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Trento

Fondo Soliderietà Città di Trento: l’alternativa all’elemosina

“Meglio muoversi che commuoversi” è il nuovo slogan per il rilancio del Fondo di solidarietà Città di Trento, che consente ai cittadini un'alternativa all'elemosina.

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“Meglio muoversi che commuoversi” è il nuovo slogan per il rilancio del Fondo di solidarietà Città di Trento, che consente ai cittadini un'alternativa all'elemosina.

Dopo il passaggio di consegne per la gestione del fondo tra Croce Rossa e la Cooperativa sociale Villa S. Ignazio, è pronto il nuovo conto corrente per raccogliere la generosità dei cittadini che desiderano aiutare e sostenere chi è in difficoltà.

Il Fondo è nato nel 2010 nell'ambito delle attività del “Tavolo per la solidarietà”, un gruppo di lavoro che riunisce i soggetti che si occupano di povertà e di emarginazione: Banco alimentare, Caritas, Casa della Giovane, Croce Rossa, Fondazione comunità solidale, Frati Cappuccini, Provincia Autonoma di Trento, Punto d'incontro e Villa S. Ignazio con il coordinamento del Comune di Trento.

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Dal 2010 ad oggi è intervenuto a sostenere più di 500 segnalazioni che non avrebbero potuto essere soddisfatte con le tradizionali forme di assistenza: si va dalle cure dentarie all'acquisto di farmaci, da spese per il rinnovo di documenti ai rimpatri definitivi.

Il pensiero che lega tutte le iniziative del Tavolo per la solidarietà è ben riassunto da Zygmunt Bauman: “Se pensiamo che chi sta bene possa fregarsene di chi è in difficoltà, la società si inquina di vergogna”.

In altre parole, ciascuno è responsabile dell'altro, ma è importante che questa responsabilità si traduca in un agire collettivo, che si concretizza, all'interno di una relazione, in aiuti e sostegno, partendo dalla persona, dalla sua vita, dalla sua storia, dai suoi bisogni. 

È questa la strada che trasforma la generosità e la supera.

Non più gesto frettoloso che spesso, tra imbarazzo, disagio o fastidio, tende a tacitare il senso di colpa di chi dà, ma solidarietà collettiva, piccoli aiuti che messi insieme possono costruire opportunità di cambiamento e speranza concreta.

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Trento

Polonia: opportunità per le imprese della meccatronica e dello smart building

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Con un tasso di crescita del 5,1% registrato nel 2018, la posizione strategica in Europa e i suoi 38 milioni di abitanti, la Polonia rappresenta oggi una delle economie più attrattive d’Europa.

L’alta percentuale di consumatori giovani e sempre più istruiti stimola l’export con tante nuove opportunità anche per le imprese trentine. Se ne parlerà mercoledì 25 settembre a Trentino Sviluppo (Via Fortunato Zeni, 8 Rovereto), a partire dalle ore 10.30, in un momento di inquadramento Paese promosso in collaborazione con Italdesk Central Europe. Particolare attenzione sarà dedicata agli ambiti della meccanica/meccatronica e dello smart building.

La partecipazione è gratuita, previa iscrizione sul sito trentinosviluppo.it.

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La giornata di approfondimento si inserisce in una serie di iniziative espressione di una crescente attenzione trentina verso questo mercato, tra cui la visita di una delegazione di operatori economici e rappresentanti istituzionali della città di Radom, nota per la lavorazione del metallo, e l’incontro con imprese dei parchi tecnologici polacchi.

Quello della Polonia è un mercato di grande interesse, verso il quale le esportazioni italiane nel 2018 si sono avvicinate ai 13 milioni e mezzo di euro, con un incremento del 5,9% rispetto all’anno precedente. Le opportunità non mancano, vista la crescente innovazione tecnologica delle imprese di questo Paese, in cerca di fornitori qualificati, e la presenza di consumatori sempre più attenti alla qualità dei prodotti per cui si distingue il Trentino.

Per approfondire la conoscenza di questo mercato ed entrare in contatto con possibili aziende partner, Trentino Sviluppo promuove una presentazione Paese il prossimo mercoledì, 25 settembre, al Polo Tecnologico di Rovereto. L’incontro, rivolto alle imprese con particolare attenzione agli ambiti della meccatronica e dello smart building, è promosso in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e Italdesk Central Europe.

L’iniziativa permetterà di approfondire la conoscenza delle opportunità di business che la Polonia offre e permetterà e di entrare in contatto con un gruppo di imprese dei parchi tecnologici delle regioni sud occidentali del Paese, interessate a tessere nuove relazioni e trovare partner commerciali qualificati. Le imprese sono insediate, nello specifico, nell’Invest Park-WSSE e sono alla ricerca di fornitori di vario genere, dalle macchine utensili alla subfornitura, e di potenziali partner commerciali.

All’incontro presenzieranno alcuni imprenditori e i rappresentanti del Cluster tecnologico di cui Italdesk Central Europe è partner.

Il programma prevede, alle ore 10, la registrazione dei partecipanti. Seguiranno, alle 10.30, i saluti istituzionali con Raffaele Farella, Dirigente del Servizio Attività Internazionali della Provincia autonoma di Trento, e Renata Diazzi, Direttrice dell’Area Internazionalizzazione di Trentino Sviluppo. Alle 10.45 prenderanno il via gli interventi di Andrea Bandirali, CEO & BM Italdesk Central Europe (“Presentazione del mercato polacco e focus settoriali: meccanica, meccatronica, smart building) e di Beata Rzemyszkiewicz, Agenzia regionale WSSE (Andamento dei consumi e prodotti italiani maggiormente richiesti – Presentazione delle aziende polacche). Alle 13.00 sono previsti il momento delle conclusioni e un networking lunch, seguiti dagli incontri individuali.

La partecipazione è gratuita ma è richiesta l’iscrizione (anche per gli incontri) attraverso il modulo presente sul sito di Trentino Sviluppo.

Quella del 25 settembre è una delle iniziative promosse da Trentino Sviluppo dedicate a questo mercato. Un’altra è stata l’incoming del 10 e 11 settembre scorsi, che ha visto la visita di una delegazione istituzionale ed economica polacca, proveniente da Radom, città a sud di Varsavia. L’iniziativa, svolta in collaborazione con l’Institute of Sustainable Technologies – ITeE e la Camera di Commercio e Industria di Radom, ha coinvolto Polo Meccatronica, Fondazione Bruno Kessler e e varie aziende trentine. (f.r.)

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Trento

Esplode una caldaia a Villazzano, nessun ferito

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Forte esplosione stamane poco dopo le 11.00 a San Rocco di Villazzano.

Il botto si è sentito a chilometri di distanza mettendo in apprensione i residenti del paese.

Da una prima ricostruzione una caldaia posizionata nel garage di una abitazione è saltata per aria.

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Allertati sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Trento due un’ambulanze di Trentino emergenza e l’automedica.

A rimanere spaventato è stato un anziano che è stato ricoverato all’ospedale santa Chiara in codice rosso.

Le sue condizioni sono buone anche se è sotto shock.

L’esplosione ha creato lunghe colonne di fumo visibili fino dalla città.

Ai Carabinieri, intervenuti sul posto, toccherà ora il compito di capire il motivo dell’esplosione che poteva causare danni peggiori.

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Trento

Paolo Borrometi e la responsabilità dei giornalisti: “Mai perdere la bussola dell’impegno”

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Un dialogo serrato, che ha toccato temi importanti, a volte scottanti, a tratti anche intimo e personale, che ha rivelato al pubblico presente la personalità di un uomo e di un giornalista che non vuole scendere a compromessi perché crede fermamente in quello che fa e nel ruolo che riveste il giornalista nella nostra società: Paolo Borrometi, giornalista sotto scorta per minacce mafiose,  nella saletta del villaggio digitale di piazza Duomo ieri pomeriggio hanno parlato di informazione, verità, credibilità e notizie che viaggiano in rete e si diffondono a velocità inaudita.

“Il giornalista ha il diritto-dovere di informare, come previsto dall’articolo 21 della nostra Costituzione, così come il cittadino ha il diritto ad essere informato” ha detto Borrometi, ricordando la grande responsabilità di chi fa informazione, la necessità di recuperare credibilità, minata purtroppo da episodi negativi, il bisogno di raggiungere i giovani che si informano sui social. “Non dobbiamo mai perdere la bussola del nostro impegno” ha detto ancora Borrometi alla platea attenta, che annoverava anche molti colleghi e rappresentanti della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, fra cui il segretario regionale dello stesso sindacato Rocco Cerone, il vicesegretario regionale Lorenzo Basso e Roberto Rinaldi, portavoce per il Trentino Alto Adige di Articolo 21, l’associazione presieduta da Borrometi.

Nel giorno che ricorda l’assassinio di Rosario Livatino, ucciso appunto il 21 settembre 1990 da un’organizzazione mafiosa, il dialogo si è aperto con il ricordo del magistrato: “Ci sono uomini che hanno pensato di fare la cosa giusta e l’hanno difesa fino alla fine” ha detto Borrometi, “Noi possiamo ricordarli facendo camminare le loro idee sulle nostre gambe”.

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Poi il racconto del proprio vissuto, le minacce di morte, l’aggressione che lo ha lasciato con una spalla frantumata, l’attentato sventato grazie ad una intercettazione. Il rapporto di Borrometi con la paura è quotidiano, “ma il giornalista deve scrivere, lo deve fare al di là delle possibili conseguenze” ha detto ancora, chiedendo un applauso per i 5 uomini della sua scorta che gli hanno salvato la vita e rischiano ogni giorno la vita con lui. Guidato dalle domande del relatore, Borrometi ha poi parlato dell’universo digitale, della rete e dei social, ricordando i numerosi pericoli che li attraversano, ma anche la loro enorme importanza, soprattutto per i giovani.

I social sono una straordinaria opportunità di confronto, ha detto, non possiamo passare i linguaggi d’odio, perché non devono essere la valvola di sfogo delle nostre ire, ma attraverso i social può diffondersi il rispetto delle differenze e di qualunque idea politica che abbia ognuno di noi”. Riguardo alle fake news Borrometi ha ricordato l’importanza di verificare sempre la fonte della notizia, non incoraggiando censure, ma puntando all’educazione dell’utente finale.

La deontologia del giornalista è naturalmente alla base di una corretta informazione, il segreto di un buon giornalismo è conciliare la necessaria velocità di diffusione con i criteri deontologici: “Meglio perdere un minuto in più, ma tutelare la dignità delle persone di cui stiamo scrivendo”, ha suggerito. Tra i tanti temi toccati, anche il ricordo di Antonio Megalizzi, la cui famiglia era presente all’incontro, il suo impegno, la sua volontà di approfondire i fatti,  spunto per ricordare anche la necessità di aprire ai giovani la strada della professione. In chiusura un invito a tenere sempre alta la guardia verso possibili presenze mafiose, in ogni territorio, perché “Le mafie nascono nell’arretratezza culturale, ma vogliono prosperare nelle comunità ricche”.

Riprese e immagini a cura dell’Ufficio Stampa

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