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Trento

La Cisl rilancia: gli 80€ non bastano, devono diventare 1000€!

In occasione della conferenza stampa, indetta dalla Cisl Trentino, per esporre la campagna di raccolta firme, voluta dalla Cisl a livello nazionale, per proporre al Governo una campagna di incentivi fiscali, ma non solo, volta a dare un concreto e immediato sostegno alle famiglie italiane, abbiamo avuto il piacere di poter rivolgere alcune domande al Segretario USR Cisl del Trentino, Lorenzo Pomini.

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In occasione della conferenza stampa, indetta dalla Cisl Trentino, per esporre la campagna di raccolta firme, voluta dalla Cisl a livello nazionale, per proporre al Governo una campagna di incentivi fiscali, ma non solo, volta a dare un concreto e immediato sostegno alle famiglie italiane, abbiamo avuto il piacere di poter rivolgere alcune domande al Segretario USR Cisl del Trentino, Lorenzo Pomini.

Segretario Pomini, può spiegarci esattamente di cosa tratta questa raccolta firme?

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Volentieri, la Cisl fa questa delega che poi viene messa in mano al Governo, presenteremo una raccolta di firme con obbiettivi molto ambiziosi perché la legge richiede un minimo di cinquantamila firme, noi speriamo di raccoglierne almeno un milione, su un tema che è molto caro agli italiani che è quello fiscale.

Perché una delega sul tema fiscale?

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Lo facciamo perché tutti gli indicatori intrenazionali, stanno dicendo che la ripresa, sia degli investimenti che dei consumi, che sono le chiavi di volta per poter uscire dalla crisi, deve passare per forza di cose dagli incentivi fiscali.
Prendendo spunto dai famosi
80€ di Renzi, che costa una decina di miliardi di euro allo Stato Italiano, provvedendo ad allargare la platea dei beneficiari: perché la proposta Renzi arriva per i redditi fino a ventiquattro mila euro l'anno, noi chiediamo invence un buono fiscale di mille euro per i reddidi fino a quaranta mila euro l'annoe poi a decrescere dai mille euro a zero fino ai cinquanta mila euro l'anno, quindi rientrano tutti, lavoratori dipendenti, pensionati e lavoratori autonomi, ricordo che in Italia l'81% dell'irpef viene pagata da lavoratori dipendenti e pensionati.

Oggi vediamo qui segretari e delegati sindacali che stanno firmando, è il primo passo?

Si questa raccolta di firme è a carattere nazionale, noi oggi l'abbiamo iniziata nella nostra sede, ma presto la faremo anche nei mercati e nelle occasioni pubbliche, è una raccolta che ha una sua complicazione perché la legge prevede l'autenticazione, ecco perché oggi abbiamo qui il Notaio Andrea Cimino, una volta autenticate le firme vanno certificate: i comuni di residenza dei firmatari devono certificare l'iscrizione alle loro liste elettorali.

La delega che chiedete attraverso questa raccolta firme, si limita al bonus dei mille euro o c'è dell'altro?

Ovviamente non ci limitiamo al discorso del bonus di mille euro, il governo sarà delegato anche su un'azione di contrasto sull'evasione fiscale che, non dimentichiamolo, in Italia rappresenta qualcosa come oltre duecento milirdi di redditi non dichiarati, per questo chiediamo anche una manovra di contrasto agli interessi, cioè la possibilità di portare in detrazione nella dichiarazione fiscale, una parte delle cifre che spendono per le prestazioni professionali e quindi per poterlo fare, dovranno avere la ricevuta fiscale.

Una manovra, quella dei mille euro di bonus, che avrà un costo, come pensate sia possibile attuarla?

Si, è una manovra ambiziosa, se pensiamo che la platea dei potenziali beneficiari, sfiora i trentanove milioni di contribuenti, quindi stiamo parlando di trentanove miliardi di euro. Per avere una copertura di questa cifra, una decina di miliardi sarebbero i famosi 80€ di Renzi, che la nostra proposta vuole ampliare, un'altra parte dagli otto ai dieci miliardi, possono essere recuperati dalla lotta all'evasione fiscale, l'altra ventina di miliardi possono venire solo da una lotta agli sprechi, ad esempio con l'attuazione di una parte del Piano Cottarelli, il commissario alla spending review, che ha visto bene nel dire che ci sono, da parte di Regioni, Provinciee Comuni, troppe aziende partecipate, che non fanno il loro mestiere, creando dei buchi enormi nei bilanci pubblici ai vari livelli istituzionali.
Secondo noi sfoltire queste partecipate era un'idea vincente: in molte di queste partecipate ci sono solo
Consigli di Amministrazione, in molte ci sono solo ex amministratori pubblici, che non riuscendo a essere rieletti, sono stati "parcheggiati" in queste partecipate.

Prima parlava di un nuovo ANF, un nuovo assegno al nucleo familiare, di cosa si tratterebbe?

Si, c'è bisogno di un nuovo assegno al nucleo familiare, che secondo noi deve andare a ricomprendere anche fascie di cittadini che sono lavoratori autonomi, che siano liberi professionisti, che attualmente non sono compresi: un aiuto alle famiglie che secondo noi deve andare al di là del tipo di rapporto di lavoro che genera un reddito.

Quali sono le previsioni della Cisl a proposito di come il Governo accoglierà questa proposta?

Il Governo attuale si sa che non ama ne i corpi intermedi ne le associazioni costituite, quindi non ama i sindacati, lo ha già dimostrato più volte e prova a fare tutto da solo, ma si accorgerà tra poco che voler fare tutto da solo non porta Renzi da nessuna parte.

Le associazioni fanno parte del dna degli italiani: dalla bocciofila al sindacato, alle imprese che si associano alle rappresentanze imprenditoriali, quindi pensare di scavalcare queste associazioni non è una grande idea.

Però dobbiamo anche fare un'azione di forza nei confronti del Governo, è per questo che ci auspichiamo che migliaia di cittadini vengano a firmare queste nostre proposte, convincendo il Governo che non è solo il Sindacato che si è svegliato una mattina con l'idea di queste proposte, ma dietro questa delega c'è una forte carica popolare, una spinta dal basso che fa si che siano sostenute, dando la possibilità a Renzi di non sbagliare, ignorando gli italiani che le hanno firmate.

Ringraziando Lorenzo Pomini, aspettiamo ora di sapere dove e quando sarà possibile, per i cittadini, potersi confrontare su queste proposte ed eventualmente dare il proprio appoggio, firmando per un fisco più giusto.

 

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