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Trento

Un successo il “Career Day” di Agenzia del Lavoro

L’Agenzia del Lavoro di Trento manda in archivio con successo il primo Career Day, organizzato per la prima volta in Trentino e che ha visto a contatto aziende e aspiranti lavoratori dei settori turistici, alberghiero e ristorazione.

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L’Agenzia del Lavoro di Trento manda in archivio con successo il primo Career Day, organizzato per la prima volta in Trentino e che ha visto a contatto aziende e aspiranti lavoratori dei settori turistici, alberghiero e ristorazione.

L’incontro si è tenuto nel pomeriggio di oggi presso il Centro per l’impiego di via Maccani a Trento ed ha visto la partecipazione di circa 70 lavoratori e una quindicina di aziende. Gli aspiranti lavoratori hanno incontrato le principali aziende del settore che operano nell’area di Trento e del Monte Bondone. “Questo tipo di attività – spiegano i responsabili di Agenzia del lavoro – arricchisce ulteriormente l’offerta di servizi per l’impiego in provincia di Trento.

Per la prima volta è stato promosso in provincia di Trento il “Career Day”, giornata dedicata agli incontri diretti tra persone in cerca di lavoro e aziende. L’appuntamento si è tenuto oggi dalle 15 alle 18 presso il Centro per l’impiego di via Maccani a Trento. “L’iniziativa – spiegano i responsabili di Agenzia del lavoro – ha riscosso un ottimo successo ed ha rappresento un’occasione concreta di incontro fra lavoratori in cerca di occupazione nel settore turistico e della ristorazione e aziende”

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Il settore rimane, a dispetto della crisi, uno dei più vivaci e dinamici dell’economia trentina. 
Grazie a questi colloqui individuali imprese e lavoratori hanno potuto conoscersi reciprocamente e attivare contatti per future collaborazioni lavorative.  All’iniziativa hanno aderito circa una settantina di lavoratori e una quindicina di aziende del settore, interessate ad assumere personale che abbia delle buone competenze di base nel settore alberghiero e della ristorazione.

Durante l’intero pomeriggio, sempre presso il Centro per l’impiego di Trento, i lavoratori hanno usufruito anche dei servizi di orientamento e di consulenza per il lavoro all’estero (Eures), mentre le aziende si sono avvalse di consulenza personalizzata per informazioni sulle attività proposte dall’Agenzia del lavoro.

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Trento

Lavoratori accoglienza: il mistero dei 18 disoccupati irreperibili

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Dal botta e risposta numerico tra l’assesssore Spinelli ed i sindacati sul numero degli ex lavoratori del comparto dell’accoglienza che hanno trovato una seconda occupazione, emerge un dato perlomeno curioso.

Secondo i sindacati dei 98 lavoratori disoccupati, 18 risulterebbero irreperibili.

Ma come, erano titolari di contratti a tempo indeterminato e piuttosto che rispondere alle chiamate dell’Agenzia del Lavoro (lo hanno fatto in 33 dei quali 14 hanno legittimamente rifiutato la proposta di lavoro) in 18 hanno chiuso baracca e burattini e si sono dati alla macchia?

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Ma chi erano e in particolar modo perché hanno preso questa decisione?

Per i sindacati quei 98 neo disoccupati sono tutti giovani professionisti qualificati ed allora perché scappare?

Com’è possibile che le potenti banche dati in uso agli uffici pubblici non riescano a rintracciarli, anche se residenti fuori città. C’è molto che non torna.

Il primo sospetto è che potessero avere qualcosa da nascondere, ma cosa?

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Avanziamo delle ipotesi: è possibile che il “giro” dei lavoratori dell’accoglienza possa essere stato in parte virtuale e che quindi non avrebbe potuto superato un controllo amministrativo?

Di ipotesi fantasiose se ne possono fare molte, ma sarebbe bello che qualcuno spiegasse chi sono i 18 lavoratori irreperibili.

La disoccupazione è sempre comunque un dramma, però nel caso del comparto dell’accoglienza, la responsabilità è di chi ha creato un carrozzone che stava in piedi solo con i finanziamenti pubblici e che non ha prodotto nessun reddito o risorsa per la comunità.

Un carrozzone assemblato su quella che era dichiarata come un’emergenza umanitaria e come tale, temporanea.

In questo caso una parte dei sindacati e i politici di centro sinistra dovrebbero solo fare autocritica.

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Trento

Chiusi i presidi periferici della polizia municipale al Magnete e in san Martino

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La Polizia Municipale ha chiuso i presidi periferici del Magnate e di San Martino.

Il Comune ha inoltre chiesto il parere favorevole al consiglio di circoscrizione Centro Storico – Piedicastello per chiudere la sala civica del Magnete che ha risposto in modo negativo.

Azioni totalmente opposte alla richiesta di sicurezza e legalità dei cittadini.

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I due presidi della Polizia Municipale erano da tempo inattivi dopo che erano partiti con due vigili e passati poi in seguito ad uno solo.

I residenti del Magnete ricordano con particolare nostalgia solamente di una vigilessa attiva sul territorio, ma talmente attiva da essere stata trasferita.

Il problema è che se c’è chi segnala delle criticità, su queste poi bisogna poi intervenire: è proprio questo quello che l’amministrazione comunale di centro sinistra non ha mai voluto fare.

Il Magnete è un quartiere estremamente a rischio, dove il crimine è per la maggioranza extra comunitario e quindi è meglio non correre il rischio di vedere o sentire.

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La giustificazione ufficiale è che la necessità dei presidi è venuta meno con i vigili o carabinieri di quartiere ed anche con i vigili ciclisti.

La sala civica del Magnete è sotto utilizzata, ma alla pari di tante altre sale comunali sparse sul territorio.

Se l’amministrazione comunale volesse parlare di redditività, dovrebbe chiuderle quasi tutte.

Ed allora perché solo quella del Magnete?

E’ di certo strana questa volontà di disimpegno dell’amministrazione dalla periferia che sarebbe invece la parte della città che avrebbe più bisogno di sostegno.

Ovvio che il parere negativo espresso dal consiglio circoscrizionale non è vincolante per il Comune, ma forse adesso sarà più difficile togliere una possibilità di espressione e aggregazione per il quartiere del Magnete.

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Trento

Dramma sul Lagorai, muore Marco Guadagnini 69 enne di Trento

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Marco Guadagnini di 69 anni, mentre era in compagnia di 2 amici, è scivolato sull’erba umida precipitando per quasi 200 metri a valle dalla Cima Ziolera.

I due amici che erano con lui hanno confermato quanto successo.

Un incidente mortale del tutto simile era successo già due anni fa quando un 65 enne di Bassano del Grappa, era precipitato per 150 metri in un canalone.

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I soccorsi si sono mossi subito, il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero, il quale ha portato sul luogo dell’incidente l’equipe medica e, in una seconda rotazione, due operatori della Stazione Bassa Valsugana.

Per l’uomo purtroppo non c’era ormai nulla da fare, troppo gravi i traumi riportati.

Il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso.

Una volta ottenuto il nulla osta delle autorità, la salma è stata recuperata e portata alla camera mortuaria di Borgo Valsugana.

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Residente a Trento e da 5 anni in pensione Marco Guadagnini aveva passato una vita lavorando con revisore per la Federazione della Cooperazione ed era un grande appassionato di sport e di escursioni in montagna.

Era componente del direttivo della sezione del Trentino Alto Adige dell’Aiac, l’Associazione italiana allenatori calcio e allenatore dei «Primi passi» del Mezzocorona Calcio.

Per lui il calcio era da sempre la sua grande passione.

Proprio nel tardo pomeriggio di ieri di ritorno dall’escursione sul Lagorai avrebbe dovuto partecipare all’allenamento dei piccoli nella piana Rotaliana che però lo hanno atteso invano sul campo di calcio.

 L’ex revisore della casse rurali trentine lascia la moglie sposata a giugno dell’anno scorso, Patrizia, che lavora all’Inps, e un figlio avuto dalla prima moglie.

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