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Trento

Fratelli d’Italia: «Ecco la lettera da inviare alla scuola per esonerare i figli dai progetti Gender»

Il tema diventa «scottante» ogni volta che in consiglio si avvicina la discussione sul ddl sull'omofobia, verso il quale la minoranza ha alzato scudi e barricate presentando una quantità di emendamenti mai visti. 

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Il tema diventa «scottante» ogni volta che in consiglio si avvicina la discussione sul ddl sull'omofobia, verso il quale la minoranza ha alzato scudi e barricate presentando una quantità di emendamenti mai visti. 
Ora la Provincia ha deciso di riprendere la questione attraverso un diverso strumento: una delibera di Giunta, approvata il 26 maggio 2015.
 
Per l’anno scolastico 2015/’16, infatti, in Trentino entreranno ufficialmente nelle nostre scuole progetti di ideologia gender finalizzati a diffondere presso i bambini la convinzione che non si è maschi o femmine per un dato oggettivo e naturale (il sesso di nascita) ma si può liberamente decidere di trasformarsi come meglio si crede.
 
Questo ha ovvie conseguenze anche di ordine familiare in quanto tanta parte di questo indottrinamento si concentra sul concetto di famiglia, snaturandone il contenuto spiegando ai bimbi che il concetto di mamma e papà sono superati e possono essere equiparati a coppie (o più) di transessuali per esempio. Il tutto, a carico dei contribuenti in quanto le spese per la posta in essere di questi progetti sono coperte dalla Provincia.
 
Fratelli d'Italia rompe gli indugi e invita tutti i genitori che non sono d'accordo dell'inserimento della cultura gender nelle scuole ad inviare la lettera (scaricabile sotto l'articolo) per esonerare il proprio figlio dalle lezioni «Gender». Fratelli d'Italia ricostruisce poi, con alcuni passaggi volutamente ironici le contraddizioni e le incongruenze di tutte le maggiornanze a partire dal 2006 che hanno spesso mescolato il valore della famiglia con una finta moralità.
 
«Come Fratelli d’Italia/Alleanza Nazionale siamo totalmente contrari ad ogni forma di intromissione nella naturale e serena formazione delle giovani generazioni – e, con la certezza di non andare lontani dal vero, siamo persuasi che, laddove correttamente informati, la medesima contrarietà si riscontra nel popolo trentino -, rifiutiamo qualsivoglia percorso di indottrinamento gender nelle scuole e rivendichiamo il diritto educativo a capo delle singole famiglie, così come peraltro previsto dall’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (“I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli» scrive in una nota la presidente provinciale di Fratelli d'Italia Marika Poletti.
 
I BAMBINI COME CAVIE – «I bambini non sono cavie da laboratorio ed una società civile, invece di giocare con alla roullette russa con il futuro dei propri figli, rifiuta qualsivoglia forma di sperimentazione educativa finalizzata ad una rivoluzione antropologica caotica e molto rischiosa. Con tali progetti,  – continua Poletti – così come dimostrato ovunque sono stati attivati, si mira a creare un nuovo ordine sociale dove la sessualizzazione è precoce e disordinata (basti pensare che secondo le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità a 4 anni un bambino a scuola dovrebbe esser accompagnato al piacere sessuale tramite la masturbazione su sé e su altri) e la confusione di ruoli è scientificamente indotta. Invece di aiutare i giovani a superare un momento di insicurezza, rinvigorendone l’appartenenza sessuale e responsabilizzandoli rispetto al concetto di pari dignità dei due sessi, si procede a tappe bruciate con un’introduzione all’omosessualità».
 
FAVOLE A SFONDO OMOSSESUALE – «L’ideologia gender nelle scuole ha già dimostrato dove può arrivare. In Italia alla lettura di romanzi pornografici gay (i cui brani sono stati ritenuti troppo volgari per essere letti in Senato, come anche il Presidente Dorigatti si è opposto alla divulgazione degli stessi in Aula), distribuzione di materiale illustrato in cui si spiega come avere rapporti sessuali tra uomini, incontri con gli alunni gestiti da membri dell’Arcigay (personale altamente qualificato e pedagogicamente strutturato, come si può facilmente immaginare), casi di travestitismo durante le lezioni e, ultimo caso di cronaca della scorsa settimana, la masturbazione gestita da una maestra in una scuola d’Infanzia.
 
Quello che i componenti delle associazioni LGBT trentine l’anno scorso durante un dibattito tra il Cons. Civico e l’Avv. Gianfranco Amato hanno chiamato “educatore” (il maestro che spiega i rudimenti della masturbazione a bambini nella fascia 3-6 anni) per noi è un atteggiamento più vicino al concetto di promozione della pedofilia.
 
Diversi sono anche i casi di utilizzo di materiale didattico LGBT (favole a sfondo omosessuale) nelle scuole d’Infanzia e primarie del Trentino. Per questo, prima che si inneschi definitivamente l’effetto domino, si deve intervenire».
 
IL MOMENTO DI AGIRE – «Abbiamo deciso di muoverci in due direzioni: la presenza nelle piazze (il primo appuntamento sarà sabato 13 giugno a Trento in via Oriola) per spiegare cosa l’amministrazione locale intende fare dei bambini e mettere a disposizione anche via web una raccolta di documenti esplicativi –nella sezione ad hoc creata del sito www.fratelliditalia-an-trentino.org.
 
Invitiamo in contemporanea i genitori di studenti di ogni ordine e grado, – Afferma sempre Marika Poletti –  dalle scuole d’Infanzia alle superiori, ad inviare una lettera ai dirigenti scolastici dell’istituto in cui il proprio figlio è iscritto intimando di essere messi a conoscenza di qualsiasi progetto concernente la sfera dell’affettività e della sessualità, prendendo visione diretta di tutto il materiale cartaceo/informatico/visivo/ludico che verrà utilizzato, avere nomi e curricula vitae del personale che interverrà ed una chiara programmazione degli orari.
 
Il genitore, in mancanza di tale notifica od in mancanza di un esplicito e scritto consenso, potrà esigere che il proprio figlio venga esonerato dalla partecipazione a tali progetti, in luogo dei quali la scuola dovrà prevedere delle attività alternative.
 
Questa missiva è uno strumento importantissimo –che mettiamo a disposizione sul sito web- che, se ben veicolato, potrà limitare le derive ideologiche e gravissimi disturbi alla crescita dei nostri bambini».
 
 
                                          
 
 
 
 

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