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Trento

Cia risponde a Maschio e sono «fuochi artificiali»

Continuano le scaramucce fra il nuovo consigliere del M5S Andrea Maschio e il consigliere provinciale Claudio Cia, criticato per la sua scelta di tornare in consiglio provinciale dopo l'onorevole sconfitta alle elezioni comunali del 10 maggio. 

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Continuano le scaramucce fra il nuovo consigliere del M5S Andrea Maschio e il consigliere provinciale Claudio Cia, criticato per la sua scelta di tornare in consiglio provinciale dopo l'onorevole sconfitta alle elezioni comunali del 10 maggio. 
 
Claudio Cia in tal senso ha sempre detto fin dall'inizio che in caso di sconfitta sarebbe ritornato fra i banchi di Piazza Dante, quindi è doveroso sgombrare il campo da possibili idee di tradimenti o mancanza di credibilità da parte del candidato sindaco del centro destra che anzi si è sempre comportato correttamente e con trasparenza.
 
Per lui parlano le numerose battaglie portate avanti in modo coerente e incisivo per la società trentina e spesso per il più deboli e per le classi a rischio. Una polemica francamente sterile ed inutile che porta solo ombre sul consigliere Maschio che pare difettare di esperienza ma sopratutto di conoscenza per quanto ha fatto l'avversario.
 
Maschio dimentica anche, e in democrazia bisogna tenerne conto, che chi va in consiglio, provinciale o comunale che sia, è perché è stato legittimato a farlo. Claudio Cia il rispetto degli elettori (15.272 voti ricevuti) se lo è già conquistato, i risultati parlano per lui, Andrea Maschio (92 voti) invece forse di strada ne deve ancora fare, e cominciare con un autogol simile potrebbe far venire qualche dubbio in chi l'ha votato. 
 
«La campagna elettorale è finita e i cittadini meritano maggiore rispetto da parte degli eletti e non frasi di circostanza per cercare di giustificare scelte che potrebbero velare convenienza ed opportunità» – aveva affermato Maschio 
 
E poi ancora, «colpiscono le continue dichiarazioni del neo eletto Consigliere Comunale Cia che annuncia la scelta di dimettersi rinunciando al gettone di presenza. Sembra opportuno precisare che la scelta era obbligatoria per non incorrere nella decadenza da Consigliere Provinciale. Ci sarebbe poi da discutere quanto siano rispettose degli elettori la continua spola tra il Consiglio Comunale di Trento e quello Provinciale e la candidatura a un organismo che si sapeva fin da subito che si avrebbe lasciato. Dichiarare di rinunciare al gettone lordo di 120 euro per una seduta suona come ulteriore mancanza di rispetto, tenendo conto che, come Consigliere provinciale, e credo ci si sbagli di poco, si parli di 9.800 euro di indennità, 700 euro di diaria, un ulteriore 20% di oneri previdenziali, per un totale di circa 13.000 euro più rimborsi spese.
Ma il due volte ex Consigliere comunale calca ulteriormente la mano sul fatto di rifiutare la proposta di vedersi pagata una quota dell’assicurazione sulla vita offerta dall’ente pubblico. Dimentica di precisare che l’ordine di grandezza è di circa 200 euro l’anno mentre non pensa nemmeno a rinunciare a parte della sua indennità che costa mensilmente alle casse pubbliche 13 mila euro.
Vogliamo parlare di sostanza o prendere in giro l’elettorato? Credo che il cittadino meriti maggiore rispetto» – aveva poi concluso l'esponente del M5S.
 
La risposta di Claudio Cia non si è fatta attendere, «Il neoeletto Consigliere Maschio parla in un suo comunicato stampa, dedicato interamente al sottoscritto, di “continua spola tra il Consiglio Comunale di Trento e quello Provinciale”… in realtà la mia storia politica è decisamente più modesta. In poche righe sono stato eletto quasi per caso in Consiglio comunale, come il consigliere Maschio, nel 2009, partecipando a tutte le sedute fino a dicembre 2014 per poi essere eletto in Consiglio provinciale dove siedo dal 15 dicembre scorso. Nel mese di febbraio sono stato scelto per rappresentare 5 liste politiche come candidato alla carica di sindaco di Trento. Non essendo stato eletto sono rimasto dov’ero, cioè in Consiglio provinciale, dove, pur stando all’opposizione, posso incidere maggiormente a beneficio della città capoluogo a cui molto devo. Ogni altra interpretazione è viziata dal pregiudizio, come quello che emerge dallo scritto del consigliere Maschio, che ha voluto su questa vicenda inaugurare la sua penna nuova».
 
Cia poi sottolinea la sua trasparenza e la sua correttezza rispetto agli elettori e non solo, «riguardo al rispetto verso gli elettori rivendico con orgoglio di non dover prendere lezioni da nessuno. Questo rispetto lo porto avanti ogni giorno, senza farne battaglie personali ai danni di altre persone, e i cittadini che hanno avuto modo di conoscermi lo riconoscono. Del rispetto e della trasparenza ho sempre fatto la mia bandiera, ben prima della nascita del movimento 5 stelle, nel quale il consigliere in questione non sembra essere entrato proprio per primo.
 
Non è un segreto, a parte sembra per il consigliere Maschio, che abbia sempre pubblicato sul mio sito i compensi percepiti dall’ente pubblico. E’ proprio dalla consapevolezza di quanto percepisco in un momento economicamente difficile per tante famiglie e per rispetto verso i cittadini e verso la carica pubblica che ricopro, che porto avanti ogni giorno battaglie contro ogni tipo di spreco e privilegio, si tratti di pranzi istituzionali in Comune o polizze vita in Provincia. L’ho fatto in passato e continuerò a farlo».
 
«Sembra quasi di capire dalle parole del consigliere Maschio – continua ancora Cia –  che sarebbe stato meglio se io fossi stato zitto, non raccontando quello che faccio, e lasciare a lui e al suo gruppo il presunto primato di “trasparenza e onestà”. Questo atteggiamento l’ho purtroppo riscontrato in gruppi che non fanno certo della trasparenza e l’onestà il loro modus operandi, ma capisco che un consigliere con i miei indici di presenza e attività consiliare (invito a verificare…) possa essere a tutti gli effetti uno scomodo "avversario" (perchè così mi sembra di essere dipinto).
 
Il lavoro che ho portato avanti in questi anni e le indennità percepite sono raccolti sul mio sito www.claudiocia.it e chiunque può valutarmi per quanto ho effettivamente fatto e non sulla base dell’ultimo comunicato stampa arrivato.
 
Disponibile per ogni chiarimento sui numeri buttati lì nel comunicato, che sembra "dimenticare" solo quelli che riguardano la mia effettiva indennità e i privilegi ai quali ho rinunciato, auguro al Consigliere Maschio un proficuo lavoro a sevizio della città di Trento» – conclude così Claudio Cia
 
Dopo le parole di Andrea Maschio e l'attacco a Claudio Cia in molti si sono posti una domanda, «ma qualcuno ha avvertito l'esponente grillino che le elezioni e la campagna elettorale sono finite da un bel pezzo»? 

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