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Trento

Precarie scuola infanzia: si cerca una soluzione

Sette maestre d'asilo – in rappresentanza di oltre mezzo migliaio di colleghe, insegnanti precarie nelle scuole d'infanzia trentine – dopo aver presentato oltre 2.700 firme hanno incontrato nel primissimo pomeriggio di ieri i consiglieri provinciali, per rappresentare la situazione in cui saranno gettate dal concorso indetto in gennaio dalla Provincia per procedere a 60 assunzioni a tempo indeterminato.

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Sette maestre d'asilo – in rappresentanza di oltre mezzo migliaio di colleghe, insegnanti precarie nelle scuole d'infanzia trentine – dopo aver presentato oltre 2.700 firme hanno incontrato nel primissimo pomeriggio di ieri i consiglieri provinciali, per rappresentare la situazione in cui saranno gettate dal concorso indetto in gennaio dalla Provincia per procedere a 60 assunzioni a tempo indeterminato.
 
Ha parlato per prima Sara Fabbro, spiegando che il problema riguarda donne con 10-15 anni di precariato sulle spalle, trascorsi a catturare le giornate di chiamata e con la prospettiva stabile di rimanere comunque senza occupazione e senza copertura pensionistica nei due mesi di sospensione estiva delle lezioni.
 
Anni durante i quali le insegnanti hanno cresciuto ed educato schiere di bambini, cogliendo tutte le occasioni di formazione professionale e di aggiornamento finanziate e proposte dalla Provincia.
 
"Poi arriva questo concorso – ha spiegato l'insegnante – che apre a tutta Italia la selezione per i 60 posti fissi, di cui 30 riservati al progetto bilinguismo nelle scuole e quindi a chi ha la conoscenza certificata della lingua straniera. La prospettiva per noi, di fronte alla concorrenza dei giovani freschi di studio, è quella di non vincere il concorso e di finire anzi nelle parti basse della graduatorie da cui si attinge per le chiamate temporanee. I sindacati tacciono, noi intanto abbiamo raccolto in men  che non si dica 2700 firme di sostegno alla nostra causa, che ora sottoponiamo alla politica e alle istituzioni".
 
La scelta fatta dal governo provinciale – va chiarito – è stata quella di stabilizzare alcuni mesi fa 243 docenti precarie, aprendo invece il concorso per i 60 nuovi posti anche ai giovani, cui il presidente Ugo Rossi ha detto di non voler chiudere tutte le porte di accesso alla scuola trentina. L'unica chance importante per le precarie viene dal punteggio (10 su 30 complessivi) collegato a chi vanta almeno 8 anni di insegnamento.
 
All'incontro di ieri Claudio Civettini ha spiegato di avere pronta una mozione per l'aula consiliare, Rodolfo Borga ha ricordato di avere interrogato il presidente Rossi, ipotizzando l'illegittimità del bando di concorso e chiedendo in ogni caso che non si prevedano sistemi di punteggio tali da favorire oggettivamente chi è fresco di studi rispetto agli insegnanti più in là nell'età.
 
Claudio Cia ha chiesto una soluzione politica, Gianfranco Zanon ha detto che ci sono in ballo anche situazioni di precariato in atto da 22 anni. Manuela Bottamedi ha ricordato che la scelta del concorso ordinario per titoli ed esami come unica modalità di accesso alla docenza, risale alla legge finanziaria provinciale 2014.
 
La riunione – coordinata dal presidente del Consiglio, Bruno Dorigatti – si è conclusa con la scelta condivisa di affidare all'assessora Sara Ferrari (che era presente) la missione di riportare i termini del confronto al tavolo della Giunta provinciale, onde chiedere al presidente Rossi (titolare della competenza in materia di scuola) possibili correttivi e soluzioni. 

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Trento

Massacrò il finanziere al Ciolda: in casa del tunisino trovati anche lingotti d’oro.

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Nuovi sviluppi, e clamorosi, dopo l’arresto di O.D  il 27 enne di origini magrebine, che era uno dei due giovani che il 16 luglio 2016 massacrarono fuori dal locale Ciolda di Pergine Mario Aiello, un finanziere 35 enne. (qui articolo dell’arresto)

L’uomo era stato aggredito fuori dal locale da due persone per aver difeso la sua compagna 39 enne di Pergine Valsugana. Era stato letteralmente massacrato senza ritegno dai due e ricoverato al pronto soccorso del Santa Chiara in condizioni gravissime.

Era rimasto in coma per parecchi giorni e per fortuna era riuscito a cavarsela dopo molti giorni di prognosi riservata e di lotta fra la vita e la morte.

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In ospedale era rimasto circa tre mesi dove gli era stata riconosciuta un’invalidità del 15 per cento.

Il nostro giornale aveva pubblicato l’articolo del suo arresto nella giornata di sabato. dopo dopo che nella  giornata di venerdì 8 novembre, i finanzieri della Compagnia di Trento avevano portato a termine l’ennesima operazione a contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti.

L’operazione è il frutto di un’attività eseguita al termine di una serie di mirati accertamenti compiuti per svariati giorni, supportati da alcune informazioni raccolte tra gli abitanti del quartiere di Roncafort.

A cadere nella rete dei militari è stato O.D., cittadino italiano di origini tunisine di 27 anni, senza attività lavorativa ma, ciò nonostante, con un tenore di vita particolarmente elevato: fin dai primi tempi dell’indagine, infatti, risultava essere abituale frequentatore dei ristoranti più lussuosi della città, con un debole per le auto di grossa cilindrata e gli abiti delle migliori griffe.

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Era, inoltre, residente in una villa su tre piani nell’altopiano della Vigolana.

Nel corso di un pedinamento, i finanzieri notavano che il soggetto effettuava con l’autovettura degli itinerari particolarmente complicati, senza seguire la via più breve, al fine, probabilmente, di confondere eventuali inseguitori. I sospetti crescevano allorquando il sospettato, dopo aver posteggiato, eseguiva delle operazioni all’interno dell’automobile.

I militari decidevano quindi di controllare l’uomo, intimando l’alt alla Mercedes alla quale era alla guida.

L’uomo, improvvisamente, innestava la retromarcia cercando di sottrarsi al controllo, speronando con tale manovra un’auto civetta dei finanzieri che gli sbarrava la strada: a tal punto, cercava la fuga a piedi ma veniva prontamente raggiunto e fermato dai finanzieri, nonostante gli ulteriori tentativi di divincolarsi e colpire gli agenti.

Dopo averlo bloccato, i finanzieri procedevano all’ispezione dell’autovettura sulla quale viaggiava, rinvenendo circa 7 etti di hashish occultati nel sedile anteriore.

I primi esami della sostanza permettevano di appurare che la qualità della medesima era particolarmente elevata e di difficile reperimento sulla piazza trentina, tanto da consentire la possibilità di fornire, sul mercato illegale degli stupefacenti, oltre 700 dosi per un valore di oltre 20 mila euro.

L’attività di servizio veniva, quindi, immediatamente estesa anche all’abitazione dove viveva l’uomo, con una perquisizione eseguita anche con il supporto delle unità cinofile: le operazioni consentivano di rinvenire, occultati all’interno di arredi situati nella cucina e nel salone, ben 15000 euro in contanti, 2 lingotti d’oro per un valore di circa 10000 euro e, inoltre, svariati apparati cellulari ed altri elementi a conforto dell’ipotizzata attività di spaccio. Attività particolarmente redditizia, se si considera che, oltre al tenore di vita sopra descritto, O.D. all’interno della villa poteva usufruire anche di vasca con idromassaggio, una sala adibita a palestra ed un altro locale adibito a sala-cinema.

Un particolare che ha incuriosito i finanzieri è stato una gigantografia di Al Pacino nell’interpretazione del film “Il padrino” che adornava una parete del soggiorno.

E non solo, all’interno di un cassetto erano raccolti tutti gli articoli di giornale che narravano gli episodi di cronaca che avevano visto protagonista O.D.: dai primi danneggiamenti nei confronti di autovetture, per i quali era stato accusato all’età di 19 anni, fino all’efferata aggressione nei confronti di un finanziere, percosso all’esterno di un noto locale per aver difeso la propria compagna dalle pesanti attenzioni di due soggetti, tra i quali l’arrestato. A seguito del pestaggio, il finanziere era stato portato al pronto soccorso del Santa Chiara in condizioni gravissime, rimanendo in coma per parecchi giorni per poi, fortunatamente, ritornare alla vita normale, sebbene con una invalidità del 15 per cento, dopo molti giorni di prognosi riservata e di lotta fra la vita e la morte.

Il caso occupò intere pagine dei giornali della provincia per molte settimane vista la violenza e l’efferatezza inaudita dell’aggressione avvenuta per futili motivi.

Al termine delle operazioni di polizia giudiziaria, valutato il contesto complessivo, l’italo-tunisino veniva tratto in arresto e ristretto presso la Casa Circondariale di Gardolo.

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Trento

Allerta protezione civile: si intensificano le piogge con neve anche in fondovalle

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La protezione civile del Trentino comunica che, oggi martedì 12 novembre 2019, è stato emesso un messaggio mirato per nevicate a quote medio-basse.

Nei prossimi giorni sono previste ulteriori precipitazioni anche a carattere nevoso.

Dalla sera di oggi, martedì 12 novembre, e fino alle ore centrali di domani sono previsti 30 – 40 mm di precipitazione con limite delle nevicate in abbassamento fino a quote medio-basse; venti moderati o forti prevalentemente da nord.

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Attorno ai 1000 m di quota sono attesi mediamente 20 – 40 cm di neve.

Spessori più modesti potrebbero interessare nella mattinata di domani anche territori decisamente più bassi in relazione all’intensificazione locale dei fenomeni; è quindi possibile che la neve raggiunga il fondovalle in Valsugana o addirittura, con minor probabilità, in Valle dell’Adige.

Tra mercoledì pomeriggio e giovedì sera esaurimento delle precipitazioni e schiarite ad iniziare da Ovest; nella mattinata di giovedì calo delle temperatura con probabili gelate diffuse.

Da giovedì sera e per tutta la giornata di venerdì precipitazioni intense e diffuse, anche nevose; sabato temporaneo miglioramento e domenica ulteriori precipitazioni.

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Trento

Dal 15 novembre tre serate culturali sulla storia di Sardagna

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Da venerdì 15 novembre per tre settimane, l’associazione culturale Alto Sasso”, propone tre incontri pubblici serali utili per approfondire la conoscenza della storia di Sardagna.

Nella prima serata, i relatori saranno don Severino Vareschi e Jessica Reich che parleranno de “ Il matrimonio in tribunale nel Trentino di metà ‘800: i processi di Sardagna”.

Il 29 novembre sarà trattato un interessante argomento, “La sopressione di conventi e confraternite tra Impero Austriaco e Regno Napoleonico: la dimenticata Confraternita del Rosario di Sardagna”; relatori don Severino Vareschi e Samuele Rampanelli.

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L’appuntamento che andrà a chiudere il trittico d’incontri è previsto per il 17 gennaio nel quale Franco Cagol dell’Archivio Storico del Comune di Trento, interverrà sul tema “ La città, le sue campagne e i suoi monti. Trento e Sardagna nel Medioevo”.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella sala polifunzionale dell’oratorio e sono organizzati in collaborazione con la Circoscrizione.

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