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Trento

Trento: minori allontanati, dal penultimo al quinto posto in pochi anni

In Trentino sono 200 i minori ospitati in strutture di accoglienza, di cui 33 stranieri non accompagnati.

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In Trentino sono 200 i minori ospitati in strutture di accoglienza, di cui 33 stranieri non accompagnati.

Il Trentino in pochi anni sarebbe balzato dal penultimo al quinto posto assoluto nella classifica delle regioni più virtuose in tema di allontanamenti, superando anche la Provincia di Bolzano (2,4). lo dice il rapporto finale sugli affidamenti familiari e collocamenti in comunità del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e la recente risposta dell'Assessore alle politiche sociali Borgonovo Re.

Incrociando le statistiche infatti, in Trentino attualmente il 2,3 per mille dei bambini è allontanato dalle famiglie, mentre alla fine del 2012 il valore della nostra Provincia si attestava al 3,3 per mille. Meglio di noi solo Abruzzo (1,7) Campania e Friuli-Venezia Giulia (1,8) e Molise (2,1).

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La Liguria (4,6) che nel 2010 deteneva il “primato” negativo, è stata superata dalla Sicilia (4,7 per mille). Queste cifre confermano il trend positivo della nostra Provincia Autonoma che pochi mesi fa avevano spinto l’Assessore alle politiche sociali del Comune di Trento ad affermare: “È un dato che non rammentiamo mai: la nostra Regione, la nostra Provincia hanno il più alto numero di rientri di bambini allontanati da casa.”

«Diamo certamente merito ad alcuni Assessorati e ad alcune Comunità di valle e poli sociali che hanno recepito la campagna di sensibilizzazione iniziata pochi anni fa da me, assieme al gruppo multidisciplinare trentino sugli affidamenti, ad alcune associazioni e pochi altri, che ha portato tra il resto all’approvazione dell’importante delibera 196 del 19 dicembre 2013 in cui il Comune di Trento accogliendo il mio ordine del giorno impegnava il Sindaco e la Giunta a proseguire» «nell'investimento sulle famiglie nell'ottica della prevenzione delle fragilità, implementando i servizi domiciliari specifici di supporto alle funzioni famigliari, le attività di promozione dell'affidamento e dell'accoglienza famigliare, la formazione continua di tutti gli attori ed operatori coinvolti nel processo di crescita dei minori e delle loro famiglie, riconoscendo pienamente le potenzialità e le risorse della famiglia stessa.» – afferma Gabriella Maffioletti.

Ma in Trentino ci sono ancora delle criticità. In Provincia il numero dei minori in affidamento etero-famigliare è calato drasticamente da 106 bambini nel 2012, agli attuali 57 bambini. «Questo ci porta – continua Maffioletti –  all’ultimo posto in questa specifica percentuale con il 2,2 per mille, il che indica che ci sono delle forti resistenze, come confermato anche dalla scelta operata dal proponente on. Giacomo Bezzi di ritirare la proposta di legge di riforma proposta in consiglio provinciale per evitare la bocciatura secca (anche se la sottoscritta avrebbe preferito che il documento fosse posto in discussione e votato in maniera tale da fare ricadere la responsabilità oggettiva in capo ai singoli consiglieri) e promulgate nella scandalosa conferenza “Cinque buone ragioni per accogliere i bambini e i ragazzi che vanno protetti”tenuta a Trento nel novembre del 2014. Per non parlare dei 101 bambini che vedono i genitori in visite protette (sebbene non siano violenti) dove non è permessa nessuna intimità, non possono parlare sottovoce o nella loro lingua e l’operatore li segue persino in bagno».

«C’è ancora molto da fare ma sono fiduciosa che perseguendo con azioni mirate a sostenere il principio della sussidiarietà orizzontale, attivando progetti di welfare di prossimità sul sorgere delle prime criticità in una vera fase di prevenzione ai disagi sociali (precarietà lavorativa, alloggiativa, educativa , separazione dei coniugi ecc.), implementando un lavoro di rete sociale che si indirizzi a sostegno della famiglia si raggiungerà un sistema all'avanguardia in cui i cittadini potranno sentire la vera mano” amica” dei servizi sociali e delle Istituzioni titolari di competenza una politica sociale il cui proprio obiettivo e priorità sia : mantenere il minore in famiglia implementandone le sue stesse risorse e la rete amicale e parentale di prossimità.»

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Trento

A fuoco un container a Gardolo. Intervengono di vigili del fuoco

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Momenti di paura nel pomeriggio a Spini di Gardolo. I vigili del fuoco di Gardolo sono dovuti intervenire con due squadre per l’incendio di un container pieno di carta presso una ditta di Spini.

L’incendio è stato spento con l’utilizzo di schiuma a media espansione. Non risultano feriti e non si sa quale sia l’origine che ha scatenato le fiamme.

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Trento

La giunta a malga Juribello sul Rolle, Fezzi: «Grazie alla provincia per la vicinanza al mondo della zootecnia e dell’allevamento»

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Ha guardato al futuro la Giunta provinciale di Trento, riunita oggi venerdì 20 settembre 2019 a Malga Juribello, presso passo Rolle, all’ombra del Cimon della Pala. “Una Giunta programmatica – ha sottolineato il presidente Maurizio Fugatti – per fare il punto su quasi un anno di attività e soprattutto per impostare il cammino che ci aspetta, a partire dall’appuntamento con la prossima Finanziaria, annuale e triennale. Siamo determinati a realizzare gli obiettivi che ci siamo dati a inizio legislatura, condividendo un metodo di lavoro e delle comuni strategie. Dobbiamo ragionare su ulteriori possibili efficentamenti della spesa, investendo le risorse così recuperate sulle priorità che abbiamo individuato”.

A dare il benvenuto alla Giunta anche il presidente della Federazione provinciale allevatori Mauro Fezzi. “Questa – ha detto – ci sembra essere la cornice giusta per ringraziare la Provincia autonoma per la vicinanza che ha sempre manifestato al mondo della zootecnia e dell’allevamento, anche alle alte quote. E’, questo, un sostegno di cui abbiamo bisogno, nella consapevolezza che possiamo dare molto, a nostra volta, all’identità del Trentino e al suo sviluppo futuro”.

A quasi un anno dal suo insediamento, ma anche, come si ricorderà, dalla tempesta Vaia, la Giunta provinciale si è riunita al cospetto delle Dolomiti per ricapitolare le tappe del percorso già fatto, con alcune decisioni importanti già assunte, e soprattutto per impostare il lavoro futuro.

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I lavori della Giunta si sono aperti in prima mattinata e sono proseguiti, assieme anche ai dirigenti generali dell’amministrazione, fino al tardo pomeriggio.

A turno, presidente e assessori hanno esposto le loro valutazioni e illustrato la possibile evoluzione delle politiche pubbliche nei diversi comparti, perseguendo un disegno comune e tenendo sempre presenti le compatibilità finanziarie, che emergeranno anche nella prossima manovra di Bilancio annuale e pluriennale.

Qualità, efficacia ed efficienza i parametri comuni.

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Va recuperata, è stato sottolineato, una certa elasticità del Bilancio, il che significa razionalizzare la spesa, recuperando risorse da destinare agli obiettivi prioritari, come le politiche socio-sanitarie e in favore della famiglia, gli investimenti pubblici, il sostegno ai territori e agli enti locali, lo sviluppo sostenibile.

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Trento

Una mozione per intitolare il Centro di Protonterapia di Trento al suo ideatore, il Prof. Renzo Leonardi

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Renzo Leonardi, scienziato, docente e fondatore del Centro europeo di fisica nucleare teorica a Trento è scomparso a luglio 2019 all’età di 79 anni.

Il professor Renzo Leonardi nato a Tuenno è stato colui che ha progettato il centro di protonterapia a Trento.

Il Centro, nato – primo in Italia – nell’ottobre 2014, ha già curato centinaia di pazienti e rappresenta una vera e propria eccellenza nel panorama della sanità italiana ed europea.

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Inoltre, grazie ad una linea fissa di protoni che si aggiunge alle due linee dedicate ai trattamenti clinici, il Centro è stato pensato ed opera anche come infrastruttura di ricerca nazionale e internazionale, sostenuta da diversi enti, tra i quali l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il Prof. Renzo Leonardi, che questa struttura ha ideato, progettato e realizzato, e che ad essa ha dedicato parte della sua vita, è stato giustamente appellato come “Padre” della Protonterapia di Trento

Oltre che un grande scienziato, il professore emerito dell’Ateneo trentino conosciuto in tutta Europa, era uno dei massimi esperti di arte fiamminga e negli ultimi tempi si stava dedicando alla scrittura di un volume su Leonardo Da Vinci.

Membro del Laboratorio culturale noneso nato nel 2003 su iniziativa dell’allora Comune di Tuenno in collaborazione con alcune personalità del mondo accademico trentino, Renzo Leonardi era intervenuto in qualità di relatore in occasione di cinque edizioni della tradizionale settimana di studio autunnale.

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Scienziato di riconosciuto livello mondiale, si è dedicato con caparbietà e intelligenza a questo disegno di reale crescita del Territorio, con il coinvolgimento di grandi capacità, di altri scienziati e premi Nobel.

Il suo è stato un impegno straordinario, giocato sul più elevato livello teorico, poi calato sulla concreta attuazione dei suoi grandi sogni, a beneficio di una Comunità che egli ha sempre voluto immaginare priva di confini.

Il professor Renzo Leonardi ha lasciato la moglie Anna Maria e i figli Antonio e Alessandra

Proprio perché il suo ricordo sia sempre vivo e non solo nel cuore delle persone che gli hanno voluto bene e come segno di riconoscenza nei sui confronti Vittorio Bridi come primo firmatario insieme ai consiglieri comunali della Lega ha presentato un mozione al Sindaco Andreatta dove chiedono che si attivi la Provincia autonoma di Trento, l’Azienda Sanitaria e l’Università affinché, «come primo segnale di stima, riconoscenza e doverosa memoria, il Centro di Protonterapia di Trento sia intitolato al nostro illustre concittadino, il Prof. Renzo Leonardi».

La mozione è stata redatta con il consenso della famiglia dello scienziato e pare che il governatore Fugatti, già preventivamente avvisato, abbia dato parere favorevole in caso di risposta positiva della giunta Andreatta

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