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Italia ed estero

AAA Paradisi fiscali cercasi: abolito il segreto bancario tra Italia e Svizzera

Lo scorso lunedì è stato finalmente firmato il Protocollo tra Italia e Svizzera per l’abolizione del segreto bancario e per la promozione di un libero scambio di informazioni tra i due Paesi sui conti detenuti nella Confederazione elvetica da cittadini italiani.

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Lo scorso lunedì è stato finalmente firmato il Protocollo tra Italia e Svizzera per l’abolizione del segreto bancario e per la promozione di un libero scambio di informazioni tra i due Paesi sui conti detenuti nella Confederazione elvetica da cittadini italiani.

L’Agenzia delle Entrate italiana avrà così accesso alle informazioni riguardanti anche un solo contribuente che detiene capitali in un istituto bancario svizzero. Questo faciliterà, o comunque si presuppone faciliti, il controllo sui casi di evasione fiscale.

Tali informazioni infatti fino ad oggi non potevano essere rilasciate dalla banche svizzere che dovevano rispettare quello che potremmo definire il “segreto professionale” conosciuto appunto come segreto bancario. Tale vincolo negli anni ha trasformato la Confederazione elvetica in un vero e proprio paradiso fiscale.

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Il Protocollo, siglato dal Ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan e dal Capo Dipartimento federale delle finanze svizzere Eveline Widmer Schulumpf, dovrà essere approvato dai parlamenti dei due Paesi e dunque entrerà veramente in vigore soltanto tra un anno o più.

Il testo dell’accordo prevede dunque lo scambio automatico, su richiesta, delle informazioni sul modello dello standard stabilito dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa, che l’Italia si è impegnata ad adottare a partire dal 2017 piazzandosi tra i Paesi cosiddetti “early adopter”.

Lo standard fissato dall’OCSE prevede la reciprocità nello scambio delle informazioni, che le rispettive autorità nazionali competenti richiederanno, e verrà adottato dalla Svizzera soltanto a partire dal 2018 e quindi potrà avvenire soltanto con riferimento ai dati del 2017.

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Tuttavia l’accordo firmato da Italia e Svizzera consente l’immediata possibilità per il nostro Paese di individuare possibili evasori fiscali che detengono capitali nella vicina Confederazione elvetica, un’azione che strettamente collegata ad un altro punto fondamentale del Protocollo.

L’accordo infatti prevede un altro importante aspetto dell’abolizione del segreto bancario, quello della voluntary disclosure, ovvero della spontanea regolarizzazione da parte dei contribuenti italiani dei capitali detenuti illegalmente in Svizzera.

È stato stimato che dall’Italia sono stati trasferiti in Svizzera capitali per un valore, ancora difficile da quantificare con precisione, che si aggirerebbe intorno ai 35 mila miliardi di euro, il 90% dei quali sono entrati nel Paese illegalmente aggirando le leggi che regolano l’esportazione di capitali all’estero.

Per coloro che vorranno avvalersi della possibilità di regolarizzare spontaneamente i capitali detenuti in banche svizzere, sono previste delle condizioni più vantaggiose sia in termini di anni necessari a sanare la condizione di illegalità, sia in termini di oneri da sostenere per farlo.

Il Premier Matteo Renzi ha commentato la sigla del Protocollo con un twitter rallegrandosi del fatto che grazie ad esso molti capitali rientreranno finalmente in Italia. «Oggi siglato l'accordo con la Svizzera sul segreto bancario: miliardi di euro che ritornano allo Stato», sono state le sue parole sul popolare social network.

Bisognerà attendere ancora ma la firma del Protocollo segna un passo importante nella lotta all’evasione fiscale e soprattutto al rientro dei capitali nel nostro Paese in un momento in cui la ripresa stenta ad innescarsi.

La Svizzera d'ora in poi non sarà più uno dei paradisi fiscali dove i nostri evasori potranno rifugiarsi. Dovranno, per forza di cose, rivolgersi altrove.

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