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Trento

L’orso «blocca» il consiglio: «nel caso di pericolo abbattimento immediato»

Discussione in aula fuori ordine del giorno. Tutti compatti sulla necessità di intervenire con equilibrio e senza strumentalizzazioni e sull’opportunità di compattarsi con l’Esecutivo per risolvere un problema di pubblica sicurezza.

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Discussione in aula fuori ordine del giorno. Tutti compatti sulla necessità di intervenire con equilibrio e senza strumentalizzazioni e sull’opportunità di compattarsi con l’Esecutivo per risolvere un problema di pubblica sicurezza.

Ferite lacerocontuse, un intervento chirurgico e una prognosi di 30 giorni: questi gli esiti dell’aggressione dell’orso al quarantacinquenne Wladimir Molinari, comunicate dal Presidente Ugo Rossi, intervenuto in Consiglio provinciale questa mattina per riferire all’aula sull’argomento.

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Già nel tardo pomeriggio di ieri la squadra di emergenza della Pat aveva localizzato il luogo dell’attacco e rinvenuto alcuni reperti organici, al fine di individuare l’orso responsabile. Questa mattina sarà attivato un appuntamento in video conferenza, con Ispra e il Ministero dell’ambiente, così come previsto dalla procedura vigente. In quell’occasione si condivideranno azioni all’interno del sistema delle regole disponibili.

Già nella serata di ieri il Presidente ha riferito di aver informato dei fatti il Ministro Galletti e condiviso con lui la necessità di procedere come anticipato, con l’obiettivo prioritario della pubblica sicurezza. Anche a tal fine è in corso un monitoraggio intensivo del territorio da parte degli operatori del corpo forestale trentino.

Il consigliere Maurizio Fugatti (Lega nord) ha colto nelle parole di Rossi l’intenzione di “metterla via”, un atteggiamento a suo avviso inaccettabile. La situazione è sfuggita di mano, gli orsi sono in sovranumero rispetto alla configurazione del nostro territorio e c’è una precisa responsabilità politica. La realtà è che gli attacchi sono molto più numerosi di quelli pubblicizzati e la situazione è diventata insostenibile. L’orso che si avvicina alle case si può catturare e questo va fatto: non diciamo di abbatterlo, ma certamente di allontanarlo.

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Giacomo Bezzi ha ripercorso le tappe dell’impegno di Forza Italia su questo argomento (conferenza di informazione, mozioni, question timeecc.): le risposte della Giunta alle sue iniziative, sempre propositive, sono state a suo parere insufficienti anche sul piano dell’informazione. Qui si è andati oltre, la questione è sfuggita di mano e occorre prenderne atto nell’interesse di tutti. Credo che siamo d’accordo, infatti, che la priorità sia la sicurezza delle persone, residenti e turisti. Allora mi chiedo perché non potete fare un passo indietro, prima di tutto con una seria prevenzione e una corretta e ampia informazione. In secondo luogo anche con l’allontanamento degli esemplari. Questo non sarebbe la sconfitta del progetto Life Ursus, ha aggiunto: quando si va oltre occorre prendersi la responsabilità e dare risposte ai cittadini. Sicurezza significa per cominciare prevenzione. E prevenzione significa informazione.

Non è certamente facile gestire una situazione ereditata da chi ha avviato il progetto nel lontano ‘93, laddove tra l’altro ci sono competenze incrociate, ha esordito Rodolfo Borga (Civica). Tuttavia occorre rendersi conto della gravità della situazione e capire come intervenire. Noi non siamo in Canada, il nostro è un territorio fortemente antropizzato e il problema non si può risolvere individuando i singoli orsi problematici. Si può intervenire con l’allontanamento o anche con abbattimenti, l’importante è ridurne drasticamente il numero.

Occorre andare alla radice e riconoscere che questo progetto ab origine aveva una visione di fondo, ovvero prevedere un numero massimo di orsi che il territorio poteva sostenere (lo stesso problema si riscontrerà a breve con l’introduzione del lupo). “La vita di ogni essere umano vale più di quella di qualsiasi animale”, ha aggiunto Borga: “questa è la cultura che va riaffermata nella percezione dell’ordine naturale del creato. Nei rapporti riservati che ha con lo Stato”, ha suggerito il consigliere a Rossi, “dica che il progetto non è più sostenibile in un territorio antropizzato come il nostro”.

Nessuna intenzione di mettere in difficoltà la Giunta, bensì la volontà di risolvere un problema diventato insostenibile: queste le premesse di Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) che ha ripercorso le numerose iniziative da lui messe in campo negli anni per contrastare una situazione allarmante. L’estensione del nostro territorio è insufficiente per ospitare un numero di orsi come quello che abbiamo attualmente. Questo problema rappresenta anche un danno economico per il nostro territorio: è un deterrente al turismo. Gli orsi vanno catturati o anche abbattuti. Se il Presidente della Giunta non ha il coraggio, affidi la responsabilità ai sindaci. E’ inutile parlare di sviluppo e poi avere questi problemi di sicurezza per il timore di affrontare una piccola minoranza che in realtà ci sta condizionando.

Il consigliere Luca Zeni, aldilà delle dinamiche del singolo episodio e della solidarietà al signor Molinari, ha evidenziato la volontà di non strumentalizzare il caso, emersa anche dagli interventi che lo hanno preceduto e la necessità di trovare una soluzione di equilibrio e per lo più condivisa. Se è positiva a suo avviso la scelta di evitare l’estinzione della specie, si tratta di capire come realizzare una convivenza sostenibile. Anche sulla comunicazione occorre stare attenti e dare le informazioni giuste, con il supporto di esperti in materia. Da amico dell’orso, ha aggiunto, oltre ad intervenire allontanando i casi problematici, credo che occorra valutare se sul nostro territorio esista un numero di esemplari sostenibile. Senza allarmismi ma con responsabilità.

Marino Simoni (Progetto Trentino) ha esordito dichiarando che si sarebbe aspettato dal Presidente della Giunta una maggiore chiarezza sulle iniziative che si metteranno in campo per affrontare il problema. Il consigliere ha manifestato la preoccupazione della cattiva pubblicità che potrebbe derivare dalla presenza dell’orso sul territorio e delle conseguenti ripercussioni sul settore turistico. Da quest’aula dovrà uscire un comune e condiviso intendimento rafforzativo di quella che sarà l’azione del governo, ha aggiunto.

Anche il consigliere Massimo Fasanelli ha espresso solidarietà alla persona aggredita. In seconda battuta ha sottolineato la non responsabilità dell’attuale Giunta per una situazione ereditata. Da oggi in poi, invece, la responsabilità ci sarà, se non ci si affretta a risolvere la problematica e se la si sottovaluta. Su questo argomento non possiamo e non dobbiamo speculare, ma non fare speculazioni non significa nemmeno non fare nulla: dobbiamo intervenire con efficacia, con decisione, spingendoci anche fino all’abbattimento degli esemplari, se necessario. E attenzione, non possiamo permetterci di approvare un documento da lasciare lettera morta: dovrà essere un documento che contenga provvedimenti efficaci e concreti.

Un fatto gravissimo quello occorso ieri, ha esordito Mario Tonina, che non va strumentalizzato, per mettere l’Esecutivo nelle condizioni di prendere dei provvedimenti efficaci. L’approccio costruttivo e propositivo che si sta delineando è quello corretto, a suo avviso. Un’intensificazione di serie campagne di informazione e sensibilizzazione potrebbe aiutare e se il caso lo richiede gli esemplari potrebbero essere allontanati e come ultima ratioanche eliminati: siamo arrivati ad un punto in cui non possiamo più sottrarci al problema. Siamo in un’emergenza che riguarda l’incolumità delle persone ed occorre avere coraggio e il consiglio con responsabilità condividere le azioni con l’Esecutivo.

Nella replica il Presidente Ugo Rossi ha ribadito la gravità del caso: “un episodio indubitabilmente più grave di quelli passati”. In ragione di questo è ancora più importante evitare ogni strumentalizzazione. Quanto alle decisioni, ha proseguito, saranno orientate ad un principio, lo stesso adottato quasi un anno fa quando ci fu l’ultimo caso di aggressione: “un fenomeno che va inquadrato secondo l’idea che la sicurezza e la vita delle persone viene prima della conservazione della natura”. Rossi ha ricordato che dentro queste regole si è intervenuti anche lo scorso anno, sottoponendosi ad una serie di critiche familiari e non solo, rispetto alle quali non sono state sentite molte parole di solidarietà, nemmeno quando organi superiori (dello Stato) si sono mossi addirittura minacciando denunce penali.

Le regole: nel momento in cui un orso attacca con contatto fisico senza esser provocato i provvedimenti adottabili sono tre: cattura con rilascio con radiocollare; cattura per captivazione permanente; abbattimento, nel caso di pericolo per gli operatori. Questa la responsabilità che ci siamo assunti l’anno scorso e che ci assumiamo anche quest’anno e per fare questo è necessario riconoscere l’esemplare responsabile dell’aggressione. La videoconferenza in corso in questo momento serve proprio per stabilire queste procedure che il Presidente della Giunta si prenderà la responsabilità di adottare in via del tutto autonoma. I rischi ce li assumeremo anche quest’anno – ha ribadito Ugo Rossi.

Nella foto di repertorio in alto a sinistra il Jogger ucciso da un orsa con i cuccioli in Finlandia nel 1998 nella altre due foto le ferite inferte da un orso a due uomini

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