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Trento

Mastrogiuseppe, Cgil: «De Laurentis cita dati a caso e sparge letame»

All'indomani delle forti dichiarazioni espresse dal presidente degli Artigiani Roberto De Laurentis, il segretario generale della Cgil Funzione pubblica del Trentino, Giampaolo Mastrogiuseppe, esprime tutto il suo disappunto e replica agli attacchi rivolti ai dipendenti pubblici.

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All'indomani delle forti dichiarazioni espresse dal presidente degli Artigiani Roberto De Laurentis, il segretario generale della Cgil Funzione pubblica del Trentino, Giampaolo Mastrogiuseppe, esprime tutto il suo disappunto e replica agli attacchi rivolti ai dipendenti pubblici.

Già ieri in serata erano arrivate le critiche da parte di tutti i sindacati, della Cooperazione e degli industriali. Il presidente degli artigiani nella manifestazione di ieri svoltasi al Tearo sociale (leggi qui) aveva criticato aspramente anche la macchina pubblica di 35mila dipendenti definendola «nemica» degli artigiani e della libera impresa. Inoltre ne aveva sottolineato il costo mastodontico di 216 milioni di euro ogni anno, invitando Ugo Rossi a sfoltirla quanto prima.

«Il presidente degli Artigiani non è nuovo a queste uscite contro i dipendenti pubblici – spiega Mastrogiuseppe – ma spesso "spara" numeri a casaccio e questa volta è stato egregiamente sbugiardato dall'ottimo presidente provinciale Ugo Rossi. Quindi anche noi ribadiamo con forza: i dipendenti pubblici trentini costano meno e sono inferiori per numero ai colleghi dell'Alto Adige. Questo tanto per ristabilire la verità dei fatti. Punto a capo».

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Non solo sui numeri è però doveroso replicare: «De Lauretis, nella sua foga denigratoria di un'intera categoria di lavoratori, fa delle affermazioni gravi che meritano l'attenzione della magistratura. In particolare si cita il caso di chi, dipendente pubblico, esercita un'attività abusiva. Ora, invece di adottare la tecnica dello spandimento del letame con il ventilatore (mi si scusi l'espressione colorita ma non siamo stati noi i primi ad abbassare il livello), se De Laurentis è a conoscenza di episodi di questo tipo ha il dovere, civico quantomeno, di denunciarli.

Si rivolga, come minaccia di fare, all'Agenzia delle entrate oppure ai Carabinieri o alla Finanza. E in tal caso vorrei sommessamente far notare che la sua stessa denuncia la dovrebbe fare rivolgendosi proprio a lavoratori che sono, pure loro, dipendenti pubblici. Se poi vogliamo generalizzare e attuare uno scontro tra categorie, dividendo i buoni dai cattivi, ricordiamo ai cittadini che è giusto e doveroso chiedere sempre la fattura agli artigiani cui si rivolgono. Chi non emette le fatture, infatti, contribuisce alla lunga all'aumento della pressione fiscale a carico di tutti».

Quanto all'affermazione di De Laurentis sull'opportunità di ridurre i dipendenti pubblici Mastrogiuseppe è piuttosto chiaro: «Forse lui pensa che i dipendenti pubblici ricevano retribuzioni da favola, ma chiedo poi: è consapevole che questo comporterebbe la riduzione di servizi pubblici e sostanzialmente gratuiti offerti alla cittadinanza, artigiani compresi? Potremmo ridurre il numero già insufficiente di infermieri, oppure di educatrici di asilo nido, o delle materne o in generale degli insegnanti? Potremmo magari togliere del tutto (tanto a che servono?) le assistenti domiciliari che forniscono sostegno alle persone anziane e sole? Che ci stanno a fare tutti quegli operatori nelle case di riposo, tanto chi c'è ospitato si può arrangiare anche da solo, no? Ma poi, tutti questi vigili del fuoco a chi servono? Tagliamoli! Così al prossimo incendio di un'azienda artigiana ci si attrezzerà con i secchielli e non sia mai che durante tali operazioni qualcuno dovesse farsi male: dovrà organizzarsi con un furgone per andare in ospedale, visto che avremo tagliato le ambulanze. Ovviamente, non pensi di andare in un ospedale pubblico, perché non troverebbe nessuno disponibile, il personale non serviva e lo abbiamo ridotto!»

Mastrogiuseppe approfondisce poi il tema della riduzione di personale, già in atto. «Se nessuno glielo ha spiegato, a De Laurentis lo spiego io: nella pubblica amministrazione trentina il personale si riduce ormai da anni a causa del blocco delle assunzioni, che consente di assumere 1 solo dipendente ogni 5 che vanno in pensione. Gli spiego anche che i contratti collettivi non si rinnovano, nemmeno per la parte economica, ormai dal 2009 e che le risorse economiche in tal modo risparmiate sono state utilizzate, tra le altre cose, anche per abbattere l'Irap».

L'ultimo affondo è su Sanifonds: «La smetta De Laurentis di alimentare odio nei confronti dei dipendenti pubblici, non è più tollerabile. Già che c'è, rifletta sull'opportunità di restare presidente del fondo sanitario integrativo provinciale, che parte solo ed esclusivamente con i soldi di quei dipendenti pubblici che lui tanto odia e che, secondo lui, sarebbero l'ostacolo alla ripresa economica».

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