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Arte e Cultura

New York: un cantante Trentino fa rivivere il mito di Elvis Presley

Domenico Calogero Marino, detto Elvis Calò, è stato riconosciuto da tutti come l’Elvis Presley Trentino.

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Domenico Calogero Marino, detto Elvis Calò, è stato riconosciuto da tutti come l’Elvis Presley Trentino.

Nonostante le numerose performance con gruppi e musicisti diversi, spaziando attraverso molti generi musicali anche molto diversi fra di loro, si è sempre riconosciuto in un solo genere musicale, il rock ’n roll

Le sue movenze sul palco, il suo grande carisma, la grande padronanza, la leggera somiglianza con Elvis Presley e la tonalità di voce molto simile al re del Rock ’n roll lo hanno consacrato negli anni 80 e 90 come uno dei protagonisti della musica trentina

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La sua grande capacità camaleontica di interpretare qualsiasi tipo di musica grazie a una incredibile potenza vocale e un talento naturale lo hanno portato ad essere protagonista in più di 600 concerti Live.

Al suo attivo anche 2 dischi, uno dei quali completamente Live e infinite apparizioni sui palchi degli Stati Uniti dove ormai vive da circa 15 anni con la sua famiglia.

La sua è una storia singolare, che vale la pena di raccontare fino in fondo. La storia di un cantante innamorato della musica, di un viaggiatore sempre alla ricerca di se stesso.

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Nasce 54 anni fa in un paesino della provincia di Messina. A soli 5 anni comincia un lungo viaggio verso gli Stati Uniti d’America.

Con la sua famiglia s’imbarca sulla Leonardo Da Vinci, allora la più grande (e più bella) nave al mondo, per un viaggio emozionante, come una grande avventura. «Quella traversata – ci racconta oggi Elvis Calò – è stata il viaggio più bello della mia vita. Sulla nave vedendo mio padre suonare la chitarra e mia madre cantare cominciai a innamorarmi della musica.» 

Ma il colpo di fulmine per il piccolo Elvis arriva una sera d’inverno quando, seduto davanti alla televisione, vede Elvis Presley cantare in un concerto.

Il suo vestito è appariscente e pieno di lustrini e la gente impazzisce per lui.

Dopo essere stato ipnotizzato dal genio del rock ’n roll per oltre 2 ore si rivolge alla sorella dicendo:«un giorno diventerò e mi vestirò come lui.

Facciamo ora un salto in avanti di 10 anni. Nel 1974 (a 14 anni) ritorna nel suo paesino in Sicilia. Il cambiamento da una New York brillante e piena di occasioni al suo paesino di montagna è traumatico. Non ci sono cinema, discoteche o piano bar, non c’è nulla

L’unico momento di aggregazione era la messa della Domenica, – ricorda Elvis Calò. – Ma per ironia della sorte è stato proprio grazie alla chiesa che ho cominciato a cantare.

Quando un suo amico si sposa prova a cantare l’ave Maria in chiesa. Il parroco rimane così impressionato dalla sua voce che gli propone di cantare per tutte le persone del paese.

Quando il parroco mi chiese di cercare dei musicisti – ricorda Elvis Calò, – per mettere in piedi una band dicendomi che per gli strumenti ci avrebbe pensato lui, non mi sembrava vero.»

Il parroco mantenne la parola, mise a disposizione una chiesa sconsacrata per fare le prove e comprò gli strumenti. La band comincia a suonare prima nel paesino e poi in tutta la Sicilia, la loro musica manco a dirlo è il rock ’n roll, il suo leader indiscusso è Calogero Marino, che più tardi diventerà Elvis Calò.

 

Dopo 5 anni di concerti live in giro per tutta la Sicilia si trasferisce all’Isola d’Elba, dove per quasi un anno canta tutte le sere con successo al piano Bar Il Rodeo.

Poi cambia nuovamente città, prendendo la residenza a Pieve Di Cadore dove comincia le prime esperienze musicali nelle discoteche del luogo dove canta e suona per circa un anno.

Nel 1981, complice un viaggio vacanza a Trento, conosce la sua futura moglie e quindi si trasferisce definitivamente in Trentino. Suona con il gruppo «Senso Unico» e poi con i Black Devils di Albiano.

Per molti anni contribuisce anche al successo dei Goonies cantando in giro per tutto il Trentino.

La vera consacrazione arriva quando viene chiamato a cantare con il vestito originale, alla mostra in onore di Elvis Presley presentata alla Cantinota di Trento. È il 1988 e insieme a Edo Bordignon e Mariano Cristellotti si esibisce in otto concerti indimenticabili dedicati al grande re del Rock ‘n roll.

«Cantare con uno dei vestiti originali del grande Elvis – ci confida Elvis Calò – mi mise i brividi. Grazie a quelle serate per me cambiarono molte cose e arrivarono molte opportunità.»

Durante una di queste serate, fra il pubblico c’è anche il suo vecchio amico ed ex batterista Roberto Conci che vedendolo concepisce l’idea di costruire una piccola orchestra intorno al grande cantante.  Nasce Elvis Calò Band che propone un repertorio costruito su di lui dove, oltre alla band base, è affiancato anche da una sezione fiati con tromba, trombone e saxofono. Con questa band il cantante sarà protagonista fino al 1992 suonando in oltre 100 concerti.

Dopo la fine della Elvis Calò Band il cantante collabora in alcuni progetti con Paolo e Giorgio Anesi, con Sergio Decarli e Charley Deanesi, con Silvano Catoni e per oltre un anno con il famoso gruppo di Bolzano Papillon.

Nel 1997 diventa nuovamente protagonista con la band Millennium, insieme all’amico Roberto Conci, a Robert Beso, Luciano Corradini, Mariano Antoniutti ed Elisabetta Benvenuto. 

Con questa Band incide due dischi che vendono molto e gira un video sulla traccia «Sound of Tears» distribuito in Colombia dove è invitato in tutte le radio del paese per la promozione. Tuttora nel paese Sud Americano è uno dei video più visti e apprezzati di sempre. Nel 2004 decide di tornare a New York e lascia per sempre Trento e L’Italia.

Ma la sua storia continua, si esibisce ancora con il vestito e con le movenze sensuali del grande Elvis girando molte città della grande mela.

Ma dopo otto anni, nel 2012, Roberto Conci, l’amico di sempre lo vuole nuovamente a Trento per la magica Notte delle feste vigiliane, dove si esibisce con il vecchio gruppo dei Millennium sul prestigioso palco di Piazza Cesare Battisti in «Trentino Rock Live».(foto titolo)

Alla fine della sua esibizione viene premiato come miglior cantante della serata e dopo essere sceso dal palco per due ore di fila firma autografi e foto ricordo. Un successo senza precedenti. 

Quando Roberto Conci mi chiamò pensai che stesse scherzando – ricorda Elvis – ma realizzato che diceva il vero cominciai a pensare di partecipare a questo concerto e organizzai la mia partenza da New York alla volta di Trento».

Dopo numerose peripezie legate alla tecnologia riusciamo a intervistare Elvis Calò direttamente dalla sua casa nel Bronx via video conferenza.

Hai nostalgia dell’Italia?

Sì, un pezzo del mio cuore è sempre nel paese dove sono nato. Purtroppo solo quando sei lontano dal tuo paese ne apprezzi la bellezza e le mille sfaccettature.»

Cosa ti ha insegnato la musica in tutti questi anni?

«Mi ha insegnato a comunicare con la gente, a condividere le loro e le mie emozioni. Ma soprattutto mi ha fatto capire come una sola canzone possa far sorridere tutti e forse far dimenticare i brutti momenti, i dolori, la tristezza.»

E sei orgoglioso di questo?

«Si molto. Vedere ai miei concerti le persone che si divertono e che partecipano al mio spettacolo è meraviglioso. Sapere che quando finisci c’è sempre qualcuno fra il pubblico che ti aspetta sotto il palco per parlare con te è una sensazione fantastica.»

Qualche rimpianto?

«I rimpianti sono molti. Prima di tutto non essere stato in grado di gestirmi quando forse la fortuna mi aveva bussato alla porta. Purtroppo il mio carattere piuttosto sanguigno e istintivo mi ha impedito di sfruttare le molte opportunità che la vita musicale mi ha messo a disposizione.»

Ricordi qualche aneddoto a riguardo di questa tua vita musicale?

«Ce ne sono molti. Ma mi piace ricordare quando durante un concerto con la band “Papillon” a Bolzano alla fine di una canzone 2 ragazze salirono sul palco e mi buttarono a terra cominciando a baciarmi dappertutto.»

Sei stato uno dei pochi cantanti trentini in grado di coinvolgere sempre il pubblico durante i tuoi concerti, cosa deve avere un cantante per riuscire in questo?

«Non avere nessuna paura del pubblico e pensare sempre con umiltà di essere uno di loro. Ma credo soprattutto che serva una dote naturale, cioè il carisma di chi sa attirare l’attenzione qualsiasi cosa canti o dica.»

Quali sono stati i tuoi riferimenti musicali durante tutti questi anni?

«Ho vissuto nel grande mito del grande Elvis Presley, anche se ho ascoltato qualsiasi tipologia di musica. Ultimamente ho riscoperto l’opera lirica, che non finisce mai di stupirmi.»

I tuoi figli cosa dicono del grande Elvis Presley?

«Tutti ne sono innamorati, quindi sono sicuro che il mito continuerà visto l’interesse ancora molto vivo anche nelle giovani generazioni.»

Ti riconosci un difetto?

Sono troppo impulsivo e in taluni casi il mio temperamento diventa anche esplosivo. Ma sono anche piuttosto menefreghista ed a volte fin troppo superficiale.»

Un pregio?

«Non ho mai abbandonato un amico in vita mia».

Qual è stato il concerto che ricordi con più emozione?

«15 Agosto 1978, Sicilia. 8.000 persone impazzite per Mal dei Primitives e per il sottoscritto. Roba da pelle d’oca, impossibile da dimenticare».<

Dovessi fare il tuo ultimo concerto quali musicisti trentini inviteresti nella tua New York?

«Ho pochi dubbi in proposito, vorrei con me Roberto Conci alla batteria, Walter Gottardi al basso, Robert Beso alla chitarra e Luciano Corradini alle tastiere

Tre di questi musicisti hanno fatto parte della Band Millennium, è stata quindi una bella esperienza?

La migliore di sempre per quanto mi riguarda. Ed è stato bello che sia stata l’ultima in Italia. Con questa band ho conosciuto i grandi palchi ed ho vissuto concerti spettacolari da punto di vista scenico. Oltre a questo abbiamo anche inciso due dischi.

Qual è a parer tuo il segreto per tenere unita una band e portarla al successo?

«Al suo interno ci devono essere dei punti fermi. Devono essere presenti 3 figure; Un leader organizzativo, un leader tecnico e un cantante che trascina e su cui la band si appoggia. Nel Gruppo Millennium queste 3 figure erano presenti.»

Quali sono stati i grandi cambiamenti della musica negli ultimi decenni?

«All’inizio degli anni ’80 la tecnologia ha cambiato tutto, negli anni ’90 abbiamo assistito ad appiattimento incredibile privo di qualsiasi novità, nell’ultimo decennio internet ha contribuito alla crisi discografica, oggi non si vende più un disco nemmeno se lo regali.»

Com’è nato questo tuo nome d’arte, Elvis Calò? 

«Quando sono stato chiamato a cantare alla mostra di Elvis Presley in Cantinota fra il pubblico c’era anche Roberto Conci. Alla fine mi venne incontro e mi disse che da quel momento Calogero non sarebbe più stato il mio nome ma il mio cognome e che il mio nuovo nome sarebbe stato Elvis; a lui è sempre stato difficile dire di no!»

E fu durante quella serata che nacque Elvis calò Band?

«Esatto. Costruimmo una band classica con una sezione fiati di 3 elementi, per l’epoca era una cosa molto anomala. Attraverso alcuni cambi di formazione ricordo comunque che questo gruppo durò quasi 4 anni con circa 80 concerti all’attivo.»

Com’è stata la tua ultima esperienza qui a Trento, dove hai cantato in Trentino Live Rock nel 2012?

Rivedere tanti amici mi ha davvero emozionato, e sul palco mi sono divertito molto, per un attimo mi è sembrato di tornare indietro di 20 anni. Certamente non pensavo di essere accolto alla fine del concerto con tanto affetto».

Certo che venire a Trento da New York per un concerto….

«Quando canti ti senti vivo, l’adrenalina sale e senti cose incredibili, se poi canti insieme ai tuoi amici e musicisti con i quali hai condiviso momenti magici allora capisci che ne vale davvero la pena. E poi comunque è difficile dire di no all’amico Roberto…»

Hai ancora qualche sogno nel tuo cassetto?

«Vorrei fare un grande concerto a Las Vegas, anche se ovviamente non sarà facile.»

Elvis Calò forse non ha mantenuto fino in fondo la promessa fatta tanti anni prima alla sorella.

Non è diventato il re del Rock ’n roll, anche se ha comunque lasciato il segno nel suo nome. Ha però raggiunto il suo sogno, quello di andare in giro per gli stati Uniti vestendosi e cantando come il grande Elvis

«Non sono mai diventato famoso – ammette – Ma qui dove vivo tutti mi riconoscono e mi fermano per strada.»

Forse il suo talento è stato sostenuto da troppa sregolatezza che alla fine gli ha presentato il conto. Ambedue queste doti gli sono state assegnate dalla vita; con il genio ci ha combattuto, con la sregolatezza invece ha dovuto conviverci.

Anche lui, come il grande Elvis Presley, ha in taluni momenti della sua vita abusato negli eccessi e nelle stravaganze, ma anche in tanta generosità verso gli altri. E come il grande Elvis la filosofia è sempre stata la stessa; essere protagonista e voler intrattenere la gente fino all’ultimo respiro.

Ma con la nostra città lo lega un amore particolare, tanti amici e soprattutto molti ricordi legati alla musica.

La nostra speranza è un giorno di vederlo apparire ancora una volta, come per magia o per uno scherzo del destino, dietro l’angolo, con il suo sorriso, e magari sentirlo ancora una volta dire «Dai ragazzi che mettiamo in piedi un gruppo da far paura…»

Arrivederci a presto grande Elvis Calò, un grande saluto e un abbraccio dalla tua Trento!

Nella foto la torta regalata a Elvis nella festa dell’addio prima di tornare a New York il 15 giugno 2012

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Arte e Cultura

«Progetto voce»: oggi l’incontro con gli autori di «Pillowsky & Friends»

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L’associazione “Progetto Voce” , propone questo pomeriggio dalle 14 alle 18, presso la propria sede di via Detassis 41 a Trento un incontro musicale con gli autori “ Pillowsky & Friends” ad ingresso libero .

Interverranno due scrittori di Pergine Susy Andreatta autrice di libri fantasy e Alberto Pilloni autore di libri gialli.

Sottofondo e intermezzi musicali durante la lettura di alcune pagine dei libri, saranno a cura di Valeria Forti Kukushkina pianista ed esperta dell’arte dell’improvvisazione.

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Interverranno anche Veronica Ganarin cantante e musicista nonché presidente dell’associazione “ Progetto Voce “ e Antonio Serpotta terapista del suono.

Conosciamo meglio i due scrittori che presenteranno le loro opere.

Susi Andreatta: indubbiamente è la Regina dei self con dei numeri da capogiro: 11 pubblicazioni e circa 8 mila libri venduti. Davvero non male per un’autrice per hobby che si è da sempre si è auto prodotta.

Presenterà la sua ultima creazione, il quinto libro della saga “Il mondo di ghiaccio”. Forse l’ultimo di una serie che ha riscosso molto successo raccontando un ipotetico futuro ambientato in Trentino. L’autrice ha scritto molti altri libri di successo, tra cui spiccano “Alba d’Islanda” e “Nero Alpino”.

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Alberto Pillowsky: è autore di libri gialli che si stanno facendo notare anche fuori dal Trentino. Oggi parlerà anche di tecniche di impaginazione, editing e delle difficoltà che ha uno scrittore “ fai da te” negli anni 2000. Presenterà la sua ultima opera “047261 Codice Rozin” e racconterà al pubblico qual’è la sua visione di mercato. Conoscendo il personaggio, la chiave dei suoi discorsi sarà sicuramente ironica.

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Musica

«Where is the music?»: la rassegna Generazioni ad Arco parla di musica rap e trap

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È dedicato alla musica rap e trap il quinto appuntamento della rassegna “Generazioni”, in programma sabato prossimo, 19 ottobre, al centro giovani Cantiere 26 di Arco.

Si comincia alle 18.30 con Ivan Carozzi, giornalista, scrittore e autore televisivo, da poco nelle librerie con “L’età della tigre”, e Marco Koflah, giovane trapper/rapper trentino. Alle 21.00, la protagonista è invece la ‘signora del rap italiano’ Paola Zukar, produttrice musicale e manager di personaggi come Fabri Fibra, Marracash e Clementino.

Dalle 22.30 l’atmosfera si riscalda: sul palco torna Koflah con i brani tratti dal suo ultimo album “Country Bwoya”.

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La musica, come poche altre cose, riesce a descrivere in maniera efficace i sentimenti, lo sguardo e le prospettive di un’epoca. Ciò che un tempo passava sui nostri stereo e ora, più di frequente, sui nostri computer o nei nostri smartphone, racconta meglio di qualunque altra cosa l’universo emozionale e i riferimenti culturali di intere generazioni.

Proprio per questo, “Generazioni”, la rassegna di eventi organizzata dalle cooperative sociali Young Inside e Inside con il sostegno delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Regione Trentino Alto Adige-Südtirol, ha scelto di dedicare a questo potentissimo mezzo di espressione il quinto degli appuntamenti in calendario sul territorio regionale.
Sabato prossimo, 19 ottobre, “Generazioni” raggiunge il centro giovani Cantiere 26 di Arco, con un ricco programma di eventi dedicati alla musica trap e rap.

Si comincia alle 18.30 con Ivan Carozzi e Marco Koflah.

Ivan Carozzi, già caporedattore di “Linus” e autore per trasmissioni televisive come “Le invasioni barbariche” e “Lessico famigliare”, da settembre è in libreria con “L’età della tigre” (Il Saggiatore), un viaggio musicale e antropologico nella Milano dei centennials. Koflah, al secolo Marco Cofler, è fra le giovani promesse dell’universo trap e rap trentino. Con la moderazione di Claudia Boscolo, insegnante e saggista, discuteranno di musica e nuove generazioni, per capire come la trap e i suoi “eroi di plastica” si siano insinuati nei nostri discorsi e, soprattutto, cosa possano raccontarci di noi. L’incontro è organizzato in collaborazione con la libreria Due Punti di Trento.

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Alle 21.00 la protagonista è Paola Zukar, considerata negli ambienti discografici “la signora del rap italiano”. Zukar, genovese, classe ’68, inizia a occuparsi di cultura hip hop negli anni Novanta su riviste specializzate come “Aelle”.

Poi le collaborazioni in campo discografico: da MP3.com fino alle major BMG Ricordi e Universal Italia. Nel 2005 il grande salto: fonda la Big Picture Management, che oggi gestisce artisti del calibro di Fabri Fibra, Marracash e Clementino. A Cantiere 26, Zukar dialogherà con Gianluca Taraborelli, aka Johnny Mox, giornalista, cantante, musicista polistrumentista e creatore del progetto “Stregoni”.

La serata si conclude con l’appuntamento delle 22.30. Sul palco torna Koflah, con i brani tratti dal suo ultimo album “Country Bwoya”. Originario di Besenello, classe 1992, Marco Cofler si innamora della musica a 16 anni, prima coltivando la passione per il reggae, poi avvicinandosi all’hip hop. Nel 2017 entra nel circuito della musica trap e delle ‘trap night’, partecipando a eventi in Trentino, ma anche fuori regione e in Austria. Saliranno sul palco con lui NastyKush & Ranabis, Nana Motobi e Alyon. Dj e producer della serata sarà invece Insane della Black Tile Gang.

La partecipazione a tutti gli appuntamenti è libera e gratuita. Saranno presenti all’evento lo stand di Due Punti libreria – laboratorio e gli artisti dello Studio d’Arte Andromeda di Trento.

Tutti gli appuntamenti della rassegna “Generazioni” sono progettati con la collaborazione e il sostegno delle istituzioni e delle realtà che operano nei territori coinvolti. L’evento di sabato è organizzato in collaborazione con Cantiere 26 e Piano Giovani Alto Garda e Ledro “Piano B” e patrocinato dal Comune di Arco.

 

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Spettacolo

Tre film trentini parteciperanno alla Festa del Cinema di Roma

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Riconoscimento importante per il cinema “made in Trentino”: quest’anno infatti alla Festa del Cinema di Roma saranno tre le pellicole sostenute dalla Film Commission.

Saranno infatti presenti due film che sono stati girati in parte sul territorio trentino, uno in concorso ufficiale: “Il ladro di giorni” di Guido Lombardi e uno nella sezione autonoma del festival “Alice nella Città“: “La volta buona” di Vincenzo Marra.

In quest’ultima sezione si trova anche, per la prima volta, un documentario di un regista trentino, Manu Gerosa, presente con il suo film “One more jump”.

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Il Festival, in programma nella capitale dal 17 al 27 ottobre, rappresenta una kermesse prestigiosa, durante la quale si alternano proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti che hanno il fulcro nell’Auditorium Parco della Musica, struttura firmata da Renzo Piano.

L’evento si intreccia con il MIA, il Mercato Internazionale Audiovisivo, a Roma dal 16 al 20 ottobre, con il quale Trentino Film Commission ha una partnership importante legata all’ottenimento della certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la certificazione dei sistemi di gestione sostenibile per eventi.

Questa edizione del MIA – Mercato Internazionale Audiovisivo, grazie a Trentino Film Commission, sarà per la prima volta sostenbile; del resto l’impegno della Film Commission nel campo della sostenibilità ambientale ha fatto scuola grazie a T-Green Film, il primo fondo regionale in Europa che premia e certifica le produzioni cinematografiche che lavorano nel rispetto dell’ambiente.

Il ladro di giorni” di Guido Lombardi. In concorso al Festa del Cinema di Roma
Cast:Riccardo Scamarcio, Massimo Popolizio, Augusto Zazzaro, Giorgio Careccia, Vanessa Scalera, Carlo Cerciello
Produzione: Bronx Film, Indigo FilmCon il contributo di Trentino Film Commission
Riprese in Trentino: agosto e settembre 2018, a Trento e Riva del Garda

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Sinossi: Salvo, undici anni, vive con gli zii in Trentino. Il giorno della sua prima comunione, mentre gioca a pallone con gli amici, compare inaspettatamente a bordo campo un uomo: è suo padre Vincenzo. Salvo lo riconosce a stento. Non lo vede, infatti, da sette anni, da quando due carabinieri lo avevano portato via dalla loro casa in Puglia. Vincenzo è ora uscito di prigione e dice di voler passare qualche giorno con il figlio: insieme partono per il sud. Durante questo viaggio lungo l’Italia, scandito da molti incontri e ricordi, Salvo imparerà a conoscere suo padre, ma dovrà fare i conti anche con i suoi segreti e il suo passato.

“One more jump” di Emanuele Gerosa. In concorso – Alice nella città
Produzione Locale Trentina: Oneworld DocuMakers di Emanuele Gerosa con il contributo di Trentino Film Commission
Distribuzione: Fandango
Riprese: il film è stato girato tra la Palestina e l’Italia.

Sinossi: Jehad e Abdallah, fondatori del Gaza Parkour Team, sono divisi da scelte di vita diverse, ma con lo stesso amore per il Parkour e per la loro terra assediata; nati e cresciuti in una prigione, devono oggi cercare ben oltre ai loro sogni, uno nella Striscia di Gaza e l’altro in Italia, quale sia la strada che conduce alla libertà.

“La volta buona” di Vincenzo Marra
Sezione Panorama Italia – Alice nella città
Cast: Massimo Ghini, Ramiro Garcia, Max Tortora, Francesco Montanari, Gioia Spaziani, Massimo Wertmuller
Produzione: Lotus Production con il contributo di Trentino Film Commission
Riprese in Trentino: maggio 2019 a Dimaro (Val di Sole)

Sinossi: Bartolomeo, ex procuratore sportivo, vive di espedienti e piccoli imbrogli.

La vita non è stata troppo generosa con lui, il vizio del gioco gli ha fatto perdere soldi e famiglia e ora passa le giornate nei campetti di periferia sperando di trovare il nuovo Messi. Sempre alla ricerca del colpo di fortuna, un giorno riceve una telefonata: in Uruguay c’è un ragazzino, Pablito, che è un vero fenomeno, un fuoriclasse che sicuramente sfonderà nel calcio italiano. Per Bartolomeo è finalmente arrivata l’occasione per riprendersi tutto quello che ha perso. Per Pablito si può realizzare il sogno di giocare in un grande club. Per entrambi questa è la volta buona…

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