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Trento

Ingiurie e volgarità contro Antonia Romano candidata sindaca per l’altra Trento a sinistra

Le candidate e i candidati della lista L'Altra Trento a Sinistra presenteranno il programma e i candidati di circoscrizione a Mattarello, lunedì 27 aprile alle ore 20.30.

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Le candidate e i candidati della lista L'Altra Trento a Sinistra presenteranno il programma e i candidati di circoscrizione a Mattarello, lunedì 27 aprile alle ore 20.30.
 
«La serata – afferma Antonia Romano – sarà aperta a tutta la cittadinanza e sarà l'occasione per confermare la scelta di essere alternative e alternativi, senza alcuna ambiguità,  alle politiche neoliberiste e di austerità, imposte dalla troika ed applicate dal pd di governo ad ogni livello, anche locale».
 
Antonia Romano denuncia purtroppo comportamenti volgari e ingiuriosi nei suoi confronti, «questi dimostrano che il cammino da compiere per realizzare una vera e propria rivoluzione intellettuale e costruire una società basata sul rispetto delle persone e delle idee è lungo e faticoso» – dichiara la candidata sindaca dell'altra Trento a sinistra.
 
Ma la cosa che ha dell'incredibile e che dimostra come ormai la politica stia prendendo una deriva estremistica pericolosa la spiega direttamente Antonia Romano «vengo accusata da gruppi di estrema sinistra o da persone che non sono entrate nella nostra lista perchè secondo loro troppo moderata, di fare una campagna elettorale poco agressiva, ma io mi chiedo perchè dovrei essere aggressiva»?
 
In realtà Antonia Romano ci confida che fra i 5 candidati sindaci esiste reciproco rispetto e soprattutto serenità come ampiamente dimostrato nell'ultimo confronto a Sambaradio, «l'ideologia può essere diversa, ma il rispetto nell'avversario politico non deve mai mancare» – sottolinea la Romano
 
Ma poi ritorna a parlare del clima politico, «non ci arrenderemo e porteremo avanti le nostre battaglie politiche e sociali con sempre maggiore determinazione ponendo prima le persone e i loro diritti in ogni ambito del nostro agire politico. Siamo intenzionate ed intenzionati a contrastare ogni espressione e manifestazione di stampo fascista, razzista, omofobo e sessista».
 
Un sostegno importante per la lista l'altra Trento a sinistra dovrebbe arrivare dai sindacati, da sempre vicini alla sinistra che non si identifica dentro il Pd, in forse invece l'aiuto degli stati generali della scuola che pare stiano dando indicazioni di non andare a votare.
 
Positivo fino ad ora comunque il consenso della campagna elettorale, «Cresce l'interesse per la nostra iniziativa – sottolinea Romano – ma registriamo purtroppo una grande disaffezione generale per queste elezioni che potrebbe portare anche ad un 40% di astensionismo».
 
L'astensionismo sarà il grande punto interrogativo di queste comunali e probabilmente avrà un ruolo determinante nella scelta del nuovo sindaco di Trento. Se Andreatta non vince al primo turno la situazione potrebbe diventare molto pericolosa per la coalizione di centro sinistra autonomista che non potrà contare su nessun appoggio per il ballottaggio. La stessa Antonia Romano ammette, «in caso di Ballottaggio noi non ci schiereremo con nessuno».
 
Certo anche il mancato appoggio dei «Grillini» che per lo più si asterranno o voterenno Claudio Cia. Discorso diverso per Paolo Primon che nonostante abbia più volte affermato di non stare ne a destra ne a sinistra alla fine non perderà l'occasione di prendersi una rivincita su Andreatta che ha criticato aspramente negli ultimi mandati.
 
Ma sono due le cose che devono far preoccupare maggiormente il centro sinistra se si arriverà al ballottaggio. La prima riguarda i franchi tiratori del Patt, che hanno digerito con un grande mal di pancia la scelta di Andreatta come candidato sindaco. La seconda invece è la quota degli astensionisti al primo turno (potrebbe sfiorare il 40%) che, in caso di ballottaggio, potrebbe decidere di andare a votare, e storicamente questa percentuale potrebbe votare tutta verso il centro destra.

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Trento

A Castel Stenico concerto di liuti

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Giovedì 22 agosto ad ore 21.00 terzo e conclusivo concerto della breve rassegna estiva di musica da camera organizzata al Castello di Stenico dal Nuovo Ensemble di Trento.

Appuntamento alle ore 21 con l’ArciTrio, ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Protagonista del concerto di giovedì sarà l’ArciTrio, un trio di liuti formato da P. Prosser, E. Serafini e A. Baldessarini, che proporrà musiche di S. Landi, F. da Milan, B. Monzino, C. de Rore, G. Priuli, O. di Lasso, G. Coversi, P.P. Meli, J. Dowland e A. Falconiero.

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L’ArciTrio è un gruppo formato da tre liutisti che alternano brani originariamente scritti per questa formazione ad altri arrangiati o adattati dai componenti stessi nel tentativo di scandagliare le infinite possibilità sonore del loro ensemble.

L’ArciTrio vanta anche collaborazioni con le più importanti orchestre specializzate nella musica del seicento, ed è impegnato nel progetto ”A tribus testudinibus”.

In questo concerto Pietro Prosser è impegnato con il liuto in La, quello in Sol e con l’arciliuto; Eddy Serafini con il liuto in Re e con l’arciliuto; Alessandro Baldessarini con il Liuto in Sol, la ‘testudo nova’ e la tiorba.
Organizza il Nuovo Ensemble di Trento, in collaborazione con il Castello del Buonconsiglio di Trento e l’APT Terme di Comano.

Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti.

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Trento

Minacce Fugatti, AGIRE: «Vicini al nostro presidente e contro l’odio dei balordi»

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Anche Claudio Cia e Agire per il Trentino esprimono vicinanza e solidarietà al Presidente Maurizio Fugatti diventato bersaglio di una inaudita cattiveria di persone senza volto e senza dignità.

«Le scritte ingiuriose apparse a Rovereto non solo dimostrano una grande ignoranza ma anche il fatto che l’istigazione all’odio non ha colore politico ma può colpire tutti, persino chi viene continuamente definito in modo offensivo come “populista”. Oltre a ciò, il fatto che alcune pagine Facebook dopo l’accaduto abbiano ironizzato sull’accaduto dimostra come l’irresponsabilità di certe persone non abbia limite»Dichiarano in una nota i vertici del movimento

«Le minacce di morte e il disprezzo sono armi spuntate di chi è privo di intelligenza. Vi ricorre chi non è capace di mettere a confronto pensieri diversi, chi non sa conversare da persona matura, chi ha bisogno di avere ogni giorno un nemico per poter giustificare la propria esistenza ed essere in perenne lotta. Caro Presidente, con te noi di AGIRE per il Trentino ci contrapponiamo a queste manifestazioni di odio con il lavoro e il rispetto, anche verso questi balordi, perché siamo convinti che non sia sputando veleno e calpestando l’avversario che si ottiene ascolto e rispetto».

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Trento

Consigliera di parità, Segnana: «Sorprendenti le dichiarazioni di Emanuele Corn»

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In relazione alle polemiche di questi giorni sugli organi di stampa riguardanti la riduzione delle indennità della figura della Consigliera di parità nel lavoro, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana ritiene necessario precisare le ragioni della scelta presa dalla Giunta provinciale che riguarda una riconosciuta figura di garanzia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.

“La riduzione operata sull’indennità annua della Consigliera di parità nel lavoro non è dipesa da una valutazione estemporanea con la finalità di svilirne il ruolo, bensì da scelte responsabili di questa Amministrazione – commenta l’assessore Segnana -. Le origini della questione devono essere ricercate a monte di questa legislatura nelle scelte fatte da precedenti governi provinciali che hanno deciso di disciplinare con legge provinciale la figura della Consigliera di parità.”

“Una figura istituita dallo Stato e operante in tutte le Regioni il cui emolumento si assestava su circa 500 euro al mese e solo recentemente è stato aumentato a circa 10 mila euro annui.”

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“La Provincia autonoma di Bolzano ha fatto una scelta ancora diversa, attribuendo l’incarico di Consigliera di parità a una propria dipendente assunta con contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno.”

“Contrariamente a ciò che avviene a Bolzano, nella nostra Provincia la legge prevede un concorso pubblico che selezioni per la durata della legislatura una figura di esperto che può continuare a svolgere parallelamente anche la propria attività professionale, una scelta questa che la Giunta provinciale non ha voluto mettere in dubbio proprio per garantire alla Consigliera di parità una posizione di assoluta indipendenza e terzietà, assicurando al contempo la possibilità di mettere a disposizione della cittadinanza una professionalità di alto livello”.

“Si deve inoltre evidenziare – prosegue l’assessore Segnana – che la Consigliera di parità non opera in solitudine, ma è supportata dall’Ufficio pari opportunità della Provincia, che segue tutti gli aspetti gestionali e amministrativi garantendo il funzionamento del servizio e l’attività della Consigliera.”

“Sulla base di tali considerazioni mi sorprendono alquanto le dichiarazioni di questi giorni di chi ha ricoperto l’incarico quest’ultima legislatura, (NdR – Emanuele Corn) circa il loro impegno in qualità di Consigliera/e di parità nel lavoro considerando che nel corso del loro mandato hanno potuto continuare a svolgere anche la propria attività professionale. Rispetto a tale aspetto, la Giunta provinciale è disponibile a valutare se un’effettiva totale disponibilità nei confronti dell’utenza – unica e reale priorità – possa essere meglio soddisfatta con un rapporto di tipo esclusivo, incompatibile con altre attività professionali.”

“Sempre in considerazione dell’importanza e della delicatezza dei temi trattati dalla Consigliera di parità nel lavoro – spiega ancora l’assessore provinciale – è necessario sottolineare che le risorse risparmiante per l’indennità verranno impiegate per la definizione di iniziative e progetti nel medesimo ambito, che saranno realizzate anche attraverso le sollecitazioni del Consigliera di parità.”

“La Giunta provinciale ha infatti condiviso l’ordine del giorno proposto dal consigliere Paolo Ghezzi, approvato in sede di manovra di assestamento, in base al quale sono già allo studio specifiche iniziative volte a promuovere una maggiore conoscenza degli strumenti che le donne hanno per difendersi dalla violenza di genere e dalla discriminazione, soprattutto sui luoghi di lavoro, nonché attività e progetti da realizzarsi sul territorio in collaborazione con le altre amministrazioni pubbliche.

“Sulla base delle predette considerazioni – conclude l’assessore Segnana – mi pare che le scelte della Giunta provinciale non possano essere criticate, ma attribuiscano alla figura dalla Consigliera di parità un corretto ed equilibrato riconoscimento per l’assoluta rilevanza dell’attività svolta a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori“.

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