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Arte e Cultura

“Felice di quello che ho”. La forza interiore di Milica Bezarevic, guerriera con il sorriso sulle labbra

Si può imparare molto da una giovane donna partita dal suo Paese, la Serbia, per coltivare la sua passione per la pallavolo approdando in Italia.

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Si può imparare molto da una giovane donna partita dal suo Paese, la Serbia, per coltivare la sua passione per la pallavolo approdando in Italia.

È bello l'approccio sereno e gioioso con cui Milica guarda il mondo, la vedi riflettere prima di esprimere pensieri che nella testa sono chiari, ma che poi deve tradurre in un italiano che parla già bene anche se a lei non sembra – «Scusa, poi tu devi fare un lavoro doppio» – ma basta poco per vederla aprirsi in un sorriso che le illumina il volto.

Passa in fretta il tempo insieme a Milica Bezarevicschiacciatrice serba che sta vivendo la sua prima stagione alla Delta Informatica Trentino Rosa e la sensazione è di avere di fronte una persona che non ha paura di accettare le sfide e lottare per realizzare i suoi sogni.

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Siamo tornati allo Studentato universitario di Sanbàpolis, nell'appartamento che Milica condivide con Elisa Cardani e la giornata calda e piena di sole annuncia l'arrivo della primavera con qualche giorno di anticipo.

Anche il gustoso piatto che Elisa, appena rientrata, prepara per pranzo è davvero invitante – scaglie di grana e rucola su un piatto di carpaccio – e chiacchierando con la giovane pallavolista mentre la compagna si muove ai fornelli le parole stesse si rivestono del profumo delle cose buone, lasciando gustare il sapore autentico di un'esperienza di vita significativa.

Milica tiene il ghiaccio sulla mano sinistra, ieri ha preso una botta in allenamento. «Non è niente di grave, ma in questo periodo abbiamo avuto parecchi acciacchi. Domenica Giada (Marchioron, ndr) ha giocato con il mal di schiena, Ilaria (Demichelis, ndr) sta rientrando dall'infortunio alla caviglia e io stessa un paio di settimane fa mi sono fermata per un problema al ginocchio.

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Mi era capitato anche quando giocavo in Serbia dovendo smettere di giocare per un mese, così speravo non succedesse la stessa cosa proprio ora che mancano poche partite alla fine della regular season. Ero preoccupata, per fortuna ora è tutto risolto».

E che le cose stiano andando bene lo si è visto domenica 15 marzo contro Filottrano Lardini, squadra ultima in classifica che la Delta ha superato in trasferta 3-1 (25-23, 22-25, 25-14, 25-13). Entrando dalla panchina, Bezarevic è stata una delle migliori giocatrici in campo e ha dato un impulso importante al buon esito della sfida realizzando 11 punti e molti ace decisivi (15 in totale quelli realizzati dalla squadra, ndr).

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«Non ricordo quando sono andata in battuta, ma mi piace entrare quando si decide il set» – spiega la schiacciatrice gialloblù. Non si può negare però che l'impatto della numero 17 sia stato molto positivo grazie ad una battuta al salto potente e insidiosa che spesso mette in difficoltà la ricezione avversaria e diventa punto diretto come è successo al PalaBaldinelli di Osimo. 

«Quando entro so che le compagne hanno bisogno del mio contributo e sento la responsabilità di fare bene, ma è sempre così, dall'inizio della stagione e indipendentemente da quando gioco, se all'inizio o verso la fine delle partite».

Con questo spirito, condiviso da tutte le giocatrici, la Delta sta costruendo partita dopo partita una stagione entusiasmante e la vittoria è stata frutto di un'ottima prestazione di squadra in cui si sono messe in evidenza anche Silvia Fondriest, Ariana Pirv, Sonia Candi, oltre alla "solita" Marchioron autrice di 22 punti.

«Anche se non eravamo al meglio fisicamente, avevamo voglia di vincere e ognuna di noi ha dato il massimo perché volevamo portare a casa i 3 punti in palio».

Dopo la sconfitta con Rovigo, le gialloblù sono così tornate a far sentire la loro voce allungando ulteriormente la distanza sulle inseguitrici in chiave play-off con i successi conquistati contro Pavia e Filottrano.

Vittorie che oltre a consolidare il quarto posto in classifica hanno sancito la matematica salvezza della squadra di Gazzotti con cinque giornate di anticipo, un risultato di cui essere orgogliosi.

«Stiamo facendo una bella stagione ed è bello vedere che l'impegno dà senso al lavoro svolto sia dalla Società che dalla squadra e dallo staff tecnico. In questo campionato non puoi mai prevedere chi vincerà, dipende da tanti fattori, per esempio anche se Lardini è ultima in classifica ha battuto Bolzano e Pavia, quindi abbiamo preparato la partita con molta cura: poteva sembrare semplice sulla carta, ma non è stato così anche perché ora stiamo concludendo il girone di ritorno e tutti si aspettano qualcosa di più da noi. Noi stesse ci conosciamo di più e puntiamo a giocare sempre meglio».

La forza della Delta sta proprio nel fatto, non scontato, che ogni atleta gioca per la squadra, non per se stessa. Lo ha dimostrato Elisa Morolli subentrando a Ilaria Demichelis.

«Sostituire l'alzatrice titolare non è facile, ma lei ha trovato il modo di inserirsi in modo positivo e poi si vede che ha voglia di giocare e si allena molto. Mi è piaciuto vedere che preparavano insieme la tattica».

Al pubblico del Sambàpolis è sicuramente piaciuto il gesto delle giocatrici che, alla fine della partita contro Pavia giocata mercoledì 11 marzo, sono andate subito a festeggiare la vittoria condividendola con la compagna infortunata seduta in tribuna stampa.        

Certo stare in panchina quando vorresti scendere in campo non è facile per nessuno e Milica ogni settimana si gioca il posto in squadra. «Bisogna avere pazienza e continuare a lavorare, io ho sempre la stessa voglia di giocare, ma in una stagione lunga con tante partite è giusto che giochi chi è più in forma».

«La salvezza era il nostro obiettivo stagionale, ma non ci accontentiamo – prosegue la pallavolista – l'appetito vien mangiando e ora dovremo essere brave a mantenere lo stesso entusiasmo fino alla fine. È un percorso a tappe e l'asticella si alza sempre di più: vogliamo entrare nei playoff e fare bella figura, poi quando saremo lì a giocarci la parte finale della stagione l'obiettivo sarà quello di fare del nostro meglio per andare il più lontano possibile (la squadra che vince il campionato viene promossa direttamente in A1, ma c'è un altro posto a disposizione, ndr).

Classe 91, Bezarevic è approdata l'anno scorso nel campionato italiano di pallavolo di A1 vestendo la maglia del Volley 2002 Forlì, vivendo una stagione sfortunata che si è conclusa con la retrocessione anche se poi la società è stata ripescata per disputare la massima serie anche nella stagione 2014/15.         

Nonostante l'esperienza poco soddisfacente dal punto di vista pallavolistico, Milica non ha avuto paura di cambiare. «Avevo varie proposte, anche dall'estero, ma venire in Italia è sempre stato il mio sogno fin da quando ho iniziato a giocare a pallavolo e dopo Forlì ho scelto Trento. 

Non puoi sapere come andranno le cose finché non inizi, ma ora posso dire che quella che sto vivendo qui è davvero una bella esperienza e una grande opportunità. 

Ho la fortuna di condividere l'appartamento con Elisa e mi trovo molto bene con lei e con tutte le ragazze. Sono tutti molto accoglienti e questo mi fa sentire come se fossi a casa mia

La Società e lo staff tecnico sono come una famiglia, per questo non ho fatto fatica ad ambientarmi. L'anno scorso era stato più difficile, ero appena arrivata in Italia e non conoscevo la lingua. 

Però, anche se dal punto di vista sportivo le cose non sono andate bene, è stata una stagione di crescita: mi sono allenata tanto e ho imparato a battere al salto». La prova che è possibile migliorare e crescere in ogni contesto, anche il più difficile, se ti alleni sfruttando ogni occasione, come sta facendo Milica anche a Trento.   

«Ogni allenatore ti aiuta a scoprire qualcosa di nuovo, io cerco di sfruttare al meglio il tempo che passiamo in palestra e quando Gazzotti spiega qualcosa alle compagne, ascolto i suoi consigli e poi cerco di metterli in pratica, tutto può servire a perfezionarsi».

La nostalgia di casa si è fatta sentire, ma la giovane non si sente sola. «Mi mancano gli amici ma li sento via skype. Ho una sorella più grande, Maria, che viene spesso a trovarmi, e i miei genitori sono venuti a Trento poco prima di Natale».

Scopriamo che quella di Milica è una famiglia di sportivi, anche se lo sport praticato da papà Dragan e mamma Biljaha non era la pallavolo: «Sì, loro giocavano a pallacanestro, mentre io ho scoperto la pallavolo grazie a mia sorella che mi ha trasmesso la passione per questo bellissimo gioco».

La carriera della schiacciatrice è iniziata nella squadra della città in cui è nata, Prijepolje, dove è rimasta dal 2002 al 2008, poi a 16 anni si è trasferita a Pancevo, a 18 km da Belgrado, dove ha giocato per cinque stagioni nel massimo campionato serbo indossando la maglia dello Zok Dinamo Azotara.

«Molti giocatori che militano nel campionato italiano sono serbi e ammiro Nemanja Petric (schiacciatore di Modena Volley, ndr), anche lui è nato a Prijepolje, lo conosco. Il livello del campionato femminile è più basso in Serbia e siamo invogliate a trasferirci in Italia non solo perché è un bel Paese e per lo stile di vita, ma anche perché giocando qui abbiamo la possibilità di imparare e migliorare il nostro bagaglio tecnico e questo è il mio obiettivo».

Per Bezarevic la famiglia resta un punto di riferimento importante e quando domandiamo se ha modelli particolari a cui ispirarsi nel mondo della pallavolo risponde che a colpirla è il carattere delle persone, non tanto il modo in cui giocano. Poi  nomina i genitori: «Quando vivevo a Pancevo, ogni fine-settimana venivano a vedermi giocare facendo 300 km per raggiungermi. Mi sono sempre stati vicini lasciandomi libera nelle mie scelte, ma tre teste sono meglio di una e mi interessa sapere quello che pensano».

Probabilmente la pallavolista non immaginava di vivere una stagione così bella con la sua nuova Società. «Quando cambi squadra, non puoi sapere come andranno le cose, sai solo il nome della città dove andrai a vivere e il nome di qualche compagna che magari conoscevi già come Maria (Lamprinidou, anche lei approdata alla Delta Informatica dopo Forlì, ndr). Capire che Trento è stata la decisione migliore mi rende ancora più felice e poi, come dicevo prima qui ho trovato molta disponibilità e attenzione.

Si respira un clima positivo, tra di noi ci si aiuta sempre ed è impossibile non trovarsi bene, ti faccio qualche esempio – spiega sorridendo Milica-: un giorno, alla fine di un allenamento, è venuto il mio fidanzato Slobodan a trovarmi e tutti sono stati molto gentili con lui, poi quando rientriamo dalle trasferte i dirigenti vengono a salutarci e fa molto piacere, è bello vivere in un ambiente così».      

E la pallavolo cos'è per la giovane serba? «Tutto è iniziato con la pallavolo, uno sport che è il mio maestro di vita perché mi ha insegnato a combattere per ottenere ciò che desidero, e poi mi ha regalato nuovi amici e nuove esperienze. Quando sono andata a Pancevo ho conosciuto Bobo (il fidanzato, ndr), e poi ho capito i sacrifici che hanno fatto i miei genitori aiutandomi a coltivare la mia passione e mi ritengo molto fortunata».

All'inizio della carriera Milica giocava nel ruolo di opposto, poi l'allenatore della Zok Dinamo l'aveva spostata in banda. A Forlì era tornata a ricoprire la posizione della giocatrice sulla quale si concentrano maggiori attenzioni e aspettative. «Il ruolo dell'opposto è determinante e mi piace perché, anche se ha molte responsabilità, può decidere le partite e le azioni di gioco sono sempre molto spettacolari, ma mi trovo bene in entrambi i ruoli».

Il tempo libero non è mai molto, ma questo non ha impedito a Milica di scoprire e apprezzare Trento: «Mi piace molto stare qui, mi è capitato di passeggiare per le vie del centro e scoprirne alcune dove si respira la storia, poi siamo immersi nella natura e le montagne mi ricordano la mia città.

Sì, non abbiamo molto tempo per la vita privata: quando ero in Serbia, finita la partita andavamo a ballare, ora ogni tanto usciamo per andare a cena ma mi piace anche trascorrere una serata tranquilla leggendo e chiamando gli amici. Mi piace viaggiare e finita la stagione andrò a visitare Roma».

Un altro desiderio è quello di riprendere gli studi universitari. «In Serbia avevo iniziato Psicologia, una materia che mi aveva affascinata fin dal liceo, ma per intanto mi sto dedicando alla pallavolo.

Quando tornerò a casa, durante l'estate, frequenterò corsi di italiano, poi, dopo aver perfezionato il mio livello, troverò un modo per conciliare studio e sport. Non voglio avere rimpianti un domani, sapere che volevo studiare psicologia e poi invece, visto che era difficile proseguire, ho abbandonato. Sono convinta che se vuoi fare qualcosa, trovi anche il modo per realizzarla».

Sicuramente è questo il motto che alimenta la motivazione della pallavolista, fuori e dentro il campo. «Sono felice per quello che ho, la felicità si trova nelle piccole cose. Viviamo sempre di corsa e al mattino, per esempio, mi dedico alla meditazione e questo mi aiuta ad affrontare meglio la giornata».  

Quando era arrivata a Forlì, due anni fa, all'aeroporto di Bologna c'era stata uno spiacevole contrattempo. «Sì, avevano smarrito la valigia e così le compagne mi avevano prestato maglietta e pantaloni e andavo in giro con un paio di scarpe non mie, poi per fortuna, dopo qualche giorno l'hanno trovata. Quando sono arrivata qui è andato tutto bene», ricorda sorridendo.

Alla fine della chiacchierata il pensiero è rivolto alle compagne e Milica non nasconde le sue ambizioni. «La pallavolo mi ha dato molto, emozioni che facendo altre cose non avrei provato ed è per questo che gioco. Ora voglio tornare in A1 con la Delta: è un gruppo che ha cuore e carattere e tutte le carte in regola per fare bene».  

Ci vuole molta forza interiore per venire in un paese straniero dove non conosci nessuno e non sai la lingua, ma l'arma vincente è vivere e affrontare la realtà con il sorriso sulle labbra come fa Milica: «Oggi è una bellissima giornata, no?».

Tra poco andrà all'allenamento per preparare insieme alle compagne la partita contro Caserta, squadra che occupa il terz'ultimo posto in classifica ma sta attraversando un ottimo periodo di forma ed è reduce da tre vittorie consecutive.

La salutiamo riflettendo sul fatto che è vero: la felicità si trova nelle piccole cose. Nel sole che riscalda e nella semplicità dell'accoglienza che continua anche dopo aver finito l'intervista e fa sentire ospiti graditi. «Nessuno va via da casa nostra senza aver preso qualcosa: ti va un caffè?». Grazie Milica, la prossima volta.  

Domenica a Sanbàpolis ci sarà un banchetto di AIL Trentino onlus,  l'Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma, con una bella iniziativa. Saranno infatti messe in vendita numerose uova di Pasqua e il ricavato verrà utilizzato per sostenere i progetti dell'AIL al fine di rendere leucemie, linfomi e mieloma sempre più curabili. La Delta Informatica è lieta di offrire spazio a questa iniziativa per il secondo anno consecutivo, dopo il grande successo ottenuto la scorsa stagione al Marie Curie di Pergine Valsugana.

p.niccolini@lavocedeltrentino.it

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