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La Sfera e lo Spillo

La primavera doriana, la Lazio è Felipe e vincente, il Milan nel silenzio assordante di San Siro

 

Si celebra la ventottesima giornata di campionato della massima serie, due sono le vittorie esterne (Roma e Torino), sei sono i successi casalinghi (Sampdoria, Lazio, Juventus, Empoli, Milan e Chievo), due sono i pareggi (Napoli-Atalanta e Udinese-Fiorentina).

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Si celebra la ventottesima giornata di campionato della massima serie, due sono le vittorie esterne (Roma e Torino), sei sono i successi casalinghi (Sampdoria, Lazio, Juventus, Empoli, Milan e Chievo), due sono i pareggi (Napoli-Atalanta e Udinese-Fiorentina).

Evento calcistico, spalmato tra sabato e domenica, nel quale sono stati realizzati ventidue gol.

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La disputa sotto i riflettori della giornata è quella giocata in riva al Torrente Bisagno nella città di Genova. E’ un incontro tra i due condottieri, Sinisa Mihajlovic e Roberto Mancini, amici, alleati in battaglia, esperienze in comune e primi passi nella veste di coach.

L’ex giocatore della Stella Rossa approda in Italia con la maglia della Roma, poi parentesi agonistica nella Sampdoria (1994-1998), Lazio (1998-2004) e Inter (2004-2006).

Lo jesino, invece, muove i primi passi a Bologna, poi nella Sampdoria (1982-1997), Lazio (1997-2000), chiude la carriera da calciatore nel Leicester City senza troppi rimpianti.

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Sinisa e Roberto sono compagni di squadra nell’esperienza genovese e laziale, poi il serbo diventa il “vice” di Mancini all’Inter nelle stagioni 2006-2008.

Il doriano è da considerarsi un tecnico emergente, di grande polso, caparbio e ironico. Riesce a trasmettere alle sue squadre una mentalità battagliera e un gioco frizzante, tattico e brillante come il suo maestro, l’indimenticato Vujadin Boskov.

Energico e coriaceo il quarantaseienne tecnico di Vukovar possiede una navigata esperienza, una gavetta maturata alla guida di Bologna, Catania e Fiorentina.

Il cinquantenne interista è “nato con la camicia”, seguace di Sven-Göran Eriksson, si ritrova alla guida della Fiorentina dopo un’avventura, con l’incarico di vice, nella Lazio dello svedese.

Dopo due anni spesi nella capitale (sponda biancazzurra), passa nel capoluogo lombardo con il patron Moratti. In seguito respira esperienze di alto livello nella Premier inglese (Manchester City) e in Turchia (Galatasaray) per poi tornare alla Beneamata di Erick Thohir (lo scorso novembre).

Nella sua carriera può annoverare un personale palmares di grande rispetto contraddistinto da onore e onere: la sorte e la perizia di allenare sovente “top player”.

Trentasei sono le reti realizzate e ventotto quelle subite dal team di Piazza Borgo Pila. Quarantadue sono quelle all’attivo e trentacinque quelle al passivo dal sodalizio di Corso Vittorio Emanuele II.

Le due compagini si presentano rispettivamente al quinto (a quota 45 punti in coabitazione con la Viola) e all’ottavo posto (37 punti in compagnia del Genoa che deve recuperare una partita) con rinnovate ambizioni per un piazzamento d’oltreconfine.

Il percorso della squadra ligure è caratterizzato da undici vittorie, dodici pareggi e quattro sconfitte; per gli undici lombardi sono nove gli incontri vincenti, dieci sono i pareggi e otto le disfatte.

Il migliore realizzatore della Sampdoria è il brasiliano Eder con otto centri, per l’Inter è l’argentino Mauro Icardi con quindici timbri.

Per gli amanti delle statistiche, si son giocati 115 incontri tra la Doria e la Beneamata nel campionato di serie A. I nerazzurri possono vantare 62 vittorie, i blucerchiati 17, mentre i pareggi sono 36.

La squadra di Sinisa e i campioni d’Italia di Massimiliano Allegri sono le due uniche squadre imbattute sul terreno casalingo nel campionato in corso. I padroni di casa vengono, inoltre, da tre vittorie consecutive.

Nell’almanacco del pallone scopriamo due vittorie rotonde della Samp sui milanesi (4-0).

Nella stagione 1998-1999 con il tecnico Luciano Spalletti la squadra s’impone con la tripletta di Vincenzo Montella e la rete di Ariel Ortega. Risultato identico si registra il 15 settembre 1991, con la doppietta di Attilio Lombardo e le reti dei gemelli del goal, Gianluca Vialli e Roberto Mancini.

Domenica 22 marzo ore 20.45 si gioca UC Sampdoria – FC Interazionale Milano. Il fischietto dell’incontro è affidato al trentaseienne Paolo Valeri; nato a Roma il 16 maggio 1978, appartiene alla sezione AIA Riccardo Lattanzi di Roma 2.

L’arbitro capitolino esercita la libera professione; sul green gli assistenti sono Posado e Marzaloni. Il quarto uomo è Tasso. I giudici di linea sono Guida e Gavillucci.

La serata meteo, nel golfo genovese è ventilata, il cielo cupo e la temperatura misurata di dieci gradi centigradi.

La guida tecnica di Bogliasco schiera il modulo 4-3-3 con Viviano tra i pali; la linea difensiva composta da De Silvestri, Silvestre, Romagnoli e Regini; il pacchetto centrale formato da Acquah, Palombo e Soriano; il reparto offensivo confezionato dal tridente Eto’o, Muriel e Eder.

La guida tecnica della Pinetina, sceglie il modulo 4-3-1-2 con lo sloveno Handanovic in porta; il reparto arretrato confezionato da D’Ambrosio, Ranocchia, Vidic e Juan Jesus; in mezzo al campo, la diga composta da Medel, Guarin e Brozovic; più avanti, il tandem formato dall’ariete Icardi e Podolski supportati da Shaqiri.

La sfida del Marassi finisce con la vittoria della Doria (1-0). Una serata di festa per la metà di Genova, quella blucerchiata, è la quarta vittoria consecutiva e al contempo si festeggia il quarto posto in classifica (quota 48).

La Beneamata mena la danza dal primo minuto, manifesta un buon possesso palla ma fatica a concretare la mole di lavoro sul terreno di gioco.

La Samp, al contrario, è sorniona, coperta e ben messa in campo, sfrutta le ripartenze e le porzioni di campo concesse dai milanesi. Fatale e determinata la squadra ligure, gioca a memoria uno spartito fatto d’intelligente attesa e movimenti sincronizzati.

Negli ultimi trenta metri Eto’o e compagni sanno disegnare giocate veloci e incisive. Il pacchetto arretrato non soffre nonostante la sterile pressione territoriale ospite.

I nerazzurri, nel secondo tempo, meriterebbero maggior fortuna ma Mauro Icardi colpisce il legno della porta di Viviano. L’Inter è combattiva e in parte sfortunata, in ripresa sul piano del gioco ma non sufficiente per raccogliere i punti necessari per la rincorsa europea.

Poi ci pensa Eder (che festeggia la convocazione di Antonio Conte in Nazionale) con una punizione magistrale e violenta da 25 metri a far pendere l’equilibrio del match scardinando la porta di Handanovic (al minuto 65).

Cesena-Roma (0-1). I capitolini tornano alla vittoria in campionato dopo la bruciante sconfitta in Europa League e mantengono il secondo posto in graduatoria.

Daniele De Rossi firma la rete della vittoria dopo un cross di Holebas e un velo involontario di Ucan (al minuto 41).

Lazio-Verona (2-0). Gli aquilotti di Stefano Pioli mantengono la terza posizione a ridosso dei giallorossi capitolini.

I biancazzurri vincono con le reti di Felipe Anderson servito da Basta (al minuto 4). Nel finale di primo tempo è Antonio Candreva a raddoppiare con uno splendido calcio di punizione.

Udinese-Fiorentina (2-2). Allo stadio Friuli si celebra il festival del goal della giornata; un confronto pirotecnico tra i bianconeri di Andrea Stramaccioni e i viola di Vincenzo Montella.

Gli undici del patron Pozzo realizzano la rete con Molla Wague dopo una carambola in piena area dei gigliati (al minuto 15).

A inizio ripresa Mario Gomez segna una doppietta. La prima rete del tedesco con un colpo di testa su una punizione calciata da Ilicic (al minuto 50), la seconda segnatura tre minuti dopo con un rasoterra che supera Karnezis.  

Panagiotis Georgios Kone realizza il definitivo pareggio per i padroni di casa sfruttando la sponda del compagno Di Natale (al minuto 62).

Napoli-Atalanta (1-1). I partenopei riescono ad acciuffare il pareggio nel finale tambureggiante di gara.

I bergamaschi ridotti in dieci per l’espulsione di Gomez segnano con Mauricio Pinilla (al minuto 72) poi Duvan Zapata pareggia con un colpo di testa su cross di Hamsik (al minuto 89).

Parma-Torino (0-2). La squadra di Giampiero Ventura espugna il Tardini del fanalino di coda guidato con coraggio da Roberto Donadoni.

Maxi Lopez sblocca il risultato con un tiro destrorso (al minuto 19).

Piove sul bagnato per i ducali che rimangono in dieci per l’espulsione del capitano Lucarelli.

Nella ripresa si registra il raddoppio dei piemontesi con Migjen Xhevat Basha su cross di Molinaro (al minuto 73).

Juventus-Genoa (1-0). I campioni d’Italia dopo aver battuto il Borussia Dortmund, liquidano la pratica Genoa.

Il goal della vittoria è firmato dall’apache, Carlo Tevez che accelera nei pressi del limite dell’area, poi fa partire un fendente che colpisce la traversa e s’infila nel sacco rossoblù (al minuto 25).

Empoli-Sassuolo (3-1). E’ buona la prestazione dei toscani di Maurizio Sarri che battono la squadra del patron Squinzi.

Gli azzurri sbloccano l’equilibrio con la rete di Riccardo Saponara che con un mancino preciso batte Consigli (al minuto 46).

Il pareggio temporaneo degli emiliani si materializza con un’autorete di Daniele Rugani su un tiro di Berardi (al minuto 49).

Il vantaggio dei padroni di casa è realizzato dall’attaccante georgiano Levan Mchedlidze imbeccato dall’ottimo Saponara (al minuto 59).

Infine, il tris empolese è con Ricardo Saponara (doppietta per l’ex rossonero) servito dal compagno Croce (al minuto 60).

Milan-Cagliari (3-1). Allo stadio San Siro va in scena lo sciopero del tifo organizzato ma la squadra di Inzaghi conquista i tre punti.

Le segnature rossonere sono di Jeremy Menez (al minuto 21), il raddoppio con Philippe Mexès sugli sviluppi di un calcio d’angolo, tris milanista ancora con Jeremy Menez con un tiro dal dischetto (al minuto 78).

I sardi segnano con il brasiliano Farias il provvisorio pareggio con un’azione di contropiede orchestrata da Ekdal e Sau (al minuto 47).

Chievo-Palermo (1-0). I clivensi battono al Marcantonio Bentegodi i rosanero di Giuseppe Iachini.

La rete della vittoria per i ragazzi del trentino Rolando Maran è segnata da Alberto Paloschi che sfrutta un rinvio di Bizzarri, il successivo assist di Meggiorini e supera l’estremo difensore siciliano Sorrentino (al minuto 35).

Per la classifica capocannoniere, comanda Tevez con sedici centri, podio d'argento per Icardi e Menez con quindici centri, piazza di bronzo per Higuain e Toni con tredici reti.

Emanuele Perego             www.emanueleperego.it              www.perego1963.it

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