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La Sfera e lo Spillo

Le milanesi tornano alla vittoria, romane al tappeto, derby di Verona è pari

 

Mancini affronta il suo ancestrale passato; Roberto, infatti, è un giocatore della Lazio nel tris stagionale (1997-2000) collezionando 87 incontri e realizzando 15 reti.

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Mancini affronta il suo ancestrale passato; Roberto, infatti, è un giocatore della Lazio nel tris stagionale (1997-2000) collezionando 87 incontri e realizzando 15 reti.

In seguito è il vice di Sven-Goran Eriksson, pupillo dello svedese tra il 2000 e il 2001; nella veste di allenatore “in pectore”dal 2002 al 2004.

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Con le “scarpette biancazzurre” vince uno scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa UEFA, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana. Con la sciarpa al collo, a bordo campo, si aggiudica nella capitale una Coppa Italia.

Nell’estate 2004 il tecnico jesino lascia il sodalizio di Via Santa Cornelia per approdare a Milano, sponda nerazzurra.

E’ la partita numero 144 tra le aquile e la Beneamata in serie A: 58 sono i successi dei nerazzurri, 33 quelli dei biancazzurri, 52 sono i pareggi.

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I Bauscia si presentano sul green alle pendici di Monte Mario dopo lo scialbo pareggio casalingo con il Chievo, i padroni di casa sono imbattuti da tre giornate (una vittoria e due pareggi).

La Lazio mette in carniere 16 punti nelle ultime 6 partite casalinghe. Gli ospiti vincono in trasferta gli ultimi quattro incontri su sei disputati lontano dal Meazza.

Il migliore realizzatore della squadra del patron Lotito è il tedesco Miroslav Klose con dodici centri, per i milanesi è l’argentino Mauro Icardi con diciotto timbri.

Sessantaquattro sono le reti realizzate e trentadue quelle subite dai biancocelesti. Cinquanta sono quelle all’attivo e trentanove quelle al passivo per i nerazzurri.

Le due compagini si presentano rispettivamente: al terzo (a quota 63 punti) con rinnovate ambizioni per un piazzamento nella prossima edizione della Champions League e all’ottavo posto (49 punti) con speranze di un piazzamento valido per l’Europa League.

Il percorso della squadra di Stefano Pioli è caratterizzato da diciannove vittorie, sei pareggi e nove sconfitte; per gli undici di Roberto Mancini sono dodici gli incontri vincenti, tredici sono i pareggi e nove le disfatte.

Nel giorno della festa della mamma, domenica  10 maggio ore 20.45 si celebra allo stadio Olimpico la disputa tra SS Lazio e FC Internazionale Milano.

Il fischietto dell’incontro è affidato al trentatreenne Davide Massa della sezione AIA di Imperia.

L’arbitro ligure esercita la professione di bancario; gli assistenti sono Passeri e Di Fiore. Il quarto uomo è Musolino. I giudici di linea sono Damato e Candussio.

La serata meteo, al Foro Italico è accattivante, il cielo sereno e la temperatura misurata di diciotto gradi centigradi.

La guida tecnica di Formello schiera il modulo 4-2-3-1 con Marchetti tra i pali. Il pacchetto difensivo composto da Basta, Mauricio, Ciani e Radu; davanti alla difesa fungono da frangiflutti il tandem Biglia e Parolo; il tris offensivo, Candreva, Mauri e Felipe Anderson, sostiene il puntello Klose.

La guida tecnica della Pinetina sceglie il modulo 4-3-1-2 con lo sloveno Handanovic in porta. Il reparto arretrato costituito da D’Ambrosio, Ranocchia, Vidic e Juan Jesus; a centrocampo, la diga composta da Guarin, Medel e Kovacic; un giocatore con spiccate caratteristiche offensive come Hernanes che agevola il tandem Icardi e Palacio.

Lazio-Inter (1-2). La Beneamata espugna l’Olimpico e rimane agganciata al treno che conduce in Europa, il sesto posto dista a due lunghezze. La squadra di Stefano Pioli soccombe, ridotta in nove uomini, a pochi minuti dal triplice fischio.

Il migliore in campo è Hernanes che guida con personalità i compagni alla vittoria con una prestazione da incorniciare.

I padroni di casa partono con il piglio giusto e sbloccano l’equilibrio del match con la rete di Antonio Candreva, abile a sfruttare una giocata di Felipe Anderson e battere l’estremo Handanovic (al minuto 8).

Poi sale in cattedra il “profeta” che segna la doppietta dell’ex. Prima su calcio di punizione con un mancino preciso (al minuto 26); nella ripresa quando la gara sembra, incanalata sul nulla di fatto è ancora il brasiliano di talento che inventa un fendente mancino, servito opportunamente dal tandem Kovacic e Palacio (al minuto 84).

I primi venti minuti evidenziano la forza dei capitolini poi l’espulsione di Mauricio, in seguito quella del portiere Marchetti sono eventi che piegano la disputa a favore della squadra lombarda.

Come nella trasferta di Udine la squadra di Roberto Mancini sfrutta la supremazia numerica cogliendo una vittoria dai forti connotati che la rilancia al settimo posto nel tabellone.

La trentacinquesima giornata di campionato della massima serie è ricca di reti; evento calcistico nel quale si decreta la retrocessione in serie B del Cesena (che segue il Parma).

Trentasei sono le reti realizzate; una sola vittoria casalinga (Milan), cinque sono quelle in trasferta (Inter, Fiorentina, Sampdoria, Sassuolo e Atalanta), tre sono i pareggi (Parma-Napoli, Chievo-Verona e Juventus-Cagliari).

Parma-Napoli (2-2). I Partenopei sprecano un’altra occasione per avvicinarsi alle due squadre di Roma. Dopo il pareggio casalingo e beffardo in settimana, sul palcoscenico europeo contro il Dnipro, la squadra di Rafa Benitez impatta sul terreno del Tardini.

Deve essere conferito il grande merito alla squadra di Roberto Donadoni che si batte ogni domenica nonostante un torneo segnato dalla sfortuna e dalle gravi vicissitudini societarie.

I Ducali segnano con Raffaele Palladino (napoletano doc) che sfrutta un’indecisione di Andujar (al minuto 9).

Manolo Gabbiadini servito da Hamsik pareggia al minuto (28). Il cileno Cristobal Jorquera riporta in vantaggio i gialloblù (al minuto 33) prima del definitivo pareggio di Dries Mertens (al minuto 72).

Empoli-Fiorentina (2-3). Dopo la scoppola rimediata in Europa League, contro il Siviglia, la Fiore riprende il tragitto nel derby toscano.

Josip Ilicic, dopo uno scambio con Badelj, inventa una magia che batte Sepe (al minuto 4).

Il parziale pareggio empolese per merito di Riccardo Saponara che salta la coppia formata da Gonzalo e Basanta e trafigge Neto (al minuto 28).

Mohamed Salah (al minuto 57) e Josip Ilicic (al minuto 68) allargano il divario a favore dei viola. La squadra di Maurizio Sarri trova la forza di segnare con il georgiano Levan Mch'edlidze (al minuto 77).

Udinese-Sampdoria (1-4). I blucerchiati abbattono la squadra di Andrea Stramaccioni allo stadio Friuli.

La doppietta segnata da Roberto Soriano e le reti di Afriyie Acquah e Alfred Duncan fanno volare il Doriae consente ai ragazzi di Sinisa Mihajlovic di mantenere la sesta piazza.

Cesena-Sassuolo (2-3). I neroverdi rimontano al Dino Manuzzi il derby emiliano-romagnolo.

La squadra di Domenico Di Carlo segna due reti in 29 minuti. Il francese Gregoire Defrel e il nostrano Franco Brienza guidano l’assalto al fortino difeso da Consigli.

Nella ripresa mister Di Francesco organizza il ribaltone con le segnature di Simone Zaza, Saphir Taider e Simone Missiroli.

Palermo-Atalanta (2-3). La Dea espugna il Renzo Barbera e mette una forte ipoteca sulla permanenza in serie A.

Le reti degli orobici sono siglate da Daniele Baselli, l’autorete di Sinisa Andelkovic e Alejandro Gomez.

I siciliani segnano con Franco Vazquez e Luca Rigoni e rendono meno amaro il pomeriggio di Giuseppe Iachini.

Chievo-Verona (2-2). Dopo 30 anni il Verona ricorda e festeggia lo scudetto di Osvaldo Bagnoli.

La squadra del trentino Rolando Maran trafigge il portiere Rafael con le marcature di Alberto Paloschi e Sergio Pellissier. La squadra di Andrea Mandorlini replica con Juanito Gomez e l’eterno Luca Toni decretando un giusto e vibrante pareggio allo stadio Marcantonio Bentegodi.

Milan-Roma (2-1). Dopo tre sconfitte consecutive il Diavolo piega i giallorossi di Rudi Garcia.

Le reti che decidono i tre punti portano le firme di Marco van Ginkel con un tocco vellutato (al minuto 40) e di Mattia Destro (l’ex di turno) con un colpo di testa. Entrambe le marcature rossonere sono frutto delle ottime giocate del giapponese Honda.

La Lupa accorcia le distanze dal dischetto con Francesco Totti (al minuto 73).

Juventus-Cagliari (1-1). I campioni d’Italia in formazione da turnover, in attesa della partita di Madrid, pareggiano contro i sardi di Gianluca Festa.

I bianconeri passano in vantaggio con un tiro di Paul Pogba leggermente deviato da Ceppitelli (al minuto 45). Il pareggio degli isolani con Luca Rossettini che anticipa Pepe e di testa colpisce il palo, riprende con destrezza e infila Storari (al minuto 85).

Per chiudere la giornata di campionato della massima serie si attende il posticipo di questa sera (lunedì) tra Genoa e Torino (ore 20.45).

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

 

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