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Trento

Si alla legge sulle scuole musicali.

Il disegno di legge unificato De Godenz – Degasperi sulle scuole musicali ha ricevuto 26 voti favorevoli e due astensioni, quella dei consiglieri del Patt, Walter Kaswalder e Manuela Bottamedi.

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Il disegno di legge unificato De Godenz – Degasperi sulle scuole musicali ha ricevuto 26 voti favorevoli e due astensioni, quella dei consiglieri del Patt, Walter Kaswalder e Manuela Bottamedi.
 
Un lavoro fatto con la minoranza, ha detto Piero De Godenz (UpT), e che riguarda un tema importante: le scuole musicali che ogni anno coinvogono 7 mila ragazzi, 13 scuole e 450 insegnanti. La presentazione del ddl ha portato a una rappresentanza unitaria delle scuole e a un contratto unico per gli insegnanti; introduce la certezza del finanziamento; trasparenza sulle assunzioni; una gestione che deve diventare uniforme dal bilancio alla formazione e la verifica.
 
C'è poi il tavolo per valorizzare l'intero mondo della musica nel rapporto con la scuola dell'obbligo. Filippo Degasperi (5 Stelle) ha detto che il modello che preferisce è quello altoatesino dove esiste una sola scuola musicale provinciale. Qui da noi si è seguito un percorso originale, anche nei confronti dell'Italia dove la formazione musicale è in mano alle medie musicali.
 
L'ossatura è in mano ai privati che vivono di contributi pubblici e con questa legge si è cercato di inserire garanzie di trasparenza e affidabilità del sistema. Nel 2013 la Pat, ha ricordato il consigliere, ha erogato 5 milioni di euro e non c'è uno strumento di verifica delle scuole.
 
Quindi il ddl stabilisce modalità pubbliche e trasparenti nella selezione degli insegnanti e obbliga la Provincia a fare verifiche anche documentali e non solo formali sui bilanci. Giuseppe Detomas (Ual) ha ricordato che le scuole hanno portato un aumento della cultura musicale, soprattutto nelle valli e sono quindi un patrimonio importante per il Trentino.
 
Anche per Marino Simoni (PT) la legge porterà un importante contributo e risposte a criticità alle quali si doveva dare una risposta. Lucia Maestri (PD) ha ricordato che le posizione di partenza tra i due ddl erano distanti ma si è arrivati ad una posizione diversa che si basa su una norma dello Statuto che assegna podestà esclusiva alla Pat su questa materia. Il ddl, grazie anche agli emendamenti, dà una serie di risposte al governo della formazione musicale, prevedendo un tavolo di concertazione tra pubblico e privato.
 
Manuela Bottamedi (Patt) ha detto che il ddl è frutto di uno sforzo di miglioramento del sistema della formazione musicale trentina. Ma i problemi della formazione di base, dai 6 ai 12 anni, non vengono risolti. La formazione dei bambini rimane a carico, economicamente e in termini di tempo, dei genitori. Le medie musicali in Trentino non hanno preso piede e pochi possono accedere alla formazione privata delle scuole musicali. Secondo la consigliera bisogna puntare sulla formazione pubblica della musica così come impara a leggere e scrivere.
 
Mattia Civico (PD) ha detto che non ci sono dubbi sul fatto che il sistema delle musicali sia di eccellenza, ma bisogna chiedersi se ci si pone l'obiettivo di offrire una formazione musicale davvero per tutti. Quindi, chiedersi quale può essere il ruolo della scuola pubblico. In quest'ottica l'emendamento presentato da Rossi rappresenta una riflessione sul ruolo della scuola pubblica nell'integrazione con le scuole private. Sui finanziamenti Civico ha detto che il finanziamento di un milione di cui si parla deve essere indirizzato a obiettivi precisi.
 
E ha espresso dubbi sul fatto che nell'emendamento Rossi si è scritto che necessariamente la scuola pubblica deve coinvolgere quella privata.
 
Walter Viola (PT) ha ricordato che nel campo scolastico non c'è una posizione di sudditanza dei privati e le scuole musicali, anche attraverso l'accreditamento, sono inserite in un servizio pubblico. Questa legge, ha aggiunto, rappresenta un passo avanti, ma rimane il problema dei rapporti tra Conservatori e licei musicali e in generale tra scuola pubblica e private. L'emendamento a firma di Rossi, ha aggiunto, rischiava di stravolgere il ddl che poi è stato di nuovo riequilibrato da un subemendamento che ha rimesso in un sistema complessivo le scuole musicali.
 
Critico, invece, Walter Kaswalder (Patt) il quale ha chiesto perché è stato introdotto l'obbligo di coinvolgere le scuole musicali nei progetti anche quando le scuole pubbliche, come quella di Vigolo Vattaro, fanno ottime iniziative in modo quasi gratuito. L'autonomia dei plessi scolastici, ha dcetto, va difesa e non si possono imporre scelte alle scuole.
 
Il consigliere del Patt ha chiesto la votazione separata su questo punto annunciando, in un primo momento, il voto contrario anche al ddl. Attenzione ha detto Claudio Civettini (Civica Trentina) a non accendere guerre tra poveri e il coinvolgimento delle scuole musicali va fatto.
 
L'assessore Tiziano Mellarini (UpT) ha detto che il ddl va incontro alle necessità espresse dalle scuole musicali, compresa quella di unificare le rette. E' una base di partenza per realizzare un sistema integrato. I risultati ci sono già, con il contratto unico, e necessarie sono le verifiche gestionali e sugli standard formativi. Importante è il ruolo del tavolo previsto dal ddl che dovrà indirizzare le politiche culturali per la scuola pubblica e il privato, dalle scuole musicali fino alle bande. Rivolto a Kaswalder ha detto che il bravo insegnante delle elementari da lui citato di avvale della collaborazione dei Minipolifonici e che comunque nessuno intende ostacolare i buoni risultati della scuola pubblica.
 
Kaswalder ha votato contro all'emendamento della Giunta e ha annunciato il no (al momento del voto si è astenuto) anche alla legge perché, ha detto, non è giusto obbligare le famiglie a rivolgersi alle scuole musicali pagando quando le scuole pubbliche funzionano.
 
Manuela Bottamedi ha ribadito che il sistema trentino pur funzionante non è accessibile a tutti. La legge si sforza di migliorare il sistema, ma non introduce un sistema gratuito. Viola ha detto che se si parla di sistema non si può escludere uno dei soggetti, quello privato. Anche il consigliere di Pt ha detto a Kaswalder che quello della scuola di Vigolo Vattaro è un esempio virtuoso di integrazione. Mattia Civico ha affermato che nella prospettiva del sistema integrato la legge rappresenta un passo avanti, ma ha chiesto chiarimenti su quali capitoli si ricaveranno le risorse.
 
Giacomo Bezzi (FI) ha detto che è giusto aver dato un abito organico a questo sistema ma che non si devono privare le nicchie di autonomia perché il pubblico non deve occupare tutti gli spazi. Mellarini, infine, rispondendo a Civico ha detto che si parla di sistema integrato e di finanziamenti oggi non ce ne sono.
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