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Trento

Retromarcia di SEL, Antonia Romano candidato sindaco della sinistra

Per le prossime elezioni comunali sembrava cosa fatta a tal punto che un mese orsono era stato presentato in un manifesto comune «l'Altra Europa con Tsipras» dove, durante la presentazione Renata Attolini aveva parlato di unione, sinergie e aggregazione, belle parole, che però sono rimaste tali. 

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Per le prossime elezioni comunali sembrava cosa fatta a tal punto che un mese orsono era stato presentato in un manifesto comune «l'Altra Europa con Tsipras» dove, durante la presentazione Renata Attolini aveva parlato di unione, sinergie e aggregazione, belle parole, che però sono rimaste tali. 
 
Allora furono queste le sue parole: «questo è un progetto che si deve sviluppare per diventare forza di governo, sarà importante fare rete e riprendere il percorso di condivisione con associazioni, movimenti ma anche con semplici cittadini che vogliono mettersi in gioco»
 
Intanto che Renata Attolini si mette in gioco, a Trento, SEL è sull'orlo del fallimento politico, conta più dirigenti che iscritti, (sarebbero meno di 20 i tesserati) e sembra privo di una qualsiasi pianificazione politica che abbia solo una parvenza di lungimiranza. Di propositività e dinamismo poi, nemmeno l'ombra. Ora da alcune indiscrezioni pare che SEL si stia staccando anche dal comitato di Rovereto per allearsi con il sindaco Miorandi; quando si dice avere le idee chiare. Insomma sono ormai lontani i tempi che caratterizzavano la politica di SEL come coerente e funzionale. 
 
La testimonianza è anche l'addio di Jacopo Zannini, giovane e valido esponente di SEL che ha dato le dimissioni da portavoce del circolo cittadino. «Non condivido l'attuale linea del partito – ha dichiarato – e non ho condiviso nemmeno la comunicazione fatta da Sel perché ritengo che l'unità si poteva trovare. Io sono contrario che Sinistra Ecologia Libertà faccia una propria lista e sto attendendo di capire cosa accadrà. Intanto rimango solo come componente dell'assemblea provinciale».
 
Si è dunque spezzata la tanto attesa unione della sinistra in Trentino, con uno strappo di Sel proprio al rush finale. Inutile dire che noi l'avevamo previsto, seguendo da anni con interesse le evoluzioni della politica a sinistra, insomma, ci risiamo, un nuovo deja vu. Ma la cosa che fa riflettere molto è la mancanza totale di spiegazioni sul perchè della fine dell'alleanza, talmente misteriosa che fa pensare anche a vecchie ruggini della Attolini con Antonia Romano (ex esponente di SEL).
 
Ieri mattina, un comunicato di Sel giungeva nelle redazioni dei giornali (ma non nella nostra, infatti Attolini pare essere sensibile alle critiche del nostro giornale, cosa che ci fa pensare di aver colto nel segno quindi) con la tempestività di chi evidentemente non vuole solo comunicare, ma giocare d'anticipo per spiazzare l'annuncio della candidata sindaca Antonia Romano, (foto) raggiunta da noi telefonicamente solo oggi pomeriggio.
 
La campagna elettorale si preannuncia in salita, mi pare, ed anche con una spaccatura evidente, dopo le dichiarazioni di Zannini, all'interno di Sel?
 
«Tutte le campagne elettorali sono in salita, mi pare. Questa lo sarà forse meno perché, se guardiamo i numeri, l'ampia gamma di elettorato deluso e astensionista a cui intendiamo rivolgerci e le innumerevoli sensibilità che vogliamo intercettare a sinistra del PD offrono spazio per una lista di sinistra ostinatamente alternativa anche nel concepire un nuovo modo di fare politica. Noi ci rivolgiamo a tutte le persone che si riconoscono nel nostro manifesto e a cui noi vogliamo dare voce e, mi creda, sono molto di più della somma dei potenziali elettori e delle elettrici di Sel e di Rifondazione».
 
Ma lo strappo di Sel non rimarrà senza uno strascico, peserà sui voti non crede?
 
«Questo è assolutamente imprevedibile ed io non credo neanche in uno strappo, come lo definisce lei. Di certo, se Sel non dovesse rivedere la sua posizione sarebbe per noi una sconfitta non in termini elettorale ma per ciò che era l'obiettivo a cui insieme abbiamo lavorato da febbraio 2014».
 
In effetti la sottoscrizione di un manifesto comune, con i "dieci punti per il trentino" presentati in una conferenza stampa pubblica lasciavano presagire una lista comune tra i due partiti
 
«Mi permetto di insistere, è la visione della politica che va cambiata. Noi ci presenteremo alle comunali di Trento con una lista alternativa, plurale, eterogenea, coerente con i principi declinati nel nostro manifesto, ma che non è un cartello elettorale. Vuole essere, nei fatti e nelle proposte, radicalmente nuova. Pensare alla nostra lista come ad una sommatoria tra solo due partiti, che, è vero, a livello nazionale sono insieme impegnati nella fase costituente in cui ci troviamo, è troppo poco, non ci basta. In questi giorni abbiamo avuto a Trento Argyrios Argiris Panagopoulos, un esponente di Syriza, collaboratore di Alexis Tsipras. L'esperienza di Syriza e quella di Podeomos saranno i nostri riferimenti per la ricerca di un percorso nuovo che porti alla costruzione della casa comune della sinistra. L'obiettivo è molto più ampio e di più largo respiro rispetto a piccole, ma anche inesistenti, polemiche locali». 
 
Ma non crede che gli elettori possano essere disillusi da questa manifesta incapacità di unità?
 
«Penso di sì, ma ci sono due modi di reagire alle delusioni: rimboccarsi le maniche e reagire oppure rintanarsi nell'astensionismo un po' snob e deresponsabilizzante, che consegna nelle mani di chi noi volgiamo contrastare il nostro destino. Posso comprendere la delusione di chi si aspettava di vedere ancora insieme Sel e Rifondazione, ma la nostra lista non è ancora chiusa ed aspetteremo ancora alcuni giorni nella speranza che Sel comprenda l'importanza di andare insieme. Noi vogliamo però andare oltre Sel ed oltre Rifondazione ed è per questo che abbiamo bisogno di tutti e di tutte. Invito i delusi e i disillusi a darci una mano concretamente, ad aiutarci a costruire una grande proposta alternativa che ci porti ad entrare  a pieno titolo nell'asse Spagna – Grecia, per cambiare, a partire dal locale, l'Europa della troika».
 
C'è da aspettarsi che anche  a Rovereto Sel tiri il bidone?
 
«Scusi, non stavamo parlando di Trento? E non credo che abbiano tirato il bidone, ma semplicemente hanno espresso una difficoltà a svestire l'abito del partito per indossare quello della militanza generosa e a servizio di un grande progetto. Però non generalizzerei. Non è tutta Sel ad aver preso momentaneamente le distanze dall'Altra Trento a sinistra. Ecco perché non parlo di strappo».
 
Pensa che Sel farà una sua lista?
 
«Questo non lo so e, sinceramente, non mi riguarda»
 
Ma se facesse una lista avrebbe necessariamente lo stesso programma vostro , o sbaglio?
 
«Lo scopriremo solo vivendo, o no»?
 
Antonia Romano è il quinto candidato sindaco per il comune di Trento dopo Alessandro Andreatta, Claudio Cia, Paolo Negroni e Paolo Primon. {facebookpopup}
 
 

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