Connect with us
Pubblicità

Trento

Donne che in silenzio sostengono il cielo. Candles in the wind di Nondan Saxena

Si vive. A volte si sopravvive. Il bel documentario di Nondan SAXENA è ambientato nel Punjab indiano, ma offre uno spaccato globale di cruda attualità: crescita produttiva, conseguente indebitamento, default, morte.

Pubblicato

-

Si vive. A volte si sopravvive. Il bel documentario di Nondan SAXENA è ambientato nel Punjab indiano, ma offre uno spaccato globale di cruda attualità: crescita produttiva, conseguente indebitamento, default, morte.
 
La regista avrebbe potuto girarlo in Grecia, in Portogallo, in Italia. E' un film sulla globalizzazione da vedersi con occhio critico che introduce nei devastanti effetti di una rivoluzione economica senza preventivare delle regole, solo il puro profitto. Così, la microeconomia rurale del Punjab, per effetto del traino inarrestabile del colosso India, si apre ad una "rivoluzione verde" con l'introduzione di pesticidi e fertilizzanti in larga scala, e la produzione entra in un ottica macroeconomica.
 
La massiccia crescita produttiva ha i suoi costi, cancro compreso, e nel film della Saxena vengono drammaticamente raccontati dalle testimonianze di tante donne. L'assenza di intervistati maschili è presto spiegata: i diretti interessati si sono suicidati, a parlare sono le vedove. Il ciclo di vita e morte è spietato: i fertilizzanti come i pesticidi costano, i contadini si indebitano con le banche per aumentare la produzione, aumentando l'offerta i prezzi si abbassano, i contadini non riescono a far fronte ai debiti agricoli e ripartono con nuovi aumenti di produzione che comportano altri debiti e via così, fino alla resa. Non avendo scampo molti cercano un'uscita onorevole facendola finita. Resta il problema delle vedove.
 
Le consuetudini nel Punjab prevedono che la vedova non possa vivere sola e nemmeno camminare per strada da sola, ma almeno non deve suicidarsi per seguire il marito come in altre regioni indiane. Deve comunque farsi carico di tutti i debiti e mandare avanti la famiglia.
 
Nel documentario si capisce subito una cosa: le donne del Punjab sono tostissime. Si sono organizzate iniziando già nel 2002 un titanico braccio di ferro con il governo, che dapprima ha negato la correlazone dei suicidi con l'indebitamento dei contadini, poi, viste le spaventose statistiche, ha ha ammesso il collegamento ma ha rifutato di intervenire con le banche per sanare i debiti.
 
Facendo rete le vedove hanno iniziato a protestare bloccando i binari dei treni per 72 ore, poi bloccando i furgoni della polizia che aveva arrerstato le loro leaders. Per pagare i debiti lasciati dai mariti hanno credato una catena (semi illegale) di distribuzione per la vendita di liquori nei villaggi, ed hanno iniziato a pretendere pensioni dignitose. Il film racconta di questa drammatica fierezza, con primi piani di volti indomabili e poco o nulla rassegnati alla malasorte.
 
Sono queste stesse donne che ci propongono un modello di coesione insospettabile per il luogo geografico, ovvero creare una rete solidale con gli uomini e premere sul governo per abbattimento dei debiti e la cessazione dei suicidi in massa. Il governo indiano non ha risposto per ora, ma ha accusato il timore per le proteste delle vedove e non le perseguita più.
 
Il film documentario è prezioso per la comprensione dello stretto legame tra vita, natura, progresso e morte, un processo in cui la donna ha il ruolo della vita, è un essere che, come recita una poesia indiana, "in silenzio sostiene il cielo", e la loro determinazione è racchiusa in una frase recitata da una di esse: "La mia testa è un carro, i miei arti le ruote, il mio cuore è di pietra. Solo così sopravvivo".
 
Raffaella Prandi – raffaella.prandi@hotmail.it

Pubblicità
Pubblicità

Trento

Cambio di comando al XXXI Battaglione Guastatori “Iseo”

Pubblicato

-

Il 19 settembre 2019 è avvenuto il cambio al Comando del XXXI battaglione guastatori “Iseo” presso la Caserma Cesare Battisti, unità dipendente dal 2° reggimento genio guastatori alpini e presente nella stessa sede.

Il Tenente Colonnello Marco Arculeo cede il testimone al parigrado Adriano Visintin, dopo due anni di impegnata condotta dei suoi uomini.

La Cerimonia presieduta dal Colonnello Gaetano Celestre, Comandante del reggimento di casa, ha visto la preziosa partecipazione del Sindaco della Città di Iseo accompagnato dal rispettivo Gonfalone, da numerosi vessilli delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, le Sezioni ANA di Trento, Brescia, con diversi dei propri gruppi, l’ANGET di Trento, l’ANSI, l’ANARTI, fedeli amici sempre vicini ai reparti in armi.

Pubblicità
Pubblicità

Nel discorso di commiato, il Tenente Colonnello Arculeo ha salutato e ringraziato definitivamente l’unità, composta da 3 compagnie guastatori ed una compagnia supporto allo schieramento.

Assetti, questi, impegnati costantemente a turnazione nell’Operazione “Strade Sicure” ed attualmente sulla piazza di Roma, sotto il Comando della sovraordinata Brigata alpina “Julia”.

Il battaglione  guastatori “Iseo” nel 2018 è stato impiegato in Libano nell’Operazione “Leonte”, sotto l’egida della stessa Brigata, per la prima volta in conformazione MLF DECI, ovvero con elementi multinazionali Sloveni, Ungheresi ed anche Croati ed Austriaci.

Un capitolo importante questo per la storia del battaglione, preparatosi prima della missione con un crosstraining (addestramento congiunto) preciso e dedicato, durante l’amalgama delle forze presso l’Area Addestrativa “Paolo Caccia Dominioni” in Roverè della Luna.

Il personale del battaglione è costantemente impegnato anche nel frangente del DUAL USE, la particolare capacità dell’Esercito Italiano ad intervenire a salvaguardia della popolazione in eventi calamitosi ed emergenze territoriali.

Infatti, aliquote specialistiche del XXXI “Iseo” sono state impiegate nel Veneto durante l’ottobre – novembre 2018 a seguito degli eventi meteorologici della “tempesta VAIA”, contestualmente nell’opera di preparazione del sito per il nuovo Museo Nazionale Storico degli Alpini, sul Doss Trento ed anche nei lavori di preparazione e ricondizionamento dei siti nell’attività di neutralizzazione residuati bellici: da menzionare in particolare l’Operazione CARMENTA, bonifica complessa di una bomba d’aereo nella Provincia di Padova, avvenuta nell’autunno scorso.

Parimenti, sono stati dispiegati assetti nel veronese per l’esercitazione di Protezione Civile VARDIREX 2018, attività organizzata dal Comando Truppe Alpine per operare in via sperimentale congiunta con i raggruppamenti della Associazione Nazionale Alpini nel soccorso di pubbliche calamità.

Nuclei dei genieri di Trento, inoltre, continuano nelle attività di ripristino e sistemazione delle aree addestrative ed operative della zona, appartenenti al Comando Truppe Alpine di Bolzano.

 

 

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Ieri la festa di addio per il console onorario di Romania Maurizio Passerotti

Pubblicato

-

La Comunità romena del Trentino Alto Adige ha salutato ieri pomeriggio con una festa che si è tenuta nella sua residenza di Cadine, Maurizio Passerotti Console Onorario della Romania per la regione che volontariamente non ha rinnovato il mandato.

Passerotti è stato il riferimento per tutta la comunità per 11 anni, quelli più difficili.

Un periodo nel quale i romeni dovevano vincere l’innata diffidenza dei Trentini, trovare un posto di lavoro con quale mandare i soldi alle famiglie rimaste a casa, ma anche risolvere le tante piccole problematiche quotidiane.

Pubblicità
Pubblicità

Passerotti è andato al di la della carica istituzionale, diventando un padre per tanti romeni che gli si sono rivolti per le più disparate richieste.

Il Console ascoltava, rassicurava e poi dava il via a quell’azione che quasi sempre risolveva il problema.

A 11 anni di distanza la realtà è cambiata del tutto.

I romeni sono imprenditori, proprietari di case, lavorano e sono integrati e forse è anche giusto che alla figura paterna di Passerotti, se ne sostituisca una che sia meno coinvolta nella realtà quotidiana.

Rifiutando il rinnovo del mandato consolare, Passerotti ha chiuso un ciclo e ieri nel parco della sua residenza è stato salutato con la malinconia e la tristezza che i romeni sanno combattere facendo festa.

Si è mangiato, ballato consapevoli che Passerotti non sarà più il punto di riferimento col quale la comunità romena è cresciuta.

Ma perché ha lasciato?Ho 75 anni ed avrei concluso questo terzo mandato a 80, troppi. Poi ci sono dei motivi famigliari, ma non per ultimo il fatto che 6 mesi fa ci ha lasciato “Gigi” Giuriato che era la mia spalla operativa. Un amico della Romania sempre disponibile a darmi una mano. Sento la sua mancanza e quando sono andato sulla sua tomba a sei mesi dalla morte, gli ho detto: “Gigi mi hai costretto ha non fare più il Console, senza di te sarebbe tutto più difficile”.

Nulla si sa nulla sul suo successore, quello che è certo è che fino al 7 ottobre Maurizio Passerotti resterà in carica.

A mandato scaduto invierà il dossier del candidato al Corpo Diplomatico del governo romeno e da quel momento inizierà la pratica della nomina del nuovo console. “ La revedere Maurizio”, è stato il saluto che ieri pomeriggio è partito dal cuore di tutti i romeni del Trentino Aldo Adige.

Pubblicità
Pubblicità

Continua a leggere

Trento

Tasse nuovo governo: in arrivo la nuova «eco stangata»

Pubblicato

-

Ancora una volta il destino degli italiani è affidato ad un governo totalmente distante dalla realtà quotidiana che vive il suo popolo.

L’ultimo esempio? La prospettata “Eco stangata”.

Si partirebbe da un ulteriore (micro) tassa applicata sui biglietti arei, compensata da una detassazione del 10% dei viaggi in treno.

Pubblicità
Pubblicità

Ma questi ministri rosso gialli hanno la minima idea delle condizioni nelle quali sono ridotte le nostre ferrovie e dei tempi di percorrenza sia ferroviari che stradali di un’ipotetica tratta Verona – Roma?

La seconda poi parrebbe una battuta.

Rottamare gli Euro 4 con un bonus da spendere obbligatoriamente in abbonamenti dell’autobus.

Ora chi viaggia con un mezzo Euro 4, lo fa certo non per vezzo, ma per mancanza degli euro necessari per acquistare una macchina più recente.

Ora cosa se ne fa ”il poveretto” di 2 mila euro di bonus rottamazione corrispondente ad un credito d’imposta utilizzabile nel quinquennio successivo in abbonamenti di trasporto pubblico locale.

Bene senza andare in altre zone d’Italia, rimaniamo in Trentino per vedere se è possibile far collimare orari di lavoro con quelli degli autobus sulla linea Aldeno – Trento.

Un esempio, ma quante altre corse sono calcolate sul rientro a casa di ipotetici lavoratori e non sul percorso inverso?

Che dire poi dell’eliminazione degli incentivi che indirettamente finanziano i combustibili fossili?

La prima conseguenza sarebbe l’equiparazione del costo del diesel a quello della benzina verde anch’essa inquinante.

Sfugge evidentemente che il trasporto merci avviene ancora per quasi la sua totalità su gomma, in considerazione dell’inadeguatezza delle linee ferroviarie.

E che nell’ambito del trasporto persone a sbaragliare la concorrenza è il vecchio pullman che si è ripreso il mercato con tariffe competitive, mezzi puliti e puntualità del servizio.

Allora di che aumenti vogliamo parlare?

Pubblicità
Pubblicità
Continua a leggere
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità
  • Pubblicità
    Pubblicità

Archivi

  • Pubblicità
    Pubblicità

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Categorie

di tendenza