola dove predicavano la pace, per arrivare al ragazzetto dell'altro giorno che ha ucciso nove persone solo perchè avevano la pelle di un colore diverso e il pene più lungo del suo.

E che dire delle famiglie di quei medici trucidati da una serie di infervorati cattolici integralisti solo perchè legalmente avevano praticato l'aborto? Ed ho voluto tralasciare volutamente ISIS e guerre religiose perchè sono situazioni diverse, di massa e con interessi che spesso con Dio non c'entrano nulla.

Quando non vi è fiducia nelle istituzioni, dobbiamo preoccuparci, perchè esiste sempre qualche leader, che so, della “difesa del criceto” o altre cose così, magari frustrato nella vita lavorativa o affettiva, che cerca il riscatto nel privato, spesso dando importanza a cose relative. Queste persone a volte assurgono fino a convincersi di essere le depositarie della Verità, e te la impongono con la forza, volente o nolente: No dibattito, solo violenza verbale e poi, magari…

Va detto che esistono anche animalisti obbiettivi e tolleranti, che realmente si preoccupano di evitare abusi gratuiti sugli animali o cercano in qualche modo di evitare stermini di massa ad uso di un consumismo sfrenato. Quando leggo in fondo ai titoli di coda di un film che per girare la pellicola non sono state usate violenze sugli animali di scena non posso che provare soddisfazione e gratitudine per coloro che si sono battuti per una causa nobile, stessa cosa per lo sterminio delle foche a bastonate o la strage delle balene.

Immagino anche, che queste persone siano razionali, persone che ritengono che se in un branco, come succede tra gli uomini, ve n'è uno di inclinazione feroce, va messo in condizioni di non nuocere, senza inventarsi falsi scrupoli morali. Se per una mancata programmazione la proliferazione faunistica crea allarmanti problemi di coabitazione, vista l'antropizzazione esponeziale in zone una volta selvagge, è necessario, se non indispensabile, mettere in sicurezza innanzitutto gli esseri umani.

Questa è una questione etica, altrimenti si metterebbe in discussione l'esistenza stessa di coscienza e forse di anima, e se la cosa può apparire intollerante a certi integralisti della parità animale, potremmo iniziare a prospettare loro una realtà tarata sul concetto che l'uomo è una bestia, con quel che ne consegue. Ma se è facile pronunciarsi irragionevolmente e affermare che effettivamente l'uomo è una bestia, è altrettanto semplice smentire questo paradigma. L'uomo si è dotato di regole, che in qualche modo applica, regole a difesa anche degli animali, e ha creato la democrazia, con diritto di voto e quindi di scelta, anche se questa può andare a favore della caccia.

Non comprendo quindi tanta ferocia nel cercare di proporre con violenza un'idea diversa da quella prevalente, come il proporre di pisciare sulla tomba di un uomo che, seppur cacciatore, ha amato gli animali molto più di tanti fidanzatini di Daniza. Mi chiedo anche come mai sia dato tanto spazio e tanta libertà, e questo vale anche per gli pseudo-anarchici, ad un uso pernicioso della libertà di pensiero, quando questa arriva alle minaccie e alla violenza gratuita.

È allora che pensi come può essere possibile che una maestrina che deve dare il buon esempio ai propri studenti sia in testa ad un corteo dove si bestemmia, si offende, si minaccia e si diffama. Oppure come qualche Informatico abbia la fedina penale lunga più di quella di un mafioso, e nonostante questo, continui a minacciare denunce a destra e manca, ma poi tutti lo sanno… che i nodi vengono al pettine.

Arroganza, presunzione, prepotenza, sopraffazione, tirannide, dispotismo, oppressione, predominio, strapotere, sopruso, abuso e chi più ne ha ne metta in nome di cosa poi? Pecorelle che si trasformano in lupi feroci, angeli durante la settimana che si trasformano in diavoli durante i week end per protestare contro poveri diavoli magari vivi per miracolo dopo essere stati aggrediti e non certo per loro colpa e a casa loro. Il degrado umano che emerge prepotente come i problemi di chi cavalca il protagonismo che fino ad ieri gli era precluso, ma solo per sue incapacità e incompetenze. 

In questo devo dare atto che il diritto anglosassone si è confrontato con la modernità molto prima del nostro, e mentre noi assistiamo ad eterne schermaglie in punta di diritto che spesso non portano da nessuna parte, a volte legando solo le mani a chi deve intervenire a garantire libertà di pensiero, azione e parola a tutti, dove esiste una common-law la certezza del diritto è applicata in tempi e modi efficenti ed efficaci, magari a volte in modo a noi incompresibile, ma con estrema soddisfazione della maggioranza dei cittadini.

E se è vero che gli States vivono ogni tanto di tragedie seriali, è altrettanto vero che la maggiornaza dei cittadini considerano il possesso di un'arma e la difesa della proprietà un diritto inviolabile, e la maggior parte di chi pensa questo, contro ogni supposizione, fa parte della classe medio-alta con istruzione superiore alla media, non di bovari delle grandi pianure del West.

Il mio sogno è quello di poter fare di questo giornale una palestra di confronto e non un luogo di insulti e minacciose profezie. Il mio sogno è quello di potermi confrontare non con animalisti o antianimalisti, ma con persone. Persone che hanno idee, che hanno la passione per proporle e che, anche se a volte può sembrare il contrario, hanno anche una coscienza. Infine, lasciatemi concludere con una frase banale come il male di certe realtà ideologicamente deviate: “Fossero questi i problemi reali..

Vorrei ringraziare le centinaia di persone che ci hanno inviato screenshot, dati, nomi, e altre informazioni su questi gruppi, ma con discrezione e senza mai offendere nessuno, ma con la consapevolezza che i comportamenti di queste persone sono come un Tumore, che va curato in fretta ed estirpato. Abbiamo pensato di pubblicare alcuni screenshot, i più significativi, che spiegano da soli la bieca violenza e il mancato rispetto per la vita e la dignità umana. Pubblicare altre cose, brutte, scurrili e drammatiche sarebbe stato fare un torto a noi stessi, già, perché questa gente, volente o dolente appartiene ancora alla nostra stessa razza. 

Fine prima parte – {facebookpopup}

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Trento

Siamo al delirio: devastato e scassinato il parchimetro di Via Bresadola

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Decapitato il totem di via Bresadola a Cristo Re utilizzato per il pagamento del ticket per i parcheggi blu anche delle vie vicine.

L’obiettivo, centrato, era quello di rubare la moneta contenuta nella cassa e così verso le 2,30 di domenica notte i residenti sono stati svegliati da un paio di forti colpi che però non hanno più di tanto allarmato.

Erano in azione i ladri non certo di primo pelo che prima hanno sradicato la parte superiore del totem e poi scardinato lo sportello arrivando così alla moneta.

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Impossibile al momento ipotizzare delle cifre anche perché lo svuotamento della cassa da parte di Trentino Mobilità che gestisce le soste a pagamento, è quotidiana ed in un giorno semi festivo come lo era sabato, la richiesta di parcheggi in quelle vie di Cristo Re è minima.

Resta il danno e la soddisfazione degli automobilisti che potranno parcheggiare senza balzelli, fino a quando il totem non sarà ripristinato.

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Trento

Valle dei Laghi: inaugurati il rinnovato sentiero della roggia di Calavino e il nuovo ponte pedonale di Toblino

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Era un momento molto atteso per la Valle dei Laghi e le comunità a cavallo fra Calavino, Santa Massenza e Toblino ieri si sono ritrovate per festeggiarlo come meritava.

Parliamo della doppia inaugurazione del “ritrovato” sentiero della roggia di Calavino, dopo i lavori di ripristino, e della passerella pedonale che ora unisce le sponde dei due laghi di Santa Massenza e di Toblino, dedicata, assieme al sentiero che di lì si sviluppa in direzione Sud, alla memoria di una persona che alla comunità ha dato molto e a cui spetta la “paternità” del nome Valle dei Laghi, adottato il 20 settembre 1964: Giuseppe Morelli.

Molte le autorità presenti al doppio taglio di nastro, assieme anche a numerosi cittadini e al Coro Valle dei Lagh, fra cui il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, il sindaco di Madruzzo Michele Bortoli, il presidente della Comunità Valle dei Laghi Attilio Comai, il presidente del BIM del Sarca Gianfranco Pederzolli.

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“Questi interventi – ha detto Tonina – che si inseriscono in un progetto più ampio di recupero e valorizzazione della rete dei sentieri e delle riserve della valle, sono il frutto di un lavoro di squadra, della capacità che avete dimostrato di fare rete. Per questo vi diciamo grazie. Questo tracciato racconta una storia, ma ci parla anche di sostenibilità, di utilizzo accorto della risorsa acqua, quindi di ambiente. Le sollecitazioni che avevamo raccolto agli Stati generali della Montagna trovano in questo modo concreta realizzazione”. Per il sindaco Bortoli “recuperiamo un percorso che racconta lo stretto rapporto fra Calavino e il suo corso d’acqua, in passato fonte di ricchezza, oggi importante anche per il suo valore paesaggistico, e rendiamo più facile e sicuro il collegamento fra i due laghi, che prima costringeva i pedoni ad utilizzare la strada carrozzabile“.

Il recupero del sentiero della roggia di Calavino, che si snoda per circa due chilometri, dal paese fino alla località Due laghi, è stato reso possibile anche dall’utilizzo dei Fondi europei per il 42% del totale (Sostegno allo sviluppo locale LEADER).

Le opere, con l’ausilio di apposita cartellonistica, raccontano la storia di Calavino e del suo legame indissolubile con la sua roggia, che, provenendo dalla Valle di Cavedine e dal territorio di Lasino, giunta al paese assume il carattere di torrente.

La grande disponibilità di acqua, con la sua forza motrice, favorì fino alla fine del XIX secolo l’insediamento di decine di attività artigianali, le cui tracce sono tutt’oggi visibili. Il percorso si addentra nella suggestiva forra dei Canevai, che alterna cascate a profonde pozze.

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I lavori hanno dato concreta realizzazione al progetto ideato dalla Comunità di Valle e dalle amministrazioni pubbliche locali che hanno messo a punto, assieme alle  rappresentanze socio–culturali e del mondo economico, una nuova strategia di valorizzazione unitaria del proprio territorio.

L’analisi, effettuata nel corso del 2016, ha fatto emergere infatti alcune carenze che limitano l’utilizzo soprattutto della rete infrastrutturale esistente.

Nel caso della sentieristica, a fronte di una massiccia presenza di percorsi molto ben segnalati e ben mantenuti (catasto Sat) che solitamente vengono utilizzati per salire dal fondovalle verso le cime delle montagne, si registra un fondovalle con parecchie limitazioni alla possibilità di muoversi in sicurezza da un centro abitato all’altro.

I principali referenti locali hanno confermato pertanto la necessità di avviare un progetto specifico che sapesse fornire delle risposte adeguate al territorio.

L’elaborazione del Progetto è stata effettuata coinvolgendo anche le Apt, le sezioni Sat, l’Ecomuseo della Valle dei Laghi, la Rete di Riserve Basso Sarca, prevedendo un insieme di interventi che interessano tutta la rete sentieristica. L’individuazione dei percorsi è stata svolta avvalendosi della collaborazione dei custodi forestali di riferimento dei comuni di Cavedine, Madruzzo e Vallelaghi nella loro qualità di conoscitori del territorio e della sua fruibilità.

Gli obbiettivi sono molteplici: connettere i piccoli centri abitati tra loro e con i laghi della Valle facendo scoprire a chi vi transita anche i più piccoli paesi,  le diverse testimonianze culturali e storiche, il patrimonio ambientale, ma anche aiutare lo sviluppo della ricettività minore, come i B&B, l’albergo diffuso e l’agriturismo, incentivando infine la nascita di iniziative imprenditoriali per la fornitura di servizi connessi alle attività all’aria aperta come fattorie didattiche, accompagnamento a piedi e in mountain bike, noleggio di attrezzatura sportiva.

La giornata di oggi ha consentito inoltre di rendere il dovuto omaggio ad una personalità che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo della valle dei Laghi: Beppi Morelli, agricoltore, giornalista, organizzatore di eventi come la Folcloristica, la “madre” di tutte le feste campestri del Trentino, di cui è stato ricordato l’impegno instancabile.

La seconda parte della cerimonia, quella con cui è stata inaugurata ufficialmente la passerella di circa 33 metri che collega i due laghi nella località omonima, illustrata dal dirigente del servizio Opere stradali e ferroviarie della Provincia Mario Monaco, è stata anche l’occasione per scoprire una targa – realizzata da Chiara Tonini – alla sua memoria, alla presenza dei familiari, oltre che delle tante persone che hanno avuto modo di collaborare con lui nel corso degli anni.

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Trento

Qualità dell’aria in Trentino: ecco il report mensile di settembre

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I dati raccolti dalla rete provinciale per il controllo della qualità dell’aria nel mese di settembre 2019 hanno evidenziato un indice di qualità dell’aria moderato.

Il giudizio è  determinato da valori moderatamente elevati per l’inquinante Ozono (O 3 ).

Per quanto riguarda le polveri sottili PM10, l’indice di qualità del mese di settembre è risultato buono per 18 giorni (media giornaliera in tutte le stazioni non superiore a 20 μg/m 3 ), discreto per 11 giorni (media giornaliera compresa tra 20 μg/m 3 e 35 μg/m 3 ) e moderato per una sola giornata (media giornaliera compresa tra 35 μg/m 3 e 50 μg/m 3 ).

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Per quanto riguarda l’inquinante ozono, si registrano delle concentrazioni in progressiva diminuzione rispetto ai mesi estivi.

L’indice di qualità del mese di settembre è risultato discreto per 20 giorni (massima media oraria compresa tra 80 μg/m 3 e 120 μg/m 3 ) e moderato per 10 giorni (massima media oraria compresa tra 120 μg/m 3 e 180 μg/m 3 ).

 

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