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Trento

Minella Chilà: “Sogno una città più a misura di donna!”

"Questa volta ci sarò anch'io" esordisce Minella Chilà, candidata alle comunali di Trento ed alla circoscrizione di Mattarello, ed un sorriso convinto si stampa immediatamente sul viso, mentre mi racconta i dettagli di una campagna elettorale condotta con passione e tanta voglia di mettersi in gioco.

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"Questa volta ci sarò anch'io" esordisce Minella Chilà, candidata alle comunali di Trento ed alla circoscrizione di Mattarello, ed un sorriso convinto si stampa immediatamente sul viso, mentre mi racconta i dettagli di una campagna elettorale condotta con passione e tanta voglia di mettersi in gioco.

Ci conosciamo da tempo con Minella, con lei abbiamo diviso e condiviso progetti e sogni, so che è nata a Reggio Calabria che vive a Trento dal 1990 con il compagno Paolo e la figlia Caterina di otto anni e che da sempre si occupa di tematiche sulla parità di genere, di mamme e di famiglia.

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Quando le chiedo di raccontarmi del suo lavoro faccio un po' di conti e scopro che era giovanissima, quando ha lasciato la sua terra.

"Tutto ha avuto inizio con una raccomandata da Roma, era il 1986, nella lettera c'era scritto che avevo superato un concorso al Ministero dell'Interno e che dovevo prendere servizio, dopo poche settimane, a Trieste.

Quattro anni dopo cambiavo nuovamente sede e mi trasferivo a Trento, al Commissariato del Governo, dove ho ricoperto negli anni diversi incarichi tra cui quello di vice capo di Gabinetto.

Nel frattempo conseguo la laurea magistrale in Economia e Commercio e nel 1994 vengo inviata in missione alla Prefettura di Cuneo, per aiutare le popolazioni alluvionate.

Da allora, non mi sono più mossa da Trento".

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E adesso di cosa ti occupi?

"Se dovessi fare un'istantanea della mia vita, la descriverei così in estrema sintesi.

Partecipo, in qualità di rappresentante del Commissariato del Governo, al Comitato provinciale per la tutela delle donne vittime di violenza (nonché ad altri Gruppi e Tavoli di lavoro su tematiche di carattere sociale), coordino, in questo giornale, sin dalla nascita, la rubrica La voce delle donne e sono nel direttivo dell'associazione di promozione sociale Mamme Insieme di Mattarello che si occupa di promuovere sul territorio progetti conciliativi lavoro/famiglia.

La rete con altre mamme per me è stata una salvezza, perché conciliare famiglia e lavoro rimane per una donna una questione complicata che condiziona la vita familiare e sociale, non solo lavorativa.

Essere una mamma non proprio giovanissima ha anche i suoi vantaggi, quando è successo avevo già un lavoro fisso, più certezze, non solo economiche, ma dopo aver parlato con le altre mamme ho capito quanto sia davvero difficile ritornare alla normalità, molte mi hanno confidato che i loro datori di lavoro avevano già deciso di licenziarle, appena possibile."

La maternità incide pesantemente e riduce anche in Trentino di circa 7 punti percentuali la possibilità per una mamma di essere occupata, rispetto alle loro coetanee senza figli.

Se si aggiunge che ogni anno circa 300 donne, quando diventano mamme, smettono di lavorare, il quadro che si delinea è davvero sconfortante.

Quali soluzioni, allora?

"Il problema della conciliazione è una questione reale, sentita dalle donne, dalle famiglie.

Nessuna legge potrà produrre benefici adeguati, è la politica che deve creare le condizioni per una svolta culturale.

Da una parte occorre creare le premesse affinché il capitale umano delle donne sia maggiormente valorizzato e le competenze femminili equamente distribuite.

È assolutamente provato che nelle aziende dove la parità di genere si realizza, le economie risultano più efficienti e capaci di produrre sia valore sociale sia valore economico.

Dall'altro, è necessario creare le condizioni affinché le mamme possano continuare, dopo la nascita di uno o più figli, a lavorare.

La certificazione Family audit, rappresenta già un ottimo strumento per promuovere un cambiamento culturale e organizzativo all’interno delle aziende e consente alle stesse di adottare delle politiche di gestione del personale orientate al benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie, ma occorre fare di più.

I servizi sul nostro territorio sono sicuramente presenti, ma in alcuni casi non sufficienti ed in altri troppo costosi.

Prendiamo ad esempio la retta degli asili nido attualmente è di € 437,00 (senza calcolo icef) a tempo pieno (10h/g x 5gg = 50h/settimana), un servizio che diventa strumento indispensabile per poter rientrare al lavoro. 

Quanto incide sull'economia familiare? E quanto pesa sulla eventuale decisione di lasciare il lavoro e di rimanere a casa per i primi anni di vita del bambino? E indovinate quale dei due genitori decide di stare a casa quando il peso della retta diventa insostenibile?"

Cosa proponi, quindi?

"Mi chiedo perché il nido debba essere un servizio a pagamento. Se tutti e due i genitori lavorano, la retta si attesta sui livelli massimi. Insomma, parliamoci chiaro, se poi una famiglia ha un mutuo da pagare, mantenere l'iscrizione al nido è un lusso.

Questo crea un disvalore sociale, perché di solito è la mamma che smette di lavorare e dopo due o tre anni cercare un'occupazione diventa faticosissimo, tant'è che spesso molte di loro rinunciano.

Io propongo che questo servizio sia posto a carico della collettività e come per la scuola materna sia messo a disposizione gratuitamente per le famiglie.

Per chi non ha problemi economici, conciliare è un gioco da ragazzi basta pagare una baby-sitter fissa, ma per le altre famiglie, quelle normali, ovvero la maggioranza, diventa un incubo gestire questo "costo" per almeno due anni.

Senza contare che i bambini, spesso, specie durante il primo anno, rimangono per la maggior parte del tempo a casa, tra malattie varie. Alla fine, tra decidere se pagare il nido e la baby-sitter quando si ammalano (anche se da qualche anno con il certificato medico la giornata viene defalcata in parte dal calcolo della retta mensile) o rimanere a casa dal lavoro, si è "costrette" ad optare per la seconda ipotesi."

Cosa ti ha spinto a candidarti alle comunali di Trento?

"Diciamo che se dovessi ricondurlo ad un momento preciso, potrei certamente citare il giorno in cui ho assistito in aula (era il 27 febbraio) all'affossamento della legge sulla doppia preferenza di genere.

Quel giorno ho capito che non si può stare più ai margini. Il disegno di legge – che dalle altre parti d'Italia è già legge dal 2012 – che prevedeva la possibilità di votare con due preferenze, un uomo ed una donna, a fine giornata è stato obtorto collo ritirato dalla Consigliera Regionale Ferrari, ma gli argomenti usati, i toni e le modalità utilizzati dall'opposizione per non far approvare la legge, mi hanno colpito profondamente.

Eravamo una decina di donne in tribuna per seguire i lavori e per sostenere l'approvazione della legge, una presenza silenziosa e rispettosa che ha dovuto subire, senza poter reagire, le urla di uno dei Consiglieri regionali dell'opposizione, palesemente infastidito, che più volte ha dichiarato: "ho tutto il diritto di parlare perché rappresento gli elettori" ecco, appunto, gli elettori… e le elettrici?

Le ragioni opposte dai vari consiglieri che in aula si sono susseguiti sino a tardo pomeriggio, mi hanno proprio convinta che dobbiamo "esserci per cambiare!".

Perciò invito tutti, uomini e donne, a votare, a prescindere dalla legge, anche le donne, affinché possa essere colmato il deficit di democrazia, e possano essere integrate preziose risorse, competenze, abilità e sensibilità detenute dalla parte femminile e maggioritaria della popolazione.

Se vogliamo che la qualità della politica cambi davvero è necessario che anche gli attori cambino ed allora perché rinunciare all'importante contributo che le donne apporterebbero nella gestione della cosa pubblica?"

Per come conosco Minella, la serietà e la determinazione con cui l'ho sempre vista portare avanti i suoi progetti, i suoi ideali e gli impegni presi la accompagneranno anche in questo percorso.

Impegnativo, non facile, ma in cui la passione per le tematiche che segue da anni con anima e cuore sarà la spinta a trovare le energie necessarie. 

"Per le altre notizie, andate a visitare la mia pagina in FB Filomena Minella Chilà."

 

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