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Trento

Torbole: bar alla Sega

Sulla passeggiata lungolago di Torbole, si incontra un elegante parallelepipedo coricato sull’arenile. Linee precise definiscono il volume, i fori ritagliati con sapiente ricercatezza, uno per facciata, vetrati, puliti.

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Sulla passeggiata lungolago di Torbole, si incontra un elegante parallelepipedo coricato sull’arenile. Linee precise definiscono il volume, i fori ritagliati con sapiente ricercatezza, uno per facciata, vetrati, puliti.

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TORBOLE – BAR ALLA SEGA

La posizione è magica: il contorno viene assorbito e riflesso dalle vetrate che si aprono per accoglierti, rispecchiare la luce, il cielo, l’acqua, far entrare e uscire l’aria, che attraversano e si fanno attraversare dal paesaggio, il fermento dei passanti. Un volume essenziale, traforato per allargare ed aprire ed essere tramite nel rapporto uomo-natura. Un cannocchiale che accompagna la vista, la incornicia attraverso per tracciare un nuovo rapporto con la natura ed il contesto.

Un belvedere, una terrazza che si prolunga verso il lago ed accompagna il digradare anche brusco delle rocce che disegnano un profilo variegato a ridosso del paese, Torbole, con i suoi edifici ben costruiti ed armonizzati dalla scelta accurata delle tinte pastello che riverberano nell’acqua.

Con grande sensibilità gli autori, gli architetti Matteo Marega e Massimo Chizzola con Flavio Prada (collaboratore), l'ing. Renzo Voltolini (strutture) ed i p. i. Stefano Benini e Andrea Pendesini (progetto impianti), si sono accostati ai due tigli che erano cresciuti a fianco del vecchio edificio dando loro il giusto spazio. Mantenuti, non semplicemente tollerati, come due guardie sul bordo della platea esterna, protettivi col loro fusto adulto e le chiome che d’inverno traforano il cielo in un guizzo di sottili rametti. Più in là, sull’acqua, una betulla solitaria emerge da uno spiazzo di pietre bianche e grandi, rotonde, come uova preistoriche che ne rafforzano l’attaccamento a terra. No, non è dalle pietre che nascono gli alberi, ma dall’acqua.

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VISTA DA EST

La vibrazione leggera e silenziosa delle onde, nell’atmosfera sospesa di un cielo coperto, mi fa pensare a Goethe che, il 12 settembre 1786, partito da pochi giorni da Carlsbad si è fermato a Torbole e ne descrive il paesaggio e la gente con euforia: “Gli uomini conducono una vita spensierata da paese di cuccagna; in primo luogo, le porte non hanno serrature; ma l’albergatore mi ha assicurato che posso star tranquillo, se anche tutte le cose che ho con me fossero diamanti;” Il giorno dopo, a Malcesine, dopo essersi cavato da una brutta disavventura con presenza di spirito, trova l’ispirazione per elaborare un’interessante considerazione: ”…, qual singolare creatura è in fondo l’uomo e come egli si crei delle noie e dei pericoli per procurarsi ciò che potrebbe godere con sicurezza e comodità in buona compagnia; e tutto per il capriccio di volersi foggiare il mondo e i suoi abitatori a propria immagine e somiglianza.”

Il nostro edificio è situato di fronte alla piccola chiesa di S. Maria al lago e risulta bene inserito nel contesto che contribuisce a definire, anche se sembra voler sfuggire: la bravura dei progettisti è stata quella di interpretare correttamente i vincoli posti dai tecnici dell’Amministrazione comunale committente: realizzare l’edificio che concludesse l’arredo della piazza – già realizzato dallo studio Tosolini di Riva, permettere di vedere il lago dalla chiesa, adottare un prefabbricato dando l’idea di poterlo togliere, le trasparenze, ecc.; ed ha contribuito bene a raccogliere lo spazio della piazza delimitata ad est dalla presenza di edifici e ad ovest dalla colonia Pavese.

La piazza, arredata come un salotto esterno, è segnata da varie geometrie: il quadrato, il cerchio, la linea retta, il rettangolo, linee fuori squadra e rimandi ad angolazioni diverse e dinamiche che aprono lo spazio delimitato da sinuose sedute in conglomerato chiaro che pure ti vorrebbero trattenere. In un angolo della piazza è inserita, con abbassamento della pavimentazione, una fontana-giardino disegnata a quadrati nel quadrato, giocata su alti e bassi, sottolineati dai bordi in marmo. Naturale e artificiale a confronto, ancora l’acqua, della quale non si può fare a meno. Assonanze, rimandi, come in una cassa acustica vengono raccolte delicatamente le vibrazioni sonore e poi diffuse.

Bar “alla sega”, in ricordo, forse, di un antico manufatto funzionante ad acqua, preziosa risorsa che sta alla base di tutto.

 

VISTA VERSO IL LAGO

Il nuovo bar sorge al posto di un precedente piccolo bar a forma di casetta con il tetto a due spioventi pendenti verso il lago e verso la chiesa, con le facciate principali rivolte verso il camminamento, est-ovest. Qual è la differenza tra il vecchio ed il nuovo? L’edificio tradizionale tende a raccogliere sotto sé stesso, a proteggere dall’esterno, mentre il nuovo tende ad aprirsi all’esterno e tiene conto del contesto che sta fuori, con l’attenzione a tracciare un rapporto con esso. Mentre nell’edificio tradizionale stai dentro o fuori, nel nuovo edificio interno ed esterno, pur fisicamente definiti, si intersecano.

Un progetto così non esce bell’e fatto dal cilindro, richiede lavoro di ricerca e confronto, lento affinamento, attenzioni, aggiustamenti, in cui la geometria non è strumento sufficiente a garantire un risultato, ma è necessario pesare e soppesare i pieni ed i vuoti, le direzioni, le forze esterne ed interne, le proporzioni.

L’architettura “media” lo stare dell’uomo sulla terra, è utile, ma è anche linguaggio. Non dicono forse gli antropologi che le cose non esistono fino a quando non hanno un nome? E’ questa nuova sensibilità nel rapporto uomo-natura che viene espressa dal linguaggio di questa architettura. La natura non è un nemico da piegare come si diceva nell’ottocento, ma il contesto al quale ci dobbiamo accostare per capire, adattarci, instaurare un nuovo rapporto.

Il progetto si completa con lo studio, non secondario, di particolari non scontati (i serramenti, le pedane, l’attacco a terra, gli ombrelloni, il bancone, gli impianti e le scelte tecnologiche), essenziali e coerenti con i principi maturati nel percorso di ricerca; le finiture (l’intonaco che fa vibrare la luce, il pavimento, ecc.) ottenute con costante vigile presenza durante la realizzazione. Tutti particolari che precisano e rendono esplicite le intenzioni di voler tracciare una presenza ricca di valenze per un nuovo rapporto con il contesto.

Il successo ottenuto da questo piccolo edificio, premiato dalla giuria del Premio di Architettura “Costruire il Trentino 2009/12”, apprezzato dai frequentatori e dall’Amministrazione committente, è il segnale che c’è la possibilità e l’intenzione di aprirsi a nuove soluzioni. Un edificio non tradizionale, ma in grado di mantenere la qualità del luogo con una presenza capace di sintetizzarne i molti aspetti che, alla fine, risultano piacevolmente raccordati.

www.carlosevegnani.it

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Trento

È morto Stefano Tabarelli de Fatis, il vice comandante dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone

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Sgomento e tristezza in tutti i corpi dei vigili del fuoco della provincia di Trento per la morte di Stefano Tabarelli de Fatis vicecomandante dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone.

Stefano è morto ieri alle 15.30 del pomeriggio a soli 29 anni dopo un malore improvviso.

Tutto era cominciato con un banale mal di testa terminato purtroppo con la tragica morte del giovane vigile del fuoco.

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Lascia la fidanzata Arianna la sorella di 28 anni Debora e due genitori con i quali viveva.

Lavorava come macchinista sui treni ma era sempre pronto all’azione quando il pericolo chiamava.

Gli amici lo descrivono come una persona fantastica, allegra, tranquilla, buona ed educata.

Era entrato nei vigili del fuoco da giovanissimo nel 2009. 

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In una nota il Corpo dei vigili del fuoco provinciale rivolge le più sentite condoglianze ai familiari e alla sua ragazza Arianna.

«Abbiamo tutti perso un amico…Un grande amico, Ciao Taba Il tuo comandante e amico Gianluca» – Queste le ultime parole del comunicato lanciato dalla caserma dove operava ormai da anni con professionalità e dedizione.

Da ore sulla pagina facebook dei vigili del fuoco di Baselga del Bondone arrivano messaggi di cordoglio da tutte le caserme del Trentino e da semplici cittadini.

«Che brutto scherzo ci hai fatto… Stavolta invece delle nostre tante risate, ci hai fatto piangere tutte le nostre lacrime… Guida i nostri treni dal cielo adesso… I nostri cuori daranno sempre il pronti al tuo ricordo… Ciao, Maestro!»Scrive un’amica

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Trento

Tre ore di lingue straniere in più alla settimana nelle scuole trentine

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Approvate oggi dalla Giunta provinciale le direttive per il potenziamento dell’insegnamento delle lingue straniere, obiettivo prioritario in tema di politiche scolastiche per la corrente legislatura.

L’intento è quello di assicurare un profilo di maggiore autonomia e flessibilità alle istituzioni scolastiche per permettere di perseguire lo scopo senza vincoli o imposizioni che possano condizionare in senso negativo il perseguimento dell’obiettivo.

In questa direzione le nuove linee guida consentono alle istituzioni scolastiche provinciali di potenziare l’insegnamento delle lingue, non solo attraverso l’apprendimento integrato di lingua e contenuto (CLIL), ma anche mediante un repertorio di attività definite e programmate dalle singole realtà di scuola, nell’esercizio della propria autonomia e in coerenza con gli obiettivi di competenza linguistica specificamente previsti dai Piani di studio provinciali.

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Un’attenta ricognizione nella scuola trentina di ogni ordine e grado in tema di apprendimento delle lingue straniere ha messo in evidenza alcune difficoltà, soprattutto per ciò che concerne l’assetto organizzativo. Nel confronto tra addetti ai lavori è emersa pertanto la necessità di apporre alcuni correttivi al sistema organizzativo, che vengono ora regolamentati attraverso le nuove direttive approvate oggi dalla Giunta provinciale.

L’obbiettivo delle nuove disposizioni rimane quello di assicurare un’offerta didattica capace di migliorare significativamente le competenze linguistiche di tutti gli alunni.

La volontà di migliorare l’autonomia delle scuole e l’esigenza di rispondere alle criticità emerse, ha reso però necessario prevedere più ampie possibilità di intervento, nell’ottica della diversificazione delle modalità didattiche e di un più mirato impiego della flessibilità riconosciuta, pur salvaguardando tutte le fruttuose esperienze maturate nel passato.

Nello specifico le nuove disposizioni stabiliscono che nella scuola primaria, per l’intero primo ciclo, vengano assicurate almeno tre ore settimanali di potenziamento linguistico, che si aggiungono al monte ore quinquennale esistente pari a 500 ore da suddividere tra tedesco e inglese, come previsto dai Piani di studio provinciali.

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Nella scuola secondaria di primo grado inoltre viene stabilito un potenziamento linguistico con un livello minimo di tre ore settimanali per ogni anno di corso che vanno ad aggiungersi alle 198 ore annuali previste per l’insegnamento del tedesco e dell’inglese.

Infine nella scuola secondaria di secondo grado, dove l’insegnamento delle lingue straniere si articola in modo diverso rispetto ai vari indirizzi, la nuova normativa stabilisce che il potenziamento linguistico nel secondo grado si sostanzi in 60 ore per ciascun anno di corso e che nel quinto anno, al fine di garantire coerenza con quanto previsto dalla normativa nazionale vigente, l’attività didattica venga realizzata in CLIL per il 50% dell’orario annuale di una o più discipline non linguistiche, fermo restando, comunque, il limite di 60 ore annuali.

Il potenziamento linguistico sarà sostenuto dall’amministrazione scolastica con specifiche attività di supporto alle scuole, tra esse rientrerà anche la formazione di sistema del personale docente garantita da IPRASE, sia per quanto attiene al miglioramento delle competenze linguistiche sia sotto il profilo didattico-metodologico.

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Trento

È eccellente la qualità delle acque dei laghi balneabili trentini

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I laghi trentini confermano anche per quest’anno l’eccellenza della qualità delle loro acque e i bagnanti potranno tranquillamente tuffarsi e nuotare in tutti e venti gli specchi d’acqua monitorati dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari a partire dal primo maggio prossimo e fino al 30 settembre 2020.

Il provvedimento proposto oggi dall’assessore alla salute Stefania Segnana, infatti, aggiorna l’individuazione delle acque lacuali idonee alla balneazione nel territorio della provincia di Trento e fissa la durata della prossima stagione balneare.

Le vigenti disposizioni in materia impongono alle Regioni ed alle Province autonome di effettuare il monitoraggio delle acque lacuali utilizzate per la balneazione, avvalendosi dei competenti Uffici di Igiene e Sanità Pubblica; sulla base dei campionamenti effettuati nel corso del 2019 e delle risultanze fornite dalla relazione di Apss, lo stato delle acque con prelievi da aree prospicienti le spiagge trentine ha registrato il punteggio massimo: eccellente.

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Nessun valore anomalo, ma altissima qualità, dunque, per i laghi di Caldonazzo, Canzolino, Cei, Garda, Idro, Lagolo, Lamar, Lases, Lavarone, Ledro, Levico, Molveno, Piazze, Santo, Serraia, Tenno, Terlago, Cavedine, Nembia e Roncone.

Il provvedimento approvato oggi, con i dati delle rilevazioni 2019, viene trasmesso al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente, della tutela del Territorio e del Mare, all’Apss e ai Comuni interessati, competenti ad adottare idonei strumenti di informazione alla cittadinanza sullo stato di balneazione dei laghi che rientrano nel proprio territorio.

 Il monitoraggio, compiuto in genere mensilmente durante la stagione primaverile ed estiva, prevede che siano effettuate, ad ogni controllo, rilevazioni di parametri ambientali (temperatura aria, temperatura acqua, vento, corrente, onde), ispezioni di natura visiva (residui bituminosi, vetro, plastica, gomme, altri rifiuti) e prelievi di campioni di acqua per l’analisi batteriologica in laboratorio.

I risultati delle rilevazioni confluiscono in una banca dati europea, che registra lo stato delle acque nelle regioni dei diversi Paesi.

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I laghi del Trentino rappresentano un patrimonio ambientale prezioso e una meta turistica di grande interesse: l’eccellenza delle loro acque è sicuramente un aspetto significativo per le 39 spiagge complessivamente monitorate del nostro territorio.

I risultati di tutte le attività di controllo effettuate nel corso del 2019, con l’indicazione dei punti di prelievo, sono visibili a questo link 

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