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Italia ed estero

Francia, la Repubblica secondo Sarkozy

 

Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi. L'Unione per un Movimento Popolare (UMP), indiscusso rappresentante del centro-destra francese negli ultimi dieci anni, si è definitivamente convertito al trasformismo. Con un nome nuovo di zecca, Les Républicains (I Repubblicani), il partito neogollista si prepara a fare da trampolino per il ritorno all'Eliseo di Nicolas Sarkozy.

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Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi. L’Unione per un Movimento Popolare (UMP), indiscusso rappresentante del centro-destra francese negli ultimi dieci anni, si è definitivamente convertito al trasformismo. Con un nome nuovo di zecca, Les Républicains (I Repubblicani), il partito neogollista si prepara a fare da trampolino per il ritorno all’Eliseo di Nicolas Sarkozy.

Più di un anno fa nessuno avrebbe scommesso sul ritorno in scena dell’ex Presidente della Repubblica. E, invece, Sarkozy è riuscito a riconquistare la testa del suo partito, l’UMP, e a imporgli un nuovo nome, “I Repubblicani”.

Così il “Messia” Sarkozy ha inscenato la rinascita del suo partito: un nuovo nome per far dimenticare tutti gli scandali che negli ultimi anni hanno macchiato irrimediabilmente la sua reputazione e quella del suo partito. Rinascere come una fenice dalle proprie ceneri, questo l’ambizioso piano di Sarkozy. Gallina vecchia fa buon brodo, così sperano i suoi sostenitori.

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L’ex Presidente è tornato, più demagogico che mai. Ieri a Parigi, nel suo primo discorso da segretario dei “Repubblicani”, il leader conservatore ha lanciato davanti a una folla di 20.000 militanti un durissimo attacco alla sinistra. “Non amate la Repubblica, l’avete consegnata a minoranze attive e clientele elettorali”, ha tuonato Sarkozy. Per capire quali sono le “minoranze e clientele” a cui i socialisti avrebbero svenduto la Francia, basta attendere la continuazione del suo intervento.

La sinistra “si mette tanto d’impegno a distruggere la scuola” e “a discreditare la famiglia”, ha affermato Sarkozy. Il primo riferimento è alla riforma della scuola recentemente presentata dai socialisti e criticata dai conservatori perché, proponendo una riduzione delle ore di storia, minaccerebbe il senso di appartenenza alla nazione francese. Il secondo riferimento è, invece, ai matrimoni gay, legalizzati nel 2013 con Hollande.

Con queste parole Sarkozy, che ha anche recentemente sostenuto una linea dura in tema di laicità nelle scuole, conferma di aver scelto la via del populismo. Altro che “Repubblicani”: lasciandosi guidare da Sarkozy, gli ormai ex-UMP abbracciano una retorica che mette in pericolo le fondamenta stesse della Repubblica francese.

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Libertà, fraternità, uguaglianza. Che fine hanno fatto i valori e gli ideali della Repubblica? Gli attentati alla redazione di Charlie Hebdo e al supermercato kosher di Vincennes hanno colpito il cuore del Paese. La Francia deve ritrovare sé stessa: il modello che ambisce a trasformare ogni francese in un repubblicano orgoglioso ha dimostrato di poter produrre anche dei terroristi. Èvero, si tratta di una piccola minoranza, ma è comunque una minoranza nata e cresciuta in Francia.

Le spiegazioni a questo fenomeno sono molteplici e complesse. Tuttavia, è evidente che la rigidità con cui le autorità francesi distinguono tra stato e religione mal si adatta ai caratteri della “nuova” società francese, in cui il numero degli immigrati continua a crescere. Il sacrosanto principio di laicità dello stato è stato, infatti, trasformato in principio dell’intromissione e della sorveglianza dello stato. Lo sforzo con cui lo stato francese si è impegnato a rimuovere tutti gli elementi religiosi dalla sfera pubblica ha assunto sempre di più un sapore autoritario e intransigente.

La retorica intransigente e opportunista di Sarkozy rischia di indebolire ulteriormente i socialisti al potere, già di per sé impotenti di fronte all’avanzata del Front National, l’estrema destra che fa sognare ai francesi una nazione che si ripiega su sé stessa. Una Francia dove i confini saranno di nuovo chiusi, dove globalizzazione ed euro devono essere fronteggiati e dove tutti gli stranieri che non sono turisti farebbero meglio a non entrare.

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